domenica 23 aprile 2017

Un vizio che non voglio smettere

Certe notti somigliano a un vizio che tu non vuoi smettere mai. Luciano Ligabue

Negli ultimi tempi sono stata travolta da una serie di eventi che hanno avuto la precedenza sulla scrittura. Non è semplice essere ispirati quando la vita quotidiana assorbe tutte le tue energie.
Nonostante tutto mi imponevo di mettermi davanti al computer almeno un paio di volte a settimana per  alcune ore per scrivere le mie storie, a volte scrivevo solo sul blog, altre volte scrivevo un paio di pagine con notevole fatica.
Ho anche pensato talvolta di aver esaurito la mia vena creativa, perché non mi sembrava normale fare così fatica. 
Poi però, in momenti in cui ero del tutto distratta, i miei pensieri andavano ai personaggi delle mie storie che mi raccontavano qualcosa della loro giornata, dei loro pensieri, dei loro dubbi e delle loro passioni.
E poi l'altro giorno mi sono messa al computer e sono andata avanti fino a sera, non ho quasi  mangiato e non mi sono mai fermata. Il giorno successivo dopo il lavoro ho ripreso a scrivere fin quasi a mezzanotte, insomma ero assillata da una specie di scrittura compulsiva a cui non riuscivo a sottrarmi. 
Sono stata catturata da una storia che era lì ferma in attesa di essere sviluppata e che all'improvviso è uscita allo scoperto, è accaduta una cosa analoga con L'amore che ci manca quando i personaggi chiedevano di vivere. Ora non so quanto durerà questo stato di grazia, spero fino alla fine della storia.
Però so già che, se dovessi rallentare di nuovo, i personaggi potranno tornare a trovarmi e busseranno alla mia porta.
Scrivere per me è diventato un vizio che non riesco a smettere, credevo fosse in calo e invece non è così, possiamo avere momenti difficili, ma il vizio ritorna e riesplode.

Insomma, parafrasando una canzone di Ligabue, la scrittura è un vizio che non voglio smettere mai!

E voi avete dei vizi che non riuscite a smettere?



sabato 15 aprile 2017

Il potere terapeutico della scrittura

Uno scrittore ha la capacità di ricordare la storia di ciascuna cicatrice. Stephen King

In questi giorni al lavoro sto attraversando dei momenti molto difficili. I capi sono sempre più stupidi, alcuni addirittura sono deliranti e io mi trovo in mezzo in un tira e molla assurdo. A volte torno a casa così arrabbiata che mi vengono quasi le palpitazioni.
Se non avessi la scrittura forse avrei fatto qualche sciocchezza (tipo perdere le staffe e tirare in testa un portapenne a uno di loro) invece ho incanalato la rabbia nella pagina scritta e ho buttato giù la trama di un altro giallo.
Vi chiedete che fine ha fatto il primo? Diciamo che è quasi in dirittura di arrivo, mancano gli ultimi ritocchi.
Ma parliamo della seconda trama. Immaginare una storia dove gli stronzi fanno una brutta fine è molto, ma molto terapeutico. E poi la realtà supera spesso la fantasia, non è un modo di dire: é proprio così, io potrei scrivere un libro di alcuni intrighi che si sono svolti sotto i miei occhi senza neanche scomodare troppo la fantasia. 
I giochi di potere negli ambienti di lavoro sono molto più frequenti di quanto si pensi.
Poi ovviamente dovrei scrivere l'avvertenza "ogni riferimento...è puramente casuale".
Ma torniamo al potere terapeutico della scrittura. Quando si scrive si raccontano delle storie, ma le storie nascono dentro di noi dall'osservazione della realtà. Perfino i romanzi fantasy o distopici si ispirano alla realtà, poi si immagina un mondo terribile, ma siamo sicuri di non vivere davvero in un mondo distopico, forse siamo immersi in questo mondo senza saperlo, era questa la teoria di Matrix, ricordate? 
Io osservo una persona e immagino la sua realtà, immagino la sua vita e ci scrivo un pezzo di romanzo, e qualche volta mi avvicino tanto, ma proprio tanto alla realtà vera. Empatia, intuito? Forse un mix di entrambi, oppure semplice capacità di osservazione.
Ora in questi giorni sto prendendo appunti e immaginando una storia, e già mi sento meglio. 
E poi c'è il romanzo appena uscito, anche quello mi porta su il morale, sono felice perché finalmente gira libero per il mondo e spero tocchi il cuore di molte persone, che le faccia sognare e appassionare, sperando che provino almeno una parte delle emozioni che io ho provato nello scriverlo.

