mercoledì 13 giugno 2018

Mi merito un'estate


Sono tre mesi che non scrivo nulla, tranne che, sporadicamente, per il blog. 
Di solito rallentavo con l'inizio dell'estate perché tra qualche vacanza spot e il caldo non mi riusciva di dedicarmi con assiduità alla scrittura ogni fine settimana. Ammetto che in questo periodo ho dedicato molto tempo libero a ultimare le revisioni de La sottile linea del male e alla sua promozione (anche se minima). Quest'anno invece ho rallentato molto prima, già in primavera. Nell'ultimo mese poi, ogni week end, ho cercato di fare cose che avevo lasciato indietro per troppo tempo. Mi mancava troppo stare all'aria aperta, così ho ripreso alcune attività che facevo prima di dedicare tutto il mio tempo libero alla scrittura: passeggiate in bicicletta, giornate al sole in relax in piscina, passeggiate nel centro cittadino, telefonate ad amici che non avevo mai tempo di sentire e altre cose di questo tipo. Questo perché all'improvviso la mia vita mi sembrava troppo chiusa e ripiegata su me stessa e sulla scrittura.
Mi sono ripresa, poco per volta, un po' di tempo per me. Ma quel tempo è quello che io dedico alla scrittura e quindi è inevitabile che non scriva più nulla, salvo ogni tanto appuntarmi le idee sul prossimo romanzo su Saverio Sorace.
Poi ho anche un altro progetto su cui sono del tutto indecisa. Ho un romanzo rosa nel cassetto scritto oltre un anno fa, è una storia importante ispirata a un evento reale con cui mi sono imbattuta anni fa e vorrei lasciarla andare. L'ho riletta una settimana fa e mi è sembrata comunque una bella storia. 
È una storia d'amore, ma non solo, come sono sempre le mie storie. 
Il fatto è che, se non la lascio andare, non riesco ad andare avanti con il resto.
Il fatto è che avrei anche tanto bisogno di riposare sul serio, di chiudere la porta e partire per un lungo viaggio, il fatto è che io per tutta l'estate continuo a lavorare, con interruzioni spot di una settimana, perché non posso allontanarmi dal lavoro per troppo tempo.
Il fatto è che avrei davvero bisogno di un'estate vera, lunga, quella che cominciava a giugno con i primi caldi e finiva con i primi temporali di agosto.
Il fatto è che mi merito un'estate, che non avrò mai.

Come sarà la vostra estate?




venerdì 8 giugno 2018

Presentazione su Anima di carta

Cari amici 
Oggi presento La sottile linea del male sul blog di Maria Teresa Steri Anima di carta  che ringrazio moltissimo per questa bella opportunità. 
Tra l'altro, siccome ieri era il 7 giugno e quindi il compleanno di Fragile come il silenzio, il primo romanzo della serie, ho pensato di festeggiare con una bella promozione offrendo l'opportunità di comprare a un prezzo vantaggioso entrambi i romanzi. Su tutti gli store fino al 12 giugno le due indagini del commissario sono in promozione a 1,99 - in pratica comprate due romanzi quasi al prezzo di uno. Se volete approfittare questa è l'occasione giusta. Del resto comincia l'estate e un giallo può essere una bella lettura da fare sotto l'ombrellone...
Offerta Giallo Estate

sabato 2 giugno 2018

La privacy e la pazienza

Mistero della privacy

La nuova legge sulla privacy mi ha messo a dura prova. Io non sono un'informatica e tutto quello che so fare di tecnologico l'ho imparato da autodidatta, facendo tesoro prezioso degli insegnamenti pratici che ogni tanto qualcuno mi dava, per esempio il tecnico informatico del mio ufficio e amici pazienti.
Ho dei foglietti sparsi in un quaderno che tengo in ufficio dove c'è scritto "cosa fare se..." e ho imparato a risolvere parecchi problemi anche da sola. Però, ripeto, non sono un'informatica ed entro in crisi tutte le volte che devo fare l'aggiornamento software di Microsoft, già due volte ho dovuto chiamare l'assistente telefonico che mi ha guidato passo passo. 
Quindi dover aggiornare il blog alla nuova normativa sulla privacy mi ha messo in crisi. 
La privacy è quella cosa che tutti invocano dopo aver scritto i fatti propri sui social network

Tra l'altro io non ho proprio idea di come recuperare le mail di coloro che scelgono di seguirmi, una volta ho provato ad applicare i suggerimenti di una blogger più per capire quanti iscritti avevo che perché volessi davvero avere le mail dei miei followers e ci sono riuscita, ho visto (non erano molti in realtà) e poi me ne sono dimenticata...quindi non c'è dubbio che io riesca in qualche modo a usare i vostri dati cari lettori di questo blog, è più facile che li usi google che vede meglio di me le vostre mail e i vostri biscotti (i cookies, quelli, sì).
Detto questo mi sono adeguata alla normativa (credo) mettendo un link alla pagina che avverte che questo blog rispetta la normativa sulla legge sulla privacy di Google, rimando al link apposito, e alla sua cookie policy e rimando al link apposito.
Tra l'altro dopo il 25 maggio, collegandomi al mio blog, Google mi avvertiva in modo anche un po' sibillino delle mie "responsabilità" sull'utilizzo dei dati, aiuto. Non so bene cosa posso fare io per essere tanto responsabile tranne raccontarvi i fatti miei e scambiare qualche opinione con voi. Tra l'altro questo blog non fa pubblicità in alcun modo, rifiutando l'offerta che Google stesso proponeva. 

