domenica 23 aprile 2017

Un vizio che non voglio smettere

Certe notti somigliano a un vizio che tu non vuoi smettere mai. Luciano Ligabue

Negli ultimi tempi sono stata travolta da una serie di eventi che hanno avuto la precedenza sulla scrittura. Non è semplice essere ispirati quando la vita quotidiana assorbe tutte le tue energie.
Nonostante tutto mi imponevo di mettermi davanti al computer almeno un paio di volte a settimana per  alcune ore per scrivere le mie storie, a volte scrivevo solo sul blog, altre volte scrivevo un paio di pagine con notevole fatica.
Ho anche pensato talvolta di aver esaurito la mia vena creativa, perché non mi sembrava normale fare così fatica. 
Poi però, in momenti in cui ero del tutto distratta, i miei pensieri andavano ai personaggi delle mie storie che mi raccontavano qualcosa della loro giornata, dei loro pensieri, dei loro dubbi e delle loro passioni.
E poi l'altro giorno mi sono messa al computer e sono andata avanti fino a sera, non ho quasi  mangiato e non mi sono mai fermata. Il giorno successivo dopo il lavoro ho ripreso a scrivere fin quasi a mezzanotte, insomma ero assillata da una specie di scrittura compulsiva a cui non riuscivo a sottrarmi. 
Sono stata catturata da una storia che era lì ferma in attesa di essere sviluppata e che all'improvviso è uscita allo scoperto, è accaduta una cosa analoga con L'amore che ci manca quando i personaggi chiedevano di vivere. Ora non so quanto durerà questo stato di grazia, spero fino alla fine della storia.
Però so già che, se dovessi rallentare di nuovo, i personaggi potranno tornare a trovarmi e busseranno alla mia porta.
Scrivere per me è diventato un vizio che non riesco a smettere, credevo fosse in calo e invece non è così, possiamo avere momenti difficili, ma il vizio ritorna e riesplode.

Insomma, parafrasando una canzone di Ligabue, la scrittura è un vizio che non voglio smettere mai!

E voi avete dei vizi che non riuscite a smettere?



sabato 15 aprile 2017

Il potere terapeutico della scrittura

Uno scrittore ha la capacità di ricordare la storia di ciascuna cicatrice. Stephen King

In questi giorni al lavoro sto attraversando dei momenti molto difficili. I capi sono sempre più stupidi, alcuni addirittura sono deliranti e io mi trovo in mezzo in un tira e molla assurdo. A volte torno a casa così arrabbiata che mi vengono quasi le palpitazioni.
Se non avessi la scrittura forse avrei fatto qualche sciocchezza (tipo perdere le staffe e tirare in testa un portapenne a uno di loro) invece ho incanalato la rabbia nella pagina scritta e ho buttato giù la trama di un altro giallo.
Vi chiedete che fine ha fatto il primo? Diciamo che è quasi in dirittura di arrivo, mancano gli ultimi ritocchi.
Ma parliamo della seconda trama. Immaginare una storia dove gli stronzi fanno una brutta fine è molto, ma molto terapeutico. E poi la realtà supera spesso la fantasia, non è un modo di dire: é proprio così, io potrei scrivere un libro di alcuni intrighi che si sono svolti sotto i miei occhi senza neanche scomodare troppo la fantasia. 
I giochi di potere negli ambienti di lavoro sono molto più frequenti di quanto si pensi.
Poi ovviamente dovrei scrivere l'avvertenza "ogni riferimento...è puramente casuale".
Ma torniamo al potere terapeutico della scrittura. Quando si scrive si raccontano delle storie, ma le storie nascono dentro di noi dall'osservazione della realtà. Perfino i romanzi fantasy o distopici si ispirano alla realtà, poi si immagina un mondo terribile, ma siamo sicuri di non vivere davvero in un mondo distopico, forse siamo immersi in questo mondo senza saperlo, era questa la teoria di Matrix, ricordate? 
Io osservo una persona e immagino la sua realtà, immagino la sua vita e ci scrivo un pezzo di romanzo, e qualche volta mi avvicino tanto, ma proprio tanto alla realtà vera. Empatia, intuito? Forse un mix di entrambi, oppure semplice capacità di osservazione.
Ora in questi giorni sto prendendo appunti e immaginando una storia, e già mi sento meglio. 
E poi c'è il romanzo appena uscito, anche quello mi porta su il morale, sono felice perché finalmente gira libero per il mondo e spero tocchi il cuore di molte persone, che le faccia sognare e appassionare, sperando che provino almeno una parte delle emozioni che io ho provato nello scriverlo.