Se non avessi questo mio mondo parallelo sarei sconfortata e invece grazie ad esso sto abbastanza bene, intanto mi godo la primavera e questo lungo week end festivo.
E prima di andarmene vi auguro Buona Pasqua con tutto il mio affetto

domenica 9 aprile 2017

Milano: un pomeriggio tra amici

Visto che la settimana è stata piuttosto intensa, non ero riuscita a preparare nessun post per il blog e così non mi resta che raccontarvi la mia trasferta milanese.
Evento 8 aprile

Vi ripropongo la locandina dell'evento dove ci sono i nomi degli autori, tra cui il mio! 

Ecco le foto della location, questo è il momento in cui viene dato il benvenuto ai partecipanti.
È stata una bellissima emozione non solo parlare dei miei romanzi, ma soprattutto conoscere personalmente gli autori, li ho trovati fantastici, bravi, competenti e simpaticissimi. 
E poi ho conosciuto di persona anche Cristina del Il manoscritto del Cavaliere e Sandra de I libri di Sandra  è stato come trovare due amiche, forse perché attraverso il blog già ci conosciamo, ma è stato davvero bello.

Stefania Romito e Carlo Zannetti

Sara Monica


Linda Stella Coltro e Lucrezia Daveri


Giulia Mancini e Michela Di Gregorio
E per un resoconto dettagliato vi riporto il link del Blog di Stefania Romito

E infine ecco la foto finale il selfie con Cristina e Sandra che sono state così carine da venirmi ad ascoltare.
Sandra - Giulia - Cristina



venerdì 7 aprile 2017

Presentazione su Anima di carta: L'amore che ci manca


Cari amici oggi sono sul blog Anima di Carta di Maria Teresa Steri a presentare il mio romanzo appena uscito L'amore che ci manca edito Butterfly Edizioni e che, vi ricordo, è in offerta lancio a 0.99 ancora per oggi, ultimo giorno.
Vi ricordo che domani sono a Milano all'Aresline del Centro Leonardo da Vinci via G. Galeazzo, 31 dalle 17, insieme ad altri 5 autori del gruppo Ophelia's Friends.
Parlerò in pubblico per la prima volta e da due giorni ho la voce bassa per una brutta raucedine, quando si dice il destino avverso, ma io persevero, nel frattempo sto mangiando tante caramelle balsamiche.
A presto!
 

domenica 2 aprile 2017

A Milano per presentare i miei libri sabato 8 aprile: save the date


Cari lettori
sabato 8 aprile sarò a Milano presso il Centro Leonardo da Vinci Via Galeazzo 31 a presentare i miei romanzi, in particolare l'ultimo L'amore che ci manca edito dalla Butterlfy Edizioni.
Se qualcuno, soprattutto gli amici di Milano, ha voglia di fare un salto e conoscermi l'evento comincia alle 17.30 circa, sarò intervistata dalla bravissima Stefania Romito del gruppo Ophelia's Friends.
Stefania mi ha già intervistato circa un anno fa, ne parlavo nel blog qui, intervista passata poi su Radio Punto e sul canale Web radio Network sempre per il gruppo Ophelia's friends che potete ascoltare in replica anche sul canale Youtube.
Quindi amici di Milano se avete voglia di venirmi a conoscere questa è una buona occasione!

Vi aspetto allo spazio eventi Aresline del Centro Leonardo Da Vinci Via G. Galeazzo, n. 31

Questo avrebbe dovuto essere un post estemporaneo infrasettimanale per informarvi, ma ho avuto una settimana intensa e quindi questo diventa il post domenicale che propongo di solito.
Non potevo fare altrimenti, questa settimana è stata peggiore delle altre perchè ero compressa tra una serie di scadenze lavorative e sociali per cui sono anche uscita un paio di sere dopo il lavoro, giovedì mi sono ritrovata con le ossa doloranti, pensavo fosse la stanchezza invece era febbre. O era febbre causata dalla stanchezza? Imbottita di aspirine ho tirato la corda fino a venerdì poi però sono crollata. La primavera causa sempre qualche piccolo malanno di passaggio!
Ma torniamo alle belle notizie: sono emozionata perché martedì 4 aprile uscirà il mio terzo romanzo, ammetto che ciò mi causa una certa ansia pre-pubblicazione, del resto dopo aver atteso tanto non posso che essere contentissima, emozionata, anche se agitata; felice anche se ansiosa. Va bene basta, altrimenti agito pure voi.

