sabato 19 ottobre 2019

Generazioni Zeta e Alpha


Tempo fa ho letto un articolo su donna moderna che parlava di alcune scrittrici giovanissime, vent'anni o poco più. Tutte ragazze della generazione Z che si sono fatte conoscere attraverso il web, blog o YouTube. Qualche nome? Margherita Nani, romana 18 anni, autrice del romanzo L'ospite che ha vinto il premio internazionale Città di Como, sbaragliando autori più maturi e navigati di lei. 
Helena Paoli, 20 anni, ha pubblicato il suo primo romanzo a 17 anni, ha un blog e un canale YouTube in cui parla di libri. 
Quando leggo queste storie non posso fare a meno di chiedermi: dove sarei ora se anch'io avessi potuto disporre di certi mezzi al tempo dei miei vent'anni? Magari sarei allo stesso punto, chissà. 
È ovvio, sono domande senza risposta, salvo avere la macchina del tempo e tornare indietro per fare un esperimento. Tuttavia sono domande che offrono uno spunto di  riflessione sui mezzi di cui dispongono oggi molti ragazzi e che, sfruttati bene, possono portare a dei risultati impensabili un tempo. Il vero problema di chi scrive è trovare un editore che gli dia fiducia (e che abbia voglia e tempo di leggere il suo manoscritto). Per questo avere a disposizione un mezzo rivoluzionario come il web per farsi notare può essere davvero la carta di volta.
Di casi ce ne sono stati diversi, oltre a quelli già indicati sopra, cito come esempio per tutti Anna Todd che si è affermata prima su whattpad e poi è stata portata ai vertici delle classifiche da una casa editrice con la serie After. 
Purtroppo le case editrici vogliono sempre più la "pappa pronta" e se, frugando nel web, trovano qualcuno che ha già un certo successo allora ne approfittano. E perché non dovrebbero farlo in fondo?
C'è un'altro importante elemento da considerare, questi ragazzi hanno il tempo - tempo per creare e inventare, tempo davanti a loro per affermarsi e aggiustare il tiro - cosa che esisteva anche per i ragazzi di una volta, ma che forse non era sfruttata con i grandi mezzi della moderna tecnologia. 
Voi che non fate parte della generazione Z ricordate i pomeriggi noiosi dell'adolescenza? Io li utilizzavo per leggere, per pensare e fantasticare, magari anche per scrivere, ho riempito diari di pensieri, poesie e tanto altro. La noia era una grande alleata, non potevo fare di più ma la mia creatività avrebbe potuto spingersi oltre se avessi avuto altri mezzi.

Per non parlare degli altri campi come musica e tutorial di ogni tipo che spopolano su YouTube.
Il fenomeno più noto, per esempio, è Rovazzi che, confesso, mi è molto simpatico.


Abbiamo ballato tutti, anche solo ascoltandola alla radio, la sua "Andiamo a comandare", seguito poi da "tutto molto interessante" e poi con le successive canzoni ben sceneggiate è riuscito a coinvolgere tanti personaggi noti che hanno reso i suoi pezzi molto più intriganti.




Non oso immaginare poi cosa farà la generazione Alpha, così sono chiamati i bambini nati dopo il 2010, nati già immersi nella tecnologia, bambini che a tre anni eliminano con un gesto della mano le notifiche che disturbano la visione di Peppa Pig sul display del cellulare della mamma. La mia nipotina di due anni digitava il pin sul cellulare mentre sua nonna (mia sorella) non sapeva come accenderlo. 
Ci sono già bambini che fanno i baby influencer di professione, un bambino texano recensisce giocattoli sul suo canale YouTube con 15 milioni di iscritti, da quando aveva quattro anni, magari qui c'è anche lo zampino dei genitori. Ormai molte aziende mostrano notevole interesse verso questa fascia di piccoli consumatori per le loro campagne pubblicitarie e di marketing, i quali anche se non hanno un diretto potere di acquisto, possono influenzare notevolmente gli acquisti di casa per mamma e papà non solo per i giocattoli ma anche per televisori, telefoni e altre apparecchiature elettroniche.
Questi bambini hanno la capacità di passare da un compito a un altro - ossia da uno schermo a un altro - in modo molto più rapido, hanno però meno capacità di attenzione e di memorizzazione, forse questo non li avvantaggerà nelle materie scolastiche che necessitano di elevata concentrazione, ma avranno indubbi vantaggi in quelle dove è richiesta molta capacità intuitiva. 

A questo punto comincio a sentirmi un dinosauro in via di estinzione o, forse, solo in lenta evoluzione. Voi cosa ne pensate?


Fonti testi
Donna moderna n. 26/2019
Donna moderna n. 40/2019

Fonti immagini e video
Pixabay
YouTube

domenica 6 ottobre 2019

Tutto scorre e...inquina


Sarà per la maggiore attenzione che, finalmente, c'è per il clima, ma mi sto rendendo conto che tutto inquina e c'è davvero da sentirsi male all'idea. Tra le innumerevoli mail che mi arrivano come pubblicità ho notato che ci sono alcune aziende che esordiscono con "da oggi produciamo nostri jeans con la metà dell'acqua, quindi inquiniamo meno" bene, questa è una bella cosa, ma mi sono chiesta: allora ogni prodotto che compriamo contribuisce a distruggere il nostro pianeta, chi più chi meno, ci sono prodotti per i quali non mi ero mai posta il problema dell'inquinamento perché non li collegavo affatto a questa possibilità. Un'automobile, è noto a tutti, inquina con i suoi gas di scarico; le fabbriche, i prodotti chimici, il riscaldamento delle case, la plastica che è dappertutto. Non avevo mai pensato ai jeans come prodotto inquinante. In realtà riflettendo ci si può arrivare, non è il prodotto in sè ma la modalità di produzione del prodotto.
Se prendo un aereo (il mezzo di trasporto più inquinante al mondo) inquino
Se mangio una bistecca di bovino (ma anche di altre carni) inquino
Se compro un vestito inquino 
Se compro delle scarpe inquino.
Un kg di carne costa 15000 litri di acqua, oltre ai cereali e al terreno per alimentare la mucca con l'inquinamento che ne deriva. Si potrebbe passare alla carne sintetica (recente invenzione, un prodotto vegetale simile per sapore e odore alla carne ricavata da un mix di piselli e barbabietola e olio di cocco) 

