domenica 19 agosto 2018

Le sorprese dei ritorni letterari

Non rinnegare mai a te stesso ciò per cui hai combattuto. La sconfitta non rende ingiusta una causa. A. Moravia 


Una notte di luglio mentre ero addormentata sul divano, sono stata sorpresa da una trasmissione che parlava di Cesare Pavese, ora voi ditemi perché le trasmissioni interessanti le fanno sempre alle due o tre di notte oppure cominciano alle 23.30 quando sei già con l'occhio spento dal sonno, soprattutto quando il giorno dopo devi alzarti alle 6 per andare a lavorare. Comunque, tornando a noi, quel  giorno durante la pausa pranzo avevo iniziato a leggere l'estratto di un eBook intitolato Gli indifferenti autore Alberto Moravia, questo perché mi ero messa in testa di rileggere qualche libro dei tempi passati. La cosa davvero interessante era che l'estratto partiva non con il primo capitolo del famoso romanzo, ma con la biografia di Alberto Moravia che, mi tocca ammettere, è avvincente quanto un romanzo. 
Ripercorrere la vita di Moravia mi ha permesso di capire meglio e rivedere con l'immaginazione tutti i romanzi che avevo letto di questo autore inserendoli in un preciso periodo delle sua vita. Conosci un autore attraverso i suoi romanzi, ma quando leggi la sua biografia puoi capire molto di più. 
Cosa c'entra Pavese allora? Quel giorno, in pausa pranzo, mentre leggevo la biografia di Moravia mi sono  ritrovata a fare le stesse considerazioni fatte a suo tempo leggendo la biografia di Pavese su Wikipedia, la sua tristezza, la sua poesia, il suo suicidio appaiono in completa chiarezza ripercorrendo la sua vita. 
alle tre di quella notte di luglio risvegliandomi dal torpore del divano ho ascoltato con grande attenzione  la trasmissione sulle migliori opere di Cesare Pavese e mi è anche tornata la voglia di rileggere qualche suo romanzo, ho adorato La casa in collina e La luna e i falò, ma anche le poesie sono bellissime.
Mi sono stupita a pensare che quella trasmissione me la sono ritrovata sotto il naso (svegliandomi proprio in quel momento) in un giorno che avevo ripensato a Pavese.

Ma la notizia sensazionale è che anche Alberto Moravia si può considerare uno scrittore self, voi lo sapevate? 
Quello che colpisce della vita di Moravia è che lui non si è mai laureato, ha preso il diploma ginnasiale con molti anni di ritardo perché a soli 9 anni si è ammalato di tubercolosi ossea e ha passato molti anni della sua vita adolescenziale chiuso tra casa e ospedale. I libri sono stati la sua compagnia e probabilmente la sua salvezza. Leggeva in media un libro ogni due giorni e componeva versi in italiano e francese, studiava il tedesco e parlava inglese correntemente.
Quando guarì a sedici anni passò due anni a Bressanone in convalescenza e a diciotto anni cominciò la stesura del romanzo Gli indifferenti, lo terminò dopo tre anni. Moravia aveva conosciuto Bontempelli fondatore della rivista "900" sulla quale pubblica alcune novelle. Nel frattempo si era impegnato a scrivere un romanzo da pubblicare proprio su questa rivista, ma l'editore di "900" dopo aver letto il romanzo lo rifiuta affermando che "era una nebbia di parole". Moravia allora parte per Milano e porta il romanzo a Cesare Giardini, allora direttore della casa editrice Alpes e soggiorna un mese a Stresa in attesa di una risposta che non arriva. Moravia torna a Roma e dopo sei mesi riceve una lettera entusiasta da Giardini per il suo romanzo, ma gli chiede anche di pagare le spese di edizione perché "non è possibile presentare in consiglio di amministrazione un autore completamente ignoto". Moravia si fa prestare da suo padre 5000 lire e fa uscire il romanzo nel luglio del 1929. 
Il libro ebbe un grandissimo successo, la prima edizione di 1300 copie viene esaurita in poche settimane e fu seguita da altre quattro edizioni tra il 1929 e il 1933. Il libro venne poi ripreso dalla casa editrice Corbaccio che ne pubblicò 5000 copie. 
Non è sorprendente sapere che anche un autore come Moravia sia stato costretto, in un certo senso, ad autopubblicarsi? 
Se vado a leggere su Wikipedia "è considerato uno dei più importanti romanzieri del XX secolo, ha esplorato nelle sue opere i temi della sessualità moderna, dell'alienazione sociale e dell'esistenzialismo". 
Sicuramente la vita di Moravia romanziere offre spunti di riflessione interessanti. Ho letto diversi libri di Moravia, quelli che ho amato di più sono Gli indifferenti, Agostino e La disubbidienza, sono anche quelli che ricordo meglio; l'ultimo libro che ho letto di Moravia è La vita interiore, un romanzo in cui abbondavano crude descrizioni sessuali e che mi ha portato alla disaffezione per la lettura dei suoi romanzi. Mentre di Pavese ho letto tutte le opere (e resta in assoluto lo scrittore più amato della mia adolescenza) per altri autori mi sono accontentata di leggerne solo alcune. 
Non so se è la nostalgia del periodo adolescenziale, che sembra tanto poetico nel ricordo, oppure perché molte grandi case editrici stanno riproponendo in eBook la pubblicazione di romanzi famosi del passato ma mi ritrovo a desiderare, ogni tanto, di rileggere alcuni libri. 
Rileggere un libro porta a una riscoperta dell'autore, ma anche un approfondimento e una maggiore consapevolezza di ciò che il romanzo ha rappresentato nel momento in cui il suo autore lo ha scritto, nel senso che mentre rileggo Gli indifferenti, uscito nel 1929, non posso non pensare al contesto storico di quegli anni. Si rilegge con occhi nuovi o con una maggior saggezza.

Voi avete qualche autore che vi piacerebbe rileggere o riscoprire rileggendo qualcuno dei suoi romanzi? 
Vi è già capitato di farlo?



mercoledì 15 agosto 2018

Promozione di Ferragosto

Dopo la grave tragedia verificatasi ieri a Genova augurare buon ferragosto è molto difficile.
Sono particolarmente scossa per questo evento e, con il cuore, molto vicina ai genovesi.
Per chi abbia ancora voglia di distrarsi con una lettura vi comunico quanto segue:

                                       


A partire da ferragosto ho impostato una promozione su tutti gli store del secondo episodio del commissario Sorace La sottile linea del male, dovrebbe terminare a fine mese. 
I prezzi promozionali dell'ebook sono i seguenti 
€ 1,99 Su KOBO store, iBooks di Apple, La Feltrinelli
€ 2,48 su Google play 
€ 2,99 su Amazon
Vi ho indicato gli store principali dove ho potuto verificare personalmente se la promozione era partita. Sugli altri store, se riuscite, verificate il prezzo, perché nonostante abbia impostato la promozione a 1,99 su tutti gli store ci sono delle differenze, Amazon ha delle regole legate alle royalties e quindi ha abbassato il prezzo solo di 1,00 euro (immagino sia per questo motivo) Ibs ha mantenuto il prezzo invariato. Se avete voglia di approfittare buona lettura. 
Vi auguro una serena giornata di ferragosto.

sabato 4 agosto 2018

Le mie estati da bambina

Mentre molti blog vanno in pausa il mio invece oscilla tra un periodo di ferie e l'altro.
Sono stata in Puglia per alcuni giorni e più che riposata mi sono massacrata a rincorrere una serie di incombenze familiari. Sono rientrata a Bologna e così prima di rientrare al lavoro completo un post che avevo iniziato a scrivere sull'ipad nelle calde sere pugliesi (la rete girava solo sul balcone dove era anche il solo luogo dove si godeva il fresco). 
Accettando la proposta di Ivano Landi che mi ha invitato ad aderire a questo meme vi parlo, molto volentieri, delle mie estati da bambina, anche se estendo la fascia anche alla prima fase dell'adolescenza, tra la prima e la seconda media.
Devo ammettere che questo post mi permesso di fare un tuffo nostalgico nel passato facendomi ricordare episodi che avevo quasi del tutto dimenticato. Ma la nostra memoria è come un cassetto impolverato, basta riaprirlo e con poco puoi lucidarlo riportandolo agli antichi splendori.

