sabato 14 settembre 2019

Il mondo narrativo

Ho letto tempo fa una interessante newsletter di Stefania Crepaldi che sottolinea l'importanza del mondo narrativo di un romanzo citando i noir di Loriano Machiavelli che ambienta le sue storie a Bologna. E pensare che non avevo mai letto nulla di questo autore, pur conoscendolo di fama, anche perché ha scritto spesso a quattro mani con Guccini di cui sono una appassionata fan (o meglio lo ero, perché adesso lo ascolto molto meno, pur apprezzandolo ancora).
Bologna ben si presta come mondo narrativo per molti motivi, i suoi portici, i suoi vicoli, i suoi misteri (di misteri e di storie noir nella realtà Bologna ne ha avute tantissime). 
Comunque sto tentando di recuperare la lettura dei romanzi di Loriano Macchiavelli per curiosità e perché ho scoperto che il suo personaggio, Antonio Sarti, è quel poliziotto fantastico piuttosto "scartolato" - quasi un precursore di Coliandro - interpretato da Gianni Cavina nella serie - andata in onda tra il 1991 e il 1993 - intitolata L'Ispettore Sarti - un poliziotto, una città (se non conoscete Gianni Cavina vuol dire che siete parecchio giovani, comunque è un attore molto amato da Pupi Avati e qualche anno fa ha interpretato la figura del padre nella serie TV Una grande famiglia).
Comunque la serie dell'ispettore Sarti era ambientata negli anni novanta a Bologna e mi piaceva molto proprio per la sua ambientazione e la simpatia del poliziotto che, nonostante tutto, riesce sempre a risolvere i suoi casi...
Anche il video vintage della sigla della serie televisiva scritta e cantata dallo stesso Cavina rende l'atmosfera della storia e dei suoi personaggi.


Come affermava Stefania Crepaldi molti autori ambientano i loro romanzi in luoghi esotici, magari all'estero, forse senza esserci mai stati, ma questa può non essere un'idea felice perché raccontare di un luogo che si conosce può essere più vantaggioso e rendere il romanzo più suggestivo. Raccontare un luogo attraverso le sue atmosfere e le sue sfumature può davvero donare molto a una storia.

Inoltre l'Italia, soprattutto negli ultimi tempi, è stata un po' riscoperta dalla letteratura, dopo le abbuffate di film americani, le ambientazioni italiane vengono sempre più apprezzate. Già nelle fiction TV, per esigenze contingenti, la provincia italiana è stata spesso usata come ambientazione. Posso citarvi diversi casi.
Per esempio, mentre ero in ferie, ho riguardato le puntate in replica del Maresciallo Rocca ambientate a Viterbo (da quando sono stata nella Tuscia mi sono innamorata di quei luoghi), la serie si fa apprezzare per l'interpretazione di un bravissimo Gigi Proietti, ma anche per il contesto narrativo, Viterbo e i suoi dintorni. 
Viterbo, un vicolo

L'Italia è così variegata,  così intensa, che ogni luogo può essere il perfetto mondo narrativo di un romanzo. 
Possiamo citare la Napoli di Maurizio De Giovanni e di Elena Ferrante, l'isola d'Elba dei delitti del Bar Lume dei romanzi di Marco Malvaldi. La Sicilia di Montalbano, il Friuli di Ilaria Tuti. 
C'è solo l'imbarazzo della scelta per scegliere il mondo narrativo italiano che può essere davvero il proprio mondo...quello in cui si vive o comunque quel mondo che si conosce bene, perché ciò che è importante in un romanzo non è la fredda descrizione dei luoghi ma trasmetterne le atmosfere.
Per esempio nel mio romanzo (non per essere megalomane, ma solo perché mi hanno detto che questa atmosfera è resa molto bene...) Fine dell'estate, ambientato a Fiorita, nome di fantasia di una piccola cittadina del sud d'Italia, così descrivo la "controra":

“Si chiamava “controra” la fascia oraria compresa tra le due e le cinque del pomeriggio, nei pomeriggi di estate, nei pomeriggi caldi del sud. Durante la controra non era educato telefonare, o fare visite, o bussare alla porta, si evitava anche di guardare la tv o di accendere la radio, o, se lo si faceva, si teneva il volume bassissimo.
La controra mi dava la sensazione di essere sospesa nel tempo, qualunque cosa volessimo fare nella nostra giornata era rimandata almeno a dopo le cinque del pomeriggio. Era come se fosse notte fonda, anche se fuori c’erano la luce e il calore fortissimo del sole estivo, il momento più caldo della giornata.
Con gli scuri abbassati che riparavano dalla luce troppo intensa, restavo nel mio angolo a leggere o a pensare a quello che avrei fatto nel corso della serata, agli appuntamenti con le amiche, ai vestiti da indossare, ai punti di ritrovo, nell’aria finalmente più fresca della sera.
A volte mi manca quella sensazione di pace e di silenzio nella calura estiva, la sensazione di attesa, 
il tempo che avevo da dedicare ai miei pensieri o alla lettura di un libro, mi manca la sensazione del tempo che rallenta che invece ora, nella mia nuova vita, è diventato frenetico e convulso.”