Ogni volta che decido di consumare qualcosa inquino. Non è semplice evitare di farlo. Posso scegliere di limitare l'uso della plastica, decidendo di bere l'acqua del rubinetto o comprando l'acqua minerale in vetro, oppure installando un depuratore in casa.
Posso scegliere di non consumare la carne, ma anche le uova e i derivati animali. Posso scegliere di non prendere l'aereo, in realtà lo faccio già pochissimo, ma c'è chi lo fa anche per me. 
Le scelte personali sono importanti, ma è ancora più importante l'attenzione al problema che porti a corrette modalità di produzione non inquinanti. 
L'obiettivo reale è la produzione, se non viene cambiato il modo di produrre un qualunque bene, ogni lotta del singolo all'inquinamento resterà vana. Questo è quello che penso, quello a cui sono arrivata dopo essermi informata un po' meglio rispetto a questo argomento. Certo quando l'azione del singolo si unisce a quella di tanti altri fino a smuovere le coscienze, trasformando la cultura e portando concretamente l'attenzione sul problema, allora chi "decide" perché detiene il potere economico o politico o entrambi è costretto a fare qualcosa per cambiare. 
Siamo sulla strada giusta? Il movimento creato da Greta sta portando i primi frutti? 
Spero di sì, spero anche che non sia una moda del momento e che davvero partano delle politiche serie e concrete, sperando anche che non sia troppo tardi. 
Lo scioglimento dei ghiacciai e il cambiamento climatico è sempre più evidente, ormai non possiamo più fare finta di non vedere, ma l'unica strada concreta verso il cambiamento è rivoluzionare il modo di produrre, accettare l'inevitabile maggior costo iniziale come un giusto sacrificio.
Per esempio ho scoperto da poco che possono essere prodotte delle bottiglie di plastica completamente biodegradabili, aimè tappo ed etichetta sono ancora di plastica ma con il tempo chissà. I componenti della bottiglia sono polimeri derivati da zuccheri compostabili in ottanta giorni. 
Ecco il link pubblicitario di youtube che ne parla



Penso che questo potrebbe essere un primo passo, ma ogni impresa dovrebbe investire sul proprio prodotto rendendolo compatibile per l'ambiente e forse salveremo il pianeta o, almeno, non continueremo a distruggerlo. Voi cosa dite?
 

Fonti immagini
Pixabay

Fonti video
YouTube 

sabato 21 settembre 2019

Aiuto ho il burnout!


Dopo quasi tre settimane di ferie in agosto, il giorno prima del rientro sono stata assalita dallo sconforto. Mi dava fastidio l'idea di tornare al lavoro, stare due giorni a leggere le mail che si sono accumulate e fare subito le attività più urgenti (quelle urgenti già dal giorno prima di quando veniva manifestata l'urgenza).
Mi dada fastidio anche l'idea di rivedere i colleghi, perfino quelli più simpatici.
Insomma una vera crisi di sconforto.
Così mi sono ricordata di un articolo letto su donna moderna tempo fa che parlava del "burnout" una vera e propria sindrome che colpisce soprattutto le donne a causa del lavoro...chissà perché le donne, forse perché lavorano sempre su più fronti? 
Vi sentite stanchi e depressi con la sensazione che il lavoro vi stia schiacciando e che si sia impossessato di ogni aspetto della vostra vita togliendovi tutte le energie? 
Potreste essere vittime della sindrome da burnout, oggi riconosciuta ufficialmente dall'organizzazione mondiale della sanità.
I sintomi principali sono:
Ci si sente scarichi di energie, desiderosi di stare soli, insicuri nello svolgimento del proprio lavoro.

A quanto pare l'effetto, per gli uomini, è che si sentono sempre più spersonalizzati, mentre, per le donne, è soprattutto un esaurimento emotivo che le rende continuamente spossate, con un grande senso di impotenza perché qualsiasi cosa venga fatta non è mai abbastanza. 
In pratica si tratta di un processo di alienazione, di estraneamento che porta a un deterioramento delle emozioni associate al lavoro (ce l'ho), un problema di adattamento tra la persona e il lavoro a causa delle eccessive richieste di quest'ultimo (ce l'ho), una sensazione di schiacciamento nei confronti del lavoro perché sembra che non si faccia mai abbastanza (ce l'ho). 
L'elenco potrebbe continuare ma mi fermo perché tanto ho reso l'idea. Lo stress è una condizione positiva se si sostiene per un breve periodo, nei momenti in cui la nostra attenzione deve essere alta perché cominciamo una nuova attività, oppure c'è un evento importante, ma se il livello di stress è sempre al massimo allora non è più un fattore positivo, ma diventa del tutto negativo e può sfociare nel burnout, o nella follia. 
All'inizio questa sindrome sembrava circoscritta alle professioni di aiuto (medici, infermieri, operatori sanitari, forze dell'ordine, assistenti sociali, operatori del volontariato ecc) a quanto pare aiutare gli altri non fa poi così bene, ma questo succede quando ci si fa un carico eccessivo delle problematiche connesse al proprio lavoro.
Gli ultimi studi hanno dimostrato che questa sindrome invade allegramente (si fa per dire) tutti i campi lavorativi e quindi anche quelli in cui non avrebbe dovuto esserci. 
Questo comporta insonnia (ce l'ho) e depressione (non so se ce l'ho ma potrei esserci vicina), un senso di ridotta realizzazione personale (ce l'ho).
Tra le cause del burnout cito in particolare quelle in cui mi ritrovo
-il sovraccarico di lavoro: questo si spiega da solo;
-senso di impotenza: quando il proprio lavoro sembra inutile perché non porta a una reale soluzione dei problemi. Ho passato luglio e metà del mese di agosto a cercare di risolvere dei problemi lavorativi connessi ad alcuni contratti e alla fine - dopo incontri e riunioni e meningi (le mie) spremute fino all'inverosimile, non siamo riusciti a trovare una quadra;
-mancanza di controllo: sensazione di non avere il controllo sulle risorse necessarie per svolgere il proprio lavoro (il settore che dirigo ha cinque persone, ma ne servirebbero il doppio).

Soluzione (illusoria) per liberarsi dal burnout:
Licenziarsi e abbandonare il lavoro mandando tutti a quel paese urlando: da oggi in poi vi arrangiate!
Questa sarebbe la mia soluzione, la sola idea mi manda in estasi.

Se potessi farlo lo avrei già fatto già alcuni anni fa, quando il lavoro è diventato per me una gabbia soffocante in cui mi manca sempre più il respiro e da quando mi sono resa conto che, anche se mi fermo al lavoro fino alle otto di sera con straordinari non pagati (lo specifico perché ho un contratto così) non serve a niente 
-perché non riesco a mettermi mai in pari;
 -perché salta sempre fuori un problema nuovo mentre stai cercando una soluzione a un problema vecchio e quindi i problemi irrisolti raddoppiano;
 -perché chi dovrebbe decidere - che non sono io - non decide, ma alla fine decide qualcun altro assumendosi delle responsabilità per le quali non è pagato; 
-perchè la mole di lavoro è eccessiva rispetto alle forze di cui dispongo; 
 - perché nessuno riesce a capire che "presto e bene non stanno insieme".