Comunque, tanto per completare le avvertenze, ho inserito anche  un avviso nel modulo dei commenti, ma non ricevo più le notifiche via mail quando commentate e non ho capito perché, quindi se non risponderò subito ai vostri commenti sapete perché. 
Portate pazienza e soprattutto, non mettete commenti in post troppo vecchi, potreste non ricevere mai risposta...altrimenti avvertitemi su un post recente. 
Ho anche pensato di lasciar perdere il blog e dedicarmi a tempo pieno solo alla scrittura, sempre che ne abbia ancora voglia e ispirazione, però mi dispiace un po', in fondo il blog è il mio sfogatoio, scrivo quello che mi va ed è un piccolo contatto con il mondo...
In questi giorni ho ricevuto mail da tutti, ma proprio tutti, che mi avvertivano che si stavano adeguando alla legge sulla privacy, non sapevo di essere iscritta a tante newsletter, app, liste e varie.
Chi di voi ha letto tutto fino in fondo? Io no, se avessi letto tutte le comunicazioni che mi sono arrivate via mail, sarei ancora lì a leggerle. Per non parlare delle innumerevoli app alle quali non riuscivo a collegarmi se prima non rispondevo che avevo letto la nuova informativa sulla privacy. Qualche app particolarmente intelligente ha anche proposto in alternativa la versione ridotta da leggere, giuro! 
Ora lo scopo di tutto questo qual è? Stiamo pagando lo scotto degli errori di Zuckemberg oppure è semplicemente la solita direttiva europea alla quale, da tempo, dovevamo adeguarci? 
Io non lo so e voi?


giovedì 24 maggio 2018

Le oscure cadute nel buio

Ho scritto questo racconto che era ancora inverno e le ombre della notte calavano più rapidamente, l'ho lasciato in stand by a lungo, ma visto che dal 25 maggio entrano in vigore le nuove norme sulla privacy e non so bene cosa succederà con il blog è arrivato il momento di pubblicarlo.
Prendetelo con beneficio di inventario perché l'ho scritto quasi di getto e seguendo l'onda della paura... lo spunto è quasi autobiografico, nato per caso una sera d'inverno quando...


Eccomi qui ancora una volta in ufficio fino a tardi per finire un lavoro urgente.
Sono andati tutti via, anche l'usciere che controlla gli accessi. L'edificio è completamente vuoto e mi sembra di sentire tanti scricchiolii. Io odio il mio lavoro, soprattutto quando sono costretta a fermarmi troppo oltre l'orario. Ormai accade sempre più di frequente. Del resto se prima il lavoro del mio ufficio era svolto da tre persone ci sarà stato pure un motivo, no? 
Le scadenze sono aumentate, il lavoro è diventato più complesso e le risorse sono diminuite. E parlo di risorse umane. Io. Ho provato a ottimizzare i tempi rinunciando perfino alle pause pranzo, mangiando un panino alla scrivania mentre continuo a lavorare. Ho provato a ottimizzare le procedure. Ho provato a portarmi il lavoro a casa. Ma c'è poco da fare. Io sono una. 
Guardo l'orologio, sono le 20 e 30, è tardi. Dovevo anche fare la spesa prima di tornare a casa al mio orario, le 17.00. Il mio orario finisce alle 17.00. Ma quando va bene vado via alle 18.00, quando va male vado via alle 20.00. 
Afferro le mie cose, compreso il quotidiano che non ho avuto tempo di sbirciare neanche durante il pranzo, osservo il titolo in prima pagina:
"Ancora a piede libero il misterioso assassino del centro storico"
Da alcuni mesi c'è qualcuno che aggredisce le donne proprio in questa zona, adesso sì che mi sento tranquilla! 
Sento un cigolio, mi affaccio sulla porta e non vedo nessuno. La mia immaginazione mi gioca brutti scherzi. È che in questi casi mi viene sempre in mente il delitto di via Poma, non farò mica la stessa fine?
Basta! Raccolgo le mie cose e vado a casa. Ho paura. E non è giusto. Non mi pagano neanche gli straordinari. Chiudo a chiave la porta del mio ufficio, faccio un giro veloce del piano, non c'è più nessuno, spengo le luci e mi avvicino alla porta, apro timidamente e osservo la tromba scura delle scale. Sono al buio. Dove diavolo sono le luci di emergenza? Cerco l'interruttore ma non lo vedo, accendo la torcia del cellulare, ecco finalmente un filo di luce. Un respiro, lo sento, è vicino a me. 
No, forse è solo il mio respiro affannato. È solo suggestione. Mi guardo intorno illuminando le scale con la tenue luce del cellulare, nessuno, è meglio scendere cautamente e cercare di raggiungere il piano terra. Poi da lì potrò uscire e correre al parcheggio sotterraneo. Ho trovato l'interruttore finalmente, pigio il pulsante e finalmente tutto si illumina. Vedo chiaro.
E vedo anche lui! 
terrore puro

Comincio a correre, senza fiato, devo raggiungere la porta del parcheggio, prima che mi sia addosso.
Corro, corro sempre più forte, corro senza fiato. Mi scoppia il cuore, ma non posso fermarmi. Se mi raggiunge per me è la fine. Non devo permettergli di raggiungermi, non posso. 
Boccheggio, mi manca davvero il respiro. Quella vena sulla tempia che mi pulsa sempre quando sono agitata sono sicura che mi scopppierà, lo sento. È inevitabile. Lui non mi raggiungerà, ma morirò prima. Di infarto. Sicuro! 
Sono arrivata, mi manca un solo passo, faccio un balzo. Sono alla porta, ma dove diavolo ho messo il badge? Non lo trovo. Lui ormai è qui, mi ha raggiunta. Sono morta!
In fondo mi piaceva vivere, nonostante tutto.
Lascio agli amici gli amici gli anni felici delle più audaci riflessioni 
E mi piaceva tutto, della mia vita mortale 
Il tempo perduto chissà perché non si fa mai riprendere 
ma le oscure cadute nel buio mi hanno insegnato a risalire 
Chissà perché nei momenti peggiori vengono in mente i pensieri più assurdi, penso alle parole di una canzone di Battiato. Intitolata Testamento. Stupida. Sono una stupida.
Chiudo gli occhi. Non voglio vedere in faccia il male.


