sabato 18 gennaio 2020

Il tempo delle mail


Va bene, è chiaro che ho voluto giocare con il doppio senso del titolo basandomi su un vecchio film della mia adolescenza "Il tempo delle mele", ve lo ricordate?
Ma quanto tempo perdiamo a leggere le mail? Lo avete mai quantificato? 
Non parlo delle mail utili, cioè quelle che vogliamo leggere perché ci interessano davvero, la mail di un amico, di notifica di un articolo di un blog, di una comunicazione importante. Parlo di quelle mail inutili, talora inopportune da cui siamo bersagliati, alcune sono anche di notifica di qualcosa che non ci interessa assolutamente.
Tipo quella di facebook: il tuo amico Tizio si trova dalle tue parti, mandagli un saluto. Inquietante no? Facebook mi avverte che qualcuno con cui sono amico su facebook sta passando vicino casa mia, effetto della geolocalizzazione. 
E perchè mai Tizio, che sta passando vicino casa mia, dovrebbe desiderare un mio saluto via facebook?
Magari lui sta semplicemente facendo una passeggiata per i fatti suoi e vorrebbe anche restare per i
fatti suoi. Atroce dilemma mio oltre che di Tizio. Il dilemma lo risolvo sempre ignorando la notifica di facebook, cosa che immagino facciano anche gli altri, salvo stalker e simili individui con cui é bene non condividere l'amicizia virtuale. 
Io credo - ma forse mi illudo - che, sotto questo aspetto, un tempo la vita fosse più facile.


Torniamo alle mail, con il Black Friday, ma non solo, ho ricevuto migliaia di offerte di sconti per comprare di tutto! 
Aimè ricevo anche offerte promozionali di cose di cui ancora non sento il bisogno, per esempio prove gratuite o sconti esagerati per l'acquisto di apparecchi acustici, confezioni per le piccole perdite urinarie, cure per la prostata (e qui sorgono dubbi sulla mia identità sessuale), vi risparmio quelle più...ambigue. 
Tutte le volte che mi collegavo alla posta personale perdevo almeno cinque minuti di tempo a cancellare i vari groupon, groupalia, ripley perù (sito assurdo a cui mi sono ritrovata iscritta a mia insaputa).
Cosa che continua anche senza Black Friday o saldi speciali. 
Il bello è che invece le mail che voglio ricevere finiscono sempre nello spam (come le notifiche di blog a cui sono iscritta) e devo andarle a recuperare. Non sono sicura che tutta questa connessione ci faccia bene, ho l'impressione che troppo spesso ci distragga dagli obiettivi concreti della vita che vorremmo. 
Chi avrebbe mai detto che il tempo delle mele degli anni ottanta sarebbe diventato il tempo delle mail prima e il tempo dell'apple poi. Mah, chissà quale sarà il tempo in cui finiremo.
La verità è che se avremo ancora delle mele o, degli alberi di melo, ma va bene anche un altro frutto purché ci siamo degli alberi nel nostro futuro, visto che sembra sempre più difficile crederlo, ne saremo felici.

Voi cosa ne dite?




lunedì 6 gennaio 2020

Folli tentativi di scrittura creativa e parole per il 2020


Ciao, usciamo domani, andiamo a fare un giro per negozi?
No, ho già un impegno 
Che impegno hai? 
Devo accompagnare mio fratello a una visita medica.
Ma tu non hai fratelli!
Ops, volevo dire mio cugino, lo accompagno in auto.
Questo è un dialogo immaginario in cui io cerco giustificazioni per sottrarmi alle sanguisughe del mio tempo.