Nonostante questa mia notevole consapevolezza, non posso licenziarmi perché ho bisogno di pagare tutte le mie bollette (e quelle di qualcuno altro che mi grava sul groppone, ma questa è un altra storia), vediamo quindi quali sono le altre possibili soluzioni:
-ritagliarsi del tempo per sè senza sensi di colpa: sappiate che io il senso di colpa nei confronti del lavoro non ce l'ho più da tempo (anche perché per fare di più di quello che faccio dovrei dormire in ufficio, eh no questo proprio no)
-distaccarsi a livello emotivo dal lavoro smettendo di inseguire la performance perfetta a tutti i costi 
-essere indulgenti con se stesse e prendersi cura di se, magari imponendosi di uscire in orario.

Questi consigli sono validi, sempre che si riesca a seguirli, cosa non semplice.
Per fortuna, il distacco emotivo dal lavoro lo ottengo anche grazie alla scrittura che mi porta a spaziare con la mente in altri orizzonti. 
Anche una bella lettura può aiutare o un bel film liberatorio come quello che vi riporto sotto oppure dedicarsi ad altre attività piacevoli nel poco tempo libero che ci resta.


Voi cosa dite? Avete altri suggerimenti?



Fonti testi
Donna moderna n. 29 del 4/7/2019
Wikipedia 

Fonti immagini
Pixabay 
Wikipedia (logo italiano del film)

sabato 14 settembre 2019

Il mondo narrativo

Ho letto tempo fa una interessante newsletter di Stefania Crepaldi che sottolinea l'importanza del mondo narrativo di un romanzo citando i noir di Loriano Machiavelli che ambienta le sue storie a Bologna. E pensare che non avevo mai letto nulla di questo autore, pur conoscendolo di fama, anche perché ha scritto spesso a quattro mani con Guccini di cui sono una appassionata fan (o meglio lo ero, perché adesso lo ascolto molto meno, pur apprezzandolo ancora).
Bologna ben si presta come mondo narrativo per molti motivi, i suoi portici, i suoi vicoli, i suoi misteri (di misteri e di storie noir nella realtà Bologna ne ha avute tantissime). 
Comunque sto tentando di recuperare la lettura dei romanzi di Loriano Macchiavelli per curiosità e perché ho scoperto che il suo personaggio, Antonio Sarti, è quel poliziotto fantastico piuttosto "scartolato" - quasi un precursore di Coliandro - interpretato da Gianni Cavina nella serie - andata in onda tra il 1991 e il 1993 - intitolata L'Ispettore Sarti - un poliziotto, una città (se non conoscete Gianni Cavina vuol dire che siete parecchio giovani, comunque è un attore molto amato da Pupi Avati e qualche anno fa ha interpretato la figura del padre nella serie TV Una grande famiglia).
Comunque la serie dell'ispettore Sarti era ambientata negli anni novanta a Bologna e mi piaceva molto proprio per la sua ambientazione e la simpatia del poliziotto che, nonostante tutto, riesce sempre a risolvere i suoi casi...
Anche il video vintage della sigla della serie televisiva scritta e cantata dallo stesso Cavina rende l'atmosfera della storia e dei suoi personaggi.


Come affermava Stefania Crepaldi molti autori ambientano i loro romanzi in luoghi esotici, magari all'estero, forse senza esserci mai stati, ma questa può non essere un'idea felice perché raccontare di un luogo che si conosce può essere più vantaggioso e rendere il romanzo più suggestivo. Raccontare un luogo attraverso le sue atmosfere e le sue sfumature può davvero donare molto a una storia.

Inoltre l'Italia, soprattutto negli ultimi tempi, è stata un po' riscoperta dalla letteratura, dopo le abbuffate di film americani, le ambientazioni italiane vengono sempre più apprezzate. Già nelle fiction TV, per esigenze contingenti, la provincia italiana è stata spesso usata come ambientazione. Posso citarvi diversi casi.
Per esempio, mentre ero in ferie, ho riguardato le puntate in replica del Maresciallo Rocca ambientate a Viterbo (da quando sono stata nella Tuscia mi sono innamorata di quei luoghi), la serie si fa apprezzare per l'interpretazione di un bravissimo Gigi Proietti, ma anche per il contesto narrativo, Viterbo e i suoi dintorni. 
Viterbo, un vicolo

L'Italia è così variegata,  così intensa, che ogni luogo può essere il perfetto mondo narrativo di un romanzo. 
Possiamo citare la Napoli di Maurizio De Giovanni e di Elena Ferrante, l'isola d'Elba dei delitti del Bar Lume dei romanzi di Marco Malvaldi. La Sicilia di Montalbano, il Friuli di Ilaria Tuti. 
C'è solo l'imbarazzo della scelta per scegliere il mondo narrativo italiano che può essere davvero il proprio mondo...quello in cui si vive o comunque quel mondo che si conosce bene, perché ciò che è importante in un romanzo non è la fredda descrizione dei luoghi ma trasmetterne le atmosfere.
Per esempio nel mio romanzo (non per essere megalomane, ma solo perché mi hanno detto che questa atmosfera è resa molto bene...) Fine dell'estate, ambientato a Fiorita, nome di fantasia di una piccola cittadina del sud d'Italia, così descrivo la "controra":

“Si chiamava “controra” la fascia oraria compresa tra le due e le cinque del pomeriggio, nei pomeriggi di estate, nei pomeriggi caldi del sud. Durante la controra non era educato telefonare, o fare visite, o bussare alla porta, si evitava anche di guardare la tv o di accendere la radio, o, se lo si faceva, si teneva il volume bassissimo.
La controra mi dava la sensazione di essere sospesa nel tempo, qualunque cosa volessimo fare nella nostra giornata era rimandata almeno a dopo le cinque del pomeriggio. Era come se fosse notte fonda, anche se fuori c’erano la luce e il calore fortissimo del sole estivo, il momento più caldo della giornata.
Con gli scuri abbassati che riparavano dalla luce troppo intensa, restavo nel mio angolo a leggere o a pensare a quello che avrei fatto nel corso della serata, agli appuntamenti con le amiche, ai vestiti da indossare, ai punti di ritrovo, nell’aria finalmente più fresca della sera.
A volte mi manca quella sensazione di pace e di silenzio nella calura estiva, la sensazione di attesa, 
il tempo che avevo da dedicare ai miei pensieri o alla lettura di un libro, mi manca la sensazione del tempo che rallenta che invece ora, nella mia nuova vita, è diventato frenetico e convulso.”