"Ehi, sono io, si può sapere perché ti sei messa a correre come una pazza?" 
Apro gli occhi. Lui, il mostro, il "misterioso assassino" che mi aveva terrorizzato è ... mio marito.
"Ma che cazzo ci fai qui? A momenti mi veniva un infarto dalla paura!" 
Lui mi guarda torvo.
"Sono venuto a prenderti, visto che non eri ancora a casa! Mi ero preoccupato"
"Potevi evitare di tenere il cappuccio sulla testa! Pensavo fossi un bruto."
"Sta piovendo, non so se te ne sei accorta, mi stavo riparando. Non pensavo mi scambiassi per un serial killer! Guardi troppi film del terrore!"
Forse ha ragione lui. Ho ancora il cuore che mi batte forte. 
Ho solo voglia di tornare a casa. Mi sento debolissima. Senza forze. Gli allungo le chiavi.
"Tieni, guida tu. Io non ho più energie, le ho messe tutte nella corsa...per scappare da te".
Lui allunga la mano per prendere le chiavi, che strano, stamattina non avevo notato quei graffi sul dorso, eppure non abbiamo un gatto...




lunedì 21 maggio 2018

Intervista sul blog Svolazzi e scritture

Cari amici,
Se volete sapere di più su cosa ha ispirato la nascita della seconda indagine di Saverio Sorace oggi potete leggere l'intervista che mi ha fatto Nadia Banaudi sul suo blog Svolazzi e scritture
Avevo scritto nel mio post di ieri che non finirò mai di ringraziarla, adesso sapete perché. 
L'intervista svela qualche retroscena di questa seconda avventura investigativa nella città bolognese.
Bologna

Buona lettura e buona settimana.

domenica 20 maggio 2018

La sottile linea del male è on line

Ed eccoci arrivati al giorno fatidico, come preannunciavo nel mio post del 22 aprile La sottile linea del male è on line, il secondo episodio del commissario Saverio Sorace, un personaggio che è nato quasi per caso e di cui mi sono innamorata tanto da volergli dare una vita che andasse oltre il singolo romanzo del suo esordio. 
Quando ho cominciato la mia avventura nella scrittura non credevo di arrivare a tanto, dal mio primo romanzo sono passati cinque anni e, tra narrativa - più o meno romantica - e giallo, ho scoperto di avere molte cose da raccontare, molte storie attraverso cui esprimermi, un richiamo a cui non so resistere.
Cosa dirvi di questo romanzo, prima di tutto che, pur facendo parte di una serie, l'indagine si apre e si chiude nello stesso episodio così come accade nel primo. È un romanzo ambientato nuovamente a Bologna, nell'ambiente eccelso della più antica università d'Europa dove, però, non tutto è come sembra, mi piaceva l'idea di trattare degli intrighi della nostra moderna società, intrighi che si possono trasporre in molti ambienti lavorativi. È un romanzo che parla anche del fascino del male, di come la bellezza può abbagliare e confondere, ma sappiamo che “Il male può ingannare con le sue lusinghe e farci dimenticare che Lucifero era l’angelo più bello del paradiso.”

Lo trovate su tutti gli store on line e presto, su Amazon, dovrebbe arrivare anche il cartaceo che ho già predisposto, dipende dai tempi tecnici di StreetLib. Volendo, potete leggere le prime impressioni di lettura sul romanzo nel blog di Nadia Banaudi  che lo ha letto in anteprima e che non finirò mai di ringraziare.
Non mi dilungo oltre e vi lascio con la trama e parte del prologo. 

La sottile linea del male
Trama 

“Un professore universitario viene assassinato brutalmente, il suo cadavere viene ritrovato lungo il sentiero di collina dove lui abitualmente andava a correre. Il corpo e il viso massacrato a colpi di pietra. Era un uomo benvoluto da tutti e, apparentemente, senza nessuna ombra nella vita. Chi lo ha ucciso? Il professore, un uomo pieno di fascino, considerato, nel lavoro e nella vita, un maestro dalla mente eccelsa e una guida dalla volontà granitica, nascondeva però aspetti sconosciuti e ambigui. Il Commissario capo Saverio Sorace, combattuto tra le inquietudini del suo recente passato e le ansie di un amore latente, è costretto a indagare entrando nelle dinamiche sotterranee del mondo accademico, scoprendo intrighi segreti di potere di cui nessuno si accorge o finge di non vedere.”


Prologo 

Si sentiva scoppiare il cuore ma non rallentava, aveva già percorso dieci chilometri ed era quasi alla fine della strada collinare, dopo avrebbe potuto rallentare perché il percorso digradava lentamente. Sentì qualcuno che correva dietro di lui, aveva guardato più volte con la coda dell’occhio, sembrava uno con la sua stessa resistenza e tenacia nella corsa. Ormai sentiva le gambe doloranti e gli mancava l’aria nei polmoni. Rallentò e lasciò che l’uomo dietro di lui lo superasse.
«Accidenti, corre più forte di me» pensò osservando la sua falcata forte e sicura, non senza un guizzo di disappunto. Non amava essere superato in generale, tantomeno nella corsa e da uno sconosciuto qualsiasi.
Continuò nel suo tragitto e guardò davanti a sé, l’uomo era ormai lontano e, dopo poco, lo vide sparire dietro la curva della strada.
La bruma leggera del mattino autunnale si stava dissolvendo e l’aria cominciava a scaldarsi, nonostante questo, per un attimo, sentì un lungo brivido di freddo lungo la schiena. Una strana sensazione di terrore del tutto immotivata.
«Sto tirando troppo la corda» pensò «devo rallentare, mica posso farmi venire un infarto per la corsa ».
Ormai era quasi alla fine della strada, vide l’uomo di prima fermo al bivio, come se lo aspettasse, si guardò intorno, la strada era deserta e non passava nessuna auto, riprovò nuovamente quella sensazione di terrore puro lungo la schiena.