Giochi da cortile 

C'è permesso?

C'è permesso, il gioco da cortile della mia infanzia si chiamava così, anche se è più noto come il gioco della campana, l'ho scoperto cercando su google. Ogni casella disegnata con il gesso rappresentava la casetta di un giocatore. Noi bambine degli anni settanta lo chiamavamo così perché per andare avanti dovevi passare nella "casa" di qualcun altro e quindi chiedevi "permesso", se ti veniva concesso potevi evitare un "salto" troppo lungo...

Giocattolo 

Io, da bambina, ero un vero maschiaccio, mi piacevano le pistole e le spade, ciononostante a un certo punto della mia vita sono stata conquistata da una bambola bionda con gli occhi mobili e i capelli pettinabili che si chiamava Paola e che mi ha accompagnato per tutte le scuole elementari e anche più. A lei raccontavo tutto e l'adoravo anche quando uno dei suoi bellissimi occhi azzurri ha smesso di essere "mobile". Era una bambola Furla (oggi sono un vero e proprio oggetto da collezione se in buone condizioni), la mia Paoletta non so dove sia finita però su google l'unica più somigliante è questa che vi mostro, solo che era con i capelli biondi.

Bambola Furla

Fumetti e fotoromanzi 

Albi di Topolino

Crescendo mi sono appassionata sempre più alla lettura dei fumetti, Topolino e soprattutto Paperino erano i miei fumetti preferiti, ricordo che avevano un posto d'onore gli Albi di Topolino ma semplicemente perché costavano meno di tutti gli altri contenendo una sola storia, all'epoca in cui cominciai a comprarli il prezzo era di 50 lire.
Paperinik 

Tra i miei personaggi Disney preferiti c'era Paperinik, l'alter ego di Paperino, eh sì mi dava grandi soddisfazioni di rivalsa. Io sognavo di indossare la tutta di supereroe e vendicarmi di tutti i piccoli suprusi quotidiani come faceva Paperino...in fondo i supereroi ci piacciono proprio per questo no?
Franco Gasparri e Claudia Rivelli 

ma i fotoromanzi lancio kolossal erano quelli che cominciavano a farmi sognare le storie d'amore, queste copertine che vi propongo riguardano storie che ho sicuramente letto e che allora adoravo.

Franco Gasparri 
Il mio attore preferito era Franco Gasparri, un mito, una bellezza maschile senza tempo. 

Cibo

Il cibo dell'estate per me era il Gelato in tutte le salse, qualcuno si ricorda l'omino che passava con il carretto dei gelati? Nelle mie estati da bambina il gelataio passava spesso ed era un richiamo tentatore. Ma non passano più ormai, però è questa l'immagine che più mi ricorda le mie estati da bambina.


Gelati!

Una merenda tipicamente pugliese che andava tutto l'anno, ma d'estate con i pomodori freschi raggiungeva il suo culmine era "pane e pomodoro": una fetta di pane fresco, cosparsa di seme di pomodoro, olio e sale. C'erano le varianti con l'origano, con la foglia di basilico, con i sottaceti, ma io preferivo la versione originale, più semplice e leggera. 

Pane e pomodoro


Canzoni

Le canzoni che mi ricordano le mie estati bambine-adolescenziali sono soprattutto quelle di Claudio Baglioni: Piccolo grande amore, Amore bello, Sabato pomeriggio, E tu. 
E tu, anno 1974, è quella che proprio mi fa pensare al sole caldo dell'estate e al tempo sospeso della controra



Però ha avuto un ruolo da protagonista anche Ti amo di Umberto Tozzi, anno 1977, e l'altra meno nota Stella stai.



Libro 

Non c'è un solo libro a ricordare le estati della mia infanzia - adolescenza. All'epoca leggevo libri per ragazzi, avevo scoperto una collana molto interessante della Mondadori la serie si chiamava "I tre investigatori", ogni storia mescolava il giallo con un pizzico di mistero e di soprannaturale. Su Wikipedia ho scoperto che ogni prefazione del libro era curata dal grande Alfred Hitchcock.

Rocky Beach 

Amavo leggere gialli ma anche le storie d'amore, all'epoca avevo sviluppato una vera passione per Liala, il primo romanzo che ho letto di questa autrice si intitolava La meravigliosa infedele, al primo sono poi seguiti tutti gli altri, un numero davvero elevato di romanzi rosa che mi hanno davvero appassionato. A quanto pare la passione per il giallo e il rosa era presente in me fin dall'infanzia...

Liala 

Questo excursus di ricordi è stato molto piacevole, mi è sembrato quasi un gioco del destino che sia capitato proprio mentre ero nei luoghi della mia infanzia adolescenza e ringrazio Ivano che mi ha dato questa opportunità. In base alle regole del gioco dovrei nominare cinque blogger, però visto che molti sono già stati nominati da Ivano e Agosto è un mese di caldo e di relax per molti di voi non nomino nessuno, ma chi avrà voglia potrà seguire questo meme spontaneamente.

Avete qualche ricordo delle vostre estati da bambini da citare nei commenti? Quali sono le immagini che voi indissolubilmente attribuite all'estate con un pizzico di nostalgia?




domenica 15 luglio 2018

Sono emozionata, confusa e felice

Parafrasando il titolo di una vecchia canzone di Carmen Consoli sto cercando le parole per annunciare una piccola novità: il mio debutto su Amazon da autrice indipendente. Ci pensavo da diverso tempo, ma come al solito mi mancava il tempo per applicarmi al progetto.
Mi mancava anche la materia prima, cioè un romanzo da pubblicare, nel senso che la serie thriller volevo continuare a pubblicarla con StreetLib, ma pensavo di pubblicare su Amazon un romance e il romance era lì in un cassetto, in attesa che decidessi cosa farne. 
Quando ho finito di scrivere questo romanzo breve ero presa dalla pubblicazione di Fragile come il silenzio e meditavo di usare il romance per partecipare a un concorso letterario, poi per motivi vari ho rimandato e, per un po', è rimasto nel cassetto. Nel frattempo è passata parecchia acqua sotto i ponti e mi sono ritrovata all'inizio dell'estate 2018. 
E siccome avevo in me il desiderio di sperimentare la piattaforma Amazon ho pensato: perché non con questo romanzo? Questa storia per me è molto importante, ha un significato profondo perché uno dei miei protagonisti l'ho realmente incontrato qualche anno fa; per certi versi mi sono ispirata a lui, per il resto è fantasia creativa, molto ancorata alla realtà dei nostri giorni. Il tema trattato tra le righe di questa storia è piuttosto serio, ma il romanzo è prevalentemente un romance leggero anche se in parte struggente e tormentato. 
Per descriverlo parto dai ringraziamenti:

“Nei percorsi della nostra esistenza possiamo incrociare tante vite e alcune ci colpiscono più di altre. Poi restano in un angolo dell’anima, in attesa. Questa storia è nata nella mia mente diversi anni fa osservando l’amore di un padre rimasto solo. E poi c’è l’amore che può salvare e ridare speranza quando sembra impossibile, la fede in questa forma di amore mi spinge a scriverne per poterlo raccontare.
Vorrei ringraziare chi mi sta vicino e mi sostiene sempre in questa mia passione, ma soprattutto ringrazio Nadia Banaudi che mi ha incoraggiato a pubblicare questa storia leggendola in anteprima, dandomi il suo parere e tanti preziosi consigli, perché una storia, una volta scritta, va lasciata andare.”