Matera

Matera, cortile
Di recente ho scoperto diversi romanzi ambientati in Italia, per esempio l'ultimo è un romanzo noir di Piera Carlomagno Una favolosa estate di morte ambientato in Lucania e più precisamente tra Matera e Potenza una regione riscoperta che si presta molto bene come ambientazione di un mistero. 
Ma tornando indietro nel tempo vi ricordate lo sceneggiato Rai Ritratto di donna velata ambientato a Volterra? Insomma il mondo narrativo italiano può essere un perfetto contesto in cui ambientare la propria storia.
Siete d'accordo con me?
Avete letto qualche libro con ambientazioni interessanti italiane?


Fonti
Video: YouTube 
Immagine: le foto di Viterbo e di Matera sono mie, ricordi di viaggio



sabato 7 settembre 2019

Dieci piccoli insight

Silvia Algerino del Blog Lettore creativo tempo fa ha scritto un post molto carino,
Scrivo questo post in ritardo, ma come si dice per certe cose non è mai troppo tardi



Silvia spiega il significato degli insight molto meglio di me, ma il post traspone poi questo significato nelle piccole cose che ci fanno stare bene, insomma quelle cose apparentemente insignificanti che ci regalano un po' di benessere nel nostro quotidiano.
Leggendo il post di Silvia ho cercato di mettere a fuoco quali sono quelle piccole cose che donano alla mia vita quel quid in più...

1. L'odore del caffè che invade la cucina e il gorgoglio della moka
2. L'odore del ragù che mi ricorda la mamma con l'acuto senso di nostalgia che ne deriva, perché quell'odore mi riporta alla mia infanzia e adolescenza 
3. Poter restare a letto il sabato mattina sapendo che hai il week end davanti a te
4. Leggere un libro che mi sta appassionando
5. Tornare a casa la sera dopo l'ufficio e sapere di non dover uscire, mettersi il pigiama e godersi il meritato relax
6. Comprare una sciocchezza inutile ma che ci piace tanto
7. Ascoltare una canzone che mi piace e fingere di cantarla a squarciagola immaginando di essere su un palco stile rock star...
8. Dormire nelle lenzuola fresche di bucato e di ferro da stiro
9. Bere una schweppes lemon con il ghiaccio nelle afose giornate estive oppure un calice di vino rosso a temperatura ambiente in una sera autunno inverno 
10. Partire di mattina presto su una moto io e lui, per una giornata in libertà inseguendo il vento e quello che ci va.


La vita è breve e complicata e quindi non lamentiamoci, godiamo delle piccole cose che abbiamo e cantiamo con Caparezza (che poi anche canticchiare questa canzone è un piccolo insight che mi fa stare bene!)



Voi siete d'accordo?

Fonti:
Immagini: Pixabay
Video: YouTube

domenica 1 settembre 2019

Realtà fonte primaria di ispirazione


Un romanzo deve raccontare una storia che, pur inventata, sia verosimile.
Perfino in una storia fantasy questa caratteristica deve essere presente perché faccia presa sul lettore.
Negli ultimi tempi ho letto romanzi in cui lo spunto era nato dalla realtà, non che la cosa mi stupisca, io stessa prendo notevoli spunti dalla realtà soprattutto per i thriller. 
In Fragile come il silenzio i casi trattati dal commissario di violenza sulle donne sono basati su casi reali in cui ho opportunamente cambiato alcune dinamiche, anche se il copione sembra ripetersi sempre con la stessa costanza, purtroppo. 
Ne La sottile linea del male l'ispirazione è nata proprio dalla mia conoscenza del mondo universitario e delle sue dinamiche che mi ha fatto pensare a un personaggio come il professor Roberto Negri. 
Ne L'ombra della sera, per il killer, mi ispiro a persone reali e a studi scientifici ormai consolidati che lascio spiegare direttamente da un personaggio nell'epilogo del romanzo. Anche la storia della ragazza scomparsa in una sera d'estate nasce dalla lettura di un articolo che mi aveva profondamente colpito di una giovane donna sparita nel nulla, mentre stava raggiungendo dei suoi amici per andare a una festa, in un altro tempo e in un altro luogo. 

Ilaria Tuti nel suo thriller Fiori sopra l'inferno trae spunto da un fatto storico risalente al 1945 che l'autrice spiega nelle sue note finali. Quando leggo le spiegazioni degli autori scopro un intero universo in cui mi riconosco perché io stessa traggo ispirazione e riflessioni dalla realtà. 

La vita degli autori entra spesso nei romanzi che scrivono, per esempio Herman Melville (quest'anno Moby Dick - considerato uno dei capolavori della letteratura americana - ha compiuto 168 anni) ha lavorato diversi anni su una baleniera e l'autore di MobyDick, che aveva vissuto agiatamente i primi anni della sua vita, dopo il tracollo finanziario di suo padre, fu costretto a lavorare per mantenere la sua famiglia composta da otto figli tra fratelli e sorelle e ridotta in povertà. Nel frattempo il padre dopo la bancarotta ebbe gravi problemi di salute che lo portarono alla morte.
Tra i vari lavori che il giovane Herman svolse ci fu quella di mozzo sulla nave "St. Lawrence" dove si inbarcò nel giugno 1839 in partenza per Liverpool dal porto di New York. Dopo la traversata rientrò a New York e per i tre anni seguenti fece l'insegnante.
Dopo la lettura di Due anni a prora (Two Years Before the Mast) di Richard Henry Dana Jr. - romanzo che descriveva la dura vita da marinaio semplice di uno studente di legge - si ridestò in Herman Melville il desiderio di viaggiare tanto che si imbarcò di nuovo come marinaio, nel gennaio 1841, al porto di New Bedford (Massachusetts) sulla baleniera "Acushnet", diretta verso l'Oceano Pacifico. Il viaggio durò diciotto mesi e il romanzo sulla balena Moby Dick sembra rielaborare molti ricordi dell'esperienza a bordo della "Acushnet".

Tenera è la notte racconta in un certo senso pezzi di vita di Francis Scott Fitzgerald.
L'autore faceva parte della corrente letteraria chiamata "Lost Generation" che comprendeva un gruppo di scrittori statunitensi nati, negli anni 1890, che si stabilì in Francia negli anni venti. Tenera è la notte racconta la vita a inizio secolo di questi giovani statunitensi che vivevano in costa azzurra, in una indolente agiatezza. L'autore visse per cinque anni in Europa, dal 1924, con la moglie Zelda almeno fino al suo rientro definitivo negli Stati Uniti nel 1931.