Matera

Matera, cortile
Di recente ho scoperto diversi romanzi ambientati in Italia, per esempio l'ultimo è un romanzo noir di Piera Carlomagno Una favolosa estate di morte ambientato in Lucania e più precisamente tra Matera e Potenza una regione riscoperta che si presta molto bene come ambientazione di un mistero. 
Ma tornando indietro nel tempo vi ricordate lo sceneggiato Rai Ritratto di donna velata ambientato a Volterra? Insomma il mondo narrativo italiano può essere un perfetto contesto in cui ambientare la propria storia.
Siete d'accordo con me?
Avete letto qualche libro con ambientazioni interessanti italiane?


Fonti
Video: YouTube 
Immagine: le foto di Viterbo e di Matera sono mie, ricordi di viaggio



sabato 7 settembre 2019

Dieci piccoli insight

Silvia Algerino del Blog Lettore creativo tempo fa ha scritto un post molto carino,
Scrivo questo post in ritardo, ma come si dice per certe cose non è mai troppo tardi



Silvia spiega il significato degli insight molto meglio di me, ma il post traspone poi questo significato nelle piccole cose che ci fanno stare bene, insomma quelle cose apparentemente insignificanti che ci regalano un po' di benessere nel nostro quotidiano.
Leggendo il post di Silvia ho cercato di mettere a fuoco quali sono quelle piccole cose che donano alla mia vita quel quid in più...

1. L'odore del caffè che invade la cucina e il gorgoglio della moka
2. L'odore del ragù che mi ricorda la mamma con l'acuto senso di nostalgia che ne deriva, perché quell'odore mi riporta alla mia infanzia e adolescenza 
3. Poter restare a letto il sabato mattina sapendo che hai il week end davanti a te
4. Leggere un libro che mi sta appassionando
5. Tornare a casa la sera dopo l'ufficio e sapere di non dover uscire, mettersi il pigiama e godersi il meritato relax
6. Comprare una sciocchezza inutile ma che ci piace tanto
7. Ascoltare una canzone che mi piace e fingere di cantarla a squarciagola immaginando di essere su un palco stile rock star...
8. Dormire nelle lenzuola fresche di bucato e di ferro da stiro
9. Bere una schweppes lemon con il ghiaccio nelle afose giornate estive oppure un calice di vino rosso a temperatura ambiente in una sera autunno inverno 
10. Partire di mattina presto su una moto io e lui, per una giornata in libertà inseguendo il vento e quello che ci va.


La vita è breve e complicata e quindi non lamentiamoci, godiamo delle piccole cose che abbiamo e cantiamo con Caparezza (che poi anche canticchiare questa canzone è un piccolo insight che mi fa stare bene!)



Voi siete d'accordo?

Fonti:
Immagini: Pixabay
Video: YouTube

domenica 1 settembre 2019

Realtà fonte primaria di ispirazione


Un romanzo deve raccontare una storia che, pur inventata, sia verosimile.
Perfino in una storia fantasy questa caratteristica deve essere presente perché faccia presa sul lettore.
Negli ultimi tempi ho letto romanzi in cui lo spunto era nato dalla realtà, non che la cosa mi stupisca, io stessa prendo notevoli spunti dalla realtà soprattutto per i thriller. 
In Fragile come il silenzio i casi trattati dal commissario di violenza sulle donne sono basati su casi reali in cui ho opportunamente cambiato alcune dinamiche, anche se il copione sembra ripetersi sempre con la stessa costanza, purtroppo. 
Ne La sottile linea del male l'ispirazione è nata proprio dalla mia conoscenza del mondo universitario e delle sue dinamiche che mi ha fatto pensare a un personaggio come il professor Roberto Negri. 
Ne L'ombra della sera, per il killer, mi ispiro a persone reali e a studi scientifici ormai consolidati che lascio spiegare direttamente da un personaggio nell'epilogo del romanzo. Anche la storia della ragazza scomparsa in una sera d'estate nasce dalla lettura di un articolo che mi aveva profondamente colpito di una giovane donna sparita nel nulla, mentre stava raggiungendo dei suoi amici per andare a una festa, in un altro tempo e in un altro luogo. 