Ancora una volta ho approfittato della disponibilità e generosità di Nadia del blog Svolazzi e scritture. Questa storia è uscita allo scoperto anche grazie a lei e io non posso che ringraziarla con tutto il cuore.


Insostenibili barriere del cuore

Non c'è niente di più insostenibile dell'infelicità


Titolo: Insostenibili barriere del cuore
Autrice: Giulia Mancini
Genere: Contemporary romance
Data di uscita: 27 luglio 
Prezzo: eBook € 1,99 gratis con KU
Pagine: 123
Cover: Fox Creation - Digital Art

TRAMA

“Laura Mantovani ha 27 anni, una vita perfetta, dei genitori amorevoli, un ragazzo che la adora ed è a un passo dalla laurea in economia. Tutto nella sua vita sembra procedere nel migliore dei modi, ma un colloquio di lavoro le fa conoscere Pietro, un incontro che sconvolge la sua vita e fa crollare tutte le sue certezze.
Pietro, 38 anni, bello, affascinante quanto enigmatico, all’inizio non le presta nessuna attenzione e lei si ritrova a lavorargli accanto e a sospirare ogni giorno per lui.
Tutto quello in cui aveva creduto prima di incontrarlo sembra vacillare, compresa la sua storia con il ragazzo che la ama dai tempi della scuola.
Anche Pietro, pur nella sua imperscrutabilità, è attratto da lei, ma nello stesso tempo continua a mantenere un freddo distacco e sembra negarsi ogni possibile felicità. Eppure non ha nessun legame che lei sappia o forse è solo lei che vuole illudersi. Tuttavia qualcosa dentro lui c’è e lo frena, come un segreto doloroso a lungo taciuto, un segreto che Laura cercherà di scoprire per spezzare le barriere del suo cuore.”

Link di acquisto:
già in preorder 


domenica 1 luglio 2018

Viaggi e fantasia

Sono stata qualche giorno in ferie e, non potendo fare lunghi viaggi, siamo rimasti in Italia. Non avevamo voglia di andare al mare e neanche troppo lontano, così abbiamo scelto come destinazione i laghi. In realtà per noi i laghi costituiscono una meta prevalentemente primaverile, ma quando mai abbiamo la primavera di questi tempi? Ci ritroviamo sempre stagioni ballerine in cui o c'è troppo caldo o troppo freddo o piove troppo. Quest'anno, per esempio, il caldo è arrivato prima del previsto, almeno a Bologna, in aprile mi sembrava già luglio. 
Ma torniamo al mio breve viaggio, siamo andati ai laghi, in realtà dovrei parlare al singolare perché il lago era uno solo. A parte un breve passaggio dal lago maggiore con tappa all'isola dei pescatori siamo andati al lago d'Orta dove la vita è molto circoscritta tanto è piccola la cittadina in cui ci siamo fermati. Per dovere di cronaca vi informo che ci sono anche dei centri più grandi intorno al lago, delle piacevoli cittadine, dalle quali abbiamo fatto un passaggio abbastanza veloce sulla strada del ritorno. 
Orta San Giulio

Siamo stati di base a Orta San Giulio piccolissimo centro turistico, noto soprattutto agli stranieri, diventato più famoso da quando nella piccola isola di San Giulio, di fronte a Orta, hanno girato il film di Giuseppe Tornatore, "La corrispondenza" 
Isola di San Giulio

Ecco l'isola vista dalla barca, è grande come un fazzoletto ed è chiamata l'isola del silenzio, sull'isola c'è un monastero, un negozio, un ristorante e alcune ville, tra cui quella del film, non aperta al pubblico.
verso sera 

È bello scoprire piccoli borghi d'Italia e stupirsi ogni volta della bellezza che hanno, sono gioielli di cui spesso ignoriamo l'esistenza perché non troppo pubblicizzati, ma questo è un bene, non oso immaginare un luogo così piccolo assaltato dai turisti italiani, perché i turisti stranieri erano ben presenti, a riprova del fatto che spesso gli stranieri la sanno più lunga di noi. 
In questi giorni abbiamo esagerato con gli assaggi delle specialità enogastroniche, del resto l'eccellenza italiana sta anche in questo. 
Ogni tanto mi aspettavo di vedere Tenar del blog Inchiostro, fusa e draghi che abita da quelle parti e che non ho incontrato, com'era ovvio, sarebbe stata una casualità incredibile.
Vicolo dell'isola

Quello che mi capita sempre quando viaggio è immaginare la vita in quei luoghi, sarà la fantasia di chi ha la mania di raccontare storie, ma mentre sono in giro penso a come si svolge la quotidianità in quelle case, in quelle strade, in stagioni diverse da quella in cui le sto visitando. Guardo i vicoli, i cortili interni, osservo la gente, annuso gli odori e capto piccole storie, come quella della padrona del negozio di souvenir di San Giulio che ci ha raccontato che vive lì da sempre. Mi succede la stessa cosa quando viaggio in treno e osservo le luci nelle case, oppure la gente affacciata al balcone. 
Non so perché, è più forte di me immaginare cose al di là della realtà del momento che sto vivendo e questo mi capita soprattutto viaggiando. 
Credo che le storie siano più belle se inserite in un contesto preciso, a volte il luogo può essere la storia stessa. Amo molto leggere la descrizione dei luoghi in un romanzo, è un modo per calarmi nell'atmosfera del racconto. Tuttavia non mi capita spesso di trovare queste descrizioni nei romanzi, di frequente trovo i nomi dei luoghi citati come se fossero un dettaglio senza importanza e non ne capisco la funzionalità. Per esempio adesso sto leggendo un romanzo di Alessia Gazzola l'autrice della serie sul simpatico personaggio di Alice Allevi, specializzanda in medicina legale e investigatrice dilettante. Il romanzo intitolato "Un po' di follia in primavera" è ambientato a Roma, ma questo si percepisce poco, potrebbe essere ambientato benissimo in qualche altra città che non cambierebbe molto. Anche i luoghi di passaggio si sentono poco, per esempio la protagonista fa una trasferta di lavoro a Washington, ma se fossero andati a Manchester o a Canicattì sarebbe stata la stessa cosa. Il romanzo si legge piacevolmente ed è scritto bene, però apprezzerei maggior attenzione per l'ambientazione. 
Forse sono io che penso ai luoghi come a personaggi di un romanzo, però credo che siano importanti, ma forse è solo una mia fissazione. Ci sono posti che solo a guardarli mi fanno pensare a un'intera trama. 
Cortile di una villa 

Voi cosa ne pensate? Date importanza ai luoghi nelle vostre letture? 


sabato 30 giugno 2018

Recensioni in giallo

Scrivo questo post per fare un po' di ordine nel mio caos e per ritrovare con facilità le poche recensioni dei miei romanzi sulla serie Le indagini di Saverio Sorace. Farò degli aggiornamenti nel caso ne arrivino di nuove.