Se siete curiosi potete scaricare l'anteprima on line sugli store, vi lascio il link di Amazon


lunedì 14 maggio 2018

La sottile linea del male - Consigli di lettura del blog Svolazzi escritture


LA SOTTILE LINEA DEL MALE
Oggi pubblico questo post estemporaneo per segnalare che sul blog Svolazzi e scritture di Nadia Banaudi, bravissima autrice del libro Vita e riavvita  potete leggere, in anteprima, la sua recensione del mio romanzo La sottile linea del male, nella sua rubrica Consigli di lettura
Se siete curiosi cliccate sul link
Ringrazio Nadia Banaudi con tutto il cuore per aver accettato con entusiasmo di leggere il romanzo, visto che aveva già letto il primo romanzo della serie Fragile come il silenzio.
Approfitto per segnalare che oggi Fragile come il silenzio è in offerta a 0,99 su Amazon, se volete approfittare. Ho aderito a una promozione di Amazon per il mese di maggio, non sapevo quando ci sarebbe stata e la combinazione ha voluto che capitasse proprio oggi!

sabato 12 maggio 2018

Letteratura e realtà

Prendo spunto da un post di Ariano Geta intitolato La letteratura è solo un'illusione? 
per parlare del rapporto tra libri e realtà.

La realtà esiste nella mente umana e non altrove.
(George Orwell)

Anche quando si racconta una storia del tutto inventata la realtà è sempre presente. 
C'è un'idea da cui si parte e quell'idea nasce nella propria realtà.
Poi la storia si sviluppa in forma romanzata e diventa qualcosa di diverso dalla storia reale.
Così se vivi un'esperienza o qualcuno te la racconta e ti sembra unica, particolare, di grande impatto, è normale avere voglia di raccontarla e probabilmente il romanzo è una delle forme in cui puoi farlo.
Si possono aggiungere dei particolari di fantasia, mescolare le carte come un abile giocatore e la storia è servita.
Dopo non ricordi più cosa è vero e cosa no, diventa vero solo il romanzo, ed è il romanzo che vivrà nel tempo (forse) o finirà nel dimenticatoio.
Realtà e fantasia restano intrecciati insieme in un perfetto connubio di emozioni.

“Questo romanzo è opera di fantasia. Nomi, personaggi, avvenimenti e luoghi - tranne quelli da tutti riconoscibili – sono frutto dell’immaginazione dell’autrice o sono usati in modo fittizio. Ogni riferimento a luoghi, persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale”

Questa è l'avvertenza che troviamo di solito all'inizio del libro. Ed è quella che ho inserito nel mio ultimo romanzo. È solo una storia inventata, ma non possiamo scrivere una storia senza rifarci alla realtà. 

Per esempio nel mio ultimo romanzo parlo di un episodio di violenza, è un giallo, quindi gli episodi sono diversi, ma questo specifico episodio riguarda un accoltellamento nel centro della città. Mi ero ispirata a un articolo di giornale che parlava di frequenti disordini in una zona specifica del centro che si erano verificati negli ultimi tempi. Ne parlo un po' per agganciare l'evento a un fatto successivo che volevo raccontare, un po' per denunciare certe situazioni. Ebbene la scorsa settimana si è verificato davvero un episodio simile, mi sono sentita quasi come una Precog del film Minority Report. 
A parte la realtà storica di molti romanzi, indico per tutti I promessi sposi di Manzoni, posso citarvi dei romanzi dove si trovano sprazzi ingenti di realtà personale dell'autore.

Per esempio, il romanzo Tenera è la notte di Francis Scott Fitzgerald
L'ho finito di leggere pochi giorni fa e incuriosita sono andata a leggere la biografia di Francis Scott Fitzgerald. Questo romanzo è molto ispirato alla vita dello scrittore, la moglie del protagonista, Nicole, ha dei disturbi psichici e tutti possiamo immaginare la figura della vera moglie di Scott Fitzgerald, Zelda, che passò gli ultimi anni della sua vita rinchiusa in un istituto psichiatrico.
Nel romanzo (scritto e riscritto diverse volte) Fitzgerarld racconta la malattia di Nicole che guarisce e comincia una nuova vita, in pratica l'autore sceglie un finale di speranza, purtroppo diverso dalle vicende reali.
Ho scoperto diversi cenni biografici anche nel mio romanzo preferito La valle delle bambole di Jacqueline Susanne, l'autrice ebbe un cancro al seno a poco più di quarant'anni da cui si curò e che si ripresentò, purtroppo, tredici anni dopo portandola alla morte. La sua vita fu segnata anche da un altro tragico evento: un figlio affetto da autismo.
Nel romanzo una delle tre protagoniste fa purtroppo i conti con un cancro al seno, mentre uno dei personaggi secondari ha problemi neurologici molto simili all'autismo.
C'è sempre un modo per trasporre in un romanzo la propria realtà, è uno spunto, un episodio, una scena iniziale da cui parte tutto. Ed è anche un modo che permette di riscattarsi e scegliere forse un finale diverso o, semplicemente, donare l'immortalità a qualcuno che abbiamo amato e che ci ha lasciato troppo presto. Oppure si scrive per l'esigenza di parlare di un problema e dargli una rilevanza senza parlarne necessariamente in forma giornalistica.
E poi c'è la realtà velata, o solo sfiorata, quella per la quale un personaggio, protagonista principale o secondario, è ispirato da qualcuno che esiste, ma che gli assomiglia solo per alcuni particolari e che, proprio in quanto personaggio di un romanzo, diventa totalmente un'altra persona.
Il bello di un romanzo è anche questo, lasciare l'illusione che quello che viene raccontato sia vero o molto vicino alla realtà. E abbiamo avuto molti casi in cui film o romanzi abbiano addirittura anticipato la realtà, mi viene in mente il film Suburra del 2015, girato molto prima che scoppiasse il caso di Roma capitale, peraltro tratto dall'omonimo romanzo di De Cataldo e Bonini, pubblicato nel 2013. 
Oppure il più famoso di tutti, 1984 di Orwell, dove un grande fratello virtuale controlla i pensieri dei cittadini-sudditi di un regime totalitario angosciante, non troppo distante, anche se appare meno  angosciante, dal controllo attuale realizzato attraverso media e social network. 