Ebbene sì, a volte invento scuse per riuscire a scrivere perché, sembra impossibile, ma esistono tantissimi attentatori del mio tempo libero che fagocitano il tempo da dedicare alla scrittura.
Ora è vero che bisogna vivere, ma scrivere richiede di non avere perdite di tempo in attività che non amiamo (per esempio lo shopping non è tra le mie priorità, salvo quando mi  serve davvero qualcosa).
Nelle ultime settimane ogni volta che mi organizzavo per scrivere - cosa già non facile, visto che
dovevo organizzare il mio tempo post lavoro per fare spesa e pulizia casa e avere il week end libero da queste incombenze - arrivava puntuale l'invito dell'amica di turno con proposte varie soprattutto per invitarmi fuori a fare shopping. Ora amica mia, siamo uscite la scorsa settimana per andare in quella famosa pizzeria che tu volevi assolutamente provare che mi è costata venti euro di parcheggio perché era un pieno centro, dove di sera puoi solo andare nel parcheggio a pagamento a 3 euro l'ora. Siamo andate in centro per fare acquisti per il Black Friday e mi sono sorbita file in negozi affollati per cercare capi di cui non mi fregava nulla e, tutto sommato, neanche a te. 
Abbiamo fatto l'aperitivo nel nuovo locale di tendenza dove la tendenza era solo il prezzo proibitivo. Avrei anche un compagno con cui ogni tanto vorrei passare un po' di tempo tra un impegno e l'altro. Che ne dici se ci vediamo direttamente dopo Natale? 
Se non ti basta un semplice no, ti propino una scusa perfetta alla quale non c'è bisogno di opporre ulteriori giustificazioni.
Capita anche a voi di avere l'impressione che tutti vogliano disporre del vostro tempo? 
Intendiamoci, voglio bene alle mie amiche e mi piace passare del tempo con loro, ma non quando il tempo da passare insieme diventa quasi un obbligo. 
A me non interessa fare shopping, non interessano saldi e promozioni, anche perché quello che mi serve l'ho già comprato e a prezzo pieno (visto che con i saldi la mia taglia va via subito). 
E poi tutto questo consumismo mi stanca e mi sgomenta, ogni cosa che facciamo toglie aria al pianeta, non è per fare l'ecologica a tutti i costi, ma davvero mi sto rendendo conto di quanto male facciamo con bisogni inutili creati ad arte da qualcuno che vuole vendere, vendere e ancora vendere.
Forse è il caso di rallentare un po' tutto.


Sto cercando una parola chiave per il 2020, questo anno così tondo, un numero palindromo che potrebbe essere quasi di buon auspicio nonostante sia bisestile. 
L'unica parola che mi viene in mente è scrivere, ma forse anche sognare, oppure realizzare o meglio concretizzare, tutte parole forse in contraddizione. 
Ma c'è bisogno di trovare una parola per il 2020? 
Potrei accettare il suggerimento di Marina Guarneri del blog "il Taccuino dello Scrittore" che in un commento mi ha suggerito due parole:
                                                              COSTANZA
                                                                     Ed 
                                                               EQUILIBRIO 
L'idea mi è piaciuta e così le faccio mie per questo tondo 2020, anche perché credo siano le parole giuste per riuscire a scrivere, tra l'altro la costanza è un elemento che mi ha permesso di arrivare alla fatidica parola "fine" dei miei romanzi negli ultimi anni. 
L'equilibrio invece è un elemento fantastico che ognuno dovrebbe inserire nella propria vita quotidiana, è importante fare tutto con equilibrio compresa la scrittura.
Io vorrei aggiungere anche una terza parola ed è la seguente:
                                                                GENTILEZZA 
In questa epoca di chiasso e di insulti urlati a mezzo social la gentilezza è una qualità sempre meno diffusa e invece se ne sente sempre più la necessità. La gentilezza, per come io la intendo, è una qualità che non include semplicemente le buone maniere, ma il rispetto e la considerazione verso gli altri.
E sembra che se ne stia riscoprendo il valore, il fisico Carlo Rovelli ha scritto un libro sull'argomento e alcuni recenti studi statunitensi hanno stabilito che la gentilezza aiuta a combattere lo stress, l'ansia e la depressione. Nelle aziende rende l'ambiente più sereno e può aumentare la produttività. 
E ci voleva uno studio per arrivare a questa conclusione? 
Bene, l'importante è esserci arrivati, addirittura con un riconoscimento ufficiale! E se gli insulti non sono più di moda ma comincia a diventare di moda la gentilezza direi che è un vantaggio per tutti.
E quindi avanti tutta con costanza, equilibrio e gentilezza.