Fragile come il silenzio
La prima indagine 

Recensione del Blog Romanzi rosa contemporanei di Emme X che recensisce romanzi rosa, ma non solo.
Recensione del Blog Leggi Ama Sogna  di Sarah S.
Recensione del Blog Il mio mondo di libri di Rosa Lentinio
La sottile linea del male 
La seconda indagine



Recensione del Blog Romanzi rosa contemporanei di Emme X 
Recensione del Blog Leggi Ama Sogna di Sarah S.

Recensioni da Amazon:
Francy 
Angi

Ringrazio moltissimo tutti i lettori, blogger e non, che hanno recensito le avventure del mio commissario.


mercoledì 13 giugno 2018

Mi merito un'estate


Sono tre mesi che non scrivo nulla, tranne che, sporadicamente, per il blog. 
Di solito rallentavo con l'inizio dell'estate perché tra qualche vacanza spot e il caldo non mi riusciva di dedicarmi con assiduità alla scrittura ogni fine settimana. Ammetto che in questo periodo ho dedicato molto tempo libero a ultimare le revisioni de La sottile linea del male e alla sua promozione (anche se minima). Quest'anno invece ho rallentato molto prima, già in primavera. Nell'ultimo mese poi, ogni week end, ho cercato di fare cose che avevo lasciato indietro per troppo tempo. Mi mancava troppo stare all'aria aperta, così ho ripreso alcune attività che facevo prima di dedicare tutto il mio tempo libero alla scrittura: passeggiate in bicicletta, giornate al sole in relax in piscina, passeggiate nel centro cittadino, telefonate ad amici che non avevo mai tempo di sentire e altre cose di questo tipo. Questo perché all'improvviso la mia vita mi sembrava troppo chiusa e ripiegata su me stessa e sulla scrittura.
Mi sono ripresa, poco per volta, un po' di tempo per me. Ma quel tempo è quello che io dedico alla scrittura e quindi è inevitabile che non scriva più nulla, salvo ogni tanto appuntarmi le idee sul prossimo romanzo su Saverio Sorace.
Poi ho anche un altro progetto su cui sono del tutto indecisa. Ho un romanzo rosa nel cassetto scritto oltre un anno fa, è una storia importante ispirata a un evento reale con cui mi sono imbattuta anni fa e vorrei lasciarla andare. L'ho riletta una settimana fa e mi è sembrata comunque una bella storia. 
È una storia d'amore, ma non solo, come sono sempre le mie storie. 
Il fatto è che, se non la lascio andare, non riesco ad andare avanti con il resto.
Il fatto è che avrei anche tanto bisogno di riposare sul serio, di chiudere la porta e partire per un lungo viaggio, il fatto è che io per tutta l'estate continuo a lavorare, con interruzioni spot di una settimana, perché non posso allontanarmi dal lavoro per troppo tempo.
Il fatto è che avrei davvero bisogno di un'estate vera, lunga, quella che cominciava a giugno con i primi caldi e finiva con i primi temporali di agosto.
Il fatto è che mi merito un'estate, che non avrò mai.

Come sarà la vostra estate?




venerdì 8 giugno 2018

Presentazione su Anima di carta

Cari amici 
Oggi presento La sottile linea del male sul blog di Maria Teresa Steri Anima di carta  che ringrazio moltissimo per questa bella opportunità. 
Tra l'altro, siccome ieri era il 7 giugno e quindi il compleanno di Fragile come il silenzio, il primo romanzo della serie, ho pensato di festeggiare con una bella promozione offrendo l'opportunità di comprare a un prezzo vantaggioso entrambi i romanzi. Su tutti gli store fino al 12 giugno le due indagini del commissario sono in promozione a 1,99 - in pratica comprate due romanzi quasi al prezzo di uno. Se volete approfittare questa è l'occasione giusta. Del resto comincia l'estate e un giallo può essere una bella lettura da fare sotto l'ombrellone...
Offerta Giallo Estate

sabato 2 giugno 2018

La privacy e la pazienza

Mistero della privacy

La nuova legge sulla privacy mi ha messo a dura prova. Io non sono un'informatica e tutto quello che so fare di tecnologico l'ho imparato da autodidatta, facendo tesoro prezioso degli insegnamenti pratici che ogni tanto qualcuno mi dava, per esempio il tecnico informatico del mio ufficio e amici pazienti.
Ho dei foglietti sparsi in un quaderno che tengo in ufficio dove c'è scritto "cosa fare se..." e ho imparato a risolvere parecchi problemi anche da sola. Però, ripeto, non sono un'informatica ed entro in crisi tutte le volte che devo fare l'aggiornamento software di Microsoft, già due volte ho dovuto chiamare l'assistente telefonico che mi ha guidato passo passo. 
Quindi dover aggiornare il blog alla nuova normativa sulla privacy mi ha messo in crisi. 
La privacy è quella cosa che tutti invocano dopo aver scritto i fatti propri sui social network

Tra l'altro io non ho proprio idea di come recuperare le mail di coloro che scelgono di seguirmi, una volta ho provato ad applicare i suggerimenti di una blogger più per capire quanti iscritti avevo che perché volessi davvero avere le mail dei miei followers e ci sono riuscita, ho visto (non erano molti in realtà) e poi me ne sono dimenticata...quindi non c'è dubbio che io riesca in qualche modo a usare i vostri dati cari lettori di questo blog, è più facile che li usi google che vede meglio di me le vostre mail e i vostri biscotti (i cookies, quelli, sì).
Detto questo mi sono adeguata alla normativa (credo) mettendo un link alla pagina che avverte che questo blog rispetta la normativa sulla legge sulla privacy di Google, rimando al link apposito, e alla sua cookie policy e rimando al link apposito.
Tra l'altro dopo il 25 maggio, collegandomi al mio blog, Google mi avvertiva in modo anche un po' sibillino delle mie "responsabilità" sull'utilizzo dei dati, aiuto. Non so bene cosa posso fare io per essere tanto responsabile tranne raccontarvi i fatti miei e scambiare qualche opinione con voi. Tra l'altro questo blog non fa pubblicità in alcun modo, rifiutando l'offerta che Google stesso proponeva. 

Comunque, tanto per completare le avvertenze, ho inserito anche  un avviso nel modulo dei commenti, ma non ricevo più le notifiche via mail quando commentate e non ho capito perché, quindi se non risponderò subito ai vostri commenti sapete perché. 
Portate pazienza e soprattutto, non mettete commenti in post troppo vecchi, potreste non ricevere mai risposta...altrimenti avvertitemi su un post recente. 
Ho anche pensato di lasciar perdere il blog e dedicarmi a tempo pieno solo alla scrittura, sempre che ne abbia ancora voglia e ispirazione, però mi dispiace un po', in fondo il blog è il mio sfogatoio, scrivo quello che mi va ed è un piccolo contatto con il mondo...
In questi giorni ho ricevuto mail da tutti, ma proprio tutti, che mi avvertivano che si stavano adeguando alla legge sulla privacy, non sapevo di essere iscritta a tante newsletter, app, liste e varie.
Chi di voi ha letto tutto fino in fondo? Io no, se avessi letto tutte le comunicazioni che mi sono arrivate via mail, sarei ancora lì a leggerle. Per non parlare delle innumerevoli app alle quali non riuscivo a collegarmi se prima non rispondevo che avevo letto la nuova informativa sulla privacy. Qualche app particolarmente intelligente ha anche proposto in alternativa la versione ridotta da leggere, giuro! 
Ora lo scopo di tutto questo qual è? Stiamo pagando lo scotto degli errori di Zuckemberg oppure è semplicemente la solita direttiva europea alla quale, da tempo, dovevamo adeguarci? 
Io non lo so e voi?


giovedì 24 maggio 2018

Le oscure cadute nel buio

Ho scritto questo racconto che era ancora inverno e le ombre della notte calavano più rapidamente, l'ho lasciato in stand by a lungo, ma visto che dal 25 maggio entrano in vigore le nuove norme sulla privacy e non so bene cosa succederà con il blog è arrivato il momento di pubblicarlo.
Prendetelo con beneficio di inventario perché l'ho scritto quasi di getto e seguendo l'onda della paura... lo spunto è quasi autobiografico, nato per caso una sera d'inverno quando...