Quali altri esempi vi vengono in mente di romanzi che hanno ispirato la realtà e/o viceversa?


domenica 6 maggio 2018

Vivere: Istruzioni per l'uso

La vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo. Jim Morrison
Chissà quali curiosità susciterà questo titolo, tranquilli non ho nessuna ricetta magica, solo riflessioni su manuali e saggi che ogni tanto mi capita di vedere nelle classifiche dei libri o nei consigli di lettura sulle riviste. 
Life coach, psicoterapeuti, liberi pensatori, giapponesi e ammiragli della Marina militare danno consigli sulla vita e noi avidamente attingiamo a questi consigli per scoprire la ricetta del vivere. 
Alcuni titoli?
Riparti da te e 10 pillole di felicità di Andrea Giuffredi, metodologie basate sul coaching, pratica che permette a ciascuno di far emergere le potenzialità che ognuno di noi possiede.
Meglio di prima, Il brand è una religione e Amori consapevoli di Andrea Cesaretti, consigli su come mettersi in proprio e avere successo, e come vivere l'amore al meglio. 
Fatti il letto di William McRaven, ammiraglio della Marina americana che in questo suo libro dispensa consigli su come non farsi travolgere dalle sconfitte della vita basandosi sulle regole della vita militare.

Quando mi soffermo a leggere stralci di questi consigli mi sembra sempre di leggere delle ovvietà, poi però mi rendo conto che, se questi autori hanno successo, è perché per molti certe affermazioni non sono del tutto ovvie. E quindi analizziamo meglio alcuni consigli dell'ammiraglio. (La fonte è un articolo di Marta Bonini sul n.9/2018 di Donna Moderna)

Fatti il letto: come prima cosa la mattina parti da un compito semplice come rifare il letto e la giornata partirà meglio: io lo faccio già perché non sopporto di lasciare la camera in disordine prima di uscire di casa per andare al lavoro, non tutti lo fanno o lo possono fare, se c'è qualcuno in casa che si alza più tardi di noi diventa difficile, però se si può è bene farlo. In fondo anche Marie Kondo parlava del "Magico potere del riordino" altro best seller di poco tempo fa.

Non aver paura di sbagliare e buttati: questo è un ottimo consiglio, quante volte ci fermiamo paralizzati di fronte a un ostacolo? Se abbiamo paura di sbagliare rischiamo di non fare mai niente e di non andare avanti. Mi capita spesso sul lavoro di dover iniziare delle attività completamente nuove, all'inizio ero terrorizzata poi ho cominciato a buttarmi e a fare le cose, dopo averle studiate un po' ed essermi informata, con un pizzico di incoscienza e anche perché non avevo scelta. Ho anche sbagliato e fatto degli errori, ma proprio da quegli errori ho potuto aggiustare il tiro e migliorare l'attività successiva. 
Questa filosofia cerco di applicarla anche nella vita, con le dovute cautele, cerco di osare sempre e di mettermi alla prova. E come disse Papa Wojtyla "se sbaglio mi corriggerete"

Chiedi aiuto: se hai bisogno non temere di chiedere aiuto, non possiamo fare tutto da soli, conosciamo i nostri limiti, quindi impariamo a chiedere aiuto a chi ce lo può dare. Un buon risultato è frutto del lavoro di squadra. Ecco, ve lo dice una che piuttosto che chiedere aiuto si taglierebbe un braccio, non per orgoglio, ma perché ho sempre paura di disturbare. Però ho imparato che non posso arrivare da nessuna parte se non ho l'aiuto degli altri e quindi quando capisco che è necessario chiedo agli altri un supporto, nel lavoro e nella vita. 

Sii resiliente: ultimamente la parola "resilienza" è diventata molto di moda, molti l'hanno scoperta ben prima che diventasse di moda e in pratica vuol dire "non mollare mai" resisti davanti alle difficoltà. Io me la sono plasmata su me stessa declinandola nel motto "mi spezzo, ma non mi piego". La vita ci mette davanti a situazioni difficili, tanto che verrebbe voglia di arrendersi e lasciar andare tutto. Soprattutto quando abbiamo a che fare con gli squali (molti capi lo sono) mi sono ispirata a loro anche nei miei libri, soprattutto nell'ultimo in uscita, però non bisogna arretrare, bisogna coltivare il coraggio di affrontarli, altrimenti vinceranno sempre i prepotenti. Va bene, io però aggiungo una regola ulteriore del tutto personale, non mollo mai "se ne vale la pena per me", voglio dire che sono resiliente e non arretro, ma quando il gioco non vale la candela (lasciatemi usare una vituperata frase fatta) io lascio perdere perché ne guadagna la mia qualità della vita.

Vai avanti, nonostante le ingiustizie subite: la vita è ingiusta? I tuoi genitori non ti hanno amato abbastanza? Non ti hanno dato la promozione che ti spettava di diritto? Tuo marito ti ha tradito con la tua migliore amica? Non riesci a pubblicare con una grande casa editrice? Vai avanti lo stesso! Inutile restare a rimuginare e lamentarsi di quello che poteva essere e non è stato, guarda al futuro e vai avanti. Sono d'accordo, anche se ogni tanto mi lamento con me stessa, ma non ditelo a nessuno.