Mi è capitato di leggere la biografia di alcuni scrittori famosi dopo aver letto i loro romanzi e di avervi trovato spesso delle attinenze con la loro vita. Ciò non vuol dire che il romanzo non sia frutto di invenzione, ma semplicemente che la vita personale influenza la scrittura in modo più o meno trasversale. Il romanzo si sviluppa su binari paralleli alla nostra vita ed è quasi inevitabile che pensieri e ricordi dell'autore finiscano tra le parole scritte sulla pagina.
Certo non è solo la propria vita vera che influenza l'ispirazione di chi scrive, spesso la fonte e, in certi casi, per fortuna, è semplicemente la realtà che ci circonda che finisce tra le pagine di un romanzo, lo scrittore, come disse qualcuno, è un ladro della vita degli altri. Si resta colpiti da una storia ascoltata o che, semplicemente, ci ha sfiorato per un attimo e nasce l'ispirazione. L'osservazione della realtà mescolata alla propria creatività e al lavoro assiduo sulle parole è la genesi di ogni romanzo. 
Insomma, scrivere può essere come guardare la realtà ogni volta attraverso un paio di lenti diverse.

Voi cosa ne pensate?



Fonti:
Immagini Pixabay
Testi Wikipedia


domenica 25 agosto 2019

Vacanze d'agosto


Sono gli ultimi giorni di agosto, un mese che vivo un po' come fosse dicembre perché segna la fine - o l'inizio della fine- dell'estate e quindi porta con sè un pizzico di malinconia. Non che l'estate sia una stagione pazzesca per me, prevalentemente lavoro, soffro il caldo il che mi fa sembrare tutto più faticoso, però quando l'estate sembra volgere al termine come in questi giorni, all'improvviso, siamo invasi dal rimpianto, anche per quello che non c'è stato.
Tralasciando le immotivate nostalgie vi racconto cosa ho fatto in questi giorni di agosto, non tutto, solo la parte vacanziera. A parte le letture - bello leggere in libertà, senza l'assillo del tempo - ho fatto qualche breve viaggio tra Toscana e Lazio, scoprendo in particolare la Tuscia che secondo me merita un'attenzione maggiore di quanto in realtà ne abbia.
Nei giorni più caldi ci siamo concessi una gita sul monte Amiata, a 1700 metri di altezza c'era tutta un'altra aria, una meraviglia.

Monte Amiata
Poi abbiamo fatto un passaggio da Pitigliano, un meraviglioso paese scavato nel tufo, con un passaggio presso le terme di Sorano tanto per rinfrancare le nostre fragili ossa (che ormai cominciamo ad avere un'età) anche se non mancavano i bambini che sguazzavano nelle piscine termali molto allegramente.
E se vi capita di passare da quelle parti non perdete la visita presso il meraviglioso borgo di Civita di Bagno Regio, la città che muore, sembra che la montagna di tufo si stia lentamente sgretolando, anche se sono in corso degli interventi per scongiurare questo evento. Noi siamo stati a Civita alcuni anni fa, quest'anno no, ma siccome è un piccolo gioiello ve lo segnalo.

Civita di Bagno Regio

Siamo scesi fino a Tarquinia tanto per vedere un nuovo borgo e fare un passaggio anche al mare.
Tarquinia


Tarquinia
Poi siamo stati nella valle del Marta sul lago di Bolsena e, infine, siamo tornati a Bologna per goderci anche un po' il vuoto agostano in città.

Marta Borgo dei pescatori
Non so voi, ma in vacanza amo anche potermi godere il tempo libero in casa, magari approfittare per fare quei lavori che non riesco mai a fare quando lavoro. Oppure uscire la sera senza il pensiero di tornare a casa presto perché il giorno dopo si va in ufficio, anche se è un giorno feriale.

E voi come state? Sentite già la malinconia di fine estate come me?

sabato 17 agosto 2019

Il giorno che scappai via da te


Lo so, non ci siamo più incontrati e non abbiamo mai preso quel caffè insieme, sono fuggita quel giorno per non affrontare la realtà.
E da allora sei rimasto lì, sospeso in quell'incontro solo sfiorato, immutabile nel tempo.
Eppure so che qualcosa di ciò che amavo di te è rimasta come pietra scolpita, ferma e potente. 
Non c'è stato il nostro percorso di vita insieme, solo un breve tratto di via che ci ha visto vicini nel cuore e nell'anima. È stato sufficiente quel breve tragitto perché non potessimo dimenticare.
E mentre immagino la tua vita senza di me, mi torna in mente il giorno in cui scelsi di non scegliere, il giorno in cui mentre ti venivo incontro tornai sui miei passi e cambiai strada lasciandoti andare, per sempre.
Eppure a volte ritorni nei miei sogni a chiedermi un perché, ritorni nei miei ricordi e li rendi vividi più che mai, ritorni nelle mie storie come fugaci comparse in un film. 

domenica 11 agosto 2019

Letture estive

Forse dovrei scrivere letture d'agosto, visto che ormai l'estate è già oltre la boa, comunque parliamo di letture perfette per l'estate.
In realtà un bel romanzo è perfetto sempre, ma d'estate - quando si dovrebbe avere più tempo (il condizionale è d'obbligo, ormai le attività lavorative fermentano anche in pieno caldo) - c'è più tempo per leggere un libro tutto d'un fiato, senza rischiare di perdere il filo...
Quali sono quindi le letture che - a parte i miei romanzi - vi consiglio? 

Fiori sopra l'inferno di Ilaria Tuti





Colpita dalla sua perenne posizione in alto delle classifiche ho deciso di leggere questo suo primo thriller e l'ho divorato. Una storia agghiacciante che mantiene incollati alle pagine, ma a parte questo ciò che mi è piaciuto di questa autrice è l'introspezione psicologica dei personaggi e l'empatia che la commissaria sembra riservare all'assassino che per il suo vissuto si avvicina tanto a una vittima. Non posso dire di più per non fare spoiler, ma mi sono sentita molto in sintonia con il suo punto di vista, l'origine del male spesso ha radici profonde e lontane.

Isola di neve di Valentina D'Urbano




È uno dei primi letti in questo 2019, è una storia d'amore potente che va oltre il tempo. Ma è l'intreccio storico tra passato e presente, magistralmente gestito dall'autrice, che colpisce più di ogni
cosa. Una storia d'amore e un mistero che verrà svelato solo alla fine con un grande colpo di scena. 