Eccomi qui ancora una volta in ufficio fino a tardi per finire un lavoro urgente.
Sono andati tutti via, anche l'usciere che controlla gli accessi. L'edificio è completamente vuoto e mi sembra di sentire tanti scricchiolii. Io odio il mio lavoro, soprattutto quando sono costretta a fermarmi troppo oltre l'orario. Ormai accade sempre più di frequente. Del resto se prima il lavoro del mio ufficio era svolto da tre persone ci sarà stato pure un motivo, no? 
Le scadenze sono aumentate, il lavoro è diventato più complesso e le risorse sono diminuite. E parlo di risorse umane. Io. Ho provato a ottimizzare i tempi rinunciando perfino alle pause pranzo, mangiando un panino alla scrivania mentre continuo a lavorare. Ho provato a ottimizzare le procedure. Ho provato a portarmi il lavoro a casa. Ma c'è poco da fare. Io sono una. 
Guardo l'orologio, sono le 20 e 30, è tardi. Dovevo anche fare la spesa prima di tornare a casa al mio orario, le 17.00. Il mio orario finisce alle 17.00. Ma quando va bene vado via alle 18.00, quando va male vado via alle 20.00. 
Afferro le mie cose, compreso il quotidiano che non ho avuto tempo di sbirciare neanche durante il pranzo, osservo il titolo in prima pagina:
"Ancora a piede libero il misterioso assassino del centro storico"
Da alcuni mesi c'è qualcuno che aggredisce le donne proprio in questa zona, adesso sì che mi sento tranquilla! 
Sento un cigolio, mi affaccio sulla porta e non vedo nessuno. La mia immaginazione mi gioca brutti scherzi. È che in questi casi mi viene sempre in mente il delitto di via Poma, non farò mica la stessa fine?
Basta! Raccolgo le mie cose e vado a casa. Ho paura. E non è giusto. Non mi pagano neanche gli straordinari. Chiudo a chiave la porta del mio ufficio, faccio un giro veloce del piano, non c'è più nessuno, spengo le luci e mi avvicino alla porta, apro timidamente e osservo la tromba scura delle scale. Sono al buio. Dove diavolo sono le luci di emergenza? Cerco l'interruttore ma non lo vedo, accendo la torcia del cellulare, ecco finalmente un filo di luce. Un respiro, lo sento, è vicino a me. 
No, forse è solo il mio respiro affannato. È solo suggestione. Mi guardo intorno illuminando le scale con la tenue luce del cellulare, nessuno, è meglio scendere cautamente e cercare di raggiungere il piano terra. Poi da lì potrò uscire e correre al parcheggio sotterraneo. Ho trovato l'interruttore finalmente, pigio il pulsante e finalmente tutto si illumina. Vedo chiaro.
E vedo anche lui! 
terrore puro

Comincio a correre, senza fiato, devo raggiungere la porta del parcheggio, prima che mi sia addosso.
Corro, corro sempre più forte, corro senza fiato. Mi scoppia il cuore, ma non posso fermarmi. Se mi raggiunge per me è la fine. Non devo permettergli di raggiungermi, non posso. 
Boccheggio, mi manca davvero il respiro. Quella vena sulla tempia che mi pulsa sempre quando sono agitata sono sicura che mi scopppierà, lo sento. È inevitabile. Lui non mi raggiungerà, ma morirò prima. Di infarto. Sicuro! 
Sono arrivata, mi manca un solo passo, faccio un balzo. Sono alla porta, ma dove diavolo ho messo il badge? Non lo trovo. Lui ormai è qui, mi ha raggiunta. Sono morta!
In fondo mi piaceva vivere, nonostante tutto.
Lascio agli amici gli amici gli anni felici delle più audaci riflessioni 
E mi piaceva tutto, della mia vita mortale 
Il tempo perduto chissà perché non si fa mai riprendere 
ma le oscure cadute nel buio mi hanno insegnato a risalire 
Chissà perché nei momenti peggiori vengono in mente i pensieri più assurdi, penso alle parole di una canzone di Battiato. Intitolata Testamento. Stupida. Sono una stupida.
Chiudo gli occhi. Non voglio vedere in faccia il male.


"Ehi, sono io, si può sapere perché ti sei messa a correre come una pazza?" 
Apro gli occhi. Lui, il mostro, il "misterioso assassino" che mi aveva terrorizzato è ... mio marito.
"Ma che cazzo ci fai qui? A momenti mi veniva un infarto dalla paura!" 
Lui mi guarda torvo.
"Sono venuto a prenderti, visto che non eri ancora a casa! Mi ero preoccupato"
"Potevi evitare di tenere il cappuccio sulla testa! Pensavo fossi un bruto."
"Sta piovendo, non so se te ne sei accorta, mi stavo riparando. Non pensavo mi scambiassi per un serial killer! Guardi troppi film del terrore!"
Forse ha ragione lui. Ho ancora il cuore che mi batte forte. 
Ho solo voglia di tornare a casa. Mi sento debolissima. Senza forze. Gli allungo le chiavi.
"Tieni, guida tu. Io non ho più energie, le ho messe tutte nella corsa...per scappare da te".
Lui allunga la mano per prendere le chiavi, che strano, stamattina non avevo notato quei graffi sul dorso, eppure non abbiamo un gatto...




lunedì 21 maggio 2018

Intervista sul blog Svolazzi e scritture

Cari amici,
Se volete sapere di più su cosa ha ispirato la nascita della seconda indagine di Saverio Sorace oggi potete leggere l'intervista che mi ha fatto Nadia Banaudi sul suo blog Svolazzi e scritture
Avevo scritto nel mio post di ieri che non finirò mai di ringraziarla, adesso sapete perché. 
L'intervista svela qualche retroscena di questa seconda avventura investigativa nella città bolognese.
Bologna

Buona lettura e buona settimana.

domenica 20 maggio 2018

La sottile linea del male è on line

Ed eccoci arrivati al giorno fatidico, come preannunciavo nel mio post del 22 aprile La sottile linea del male è on line, il secondo episodio del commissario Saverio Sorace, un personaggio che è nato quasi per caso e di cui mi sono innamorata tanto da volergli dare una vita che andasse oltre il singolo romanzo del suo esordio. 
Quando ho cominciato la mia avventura nella scrittura non credevo di arrivare a tanto, dal mio primo romanzo sono passati cinque anni e, tra narrativa - più o meno romantica - e giallo, ho scoperto di avere molte cose da raccontare, molte storie attraverso cui esprimermi, un richiamo a cui non so resistere.
Cosa dirvi di questo romanzo, prima di tutto che, pur facendo parte di una serie, l'indagine si apre e si chiude nello stesso episodio così come accade nel primo. È un romanzo ambientato nuovamente a Bologna, nell'ambiente eccelso della più antica università d'Europa dove, però, non tutto è come sembra, mi piaceva l'idea di trattare degli intrighi della nostra moderna società, intrighi che si possono trasporre in molti ambienti lavorativi. È un romanzo che parla anche del fascino del male, di come la bellezza può abbagliare e confondere, ma sappiamo che “Il male può ingannare con le sue lusinghe e farci dimenticare che Lucifero era l’angelo più bello del paradiso.”