Se non avessi questo mio mondo parallelo sarei sconfortata e invece grazie ad esso sto abbastanza bene, intanto mi godo la primavera e questo lungo week end festivo.
E prima di andarmene vi auguro Buona Pasqua con tutto il mio affetto

domenica 9 aprile 2017

Milano: un pomeriggio tra amici

Visto che la settimana è stata piuttosto intensa, non ero riuscita a preparare nessun post per il blog e così non mi resta che raccontarvi la mia trasferta milanese.
Evento 8 aprile

Vi ripropongo la locandina dell'evento dove ci sono i nomi degli autori, tra cui il mio! 

Ecco le foto della location, questo è il momento in cui viene dato il benvenuto ai partecipanti.
È stata una bellissima emozione non solo parlare dei miei romanzi, ma soprattutto conoscere personalmente gli autori, li ho trovati fantastici, bravi, competenti e simpaticissimi. 
E poi ho conosciuto di persona anche Cristina del Il manoscritto del Cavaliere e Sandra de I libri di Sandra  è stato come trovare due amiche, forse perché attraverso il blog già ci conosciamo, ma è stato davvero bello.

Stefania Romito e Carlo Zannetti

Sara Monica


Linda Stella Coltro e Lucrezia Daveri


Giulia Mancini e Michela Di Gregorio
E per un resoconto dettagliato vi riporto il link del Blog di Stefania Romito

E infine ecco la foto finale il selfie con Cristina e Sandra che sono state così carine da venirmi ad ascoltare.
Sandra - Giulia - Cristina



venerdì 7 aprile 2017

Presentazione su Anima di carta: L'amore che ci manca


Cari amici oggi sono sul blog Anima di Carta di Maria Teresa Steri a presentare il mio romanzo appena uscito L'amore che ci manca edito Butterfly Edizioni e che, vi ricordo, è in offerta lancio a 0.99 ancora per oggi, ultimo giorno.
Vi ricordo che domani sono a Milano all'Aresline del Centro Leonardo da Vinci via G. Galeazzo, 31 dalle 17, insieme ad altri 5 autori del gruppo Ophelia's Friends.
Parlerò in pubblico per la prima volta e da due giorni ho la voce bassa per una brutta raucedine, quando si dice il destino avverso, ma io persevero, nel frattempo sto mangiando tante caramelle balsamiche.
A presto!
 

domenica 2 aprile 2017

A Milano per presentare i miei libri sabato 8 aprile: save the date


Cari lettori
sabato 8 aprile sarò a Milano presso il Centro Leonardo da Vinci Via Galeazzo 31 a presentare i miei romanzi, in particolare l'ultimo L'amore che ci manca edito dalla Butterlfy Edizioni.
Se qualcuno, soprattutto gli amici di Milano, ha voglia di fare un salto e conoscermi l'evento comincia alle 17.30 circa, sarò intervistata dalla bravissima Stefania Romito del gruppo Ophelia's Friends.
Stefania mi ha già intervistato circa un anno fa, ne parlavo nel blog qui, intervista passata poi su Radio Punto e sul canale Web radio Network sempre per il gruppo Ophelia's friends che potete ascoltare in replica anche sul canale Youtube.
Quindi amici di Milano se avete voglia di venirmi a conoscere questa è una buona occasione!

Vi aspetto allo spazio eventi Aresline del Centro Leonardo Da Vinci Via G. Galeazzo, n. 31

Questo avrebbe dovuto essere un post estemporaneo infrasettimanale per informarvi, ma ho avuto una settimana intensa e quindi questo diventa il post domenicale che propongo di solito.
Non potevo fare altrimenti, questa settimana è stata peggiore delle altre perchè ero compressa tra una serie di scadenze lavorative e sociali per cui sono anche uscita un paio di sere dopo il lavoro, giovedì mi sono ritrovata con le ossa doloranti, pensavo fosse la stanchezza invece era febbre. O era febbre causata dalla stanchezza? Imbottita di aspirine ho tirato la corda fino a venerdì poi però sono crollata. La primavera causa sempre qualche piccolo malanno di passaggio!
Ma torniamo alle belle notizie: sono emozionata perché martedì 4 aprile uscirà il mio terzo romanzo, ammetto che ciò mi causa una certa ansia pre-pubblicazione, del resto dopo aver atteso tanto non posso che essere contentissima, emozionata, anche se agitata; felice anche se ansiosa. Va bene basta, altrimenti agito pure voi.

E quindi la domanda d'obbligo è: chi di voi verrà ad ascoltarmi?


domenica 26 marzo 2017

L'amore che ci manca arriva il 4 aprile

Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime
prima ancora che i corpi si vedano. Paulo Coelho
 Cari amici lettori di questo blog finalmente posso annunciare la prossima pubblicazione del mio romanzo. L'amore che ci manca sarà on line su Amazon dal prossimo 4 aprile, edito dalla Butterfly Edizioni, la casa editrice che ha apprezzato la mia storia a pochi giorni dalla sua prima uscita self.