Cosa ne pensate di questo mio post un po' sconclusionato?


Fonti Immagini
Pixabay

lunedì 30 dicembre 2019

Le mie letture del 2019


Fare il bilancio delle letture mi aiuta a ripercorrere anche un po' gli eventi dell'anno, capita anche a voi? È stato un anno decisamente doloroso, a livello personale, ma non posso negare di aver avuto anche dei momenti buoni, alcuni quasi perfetti, come la vacanza in Puglia e nella Tuscia.
La settimana tra Natale e Capodanno è stata un'ecatombe con un viaggio in autostrada diventato pari a un incubo, causa coda assurda di 14 ore per sequestro viadotto tra Marche e Abruzzo. Pranzi e cene natalizi usati come attentati alla mia vita e riposo scarsissimo. Per fortuna sono di nuovo a Bologna e ancora viva. Stop.
Quest'anno ho letto meno rispetto all'anno precedente, non so spiegare perché. Pensavo di leggere di più visto che ho scritto meno, presa da un'insolita pigrizia nei confronti della scrittura. Nonostante i miei ritmi di lettura siano rimasti abbastanza costanti nel tempo, il numero di libri letti è stato decisamente inferiore; infatti nel 2018 e nel 2017 ero arrivata a quaranta libri, quest'anno mi sono fermata a meno di trentacinque. Pazienza, non è certo un problema, si vede che questo anno faticoso ho, quasi inconsapevolmente, rallentato su tutto, é andata così. Se dovessi fare una piccola classifica dei libri letti direi che sono state letture piacevoli ma non c'è un libro che spicchi più degli altri. Forse Isola di neve di Valentina D'Urbano tra le storie d'amore. Tra i gialli ho apprezzato molto La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi, di questo autore avevo letto anni fa Il suggeritore e l'avevo trovato troppo cupo, invece questo romanzo mi è piaciuto molto di più; un giallo davvero ben scritto e con parecchie sorprese. Avrei voluto leggere qualche classico, ma è rimasto tutto nelle intenzioni, forse potrò recuperare nel 2020. Vedremo. Ecco quindi i titoli di questo 2019 che volge al termine.


LETTURE 2019
1. Isola di neve di Valentina D'Urbano
2. La donna di ghiaccio di Robert Bryndza
3. La memoria dei corpi di Marina Di Guardo 
4. Bambole gemelle di Marina Di Guardo 
5. La versione di Fenoglio di Gianrico Carofiglio
6. L'allieva di Alessia Gazzola 
7. Aporia di Renato Mite 
8. Aikawa High School vol. 3 di Inagheshi (libro a fumetti)
9. Un passo avanti e poi un altro di Eleonora Ippolito 
10. La tristezza ha il sonno leggero di Lorenzo Marone
11. La vittima perfetta di Robert Bryndza
12. Sette giorni perfetti di Rosie Walsh 
13. Nella Notte di Concita De Gregorio 
14. Il gioco del male di Angela Marsons 
15. Magnifico assedio di Emily Pigozzi 
16. L'eredità delle ombre di Massimiliano Riccardi
17. La ragazza scomparsa di Angela Marsons 
18. Imperfetti sconosciuti di Daniela Volontè 
19. Sara al tramonto di Maurizio De Giovanni 
20. Fiori sopra l'inferno di Ilaria Tuti
21. Se lei sapesse di Blake Pierce
22. La ragazza nell'acqua di Robert Brindza
23. La principessa dei mondi - la terra - di Monica Brizzi 
24. Denise. Il mondo non mi serve di Sarah S.
25. Delitti senza castigo di Loriano Macchiavelli
26. Dodici rose a Settembre di Maurizio De Giovanni 
27. Linea di sangue di Angela Marsons 
28. Resti perfetti di Helen Fields
29. Magari domani resto di Lorenzo Marone 
30. L'ultimo dei Bezuchov di Marco Freccero 
31. La misura del tempo di Gianrico Carofiglio
32. Nel silenzio delle nostre parole di Simona Sparaco
33. La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi 
34. Ninfa dormiente di Ilaria Tuti