Lo trovate su tutti gli store on line e presto, su Amazon, dovrebbe arrivare anche il cartaceo che ho già predisposto, dipende dai tempi tecnici di StreetLib. Volendo, potete leggere le prime impressioni di lettura sul romanzo nel blog di Nadia Banaudi  che lo ha letto in anteprima e che non finirò mai di ringraziare.
Non mi dilungo oltre e vi lascio con la trama e parte del prologo. 

La sottile linea del male
Trama 

“Un professore universitario viene assassinato brutalmente, il suo cadavere viene ritrovato lungo il sentiero di collina dove lui abitualmente andava a correre. Il corpo e il viso massacrato a colpi di pietra. Era un uomo benvoluto da tutti e, apparentemente, senza nessuna ombra nella vita. Chi lo ha ucciso? Il professore, un uomo pieno di fascino, considerato, nel lavoro e nella vita, un maestro dalla mente eccelsa e una guida dalla volontà granitica, nascondeva però aspetti sconosciuti e ambigui. Il Commissario capo Saverio Sorace, combattuto tra le inquietudini del suo recente passato e le ansie di un amore latente, è costretto a indagare entrando nelle dinamiche sotterranee del mondo accademico, scoprendo intrighi segreti di potere di cui nessuno si accorge o finge di non vedere.”


Prologo 

Si sentiva scoppiare il cuore ma non rallentava, aveva già percorso dieci chilometri ed era quasi alla fine della strada collinare, dopo avrebbe potuto rallentare perché il percorso digradava lentamente. Sentì qualcuno che correva dietro di lui, aveva guardato più volte con la coda dell’occhio, sembrava uno con la sua stessa resistenza e tenacia nella corsa. Ormai sentiva le gambe doloranti e gli mancava l’aria nei polmoni. Rallentò e lasciò che l’uomo dietro di lui lo superasse.
«Accidenti, corre più forte di me» pensò osservando la sua falcata forte e sicura, non senza un guizzo di disappunto. Non amava essere superato in generale, tantomeno nella corsa e da uno sconosciuto qualsiasi.
Continuò nel suo tragitto e guardò davanti a sé, l’uomo era ormai lontano e, dopo poco, lo vide sparire dietro la curva della strada.
La bruma leggera del mattino autunnale si stava dissolvendo e l’aria cominciava a scaldarsi, nonostante questo, per un attimo, sentì un lungo brivido di freddo lungo la schiena. Una strana sensazione di terrore del tutto immotivata.
«Sto tirando troppo la corda» pensò «devo rallentare, mica posso farmi venire un infarto per la corsa ».
Ormai era quasi alla fine della strada, vide l’uomo di prima fermo al bivio, come se lo aspettasse, si guardò intorno, la strada era deserta e non passava nessuna auto, riprovò nuovamente quella sensazione di terrore puro lungo la schiena.


Se siete curiosi potete scaricare l'anteprima on line sugli store, vi lascio il link di Amazon


lunedì 14 maggio 2018

La sottile linea del male - Consigli di lettura del blog Svolazzi escritture


LA SOTTILE LINEA DEL MALE
Oggi pubblico questo post estemporaneo per segnalare che sul blog Svolazzi e scritture di Nadia Banaudi, bravissima autrice del libro Vita e riavvita  potete leggere, in anteprima, la sua recensione del mio romanzo La sottile linea del male, nella sua rubrica Consigli di lettura
Se siete curiosi cliccate sul link
Ringrazio Nadia Banaudi con tutto il cuore per aver accettato con entusiasmo di leggere il romanzo, visto che aveva già letto il primo romanzo della serie Fragile come il silenzio.
Approfitto per segnalare che oggi Fragile come il silenzio è in offerta a 0,99 su Amazon, se volete approfittare. Ho aderito a una promozione di Amazon per il mese di maggio, non sapevo quando ci sarebbe stata e la combinazione ha voluto che capitasse proprio oggi!

sabato 12 maggio 2018

Letteratura e realtà

Prendo spunto da un post di Ariano Geta intitolato La letteratura è solo un'illusione? 
per parlare del rapporto tra libri e realtà.

La realtà esiste nella mente umana e non altrove.
(George Orwell)

Anche quando si racconta una storia del tutto inventata la realtà è sempre presente. 
C'è un'idea da cui si parte e quell'idea nasce nella propria realtà.
Poi la storia si sviluppa in forma romanzata e diventa qualcosa di diverso dalla storia reale.
Così se vivi un'esperienza o qualcuno te la racconta e ti sembra unica, particolare, di grande impatto, è normale avere voglia di raccontarla e probabilmente il romanzo è una delle forme in cui puoi farlo.
Si possono aggiungere dei particolari di fantasia, mescolare le carte come un abile giocatore e la storia è servita.
Dopo non ricordi più cosa è vero e cosa no, diventa vero solo il romanzo, ed è il romanzo che vivrà nel tempo (forse) o finirà nel dimenticatoio.
Realtà e fantasia restano intrecciati insieme in un perfetto connubio di emozioni.

“Questo romanzo è opera di fantasia. Nomi, personaggi, avvenimenti e luoghi - tranne quelli da tutti riconoscibili – sono frutto dell’immaginazione dell’autrice o sono usati in modo fittizio. Ogni riferimento a luoghi, persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale”

Questa è l'avvertenza che troviamo di solito all'inizio del libro. Ed è quella che ho inserito nel mio ultimo romanzo. È solo una storia inventata, ma non possiamo scrivere una storia senza rifarci alla realtà. 

Per esempio nel mio ultimo romanzo parlo di un episodio di violenza, è un giallo, quindi gli episodi sono diversi, ma questo specifico episodio riguarda un accoltellamento nel centro della città. Mi ero ispirata a un articolo di giornale che parlava di frequenti disordini in una zona specifica del centro che si erano verificati negli ultimi tempi. Ne parlo un po' per agganciare l'evento a un fatto successivo che volevo raccontare, un po' per denunciare certe situazioni. Ebbene la scorsa settimana si è verificato davvero un episodio simile, mi sono sentita quasi come una Precog del film Minority Report. 
A parte la realtà storica di molti romanzi, indico per tutti I promessi sposi di Manzoni, posso citarvi dei romanzi dove si trovano sprazzi ingenti di realtà personale dell'autore.