Ci sarebbero tanti altri consigli da elencare, però mi fermo qui, aggiungo solo il mio consiglio personale: fidati del cuore, del tuo e di quello degli altri. 
E infine, tra i vari consigli di vita, a me viene in mente anche quello di Steve Jobs "Siate affamati, siate folli" siate affamati nel ricercare la vostra strada e le vostre passioni con la voglia di farcela e siate folli nel far uscire la componente folle, creativa che è dentro ognuno di noi. 

E voi seguite i consigli dei guru? Ma soprattutto, che consiglio vi date per vivere meglio? 


domenica 29 aprile 2018

Effetti collaterali dell'ansia


La maggior parte di ciò che chiamiamo "personalità" è determinato dalle scelte che abbiamo fatto per difenderci dall'ansia e dalla tristezza. Alain de Botton.
                                      
Sono una persona ansiosa e questo si è tradotto spesso nella fretta di realizzare qualcosa a tutti i costi e in anticipo rispetto ai tempi canonici. Ho sempre pensato che questo fosse un mio grande difetto, non avevo mai considerato la mia ansia in senso positivo. Poi un giorno ho letto un'intervista a Daria Bignardi, una delle mie autrici preferite, di lei ho letto tutto, l'ho sempre seguita e, presa dai mille impegni di lavoro e di scrittura, non mi ero quasi accorta che era uscita con un nuovo romanzo.
Si intitola "Storia della mia ansia", parla di Lea, una donna ansiosa che, colpita da un tumore, impara ad affrontare la malattia e, insieme ad essa, anche le sue ansie.


Ma non voglio focalizzarmi sul romanzo, che ho comprato in eBook e che presto inizierò a leggere.
In realtà voglio parlare dell’ansia, quello stato d’animo prevalentemente cosciente, caratterizzato da una sensazione di intensa preoccupazione o paura, spesso infondata, relativa a uno stimolo ambientale specifico, associato a una mancata risposta di adattamento da parte dell'organismo in una determinata situazione, che si esprime sotto forma di stress per l'individuo
Questa è la definizione di wikipedia.

È uno stato d’animo che rischia di rovinare la vita perché ci fa vivere male.
La Bignardi però fa un’analisi interessante, l’ansia può diventare energia creativa, per anni è spinta da una strana forza a sostenere le prove più faticose, a mettersi costantemente alla prova per raggiungere determinati obiettivi, a svegliarsi all’alba con mille pensieri di cose da fare, dire, scrivere.
L’ansia l’ha spinta a coltivare la sua vocazione per la lettura prima e la scrittura poi e, forse, è grazie ad essa se è diventata quello che è oggi perché ha seguito quel bisogno insopprimibile di creare qualcosa da condividere con gli altri.
Leggendo questa intervista, ho avuto una specie di illuminazione. Mi sono riconosciuta in moltissimi punti. In effetti tutto quello che ho realizzato nella mia vita è stato spesso determinato dall’ansia. Per esempio mi sono laureata a tempo di record perché ero assalita dalla paura di non farcela, di non arrivare alla fine a causa di ostacoli imprevisti. Una causa reale c’era, mia madre in quegli anni attraversò un periodo segnato dalla malattia ed io temevo di dover interrompere gli studi. Ma questo stato d’animo esisteva anche prima. Ho sempre sentito all’interno una specie di costrizione, di bisogno di fare le cose, di creare e arrivare alla conclusione. Questo nel mio lavoro mi costringe spesso a programmare tutto in anticipo, a non dormire la notte al pensiero di quello che devo fare e a sentirmi spesso oppressa, è inevitabile.
Però l’aspetto positivo è che questo bisogno urgente si riversa anche nella scrittura, quando ho in testa una storia non mi do tregua, scrivo di continuo, nel tempo libero, senza quasi sentire la fatica e organizzo il mio tempo con il cesello per dedicarmi al romanzo che sto scrivendo, finché non l’ho finito. Ho sempre paura che i miei personaggi non possano vivere abbastanza per arrivare alla fine della storia. E quando ci arrivo sono sfinita. Dopo però mi prendo i miei periodi di pausa, altrimenti soccomberei.

Ecco perché sto riconsiderando il mio stato ansioso non più come un fardello (anche se lo è) ma come un’opportunità. Io sono così: eternamente inquieta e bisognosa di placare l’ansia con il mio spirito creativo.

E voi, come placate la vostra ansia?

domenica 22 aprile 2018

La sottile linea del male

La sottile linea del male

Cari amici, 
La seconda avventura del commissario Saverio Sorace arriverà sugli store on line il prossimo 20 maggio. Chi mi segue su facebook probabilmente ha già visto la copertina di cui vi mostro l'immagine. Questo nuovo percorso nel giallo mi ha regalato moltissime emozioni, man mano che la storia si delineava. Come sempre si parte da un'idea e poi si viaggia faticosamente costruendo la trama pagina su pagina. Non sai mai dove ti porta un viaggio, conosci il punto di partenza, ma il percorso e l'arrivo sono spesso sconosciuti. Lo scopri poco per volta e mentre scrivi metti dentro anche un po' della tua vita: pensieri, idee, sentimenti, anche quelli che non sapevi di avere. Poi quando scrivi finalmente la parola "Fine" e il libro prende una forma concreta, non vedi l'ora di parlarne e lasciarlo andare libero per la sua strada. Mi sono trattenuta perché c'era ancora tanto lavoro da fare tra beta reader, revisioni, riletture e nuove revisioni, ma eccoci qua, ci siamo.
Il romanzo si intitola La sottile linea del male e fa parte della serie Le indagini di Saverio Sorace, un commissario napoletano trapiantato a Bologna, costretto spesso dalla sua anima inquieta a combattere contro i suoi demoni.
Vorrei far uscire molto presto anche il cartaceo, sperando che non ci siano imprevisti. L'ebook sarà su tutti gli store, ma su Amazon è già in pre order.