Non mi resta che augurarvi buon anno, che il 2020 sia un anno sereno per tutti voi. 




lunedì 23 dicembre 2019

Segnalazione I custodi dell'ordine

Buon giorno amici, 
anche se solitamente non faccio segnalazioni di libri sul mio blog ho accolto l'invito di Federica Amalfitano e della sua casa editrice Starlight per segnalare l'uscita in eBook e cartaceo del romanzo 
I custodi dell'ordine. Siamo in un periodo di vacanza per molti ed è quindi sempre una bella occasione per regalarsi o regalare un libro da leggere. L'ebook è in offerta fino al 31 dicembre, per chi ama il genere conviene approfittarne.

Ultima uscita della Starlight 



Titolo: I Custodi dell’Ordine
Autore: Federica Amalfitano
Editore: collana Starlight (Pubme)
Genere: fantasy
Formato: ebook e cartaceo
Data di uscita: 14 dicembre

**Promo di Natale: l’ebook sarà in offerta a 0,99 cs su amazon fino al 31 dicembre**
Disponibile in Kindle Unlimited

Trama:
“Moltissimi millenni fa regnava incontrastato il Kaos…”
Così comincia la storia più incredibile che Shaylee Cassidy abbia mai sentito, una storia che ha come protagonisti delle persone dai poteri straordinari: i Custodi dell’Ordine.
Per secoli i Custodi sono riusciti a mantenere l’equilibro tra gli elementi della natura, ma l’armonia rischia di essere distrutta quando uno di loro viene trovato assassinato.
A parlargliene è Colin Williams, il ragazzo più popolare della scuola. Turbata dai suoi occhi verde smeraldo che la seguono ovunque, Shaylee non può fare a meno di rimanerne affascinata. Lei, una ragazza sensibile e taciturna, mai avrebbe pensato di trovarsi un giorno invischiata in una situazione simile.
Cosa può fare per aiutarli? Come può controllare qualcosa di più grande di lei?

“Se sei destinato a essere un Custode, non puoi permettere a dei futili sentimenti di decidere del tuo futuro. Ricordati, Shaylee… il cuore è l’organo più debole del corpo umano. Se lascerai che prenda il sopravvento sulla tua parte razionale, segnerai il resto della tua vita”.