La tristezza ha il sonno leggero di Lorenzo Marone


Per diventare persone felici serve tanto coraggio, ad alcuni la felicità arriva come un regalo dal cielo, altri invece devono arrancare continuamente per conquistarsi anche una sola briciola di serenità. 
Ma è davvero così? Forse tutti combattono strenuamente per raggiungere il proprio angolo di paradiso.
Sembra questo il tema del romanzo di Lorenzo Marone e lo racconta benissimo attraverso il suo protagonista Erri Gargiulo. Questo romanzo mi è piaciuto moltissimo e quindi ve lo consiglio.

Non voglio dilungarmi oltre perché la batteria del mio iPad si sta scaricando, ho passato la giornata in piscina e il sole mi ha un po' provato, domani ho un po' di preparativi da fare per la partenza pre-ferragostana quindi mi fermo qui e buon ferragosto.

Ecco, giusto perché parliamo di letture d'agosto, vi segnalo che L'ombra della sera è in offerta a 1,49 per tutto agosto.



Buon ferragosto a tutti voi.


sabato 3 agosto 2019

I novant'anni del giallo

Tempo fa ho scoperto per caso leggendo un articolo su una rivista che quest'anno il Giallo Mondadori compie 90 anni. Nel marzo del 1929 nasceva la collana Mondadori del genere Giallo con le famose copertine color limone. L'idea nacque dal desiderio di colpire il lettore alla prima occhiata con una copertina di un colore che consentisse un richiamo immediato e inequivocabile. 


Il segreto di questo successo è composto da tre elementi ricorrenti: cadavere, indagine, colpevole. Questa è la costante che si ripete a ogni trama, tutta la storia si sviluppa intorno a questi elementi, un comune filo conduttore che porta alla risoluzione del mistero finale. 
I primi quattro titoli che uscirono in quella occasione erano La strana morte del signor Benson di Van Dine, L'uomo dai due corpi di Edgar Wallace, Il mistero delle due cugine di Anna K. Green e Il club dei suicidi di Robert L. Stevenson (di quest'ultimo non sapevo avesse scritto anche dei gialli, di Stevenson ricordo soprattutto la sua più famosa opera L'isola del tesoro). 
Secondo le statistiche l'autrice di maggior successo, è Agatha Christie che continua ad essere tra le più vendute. Le autrici contemporanee più vendute sono invece Anne Perry, Tessa Harris e Rhys Bowen (ma nessuna italiana?) Ogni anno le vendite dei gialli Mondadori arrivano a 150.000 copie, numeri niente affatto trascurabili. 
In occasione del l'anniversario Mondadori è tornata in libreria con alcuni gialli, cito quello del compianto Andrea Camilleri Km 123


E a proposito di Camilleri, per anni ha rappresentato per me il mito del "non è mai troppo tardi per scrivere" avendo lui cominciato a scrivere romanzi dopo i sessant'anni. Stessa cosa pensavo per Luciano De Crescenzo, l'ingegnere filosofo, entrambi che ci hanno lasciato di recente, proprio nella stessa settimana. In realtà Camilleri - che intanto, nota importante, lavorava in Rai - ha scritto anche prima dei sessant'anni e ha pubblicato varie opere (la prima da un editore a pagamento, udite udite) ma con scarso successo, la prima opera si intitolava "Il corso delle cose" pubblicata nel 1978. Nel 1980 invece pubblica con Garzanti la prima opera ambientata nella cittadina immaginaria di Vigata e nel 1984 con Sellerio pubblica "La strage dimenticata" ma senza successo. Riprende a scrivere dopo dodici anni di pausa nel 1992 e da lì non ha più smesso grazie al successo scoppiato finalmente intorno al suo personaggio principale, Montalbano, cosa che avviene pienamente, con la serie televisiva, nel 1998 (quando Camilleri aveva 73 anni).
Non è mai troppo tardi per avere successo come scrittore, potremmo affermare quindi, basta vivere abbastanza. 
Proprio l'altra sera al telegiornale parlavano di Moby Dick di Melville che appena uscito - nel 1851 - fu un flop salvo diventare un classico della letteratura molti anni dopo la sua morte, nel 1921 (Melville morì nel 1891). Insomma c'è sempre speranza, anche dopo la morte. 
Ma torniamo al giallo, è un genere - sembra - di grande successo, ciò che è importante è presentarlo o pubblicizzarlo bene. Ricetta che io non ho ancora scoperto nella mia limitata realtà di self publishing.

Ma come si suol dire: mai dire mai!
Siete d'accordo?


* Fonti testo 
Donna Moderna 4/3//2019
Wikipedia



sabato 20 luglio 2019

Il sole sulla pelle, un romance per l'estate



Si sa che l'estate porta con sè voglia di sole e mare, e io questa storia l'avevo concepita due anni fa, con tanto di cover, sinossi e trama. Tutto già scolpito nella mia mente a parte la cover che era già pronta sul mio iPad quando ero rimasta folgorata da un'immagine scaricata da pixabay.
Avevo scritto alcuni capitoli, in prima persona, con l'intento di scrivere un racconto o un romanzo breve. Poi presa dai gialli e da altre vicende l'ho lasciato in stand by per diverso tempo. 
All'inizio di questa estate, dopo un inverno triste e faticoso,  con un giallo che non è decollato, mi è venuta voglia di una storia d'amore leggera ed estiva, proprio quel romanzo che era rimasto in attesa di  partire per andare da qualche parte. Così, mi sono detta "Ora o mai più" e ho cercato di finirlo.
Ho passato alcuni giorni a scrivere come in trance ed è venuto fuori un romanzo d'amore un po' erotico, ma anche meno leggero di quanto in realtà volessi. Perché le vicende della nostra vita, è inutile negarlo, influenzano ciò che scriviamo. È comunque un romanzo estivo con il sapore dell'estate dentro e il rimpianto di quello che non riusciamo a vivere pienamente. 
Ecco la trama.

Giulia Mancini 
IL SOLE SULLA PELLE 

Non importa quanto breve sia un amore, se ti entra nella pelle può restarti addosso per sempre.

Beatrice Rossi si è appena laureata in Ingegneria ed  è in piena crisi, per l’amore e per il lavoro. Il suo ragazzo di sempre l’ha lasciata, l’estate è alle porte e lei avrebbe solo voglia di distrarsi,  ma tutte le sue amiche sono impegnate tra studi o lavoro. Una proposta di lavoro le arriva dal relatore della sua tesi di laurea, un contratto per un progetto di ricerca all’estero per un anno.  Ha meno di un mese per prendere questa difficile decisione e stabilisce, nel frattempo, di partire per una breve vacanza al mare. Torna a Cervia, il luogo dove ogni anno andava in vacanza con i suoi genitori e sua sorella, ha nostalgia di quelle vacanze che hanno il sapore di un’adolescenza ormai lontana, quando la vita era più semplice e leggera. Non sa che quella vacanza e l’incontro con l’uomo che popolava i suoi sogni di quindicenne potrebbe cambiarle la vita.