E quindi la domanda d'obbligo è: chi di voi verrà ad ascoltarmi?


domenica 26 marzo 2017

L'amore che ci manca arriva il 4 aprile

Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime
prima ancora che i corpi si vedano. Paulo Coelho
 Cari amici lettori di questo blog finalmente posso annunciare la prossima pubblicazione del mio romanzo. L'amore che ci manca sarà on line su Amazon dal prossimo 4 aprile, edito dalla Butterfly Edizioni, la casa editrice che ha apprezzato la mia storia a pochi giorni dalla sua prima uscita self.

Vi piace la cover? Io la trovo bellissima e molto evocativa della storia che racconta. Sono molto emozionata perché da tempo aspettavo il ritorno del mio libro. L'uscita sarà in un primo momento solo on line e spero sarà seguita presto anche dall'edizione cartacea. 

Di cosa parla questo romanzo?

“L’amore che ci manca” tratta, come si presume dal titolo, del tema dell’amore e della passione, ma  tocca anche altri argomenti a me cari: il tema della crisi economica che stiamo attraversando e dalla quale il nostro paese fa fatica a uscire, il tema del ruolo della donna nella società, la difficoltà di conciliare il lavoro con l’essere “moglie” e “madre”, le scelte che le donne fanno loro malgrado.
È un romanzo che parla dell’amore e di quello che siamo disposti ad affrontare per realizzarlo, e in questo caso specifico parla di un amore ritrovato, ritrovato perché irrisolto, perché interrotto e mai veramente dimenticato. Non è infrequente che accada anche nella vita che, a distanza di tempo, si ripensi a qualcuno che è stato importante e si arrivi a capire quello che era rimasto oscuro o mai compreso pienamente. E può succedere che il destino ci presenti una seconda occasione per essere felici.

TRAMA

Si dice che la vita cominci a quarant’anni e potrebbe essere così per Linda Sarti che alle soglie dei quaranta sembra avere tutto quello che una donna possa desiderare: è bella, ha un marito che la ama, una figlia adolescente e un lavoro in cui si è pienamente realizzata.
Invece proprio nell’anno del suo quarantesimo compleanno tutte le sue certezze crollano: suo marito la lascia per inseguire un nuovo amore più giovane, sua figlia sempre più irrequieta nei suoi conflitti adolescenziali tende ad attribuirle l’origine di quel fallimento matrimoniale. Il suo lavoro forse non costituisce quello che lei davvero desiderava ed è diventato fonte di enormi responsabilità e preoccupazioni che la schiacciano ogni giorno di più.
Dopo due anni Linda, che nel frattempo ha cercato di riorganizzarsi l’esistenza, non è affatto soddisfatta di come è diventata la sua vita che ha assunto quasi la forma di un’oppressione quotidiana. E poi un giorno al lavoro accade qualcosa di talmente grave che la costringe a riflettere su quello che davvero vuole realizzare nella sua vita.
Si aggiunge a questo momento di grande confusione la malattia di sua zia, unica figura familiare rimastale dopo la morte dei suoi genitori, e Linda lascia momentaneamente il lavoro per cercare di aiutarla in questo difficile momento. Torna nel paese natale e incontra Giulio, l’amore della sua giovinezza, il ragazzo che ha amato disperatamente per cinque anni. Rivederlo riaccende in lei i ricordi e quell'amore che credeva dimenticato.
Anche Giulio sembra cambiato. Inaspettatamente le riserva tutte quelle attenzioni che un tempo evitava, perché allora l'aveva lasciata? Cosa era successo anni prima? Perché all'improvviso sembra non poter più fare a meno di lei? Linda è costretta a tornare con la mente agli anni in cui viveva lì e al punto in cui ha fatto determinate scelte tra cui quella di partire. La sua permanenza forzata in quel luogo diventa un viaggio interiore alla scoperta di se stessa e anche di risposte che allora erano rimaste sospese.

Ci sono amori che restano fermi nel tempo, incompiuti e irrisolti. Possono tornare nella memoria come un alito di vento e sfiorarci appena per un momento o possono riesplodere impetuosi come un temporale d’estate.

Ma voi credete nell'amore? E sapreste definirlo in poche righe?


domenica 19 marzo 2017

Città letterarie

Con questo post aderisco al meme di  Ariano Geta  sulle città letterarie raccontate da noi bloggers scribacchini nei nostri romanzi, al meme ha subito aderito anche Cristina M. Cavaliere 

Parliamo quindi delle città letterarie descritte nei miei romanzi e non posso non partire dalla città di Bologna essendo un luogo che ho riproposto in tutte le mie trame, oltre a essere la città in cui vivo e che amo.


Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po' molli,
col seno sul piano padano e il culo sui colli.Francesco Guccini
Bologna è una costante nelle mie storie, i miei protagonisti viaggiano, partono e ritornano e, spesso, in questa città finiscono con il fermarsi, oppure talvolta ripartire.
Essa rappresenta un luogo dell'anima dove approdare e ritrovare una speranza, un sogno, un nuovo inizio.

E di Bologna vi propongo due estratti da Fine dell'estate e da L'amore che ci manca 
“Bologna è una città strana, la si scopre poco per volta. Mostra la sua bellezza lentamente, attraverso le sue strade fatte di portici che si aprono di fronte a piccoli gioielli monumentali inaspettati”

Estratto da  “Fine dell'estate.” 

“E adesso si ritrovava in quella città dove avevano passato insieme tanti momenti e lui non poteva fare a meno di ricordarli con rimpianto. Girò per un po’ tra i vicoli del centro e ritrovò quell’atmosfera che aveva sempre amato. Stava cercando il coraggio di andare da lei”

Estratto da  “L'amore che ci manca.”

Un'altra città di cui parlo nel mio romanzo La libertà ha un prezzo altissimo è New York 

New York aveva tutta l’iridescenza dell’inizio del mondo.
(F .Scott Fitzgerald)
Nel mio libro parlo della New York fiduciosa nel sogno americano che esisteva prima dell'attacco alle Twin Tower, anche se la foto che propongo è la New York di oggi, ferita ma tesa ancora verso il futuro.
È una città che mostra una faccia dell'America che non trovi negli altri luoghi. È la città che non dorme mai, ma quella dove concretizzare i sogni, dove l'umanità variegata che incontri è un condensato incredibile di storie da vivere e da scrivere.

“New York ti sorprendeva con condizioni meteorologiche talvolta imprevedibili, forse era la vicinanza con l’atlantico, ma fino al giorno prima c’era una bruma densa decisamente invernale e sabato invece sembrava già un inizio di primavera”

Estratto da “La libertà ha un prezzo altissimo.” 

Altra città di cui vorrei parlare è Roma, è una città che compare nel mio primo romanzo perché la protagonista ci va a vivere per un certo periodo dopo il suo rientro in Italia. Nel mio secondo romanzo i due protagonisti arrivano a Roma loro malgrado per motivi di lavoro dei genitori e in questa città vivono la loro separazione forzata. Roma era presente nei miei pensieri prima ancora di conoscerla, quando finalmente ci sono stata ho scoperto un'atmosfera magica, la stessa che avevo immaginato e ogni volta che ci sono tornata, per vacanza e per lavoro e in stagioni diverse, ho sempre riprovato questa bella sensazione.

Roma città eterna
“Giro per la città senza meta, guardando negozi e riconoscendo monumenti visti prima solo in cartolina, infine mi siedo sui gradini di Trinità dei Monti, osservo la fontana della “barcaccia” zampillante di acqua e i tanti giovani intorno a me. E’ quasi primavera e Roma è splendida, questa città mi dà la sensazione di essere in vacanza.”

Estratto da. “La libertà ha un prezzo altissimo.” 

E infine vi parlo di una città immaginaria, Fiorita, la piccola città di provincia dove vivono i due giovani protagonisti di Fine dell'estate. Ognuno può trovarci delle assonanze con altre piccole città che popolano il nostro bel paese. Come scrivo nelle note al romanzo “Fiorita è un nome di fantasia, ma puoi trovarlo nella realtà delle piccole cittadine di provincia di cui si compone il nostro bellissimo paese a forma di stivale, pieno di bellezza e contraddizioni.”
La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre. Albert Einstein
Fiorita, un paese di poco più di diecimila anime che, a dispetto del suo nome, non esibiva nessuna distesa di fiori, ma solo marciapiedi sconnessi e polverosi, si erge sopra una lieve collina della Puglia settentrionale al confine col Molise e a quaranta chilometri dal mare adriatico, viveva il suo momento di quiete desertica e assonnata del primo pomeriggio, l’ora chiamata “controra”.”

Estratto da  “Fine dell'estate.” 

Spero che le mie città vi siano piaciute, ma a parte l'ultima, le conoscete? Avete una città del cuore?