Copertina di Annamaria Bosco

Estratto:
«Cosa ti hanno fatto?», sussurro raggiungendolo a grandi passi.
«Cosa ci fai tu qui, piuttosto!», ribatte con rabbia strattonando le manette. «Vai subito via, pazza squilibrata che non sei altro».
È questo il ringraziamento per essere venuta a salvarlo?
«Prego, non c’è di che», bofonchio ironica cercando di capire come aprirgli le manette senza chiavi.
«Sono così contento di vederti, Shaylee», aggiungo parlando da sola.
Killian mi guarda torvo e continua a lamentarsi quando prendo una forcina dai miei capelli e provo a forzare le manette.
Nei film sembra così facile!
«Mi rifiuto di essere salvato da te, Shila. La mia reputazione sarebbe compromessa e poi, di questo passo, finirò per morire di vecchiaia», mi schernisce alludendo alla mia poca dimestichezza con gli scassinamenti. Sbuffo e lascio perdere la forcina per raccogliere un sasso da terra, poi lo sbatto con violenza sul lucchetto che unisce le catene.
«Hai intenzione di finire il lavoro cominciato dai Black Shadows, per caso?»
Non rispondo a Killian che alza gli occhi al cielo quando colpisco il mio dito con il sasso.
«Cosa ho fatto di male nella mia vita per avere te come soccorritrice? Me lo spieghi?»
Osservo il dito della mia mano per assicurarmi che non sia rotto in qualche punto. Lo sento un po’ indolenzito ma, per fortuna, il dolore non è forte. Con molta probabilità fra poco mi spunterà un bel livido. Rifletto su come liberare Killian senza rimetterci un’altra falange, finché mi ricordo del pugnale che ho infilato nella mia tasca e lo estraggo per poterlo usare come leva. Niente da fare, non riesco a liberarlo.
All’improvviso, un’illuminazione.
«Ho avuto un’idea», asserisco ignorando le sue proteste sull’utilizzo del suo pugnale come arma da scassinamento.
«E io ho un brutto presentimento».

Biografia dell’autrice
Federica Amalfitano nasce ad Ischia, si laurea in Scienze Biotecnologiche per la Salute all’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e lavora in un laboratorio. 
Ha pubblicato il suo primo romanzo Urban Fantasy nel 2016 con l’Aletti Editore con il titolo “Gli occhi del lupo” e nel 2018 il secondo volume della dilogia “L’altra metà della luna” sempre edito dall’Aletti. 
La sua passione per la lettura ha fatto sì che nascesse un blog “Gli Occhi del Lupo” che si occupa, a titolo gratuito, di recensioni dei libri, novità in libreria e, soprattutto, cerca di dare una mano agli autori emergenti che vogliono farsi conoscere ai lettori.

sabato 7 dicembre 2019

Andare in letargo


In questi giorni mi capita di pensarlo spesso, ho voglia di andare in letargo come gli orsi e svegliarmi a primavera.
Beh, non è proprio così, quello che mi piacerebbe fare è chiudermi in casa dopo il lavoro, mettermi sul divano con un plaid e rilassarmi, non fare nulla, al massimo leggere. In questo periodo, quando viene buio presto e comincia a far freddo, non amo uscire di sera, soprattutto durante la settimana lavorativa, ma anche nel week end non impazzisco all'idea di uscire col buio, preferisco il giorno.
Se c'è una bella giornata amo andare in giro a godermi i raggi del sole, se ci sono, oppure assaporare l'aria fresca. Adoro anche l'odore dell'aria in inverno, lo conoscete? È quel profumo frizzante di freddo e di legno bruciato che resta nell'aria quando la temperatura è rigida. Di notte, salvo certe notti piene di stelle e con il cielo limpido, questo profumo si sente meno.
Cosa c'è di meglio che tornare a casa e dedicarsi ai propri desideri vacui e leggeri di dolce far niente?
In inverno, insomma, io vado un po' in letargo, almeno questo è il mio intimo desiderio: sospendere le attività e dedicarmi a cose inutili e oziose, liberare la mente, almeno la sera.