Per esempio, il romanzo Tenera è la notte di Francis Scott Fitzgerald
L'ho finito di leggere pochi giorni fa e incuriosita sono andata a leggere la biografia di Francis Scott Fitzgerald. Questo romanzo è molto ispirato alla vita dello scrittore, la moglie del protagonista, Nicole, ha dei disturbi psichici e tutti possiamo immaginare la figura della vera moglie di Scott Fitzgerald, Zelda, che passò gli ultimi anni della sua vita rinchiusa in un istituto psichiatrico.
Nel romanzo (scritto e riscritto diverse volte) Fitzgerarld racconta la malattia di Nicole che guarisce e comincia una nuova vita, in pratica l'autore sceglie un finale di speranza, purtroppo diverso dalle vicende reali.
Ho scoperto diversi cenni biografici anche nel mio romanzo preferito La valle delle bambole di Jacqueline Susanne, l'autrice ebbe un cancro al seno a poco più di quarant'anni da cui si curò e che si ripresentò, purtroppo, tredici anni dopo portandola alla morte. La sua vita fu segnata anche da un altro tragico evento: un figlio affetto da autismo.
Nel romanzo una delle tre protagoniste fa purtroppo i conti con un cancro al seno, mentre uno dei personaggi secondari ha problemi neurologici molto simili all'autismo.
C'è sempre un modo per trasporre in un romanzo la propria realtà, è uno spunto, un episodio, una scena iniziale da cui parte tutto. Ed è anche un modo che permette di riscattarsi e scegliere forse un finale diverso o, semplicemente, donare l'immortalità a qualcuno che abbiamo amato e che ci ha lasciato troppo presto. Oppure si scrive per l'esigenza di parlare di un problema e dargli una rilevanza senza parlarne necessariamente in forma giornalistica.
E poi c'è la realtà velata, o solo sfiorata, quella per la quale un personaggio, protagonista principale o secondario, è ispirato da qualcuno che esiste, ma che gli assomiglia solo per alcuni particolari e che, proprio in quanto personaggio di un romanzo, diventa totalmente un'altra persona.
Il bello di un romanzo è anche questo, lasciare l'illusione che quello che viene raccontato sia vero o molto vicino alla realtà. E abbiamo avuto molti casi in cui film o romanzi abbiano addirittura anticipato la realtà, mi viene in mente il film Suburra del 2015, girato molto prima che scoppiasse il caso di Roma capitale, peraltro tratto dall'omonimo romanzo di De Cataldo e Bonini, pubblicato nel 2013. 
Oppure il più famoso di tutti, 1984 di Orwell, dove un grande fratello virtuale controlla i pensieri dei cittadini-sudditi di un regime totalitario angosciante, non troppo distante, anche se appare meno  angosciante, dal controllo attuale realizzato attraverso media e social network. 

Quali altri esempi vi vengono in mente di romanzi che hanno ispirato la realtà e/o viceversa?


domenica 6 maggio 2018

Vivere: Istruzioni per l'uso

La vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo. Jim Morrison
Chissà quali curiosità susciterà questo titolo, tranquilli non ho nessuna ricetta magica, solo riflessioni su manuali e saggi che ogni tanto mi capita di vedere nelle classifiche dei libri o nei consigli di lettura sulle riviste. 
Life coach, psicoterapeuti, liberi pensatori, giapponesi e ammiragli della Marina militare danno consigli sulla vita e noi avidamente attingiamo a questi consigli per scoprire la ricetta del vivere. 
Alcuni titoli?
Riparti da te e 10 pillole di felicità di Andrea Giuffredi, metodologie basate sul coaching, pratica che permette a ciascuno di far emergere le potenzialità che ognuno di noi possiede.
Meglio di prima, Il brand è una religione e Amori consapevoli di Andrea Cesaretti, consigli su come mettersi in proprio e avere successo, e come vivere l'amore al meglio. 
Fatti il letto di William McRaven, ammiraglio della Marina americana che in questo suo libro dispensa consigli su come non farsi travolgere dalle sconfitte della vita basandosi sulle regole della vita militare.

Quando mi soffermo a leggere stralci di questi consigli mi sembra sempre di leggere delle ovvietà, poi però mi rendo conto che, se questi autori hanno successo, è perché per molti certe affermazioni non sono del tutto ovvie. E quindi analizziamo meglio alcuni consigli dell'ammiraglio. (La fonte è un articolo di Marta Bonini sul n.9/2018 di Donna Moderna)

Fatti il letto: come prima cosa la mattina parti da un compito semplice come rifare il letto e la giornata partirà meglio: io lo faccio già perché non sopporto di lasciare la camera in disordine prima di uscire di casa per andare al lavoro, non tutti lo fanno o lo possono fare, se c'è qualcuno in casa che si alza più tardi di noi diventa difficile, però se si può è bene farlo. In fondo anche Marie Kondo parlava del "Magico potere del riordino" altro best seller di poco tempo fa.

Non aver paura di sbagliare e buttati: questo è un ottimo consiglio, quante volte ci fermiamo paralizzati di fronte a un ostacolo? Se abbiamo paura di sbagliare rischiamo di non fare mai niente e di non andare avanti. Mi capita spesso sul lavoro di dover iniziare delle attività completamente nuove, all'inizio ero terrorizzata poi ho cominciato a buttarmi e a fare le cose, dopo averle studiate un po' ed essermi informata, con un pizzico di incoscienza e anche perché non avevo scelta. Ho anche sbagliato e fatto degli errori, ma proprio da quegli errori ho potuto aggiustare il tiro e migliorare l'attività successiva. 
Questa filosofia cerco di applicarla anche nella vita, con le dovute cautele, cerco di osare sempre e di mettermi alla prova. E come disse Papa Wojtyla "se sbaglio mi corriggerete"

Chiedi aiuto: se hai bisogno non temere di chiedere aiuto, non possiamo fare tutto da soli, conosciamo i nostri limiti, quindi impariamo a chiedere aiuto a chi ce lo può dare. Un buon risultato è frutto del lavoro di squadra. Ecco, ve lo dice una che piuttosto che chiedere aiuto si taglierebbe un braccio, non per orgoglio, ma perché ho sempre paura di disturbare. Però ho imparato che non posso arrivare da nessuna parte se non ho l'aiuto degli altri e quindi quando capisco che è necessario chiedo agli altri un supporto, nel lavoro e nella vita. 

Sii resiliente: ultimamente la parola "resilienza" è diventata molto di moda, molti l'hanno scoperta ben prima che diventasse di moda e in pratica vuol dire "non mollare mai" resisti davanti alle difficoltà. Io me la sono plasmata su me stessa declinandola nel motto "mi spezzo, ma non mi piego". La vita ci mette davanti a situazioni difficili, tanto che verrebbe voglia di arrendersi e lasciar andare tutto. Soprattutto quando abbiamo a che fare con gli squali (molti capi lo sono) mi sono ispirata a loro anche nei miei libri, soprattutto nell'ultimo in uscita, però non bisogna arretrare, bisogna coltivare il coraggio di affrontarli, altrimenti vinceranno sempre i prepotenti. Va bene, io però aggiungo una regola ulteriore del tutto personale, non mollo mai "se ne vale la pena per me", voglio dire che sono resiliente e non arretro, ma quando il gioco non vale la candela (lasciatemi usare una vituperata frase fatta) io lascio perdere perché ne guadagna la mia qualità della vita.

Vai avanti, nonostante le ingiustizie subite: la vita è ingiusta? I tuoi genitori non ti hanno amato abbastanza? Non ti hanno dato la promozione che ti spettava di diritto? Tuo marito ti ha tradito con la tua migliore amica? Non riesci a pubblicare con una grande casa editrice? Vai avanti lo stesso! Inutile restare a rimuginare e lamentarsi di quello che poteva essere e non è stato, guarda al futuro e vai avanti. Sono d'accordo, anche se ogni tanto mi lamento con me stessa, ma non ditelo a nessuno.