Ilaria Tuti nel suo thriller Fiori sopra l'inferno trae spunto da un fatto storico risalente al 1945 che l'autrice spiega nelle sue note finali. Quando leggo le spiegazioni degli autori scopro un intero universo in cui mi riconosco perché io stessa traggo ispirazione e riflessioni dalla realtà. 

La vita degli autori entra spesso nei romanzi che scrivono, per esempio Herman Melville (quest'anno Moby Dick - considerato uno dei capolavori della letteratura americana - ha compiuto 168 anni) ha lavorato diversi anni su una baleniera e l'autore di MobyDick, che aveva vissuto agiatamente i primi anni della sua vita, dopo il tracollo finanziario di suo padre, fu costretto a lavorare per mantenere la sua famiglia composta da otto figli tra fratelli e sorelle e ridotta in povertà. Nel frattempo il padre dopo la bancarotta ebbe gravi problemi di salute che lo portarono alla morte.
Tra i vari lavori che il giovane Herman svolse ci fu quella di mozzo sulla nave "St. Lawrence" dove si inbarcò nel giugno 1839 in partenza per Liverpool dal porto di New York. Dopo la traversata rientrò a New York e per i tre anni seguenti fece l'insegnante.
Dopo la lettura di Due anni a prora (Two Years Before the Mast) di Richard Henry Dana Jr. - romanzo che descriveva la dura vita da marinaio semplice di uno studente di legge - si ridestò in Herman Melville il desiderio di viaggiare tanto che si imbarcò di nuovo come marinaio, nel gennaio 1841, al porto di New Bedford (Massachusetts) sulla baleniera "Acushnet", diretta verso l'Oceano Pacifico. Il viaggio durò diciotto mesi e il romanzo sulla balena Moby Dick sembra rielaborare molti ricordi dell'esperienza a bordo della "Acushnet".

Tenera è la notte racconta in un certo senso pezzi di vita di Francis Scott Fitzgerald.
L'autore faceva parte della corrente letteraria chiamata "Lost Generation" che comprendeva un gruppo di scrittori statunitensi nati, negli anni 1890, che si stabilì in Francia negli anni venti. Tenera è la notte racconta la vita a inizio secolo di questi giovani statunitensi che vivevano in costa azzurra, in una indolente agiatezza. L'autore visse per cinque anni in Europa, dal 1924, con la moglie Zelda almeno fino al suo rientro definitivo negli Stati Uniti nel 1931.

Mi è capitato di leggere la biografia di alcuni scrittori famosi dopo aver letto i loro romanzi e di avervi trovato spesso delle attinenze con la loro vita. Ciò non vuol dire che il romanzo non sia frutto di invenzione, ma semplicemente che la vita personale influenza la scrittura in modo più o meno trasversale. Il romanzo si sviluppa su binari paralleli alla nostra vita ed è quasi inevitabile che pensieri e ricordi dell'autore finiscano tra le parole scritte sulla pagina.
Certo non è solo la propria vita vera che influenza l'ispirazione di chi scrive, spesso la fonte e, in certi casi, per fortuna, è semplicemente la realtà che ci circonda che finisce tra le pagine di un romanzo, lo scrittore, come disse qualcuno, è un ladro della vita degli altri. Si resta colpiti da una storia ascoltata o che, semplicemente, ci ha sfiorato per un attimo e nasce l'ispirazione. L'osservazione della realtà mescolata alla propria creatività e al lavoro assiduo sulle parole è la genesi di ogni romanzo. 
Insomma, scrivere può essere come guardare la realtà ogni volta attraverso un paio di lenti diverse.

Voi cosa ne pensate?



Fonti:
Immagini Pixabay
Testi Wikipedia


domenica 25 agosto 2019

Vacanze d'agosto


Sono gli ultimi giorni di agosto, un mese che vivo un po' come fosse dicembre perché segna la fine - o l'inizio della fine- dell'estate e quindi porta con sè un pizzico di malinconia. Non che l'estate sia una stagione pazzesca per me, prevalentemente lavoro, soffro il caldo il che mi fa sembrare tutto più faticoso, però quando l'estate sembra volgere al termine come in questi giorni, all'improvviso, siamo invasi dal rimpianto, anche per quello che non c'è stato.
Tralasciando le immotivate nostalgie vi racconto cosa ho fatto in questi giorni di agosto, non tutto, solo la parte vacanziera. A parte le letture - bello leggere in libertà, senza l'assillo del tempo - ho fatto qualche breve viaggio tra Toscana e Lazio, scoprendo in particolare la Tuscia che secondo me merita un'attenzione maggiore di quanto in realtà ne abbia.
Nei giorni più caldi ci siamo concessi una gita sul monte Amiata, a 1700 metri di altezza c'era tutta un'altra aria, una meraviglia.