Ho letto qualche tempo fa (Donna moderna, articolo di Adalgisa Marrocco) che il dolce far niente è un ottimo antidoto allo stress. La totale inoperosità "Niksen" termine olandese che significa letteralmente "non fare nulla" ...aiuta a riconciliarsi con se stessi, a liberarsi dal logorìo della vita moderna. 
Che bella immagine! Io ho sperimentato veri momenti di felicità pensando all'ozio assoluto, mi è capitato di tornare a casa a inizio week end e sentirmi felice all'idea di non avere nulla, assolutamente nulla da dover fare, neanche uscire per mero svago (che anche uscire può essere un impegno pesante).
Nell'articolo si cita un saggio, appena pubblicato in Olanda, di Carolien Janssen intitolato "Niksen" che parla di un metodo improntato alla totale disconnessione dal mondo, non fare niente vuol dire anche stare senza social. In pratica occorre sospendere ogni attività per un certo periodo di tempo, magari cominciare con dieci minuti, e per quella frazione di tempo dedicarsi a qualcosa di inutile e per noi rilassante, come ascoltare musica, distendersi sul divano o sul letto, guardare fuori dalla finestra ecc.
In questo modo si allontana lo stress e si recuperano le energie.
Insomma l'ozio non è più il padre dei vizi, ma un mezzo di recupero delle nostre energie. 
Ammetto che questa idea mi piace molto e la condivido totalmente. Ogni tanto senza saperlo l'ho messa in pratica guardando fuori dalla finestra e osservando la forma delle nuvole, gioco che facevo da bambina quando cercavo di intravedere dei visi nelle nuvole e pensavo fossero degli angeli che scrutavano il mondo dall'alto.
Dalla mia finestra guardo anche stralci di vita nelle case di fronte e immagino nuove storie da scrivere.
Infatti il metodo Niksen può essere utilissimo per trovare nuove idee, perché quando il cervello è in una fase di riposo continua comunque a pensare ed è proprio in quella fase che possono nascere delle soluzioni alle quali non si era pensato.
Leggendo l'articolo ho avuto quasi un'illuminazione. È vero, ho pensato, quando sono in ozio completo, spesso mi vengono delle idee sulla trama che sto scrivendo o vorrei scrivere; molte mie storie sono nate così, da un momento di ozio assoluto, in cui la mia mente vagava libera. In altri casi ho trovato soluzioni a questioni personali, non legate alla scrittura.
E quindi che dire? Niente più sensi di colpa quando non facciamo niente e ci prendiamo le nostre meritate pause. Ben venga l'ozio e le sue implicazioni rilassanti e liberatorie.

Voi cosa ne pensate? Che rapporto avete con l'ozio?


Fonti immagini 
Pixabay
Fonti testi 
Donna Moderna n. 44/2019

sabato 23 novembre 2019

L'importanza del dubbio


Lunedì 18 novembre Gianrico Carofiglio era a Bologna a presentare il suo libro "La misura del tempo"
L'ho scoperto praticamente per caso la sera della domenica andando sul profilo Twitter dell'autore, così mi sono organizzata per andarci in tempo, visto che la volta precedente ero rimasta fuori dalla porta.
L'incontro era alle 17.30 presso la Biblioteca Renzi della Cineteca di Bologna, io ho pensato che la Biblioteca Renzi fosse intitolata a Matteo Renzi, nulla di più sbagliato, era in realtà Renzo Renzi.
Chi era costui? Mi sono chiesta, ignorante che non sono altro! Renzo Renzi era un critico cinematografico, se volete maggiori dettagli eccovi il link di Wikipedia Renzo Renzi
Ma torniamo a Gianrico Carofiglio, stavolta ho avuto una premonizione perché l'ho sognato nel week end, insomma forse non è così strano visto che mi sono addormentata leggendo proprio il suo libro (in eBook) La misura del tempo (un bel titolo vero?)
Nel sogno ero a Bari, città dove vive, faceva una presentazione di un libro (non era scontato che fosse quest'ultimo) e facevamo amicizia proprio parlando dei suoi libri. Mi sono svegliata con la sensazione di conoscerlo davvero. Una volta sognavo gli attori ora sogno gli scrittori, vabbè. 
In realtà non avevo dato molto peso al sogno, ma quando ho letto il Twitt ho pensato che fosse proprio capitato a fagiolo visto che potevo andarci agevolmente dopo l'ufficio, nonostante la pioggia battente.
Bene, dopo tutta questa premessa eccoci all'incontro.
Prima di tutto la Biblioteca Renzo Renzi della cineteca di Bologna è davvero bella, con la volta affrescata e una bella atmosfera (per chi non lo sapesse, la cineteca di Bologna è la prima in Europa per il restauro dei film).
Quando arrivo sono le ore 16.50 e sono occupate solo le prime file, io riesco quindi a occupare la sesta o settima fila, non sono vicina ma neanche troppo lontana. Dietro di me arriva una mia collega che mi dice che ha letto il suo romanzo (La versione di Fenoglio) e da allora è una sua fan, io le rispondo che ho letto tutto di Carofiglio, mi mancano i saggi (ma non penso di leggerli). 