Mi sto innamorando dell’unico uomo che non posso avere, dovrei scappare via da lui, invece voglio solo farmi travolgere per lo spazio breve di un’estate.

È un romanzo breve, già in prenotazione, disponibile dal 27 luglio, su Amazon al seguente


venerdì 12 luglio 2019

Dialogo su La sottile linea del male



In questa estate indolente e afosa, intervallata da disastri climatici, ogni tanto c'è qualche bella notizia, almeno per me. Renato Mite ha letto e recensito La sottile linea del male, ecco il link della recensione, e mi ha dedicato - come già accaduto per Fragile come il silenzio - un bellissimo e interessante approfondimento con un dialogo, uno scambio di battute sul suo blog Inchiostro Mite
Ed io non posso che esserne felice, se avete voglia date una lettura, al di là dell'interesse per il libro parliamo di argomenti, secondo me, sempre attuali.

Buon proseguimento di estate, sperando che gli sconvolgimenti climatici siano finiti.

domenica 30 giugno 2019

Recensioni in giallo

Scrivo questo post per fare un po' di ordine nel mio caos e per ritrovare con facilità le poche recensioni dei miei romanzi sulla serie Le indagini di Saverio Sorace. Farò degli aggiornamenti nel caso ne arrivino di nuove.

Fragile come il silenzio
La prima indagine 

Recensione del Blog Romanzi rosa contemporanei di Emme X che recensisce romanzi rosa, ma non solo.
Recensione del Blog Leggi Ama Sogna  di Sarah S.
Recensione del Blog Il mio mondo di libri di Rosa Lentinio
Recensione con intervista del Blog Anima di carta  di Maria Teresa Steri  
Recensione del Blog Inchiostro Mite di Renato Mite 
La sottile linea del male 
La seconda indagine



Recensione del Blog Romanzi rosa contemporanei di Emme X 
Recensione del Blog Leggi Ama Sogna di Sarah S.
Recensione del Blog Inchiostro Mite di Renato Mite

Recensioni da Amazon:
Francy 
Angi

L'ombra della sera
La terza indagine
Recensione del Blog Svolazzi e scritture  di Nadia Banaudi
Recensione del Blog Blog Semiserio di una lettrice compulsiva  di Eleonora Ippolito
Recensione del Blog Gli occhi del lupo di Federica
Recensione del Blog Il paradiso di Caino  di Sarah S.
Recensione del Blog Romanzi rosa contemporanei di Emme X
Recensione del Blog Our Free Time di Raffaella Dellea



Ringrazio moltissimo tutti i lettori, blogger e non, che hanno recensito le avventure del mio commissario.


sabato 29 giugno 2019

La mia estate ideale meme


Ariano Geta ha scritto un simpatico post La mia estate ideale aderendo al meme proposto dal blog Miki Moz
Le regole sono: completare un elenco comune, taggare altri cinque bloggers e avvisare l'autore. Anch'io come Ariano preferisco non nominare nessuno, siamo in estate e magari qualcuno ha solo voglia di relax e di vacanze, però se c'è qualcuno che vuole aderire al gioco ben venga. 

Premesso che la mia estate ideale dovrei passarla senza lavorare e invece non è così, visto che ho solo delle ferie più o meno spot, ecco l'elenco con gli elementi della mia estate ideale:

COLONNA SONORA
Io amo i tormentoni dell'estate, pieni di ritmo, musicalità e leggerezza, anche se alcuni testi degli ultimi tormentoni estivi affrontavano anche temi parecchio attuali, per esempio Pamplona di Fabri Fibra/Thegiornalisti oppure Tra le granite e le granate di Francesco Gabbani.
Comunque i miei tormentoni preferiti di sempre sono: Un'estate al mare di Giuni Russo, anche Mare Mare di Luca Carboni che mi danno sempre quel sapore nostalgico dell'estate. Tra le canzoni estive più recenti ho adorato Riccione de Thegiornalisti. 

LUOGO
Il luogo ideale dove passare l'estate, mi piacerebbe una bella città di mare, tra quelle che conosco potrei citare Rimini (sembra banale ma è una piccola città deliziosa), Cesenatico, Numana, Sirolo, San Benedetto del Tronto, Polignano a mare ecc ecc 

VIAGGIO
Un viaggio che mi piacerebbe fare è tornare in Grecia, l'ultima volta ci sono andata nel lontano 1995. Mi piacerebbe tornare a Cefalonia, isola meravigliosa, ma andrebbe bene anche qualsiasi altra isola greca, ce ne sono talmente tante e tutte immerse in un mare cristallino. E ho anche voglia di souvlaki e tzatziki...

PROGRAMMA TV
Mi divertono i quiz televisivi, per esempio non mi dispiace Reazione a catena, però ultimamente sono spesso catturata da Techetechetè, il che, mi sa, è sintomo degli anni che passano inesorabilmente, argh.

SERIE TV
In questo periodo non c'è neanche una serie che mi piaccia, c'è davvero il deserto in TV. Anzi si accettano suggerimenti.

FILM
In estate a Bologna con il Festival de Il Cinema Ritrovato proiettano in piazza Maggiore vecchi film restaurati dalla Cineteca di Bologna, i miei preferiti sono i film di Hitchcock, poi ci sono i classici come Casablanca, Ladri di biciclette oppure Roma città aperta. E poi c'è sempre la possibilità di scoprire dei film d'essai, anche recenti, che abbiamo perso durante l'inverno.  

FUMETTO
Per me i fumetti sono Topolino e Paperino, però anche Diabolik non è male.

LIBRO
Mi piacerebbe leggere dei libri dal sapore estivo, magari un giallo intrigante ma anche un appassionante romanzo d'amore. Che poi lo sto già facendo, visto che leggo tutto l'anno.

RIVISTA
Sono abbonata a Donna Moderna e leggo prevalentemente questa rivista, negli anni non mi ha ancora stancato. Ma se dovessi scegliere un'alternativa potrei leggere Confidenze (magari con un racconto della mia amica Nadia Banaudi). 

GIOCO
Gioco non saprei, magari giocare a racchettoni sulla spiaggia, in ogni caso un gioco all'aperto.

GIOCO DA TAVOLO
A me piaceva molto il Trivial pursuit, un tempo ci giocavo con gli amici nelle serate di inverno, i giochi da tavolo quindi non li vedo tanto estivi, magari però in una serata in giardino in compagnia si può fare.

ATTIVITÀ
Passeggiate in riva al mare, visitare posti nuovi e magari tanto relax, con qualche bella lettura.

CIBO
Insalata greca, vino bianco ghiacciato e gelato.