Monte Amiata
Poi abbiamo fatto un passaggio da Pitigliano, un meraviglioso paese scavato nel tufo, con un passaggio presso le terme di Sorano tanto per rinfrancare le nostre fragili ossa (che ormai cominciamo ad avere un'età) anche se non mancavano i bambini che sguazzavano nelle piscine termali molto allegramente.
E se vi capita di passare da quelle parti non perdete la visita presso il meraviglioso borgo di Civita di Bagno Regio, la città che muore, sembra che la montagna di tufo si stia lentamente sgretolando, anche se sono in corso degli interventi per scongiurare questo evento. Noi siamo stati a Civita alcuni anni fa, quest'anno no, ma siccome è un piccolo gioiello ve lo segnalo.

Civita di Bagno Regio

Siamo scesi fino a Tarquinia tanto per vedere un nuovo borgo e fare un passaggio anche al mare.
Tarquinia


Tarquinia
Poi siamo stati nella valle del Marta sul lago di Bolsena e, infine, siamo tornati a Bologna per goderci anche un po' il vuoto agostano in città.

Marta Borgo dei pescatori
Non so voi, ma in vacanza amo anche potermi godere il tempo libero in casa, magari approfittare per fare quei lavori che non riesco mai a fare quando lavoro. Oppure uscire la sera senza il pensiero di tornare a casa presto perché il giorno dopo si va in ufficio, anche se è un giorno feriale.

E voi come state? Sentite già la malinconia di fine estate come me?

sabato 17 agosto 2019

Il giorno che scappai via da te


Lo so, non ci siamo più incontrati e non abbiamo mai preso quel caffè insieme, sono fuggita quel giorno per non affrontare la realtà.
E da allora sei rimasto lì, sospeso in quell'incontro solo sfiorato, immutabile nel tempo.
Eppure so che qualcosa di ciò che amavo di te è rimasta come pietra scolpita, ferma e potente. 
Non c'è stato il nostro percorso di vita insieme, solo un breve tratto di via che ci ha visto vicini nel cuore e nell'anima. È stato sufficiente quel breve tragitto perché non potessimo dimenticare.
E mentre immagino la tua vita senza di me, mi torna in mente il giorno in cui scelsi di non scegliere, il giorno in cui mentre ti venivo incontro tornai sui miei passi e cambiai strada lasciandoti andare, per sempre.
Eppure a volte ritorni nei miei sogni a chiedermi un perché, ritorni nei miei ricordi e li rendi vividi più che mai, ritorni nelle mie storie come fugaci comparse in un film. 

domenica 11 agosto 2019

Letture estive

Forse dovrei scrivere letture d'agosto, visto che ormai l'estate è già oltre la boa, comunque parliamo di letture perfette per l'estate.
In realtà un bel romanzo è perfetto sempre, ma d'estate - quando si dovrebbe avere più tempo (il condizionale è d'obbligo, ormai le attività lavorative fermentano anche in pieno caldo) - c'è più tempo per leggere un libro tutto d'un fiato, senza rischiare di perdere il filo...
Quali sono quindi le letture che - a parte i miei romanzi - vi consiglio? 

Fiori sopra l'inferno di Ilaria Tuti





Colpita dalla sua perenne posizione in alto delle classifiche ho deciso di leggere questo suo primo thriller e l'ho divorato. Una storia agghiacciante che mantiene incollati alle pagine, ma a parte questo ciò che mi è piaciuto di questa autrice è l'introspezione psicologica dei personaggi e l'empatia che la commissaria sembra riservare all'assassino che per il suo vissuto si avvicina tanto a una vittima. Non posso dire di più per non fare spoiler, ma mi sono sentita molto in sintonia con il suo punto di vista, l'origine del male spesso ha radici profonde e lontane.

Isola di neve di Valentina D'Urbano




È uno dei primi letti in questo 2019, è una storia d'amore potente che va oltre il tempo. Ma è l'intreccio storico tra passato e presente, magistralmente gestito dall'autrice, che colpisce più di ogni
cosa. Una storia d'amore e un mistero che verrà svelato solo alla fine con un grande colpo di scena. 