Vi riporto di seguito le principali informazioni

Titolo: La sottile linea del male
Autore: Giulia Mancini
Genere: Gialli e thriller
Editore: Self publishing
Uscita: 20 maggio
Prezzo: € 3,99
Formato: e-book
Pagine:192
Cover: Fox Creation - Digital Art
Link di acquisto Amazon

Trama 

Un professore universitario viene assassinato brutalmente, il suo cadavere viene ritrovato lungo il sentiero di collina dove lui abitualmente andava a correre. Il corpo e il viso massacrato a colpi di pietra. Era un uomo benvoluto da tutti e, apparentemente, senza nessuna ombra nella vita. Chi lo ha ucciso? Il professore, un uomo pieno di fascino, considerato, nel lavoro e nella vita, un maestro dalla mente eccelsa e una guida dalla volontà granitica, nascondeva però aspetti sconosciuti e ambigui. Il Commissario capo Saverio Sorace, combattuto tra le inquietudini del suo recente passato e le ansie di un amore latente, è costretto a indagare entrando nelle dinamiche sotterranee del mondo accademico, scoprendo intrighi segreti di potere di cui nessuno si accorge o finge di non vedere.

Quanto male esiste nella vita di tutti i giorni? Esistono situazioni in cui i più deboli soffrono e vengono schiacciati. Ed è tutto perfettamente legale, nessun omicidio, nessuna infrazione, solo il potere che gioca con la vita delle persone e provoca una lenta morte. E, troppo spesso, gli artefici di tutto restano impuniti nella loro gabbia di potere.

Il male può ingannare con le sue lusinghe e farci dimenticare che Lucifero era l’angelo più bello del paradiso.

Una sola domanda per voi: vi piace la copertina? cosa evoca nella vostra mente?

domenica 15 aprile 2018

Blog Tour Come un dio immortale - I personaggi del romanzo






Cari amici, è con grande piacere che oggi ospito la seconda tappa del blog tour dello splendido libro di Maria Teresa Steri Come un dio immortale, un libro che ho letto tutto d'un fiato lo scorso dicembre e che mi ha veramente appassionato. Conosco Maria Teresa da circa tre anni, da quando sono approdata nella blogosfera, il suo blog è stato uno dei primi che ho cominciato a seguire con estremo interesse, perchè mi ha sempre fornito preziosi consigli, utilissimi per chi è posseduto dal folle demone che è la passione per la scrittura. Maria Teresa è una persona davvero speciale, una donna dolcissima, seria e affidabile, nonché una vera professionista, giornalista, blogger e autrice di tre romanzi a sfondo esoterico. Io li ho letti e apprezzati tutti e tre, ma devo dire che questo suo ultimo lavoro è strepitoso. Vi consiglio sinceramente questa lettura perché la storia è molto intrigante e mi ha fornito non pochi spunti di riflessione. 
Vi riporto la recensione che ho scritto su Amazon:
Il mistero è il filo conduttore di questo romanzo, un mistero in cui il lettore si immerge sempre più nel suo percorso di lettura, attraverso personaggi dai contorni inquietanti, attraverso enigmi da sciogliere e mondi da svelare.
Sono stata catturata dalla narrazione fluida e precisa dell'autrice che, con sapienza, svela lentamente i contorni della storia, la vita e il passato dei protagonisti, l'incrocio dei destini dei diversi personaggi, la lotta tra il bene e il male. Un romanzo lungo 500 pagine in cui non c'è mai il tempo di annoiarsi e che scorre benissimo grazie ai colpi di scena, alla suspense e all'intensità dei personaggi. Mi è piaciuto tutto di questo libro anche il fatto che, nonostante tratti di misteri esoterici, sia molto calato nella nostra realtà. Mi sono chiesta anch'io se la nostra vita abbia un senso e se non valga la pena cercare la nostra personale Valdiluna dove ritrovare la nostra interiorità più vera.
Sono riuscita a incuriosirvi? Spero di sì, intanto lascio la parola ai personaggi di questo bellissimo romanzo.

I personaggi del romanzo

Flavio
Trentenne inquieto e ombroso, lavora come ingegnere e sta per sposarsi. Vorrebbe dare una svolta alla sua esistenza, che gli appare senza senso e destinata a scorrere su binari prevedibili, ma non riesce a far comprendere il suo disagio alla fidanzata né al suo migliore amico. Ama andare in moto, simbolo di una presunta libertà che non sa come raggiungere. Vive da solo, figlio di genitori divorziati. Detesta la routine, gli obblighi sociali, le istituzioni. Secondo la madre e gli amici è incapace di impegnarsi in una relazione. Per placare l'irrequietezza, trascorre le ore notturne in un parco cittadino. Una sera si accorge di essere seguito e nel contempo riceve una telefonata che lo avverte di stare attento perché qualcuno lo sta cercando. Subito dopo viene aggredito.
L’incontro con Lyra, una giovane senzatetto, cambia ogni prospettiva e lo catapulta in situazioni che gli fanno mettere in discussione l’intera realtà.
Dice di sé
Mi sento come intrappolato in una zona grigia, né felice né infelice.
Dicono di lui
Milena: Sembra che non gli interessi nulla, a volte è così indolente, apatico...
Lorenzo, amico di Flavio: Penso che si ridurrà come uno di quei folli che si mettono per strada a gridare contro la società e il governo, che bestemmiano contro il riscaldamento globale e gli additivi chimici!
 