Vi piace la cover? Io la trovo bellissima e molto evocativa della storia che racconta. Sono molto emozionata perché da tempo aspettavo il ritorno del mio libro. L'uscita sarà in un primo momento solo on line e spero sarà seguita presto anche dall'edizione cartacea. 

Di cosa parla questo romanzo?

“L’amore che ci manca” tratta, come si presume dal titolo, del tema dell’amore e della passione, ma  tocca anche altri argomenti a me cari: il tema della crisi economica che stiamo attraversando e dalla quale il nostro paese fa fatica a uscire, il tema del ruolo della donna nella società, la difficoltà di conciliare il lavoro con l’essere “moglie” e “madre”, le scelte che le donne fanno loro malgrado.
È un romanzo che parla dell’amore e di quello che siamo disposti ad affrontare per realizzarlo, e in questo caso specifico parla di un amore ritrovato, ritrovato perché irrisolto, perché interrotto e mai veramente dimenticato. Non è infrequente che accada anche nella vita che, a distanza di tempo, si ripensi a qualcuno che è stato importante e si arrivi a capire quello che era rimasto oscuro o mai compreso pienamente. E può succedere che il destino ci presenti una seconda occasione per essere felici.

TRAMA

Si dice che la vita cominci a quarant’anni e potrebbe essere così per Linda Sarti che alle soglie dei quaranta sembra avere tutto quello che una donna possa desiderare: è bella, ha un marito che la ama, una figlia adolescente e un lavoro in cui si è pienamente realizzata.
Invece proprio nell’anno del suo quarantesimo compleanno tutte le sue certezze crollano: suo marito la lascia per inseguire un nuovo amore più giovane, sua figlia sempre più irrequieta nei suoi conflitti adolescenziali tende ad attribuirle l’origine di quel fallimento matrimoniale. Il suo lavoro forse non costituisce quello che lei davvero desiderava ed è diventato fonte di enormi responsabilità e preoccupazioni che la schiacciano ogni giorno di più.
Dopo due anni Linda, che nel frattempo ha cercato di riorganizzarsi l’esistenza, non è affatto soddisfatta di come è diventata la sua vita che ha assunto quasi la forma di un’oppressione quotidiana. E poi un giorno al lavoro accade qualcosa di talmente grave che la costringe a riflettere su quello che davvero vuole realizzare nella sua vita.
Si aggiunge a questo momento di grande confusione la malattia di sua zia, unica figura familiare rimastale dopo la morte dei suoi genitori, e Linda lascia momentaneamente il lavoro per cercare di aiutarla in questo difficile momento. Torna nel paese natale e incontra Giulio, l’amore della sua giovinezza, il ragazzo che ha amato disperatamente per cinque anni. Rivederlo riaccende in lei i ricordi e quell'amore che credeva dimenticato.
Anche Giulio sembra cambiato. Inaspettatamente le riserva tutte quelle attenzioni che un tempo evitava, perché allora l'aveva lasciata? Cosa era successo anni prima? Perché all'improvviso sembra non poter più fare a meno di lei? Linda è costretta a tornare con la mente agli anni in cui viveva lì e al punto in cui ha fatto determinate scelte tra cui quella di partire. La sua permanenza forzata in quel luogo diventa un viaggio interiore alla scoperta di se stessa e anche di risposte che allora erano rimaste sospese.

Ci sono amori che restano fermi nel tempo, incompiuti e irrisolti. Possono tornare nella memoria come un alito di vento e sfiorarci appena per un momento o possono riesplodere impetuosi come un temporale d’estate.

Ma voi credete nell'amore? E sapreste definirlo in poche righe?


domenica 19 marzo 2017

Città letterarie

Con questo post aderisco al meme di  Ariano Geta  sulle città letterarie raccontate da noi bloggers scribacchini nei nostri romanzi, al meme ha subito aderito anche Cristina M. Cavaliere 

Parliamo quindi delle città letterarie descritte nei miei romanzi e non posso non partire dalla città di Bologna essendo un luogo che ho riproposto in tutte le mie trame, oltre a essere la città in cui vivo e che amo.


Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po' molli,
col seno sul piano padano e il culo sui colli.Francesco Guccini
Bologna è una costante nelle mie storie, i miei protagonisti viaggiano, partono e ritornano e, spesso, in questa città finiscono con il fermarsi, oppure talvolta ripartire.
Essa rappresenta un luogo dell'anima dove approdare e ritrovare una speranza, un sogno, un nuovo inizio.