La smetto di divagare, finalmente arriva e la sala è ormai gremita con molta gente in piedi lungo le colonne laterali, si vedono dalla foto?
Il moderatore, di cui ignoro il nome, dice che la sala arriva a ospitare 300 persone ed è per questo che è stato deciso di ospitare l'evento lì (in effetti me lo sono chiesta anch'io, non tanto per il posto bellissimo, ma perché rispetto alle altre location di Bologna la Cineteca è un po' più decentrata (e con la pioggia si è sentito) quindi che dire: ottima idea.
Carofiglio è stato intervistato da un avvocato penalista di Bologna - si è presentato ma purtroppo non ricordo il nome - che ha raccontato di essersi appassionato alle vicende dell'avvocato Guido Guerrieri proprio perché si identificava e trovava in lui molti modi di fare e punti di contatto.
Cosa ha detto Carofiglio? Ovviamente ha parlato del suo libro, ma anche di molto altro. C'è poco da fare, lui è un bravo oratore, sa usare bene le parole, forse forte anche della sua esperienza di magistrato, ma si fa apprezzare anche per la sua simpatia, dal vivo è molto meno serio che su Twitter dove molti interventi sono spesso di politica e può piacere o non piacere quello che afferma, sia pure sempre molto equilibrato (ciononostante viene spesso attaccato). 
Quello che più mi ha colpito del suo discorso è stato quello relativo all'importanza del dubbio, lui non si fida di coloro che sono sempre troppo sicuri (ne abbiamo di esempi in giro), anzi proprio perché è stato un magistrato ha sempre dato importanza ai dubbi, alla possibilità di essere in errore perché solo dubitando si può fare bene il proprio lavoro, mettendosi in discussione, soprattutto quando si ha a che fare con le vite umane, con persone che possono perdere la libertà per gravi reati. 
Non so se ho reso bene quello che voleva dire, ma questo è un tema che sento molto mio, perché -anche se non faccio un lavoro così importante - sento che nelle relazioni umane personali e lavorative, mettersi in discussione è fondamentale. Anche a me non piacciono quelli troppo sicuri, quelli che sanno sempre tutto e sembrano i depositari di ogni certezza. In ogni ambito il dubbio è ciò che ti permette di riflettere prima di agire, il dubbio è ciò che può farti evitare un errore, anche grave.
Per spiegare meglio questo concetto c'è un estratto del romanzo che, a mio parere, lo rende bene.
Nella premessa l'avvocato Guerrieri, in un discorso pubblico, afferma che un bravo avvocato deve conoscere le storie, leggere buoni romanzi e vedere buoni film, insomma nutrirsi di storie.
"È l'arte del racconto a ricordarci come non esista una sola risposta di fronte ai dilemmi umani. Essi sono inevitabilmente ambigui. I personaggi dei buoni romanzi, dei buoni film, rappresentano i diversi punti di vista sul reale."

E poi c'è il tempo, altro protagonista del romanzo, il sentimento del tempo soprattutto, concetto astratto e difficile da esprimere. Un tema a me caro, ma anche ad altri, a quanto pare. Forse l'antidoto al tempo che passa, secondo l'autore, potrebbe essere la capacità di stupirsi ancora di fronte alla vita.
"Forse potrebbe essere proprio lo stupore - se fossimo capaci di impararlo - l'antitodo al tempo che passa in questo modo insopportabile."