VIDEOGAME
A parte il Tetris non sono una grande appassionata, anzi confesso che mi hanno sempre annoiato.

Questi erano gli elementi della mia estate ideale. Se volete il gioco è aperto, oppure scrivetelo nei commenti! 




sabato 22 giugno 2019

Recensioni de L'ombra della sera e de La sottile linea del male


Questa estate è scoppiata con le sue ondate di calore e con qualche temporale. Qui a Bologna c'è appena stata una grandinata con dei chicchi grandi come pietre e con un vento forte che ho temuto, per un attimo, che volasse via il tetto. Farà parte anche questo dei cambiamenti climatici che minano il futuro dell'umanità.
Dopo questa premessa sul tempo vi segnalo l'ultima recensione ricevuta per L'ombra della sera da parte del Blog Our Free Time
La blogger ha detto che nel mio romanzo non mancano mistero, intrighi e un pizzico di romanticismo che bello!



E poi, quasi a sorpresa, è arrivata anche la recensione de La sottile linea del male da parte del blog di Renato Mite Inchiostro Mite
Ringrazio i blogger per le loro recensioni che mi fanno scoprire sempre nuove prospettive dei miei romanzi, è questo l'aspetto piacevole delle recensioni, farsi sorprendere da ciò che a noi era sfuggito oppure avere delle gradevoli conferme.
Insomma, io mi avvicino alle recensioni sempre con molta ansia e curiosità perchè il parere esterno è sempre molto illuminante.
Buon sabato sera e buona domenica!


sabato 15 giugno 2019

I pensieri delle vacanze

Quando sono in vacanza penso tanto, sono pensieri liberi che svolazzano nella mia testa facilitati anche dal silenzio dei lunghi percorsi in moto, quando è difficile scambiarsi le opinioni perché siamo isolati dal casco.
Così osservo il panorama e penso. Mi piace immaginare le vite che incontro per strada, nascono infinite storie nella mia mente che forse non vedranno mai la luce, ma per tutto il tempo della vacanza mi diverto a immaginare.
Perché quando si viaggia si vedono tanti luoghi, ma nei luoghi ci sono le persone e ognuno ha una sua vita e un suo percorso.


Ho incontrato dei personaggi molto interessanti: il titolare del Bed and Breakfast in Lazio, il barista di Viterbo che si è trasferito da Napoli dicendo che la sua vita era migliorata tantissimo, che mi ha fatto pensare al mio Sorace, la ragazza del Bed and Breakdast di Polignano a mare che tutte le mattine ci preparava la colazione e ci dava consigli sui luoghi da visitare. Incontri che potrebbero diventare un romanzo, un breve racconto o restare solo un'idea persa nel tempo. A volte mi sento quasi in colpa nell'ascoltare le loro storie, perché, mentre parlano, non sanno che le loro vite potrebbero finire in un mio romanzo, in fondo come dissero in un film che vidi tempo fa sulla vita di uno scrittore ("Sotto falso nome", un thriller molto particolare, forse scontato ma con diverse batture memorabili) gli scrittori sono dei ladri delle vite degli altri
E poi ci sono i luoghi che ci parlano e sussurrano storie, la poesia dell'azzurro del mare, i vicoli bianchi dei borghi, le vecchie signore sulle porte che sorridono.
Il viaggio stuzzica la mia vena creativa e mi viene voglia di ambientare una storia nei posti che attraverso nello spazio di una vacanza, forse per catturare quelle sensazioni che essi suscitano in me con forza, con il desiderio di provare a entrare in un'altra vita e scoprirne le emozioni, i dolori e  le gioie, i sogni e i desideri, i pianti e i sorrisi.

E succede ogni volta, la mia anima nomade immagina una nuova vita, un ritmo diverso, dei nuovi amici e dei nuovi orizzonti. Una sensazione che mi resta addosso per qualche giorno anche dopo il rientro, poi dopo un po' svanisce, ma a tratti ricompare e finisce, magari sfumata e irreale, tra le pagine di una nuova storia, proprio quando sembrava che non ci pensassi più.

Capita anche a voi di immaginare, anche solo per un attimo, una vita nei posti che visitate?
 
 

giovedì 30 maggio 2019

L'ombra della sera su Art Over Covers


Lo scorso 27 maggio sul blog ART OVER COVERS  ho parlato della mia copertina de L'ombra della sera e del suo significato.
Ringrazio Sara "Shifter" Pellucchi per aver accolto ancora una volta la cover della serie sulle indagini di Saverio Sorace.


La nascita di una copertina è sempre complessa perché si vorrebbe trasmettere il più possibile il senso del romanzo ma, nello stesso tempo - soprattutto per un thriller - bisogna lasciare una sensazione di indeterminatezza, un vago richiamo di ciò che il lettore troverà in quella storia. Non è affatto facile, per esempio io passo in rassegna tantissime immagini prima di trovare quella giusta, faccio perfino delle foto io stessa, mentre giro per la città guardandomi intorno alla ricerca di paesaggi e prospettive. 
Devo ammettere che, mentre per i primi due romanzi della serie avevo le idee molto chiare sull'immagine finale che volevo, per questo romanzo le idee erano più nebulose. 
All'inizio mi piaceva un'immagine con un lampione che mi sembrava molto suggestiva, non era però in linea con le precedenti cover. 
L'immagine di cui parlo è questa, presa da pixabay e modificata nel colore.



Però, essere in linea vuol dire avere delle cover, per esempio, del tipo che mostro di seguito. Questa serie di thriller, scritte da Angela Marsons, parla delle indagini della detective Kim Stone e della sua squadra. Io ho letto solo il primo romanzo, ma presto leggerò anche i successivi, li ho appena comprati approfittando delle offerte a 0,99 della Newton Compton. A proposito ogni thriller della Newton Compton presenta ben stampato sulla copertina la dicitura "un grande thriller" il che mi fa sorridere parecchio. 




Bene, concludo annunciandovi che, tramite Streetlib, ho aderito a delle promozioni per il mese di giugno per i primi romanzi della serie: Fragile come il silenzio e La sottile linea del male, spero che vadano in porto perché ogni volta è una sorpresa, aderisco all'iniziativa, ma poi non sempre l'adesione va a buon fine, è un mistero anche questo. La promozione de L'ombra della sera è passata quasi inosservata nonostante abbia fatto anche una sponsorizzazione a pagamento su facebook, quindi non so quanto queste promo abbiano senso. Intanto la prossima settimana mi assenterò e mi prendo quindi una pausa dal blog, vi lascio con le tre cover.


Se andate a leggere il post su Art Over Covers lasciatemi le vostre impressioni, sarà un piacere condividerle.