La tristezza ha il sonno leggero di Lorenzo Marone


Per diventare persone felici serve tanto coraggio, ad alcuni la felicità arriva come un regalo dal cielo, altri invece devono arrancare continuamente per conquistarsi anche una sola briciola di serenità. 
Ma è davvero così? Forse tutti combattono strenuamente per raggiungere il proprio angolo di paradiso.
Sembra questo il tema del romanzo di Lorenzo Marone e lo racconta benissimo attraverso il suo protagonista Erri Gargiulo. Questo romanzo mi è piaciuto moltissimo e quindi ve lo consiglio.

Non voglio dilungarmi oltre perché la batteria del mio iPad si sta scaricando, ho passato la giornata in piscina e il sole mi ha un po' provato, domani ho un po' di preparativi da fare per la partenza pre-ferragostana quindi mi fermo qui e buon ferragosto.

Ecco, giusto perché parliamo di letture d'agosto, vi segnalo che L'ombra della sera è in offerta a 1,49 per tutto agosto.



Buon ferragosto a tutti voi.


sabato 3 agosto 2019

I novant'anni del giallo

Tempo fa ho scoperto per caso leggendo un articolo su una rivista che quest'anno il Giallo Mondadori compie 90 anni. Nel marzo del 1929 nasceva la collana Mondadori del genere Giallo con le famose copertine color limone. L'idea nacque dal desiderio di colpire il lettore alla prima occhiata con una copertina di un colore che consentisse un richiamo immediato e inequivocabile. 


Il segreto di questo successo è composto da tre elementi ricorrenti: cadavere, indagine, colpevole. Questa è la costante che si ripete a ogni trama, tutta la storia si sviluppa intorno a questi elementi, un comune filo conduttore che porta alla risoluzione del mistero finale. 
I primi quattro titoli che uscirono in quella occasione erano La strana morte del signor Benson di Van Dine, L'uomo dai due corpi di Edgar Wallace, Il mistero delle due cugine di Anna K. Green e Il club dei suicidi di Robert L. Stevenson (di quest'ultimo non sapevo avesse scritto anche dei gialli, di Stevenson ricordo soprattutto la sua più famosa opera L'isola del tesoro). 
Secondo le statistiche l'autrice di maggior successo, è Agatha Christie che continua ad essere tra le più vendute. Le autrici contemporanee più vendute sono invece Anne Perry, Tessa Harris e Rhys Bowen (ma nessuna italiana?) Ogni anno le vendite dei gialli Mondadori arrivano a 150.000 copie, numeri niente affatto trascurabili. 
In occasione del l'anniversario Mondadori è tornata in libreria con alcuni gialli, cito quello del compianto Andrea Camilleri Km 123


E a proposito di Camilleri, per anni ha rappresentato per me il mito del "non è mai troppo tardi per scrivere" avendo lui cominciato a scrivere romanzi dopo i sessant'anni. Stessa cosa pensavo per Luciano De Crescenzo, l'ingegnere filosofo, entrambi che ci hanno lasciato di recente, proprio nella stessa settimana. In realtà Camilleri - che intanto, nota importante, lavorava in Rai - ha scritto anche prima dei sessant'anni e ha pubblicato varie opere (la prima da un editore a pagamento, udite udite) ma con scarso successo, la prima opera si intitolava "Il corso delle cose" pubblicata nel 1978. Nel 1980 invece pubblica con Garzanti la prima opera ambientata nella cittadina immaginaria di Vigata e nel 1984 con Sellerio pubblica "La strage dimenticata" ma senza successo. Riprende a scrivere dopo dodici anni di pausa nel 1992 e da lì non ha più smesso grazie al successo scoppiato finalmente intorno al suo personaggio principale, Montalbano, cosa che avviene pienamente, con la serie televisiva, nel 1998 (quando Camilleri aveva 73 anni).
Non è mai troppo tardi per avere successo come scrittore, potremmo affermare quindi, basta vivere abbastanza. 
Proprio l'altra sera al telegiornale parlavano di Moby Dick di Melville che appena uscito - nel 1851 - fu un flop salvo diventare un classico della letteratura molti anni dopo la sua morte, nel 1921 (Melville morì nel 1891). Insomma c'è sempre speranza, anche dopo la morte. 
Ma torniamo al giallo, è un genere - sembra - di grande successo, ciò che è importante è presentarlo o pubblicizzarlo bene. Ricetta che io non ho ancora scoperto nella mia limitata realtà di self publishing.

Ma come si suol dire: mai dire mai!
Siete d'accordo?


* Fonti testo 
Donna Moderna 4/3//2019
Wikipedia