Il tempo, si sa, non si riesce ad afferrarlo e sembra sfuggire sempre più ma, premesso che mettersi in discussione non rende la vita facile, ritenete il dubbio importante quanto me? 



sabato 9 novembre 2019

Il tempo della vita ha invaso il tempo della scrittura


In questo periodo non sto scrivendo, è quasi tutto fermo, ogni tanto scrivo sul blog ma ho rallentato anche qui.
Il fatto è che il tempo della vita ha invaso il tempo della scrittura, è bastato passare due week end fuori, alcuni sabati in giro per amenità varie e la scrittura è andata a farsi benedire.
Allora mi sono chiesta: chi scrive non vive? 
Beh, sicuramente ha più tempo libero di me, chi scrive ha un'organizzazione della vita che gli permette di avere delle ore da dedicare alle scrittura. Nella mia attuale organizzazione della vita il tempo per scrivere posso trovarlo solo nel fine settimana, ma se per eventi vari faccio altro, ecco che non resta più niente per la scrittura.
Per alcuni anni, da quando mi sono buttata in questa avventura, ho sfornato diversi romanzi, tra romance e thriller, dedicando tutto il mio tempo libero, talvolta anche dei giorni di ferie. Vivevo molto concentrata su questa passione, tornavo a casa dal lavoro e mi mettevo a scrivere, così nel week end. 

Nel frattempo ho lasciato indietro molte questioni della mia vita personale, per esempio la ricerca di una casa nuova o valutare l'opportunità di una piccola ristrutturazione, tutte cose che richiedono un grande dispendio di energia e tempo. Così, negli ultimi tempi, mi sono accorta che il tempo davanti a me si stava restringendo e che quello che avevo a lungo rimandato gravava su di me soffocandomi ed esigendo una soluzione. 
Così negli ultimi tempi, mi sono dedicata a queste incombenze, tipo andare in giro a vedere case. 
No, non ho trovato la casa nuova, ma mi sono chiarita un po' le idee sul gap tra quello che cerco e quello che posso permettermi. Mentre cercavo casa nuova, ho fatto comunque ordine in quella vecchia comprando un paio di mobili nuovi che mi servivano da anni luce, per esempio ho risolto il grave problema di spazio che mi attanagliava con un letto nuovo con contenitore, una soluzione fantastica che mi ha permesso di liberare zone dell'armadio da coperte che restavano pigiate in un angolo durante l'estate soffocando i vestiti estivi. È stata anche l'occasione per disfarmi di cose che erano sepolte nell'armadio e che non usavo, scoprendo anche oggetti di cui avevo dimenticato l'esistenza.
Insomma per qualche giorno ho sperimentato anch'io il "magico potere del riordino" del famoso libro.
Su questo argomento però mi resta ancora molto da fare, ma al momento mi accontento.
Sto cercando di ritrovare la disciplina per ricominciare a scrivere, cosa niente affatto facile, perché significa non perdere tempo, ma soprattutto non disperdersi in mille attività inutili di contorno, il cosiddetto "cazzeggio", cosa che nel tempo libero mi rilassa tanto.
Ammetto che, con il clima più invernale, viene voglia di restare in casa e, forse, potrei ritrovare la spinta per scrivere di nuovo, chissà. Il dubbio amletico che spesso mi assale è sempre quello relativo al tempo che vorrei passare in attività piacevoli, perché il nostro tempo diventa ormai sempre più corto ed è estremamente importante spenderlo bene. Mi chiedo quindi se posso ancora permettermi il lusso di scrivere e non vivere, anche se, quando non scrivo un po' non vivo, come se il tempo passasse con un senso di inutilità. Sarà perché ormai la scrittura è una ulteriore forma di vita che mi da modo di esprimere la parte più vera di me? 

Non so cos'altro dirvi salvo chiedervi, cosa ne pensate? 

Fonti immagini
Pixabay