Ci sarebbero tanti altri consigli da elencare, però mi fermo qui, aggiungo solo il mio consiglio personale: fidati del cuore, del tuo e di quello degli altri. 
E infine, tra i vari consigli di vita, a me viene in mente anche quello di Steve Jobs "Siate affamati, siate folli" siate affamati nel ricercare la vostra strada e le vostre passioni con la voglia di farcela e siate folli nel far uscire la componente folle, creativa che è dentro ognuno di noi. 

E voi seguite i consigli dei guru? Ma soprattutto, che consiglio vi date per vivere meglio? 


domenica 29 aprile 2018

Effetti collaterali dell'ansia


La maggior parte di ciò che chiamiamo "personalità" è determinato dalle scelte che abbiamo fatto per difenderci dall'ansia e dalla tristezza. Alain de Botton.
                                      
Sono una persona ansiosa e questo si è tradotto spesso nella fretta di realizzare qualcosa a tutti i costi e in anticipo rispetto ai tempi canonici. Ho sempre pensato che questo fosse un mio grande difetto, non avevo mai considerato la mia ansia in senso positivo. Poi un giorno ho letto un'intervista a Daria Bignardi, una delle mie autrici preferite, di lei ho letto tutto, l'ho sempre seguita e, presa dai mille impegni di lavoro e di scrittura, non mi ero quasi accorta che era uscita con un nuovo romanzo.
Si intitola "Storia della mia ansia", parla di Lea, una donna ansiosa che, colpita da un tumore, impara ad affrontare la malattia e, insieme ad essa, anche le sue ansie.


Ma non voglio focalizzarmi sul romanzo, che ho comprato in eBook e che presto inizierò a leggere.
In realtà voglio parlare dell’ansia, quello stato d’animo prevalentemente cosciente, caratterizzato da una sensazione di intensa preoccupazione o paura, spesso infondata, relativa a uno stimolo ambientale specifico, associato a una mancata risposta di adattamento da parte dell'organismo in una determinata situazione, che si esprime sotto forma di stress per l'individuo
Questa è la definizione di wikipedia.

È uno stato d’animo che rischia di rovinare la vita perché ci fa vivere male.
La Bignardi però fa un’analisi interessante, l’ansia può diventare energia creativa, per anni è spinta da una strana forza a sostenere le prove più faticose, a mettersi costantemente alla prova per raggiungere determinati obiettivi, a svegliarsi all’alba con mille pensieri di cose da fare, dire, scrivere.
L’ansia l’ha spinta a coltivare la sua vocazione per la lettura prima e la scrittura poi e, forse, è grazie ad essa se è diventata quello che è oggi perché ha seguito quel bisogno insopprimibile di creare qualcosa da condividere con gli altri.
Leggendo questa intervista, ho avuto una specie di illuminazione. Mi sono riconosciuta in moltissimi punti. In effetti tutto quello che ho realizzato nella mia vita è stato spesso determinato dall’ansia. Per esempio mi sono laureata a tempo di record perché ero assalita dalla paura di non farcela, di non arrivare alla fine a causa di ostacoli imprevisti. Una causa reale c’era, mia madre in quegli anni attraversò un periodo segnato dalla malattia ed io temevo di dover interrompere gli studi. Ma questo stato d’animo esisteva anche prima. Ho sempre sentito all’interno una specie di costrizione, di bisogno di fare le cose, di creare e arrivare alla conclusione. Questo nel mio lavoro mi costringe spesso a programmare tutto in anticipo, a non dormire la notte al pensiero di quello che devo fare e a sentirmi spesso oppressa, è inevitabile.
Però l’aspetto positivo è che questo bisogno urgente si riversa anche nella scrittura, quando ho in testa una storia non mi do tregua, scrivo di continuo, nel tempo libero, senza quasi sentire la fatica e organizzo il mio tempo con il cesello per dedicarmi al romanzo che sto scrivendo, finché non l’ho finito. Ho sempre paura che i miei personaggi non possano vivere abbastanza per arrivare alla fine della storia. E quando ci arrivo sono sfinita. Dopo però mi prendo i miei periodi di pausa, altrimenti soccomberei.

Ecco perché sto riconsiderando il mio stato ansioso non più come un fardello (anche se lo è) ma come un’opportunità. Io sono così: eternamente inquieta e bisognosa di placare l’ansia con il mio spirito creativo.

E voi, come placate la vostra ansia?

domenica 22 aprile 2018

La sottile linea del male

La sottile linea del male

Cari amici, 
La seconda avventura del commissario Saverio Sorace arriverà sugli store on line il prossimo 20 maggio. Chi mi segue su facebook probabilmente ha già visto la copertina di cui vi mostro l'immagine. Questo nuovo percorso nel giallo mi ha regalato moltissime emozioni, man mano che la storia si delineava. Come sempre si parte da un'idea e poi si viaggia faticosamente costruendo la trama pagina su pagina. Non sai mai dove ti porta un viaggio, conosci il punto di partenza, ma il percorso e l'arrivo sono spesso sconosciuti. Lo scopri poco per volta e mentre scrivi metti dentro anche un po' della tua vita: pensieri, idee, sentimenti, anche quelli che non sapevi di avere. Poi quando scrivi finalmente la parola "Fine" e il libro prende una forma concreta, non vedi l'ora di parlarne e lasciarlo andare libero per la sua strada. Mi sono trattenuta perché c'era ancora tanto lavoro da fare tra beta reader, revisioni, riletture e nuove revisioni, ma eccoci qua, ci siamo.
Il romanzo si intitola La sottile linea del male e fa parte della serie Le indagini di Saverio Sorace, un commissario napoletano trapiantato a Bologna, costretto spesso dalla sua anima inquieta a combattere contro i suoi demoni.
Vorrei far uscire molto presto anche il cartaceo, sperando che non ci siano imprevisti. L'ebook sarà su tutti gli store, ma su Amazon è già in pre order.

Vi riporto di seguito le principali informazioni

Titolo: La sottile linea del male
Autore: Giulia Mancini
Genere: Gialli e thriller
Editore: Self publishing
Uscita: 20 maggio
Prezzo: € 3,99
Formato: e-book
Pagine:192
Cover: Fox Creation - Digital Art
Link di acquisto Amazon

Trama 

Un professore universitario viene assassinato brutalmente, il suo cadavere viene ritrovato lungo il sentiero di collina dove lui abitualmente andava a correre. Il corpo e il viso massacrato a colpi di pietra. Era un uomo benvoluto da tutti e, apparentemente, senza nessuna ombra nella vita. Chi lo ha ucciso? Il professore, un uomo pieno di fascino, considerato, nel lavoro e nella vita, un maestro dalla mente eccelsa e una guida dalla volontà granitica, nascondeva però aspetti sconosciuti e ambigui. Il Commissario capo Saverio Sorace, combattuto tra le inquietudini del suo recente passato e le ansie di un amore latente, è costretto a indagare entrando nelle dinamiche sotterranee del mondo accademico, scoprendo intrighi segreti di potere di cui nessuno si accorge o finge di non vedere.

Quanto male esiste nella vita di tutti i giorni? Esistono situazioni in cui i più deboli soffrono e vengono schiacciati. Ed è tutto perfettamente legale, nessun omicidio, nessuna infrazione, solo il potere che gioca con la vita delle persone e provoca una lenta morte. E, troppo spesso, gli artefici di tutto restano impuniti nella loro gabbia di potere.

Il male può ingannare con le sue lusinghe e farci dimenticare che Lucifero era l’angelo più bello del paradiso.

Una sola domanda per voi: vi piace la copertina? cosa evoca nella vostra mente?