Foto di Bruce Mars (fonte Pexels)





Lyra
Giovane donna che vive in una casupola diroccata in un parco cittadino.  Sopravvive di espedienti con l’aiuto di un paio di balordi e baratta i suoi preparati curativi con cibo e altri beni. La chiamano “la Vichinga” per il suo aspetto: alta e magra, capelli rossi, pelle e occhi chiari. Di lei si dice che è una guaritrice, ma che è anche pericolosa.
Cresciuta da una madre affetta da un disturbo della personalità, risulta scomparsa da casa da quando aveva sei anni, probabilmente rapita da uno scrittore dell’occulto.
Ingenua, timida, riservata, poco incline ai compromessi. Si nasconde da qualcuno che la terrorizza. Restia a confidarsi sul proprio passato, ha un unico desiderio: riavere ciò che ha perduto.
Dicono di lei
Un altro senzatetto:  Lo sanno tutti che può curare, ma può anche compiere malefici.
Carla: Così fragile e ignara del mondo...
Foto di Xan Griffin (fonte Unsplash)




Masterwen
Scrittore di libri occulti, principale sospettato nella scomparsa di Lyra. Di lui si sa poco e niente, non si conosce neppure il vero nome; in rete non ci sono dettagli biografici, né immagini. Popolare a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, si è reso irreperibile dopo il coinvolgimento nella losca vicenda di Lyra e anche i suoi libri sono stati ritirati dal commercio.
Secondo qualcuno sarebbe indiziato come possibile leader di una setta, dopo essere entrato in contatto con una serie di persone, tutte scomparse.
Alcune fonti dicono che ha una settantina d’anni, porta sempre occhiali molto scuri e ha una personalità ambigua. Qualcuno dubita persino che esista davvero.
Dice di sé
Quando si vive in bilico tra due mondi, si finisce per non appartenere più né a uno né all’altro.

Fonte Pixabay


Milena
Milena è la fidanzata di Flavio. Ha trent’anni, insegna in una scuola privata, è la tipica ragazza di buona famiglia cresciuta da genitori benpensanti e un po’ rigidi. Impegnata a organizzare le nozze, non si accorge dell’infelicità di Flavio. Si illude di avere la propria vita sotto controllo.
Insieme a Rocco, il fratello di Lyra, è impegnata a scoprire cosa sta succedendo a Flavio, senza rendersi conto che una rete di misteriosi eventi si sta stringendo anche intorno a lei.
Nasconde un segreto di cui si vergogna moltissimo.
Dicono di lei
Flavio: È una ragazza come tante.
Linda, la madre di Flavio: Un po’ troppo perfettina...
Lyra: Deve essere una di quelle donne che sognano fin da piccole il matrimonio, che coltivano da sempre fantasie su come sarà il giorno più bello della loro vita.

Foto di Ivan Obolensky (fonte Pexels)

Rocco
Fratello gemello (dizigote) di Lyra, dalla quale è stato separato da piccolo. È diventato ispettore di polizia a ventisei anni. Dopo aver ricevuto un video anonimo, ha cominciato a indagare in via non ufficiale sulla scomparsa della sorella. Durante le investigazioni scopre che Lyra non è la sola persona sparita in città in circostanze misteriose. Razionale, ma molto sensibile, gentile e sempre un po’ malinconico. Farebbe qualsiasi cosa pur di riportare Lyra a casa.


Foto di Rene Asmussen (fonte Pexels)


Marcella
Misteriosa donna dalla quale Lyra è terrorizzata. Ossessionata dal passare del tempo, cinica, sadica, molto vendicativa. Cura in modo maniacale l’aspetto fisico. Insofferente alle restrizioni e ai limiti morali.
È a capo di un gruppo che si fa chiamare Olimpo. Pronta a qualsiasi cosa pur di ottenere ciò che vuole per sé e la sua combriccola. Si dice che sia dotata di poteri paranormali molto insidiosi.
Dicono di lei
Lyra: È una persona subdola e manipolatrice. Ha il male dentro. 
Milena: C’è qualcosa di artificioso e sottilmente intimidatorio in lei.


Foto di Angelina Litvin (fonte Unsplash)


Trama di “Come un dio immortale”
Aggredito in un parco cittadino, Flavio si risveglia nella baracca di una giovane senzatetto, Lyra. Dopo essersi presa cura di lui per tre giorni, la donna lo manda via in modo brusco.
Tornato a casa, per Flavio nulla è più come prima. Il rapporto con la fidanzata va a rotoli, mentre crescono la passione e l'ossessione per la misteriosa Lyra. Indagando, Flavio apprende che a sei anni è scomparsa da casa senza lasciare tracce. Il suo caso però non è l’unico in città. Negli ultimi vent’anni, altre sei persone sono sparite nel nulla, e tutte erano collegate a un noto scrittore dell’occulto.
Convinto che Lyra sia scappata da una setta, Flavio è deciso a liberarla dal suo oscuro passato. Ma quando scopre che dietro la sua storia si cela una verità del tutto diversa, comincia a capire di essere anche lui una pedina di un gioco più grande, iniziato cinquant’anni prima. Un gioco che si fa sempre più pericoloso e che lo costringerà a mettere in dubbio tutto ciò che sa della sua vita e della realtà che lo circonda.

Disponibile su Amazon in versione cartacea o ebook: 
al seguente link AMAZON
GRATIS con Kindle Unlimited

I primi capitoli sono liberamente scaricabili da qui: http://bit.ly/2yEF0Z9

Tappe precedenti del blog tour:
- 10 aprile Myrtilla's house di Patricia Moll - Presentazione del romanzo: sul blog Myrtilla's house

Il prossimo appuntamento è fissato per il 20 aprile sul blog Mite Ink di Renato Mite (Inchiostro Mite), per un dialogo.