E di Bologna vi propongo due estratti da Fine dell'estate e da L'amore che ci manca 
“Bologna è una città strana, la si scopre poco per volta. Mostra la sua bellezza lentamente, attraverso le sue strade fatte di portici che si aprono di fronte a piccoli gioielli monumentali inaspettati”

Estratto da  “Fine dell'estate.” 

“E adesso si ritrovava in quella città dove avevano passato insieme tanti momenti e lui non poteva fare a meno di ricordarli con rimpianto. Girò per un po’ tra i vicoli del centro e ritrovò quell’atmosfera che aveva sempre amato. Stava cercando il coraggio di andare da lei”

Estratto da  “L'amore che ci manca.”

Un'altra città di cui parlo nel mio romanzo La libertà ha un prezzo altissimo è New York 

New York aveva tutta l’iridescenza dell’inizio del mondo.
(F .Scott Fitzgerald)
Nel mio libro parlo della New York fiduciosa nel sogno americano che esisteva prima dell'attacco alle Twin Tower, anche se la foto che propongo è la New York di oggi, ferita ma tesa ancora verso il futuro.
È una città che mostra una faccia dell'America che non trovi negli altri luoghi. È la città che non dorme mai, ma quella dove concretizzare i sogni, dove l'umanità variegata che incontri è un condensato incredibile di storie da vivere e da scrivere.

“New York ti sorprendeva con condizioni meteorologiche talvolta imprevedibili, forse era la vicinanza con l’atlantico, ma fino al giorno prima c’era una bruma densa decisamente invernale e sabato invece sembrava già un inizio di primavera”

Estratto da “La libertà ha un prezzo altissimo.” 

Altra città di cui vorrei parlare è Roma, è una città che compare nel mio primo romanzo perché la protagonista ci va a vivere per un certo periodo dopo il suo rientro in Italia. Nel mio secondo romanzo i due protagonisti arrivano a Roma loro malgrado per motivi di lavoro dei genitori e in questa città vivono la loro separazione forzata. Roma era presente nei miei pensieri prima ancora di conoscerla, quando finalmente ci sono stata ho scoperto un'atmosfera magica, la stessa che avevo immaginato e ogni volta che ci sono tornata, per vacanza e per lavoro e in stagioni diverse, ho sempre riprovato questa bella sensazione.

Roma città eterna
“Giro per la città senza meta, guardando negozi e riconoscendo monumenti visti prima solo in cartolina, infine mi siedo sui gradini di Trinità dei Monti, osservo la fontana della “barcaccia” zampillante di acqua e i tanti giovani intorno a me. E’ quasi primavera e Roma è splendida, questa città mi dà la sensazione di essere in vacanza.”

Estratto da. “La libertà ha un prezzo altissimo.” 

E infine vi parlo di una città immaginaria, Fiorita, la piccola città di provincia dove vivono i due giovani protagonisti di Fine dell'estate. Ognuno può trovarci delle assonanze con altre piccole città che popolano il nostro bel paese. Come scrivo nelle note al romanzo “Fiorita è un nome di fantasia, ma puoi trovarlo nella realtà delle piccole cittadine di provincia di cui si compone il nostro bellissimo paese a forma di stivale, pieno di bellezza e contraddizioni.”
La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre. Albert Einstein
Fiorita, un paese di poco più di diecimila anime che, a dispetto del suo nome, non esibiva nessuna distesa di fiori, ma solo marciapiedi sconnessi e polverosi, si erge sopra una lieve collina della Puglia settentrionale al confine col Molise e a quaranta chilometri dal mare adriatico, viveva il suo momento di quiete desertica e assonnata del primo pomeriggio, l’ora chiamata “controra”.”

Estratto da  “Fine dell'estate.” 

Spero che le mie città vi siano piaciute, ma a parte l'ultima, le conoscete? Avete una città del cuore?

domenica 12 marzo 2017

Contraddizioni della vita moderna

Vi ricordate il logorio della vita moderna? Era una fantastica pubblicità degli anni settanta, che tempi fantastici, ero una bambina e non capivo molto cosa fosse quel logorio della vita moderna, ma mi piaceva l'immagine dell'uomo tranquillo seduto a un tavolino in mezzo al traffico che beveva il liquore a base di carciofo.



Allora il logorio della vita moderna era oro rispetto al piombo che abbiamo oggi, cambierei volentieri ma indietro non si torna mai, infatti oggi siamo schiacciati continuamente da situazioni che non solo ci logorano ma ci distruggono, ci danno ansia e frustazione e, troppo spesso, non ci fanno percepire la bellezza della vita che pure bella lo è davvero, manca talvolta solo il tempo di poterla godere.

La vita è troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri. Oscar Wilde
Da dove nascono queste riflessioni? Il fatto è che l'altro giorno sono rimasta colpita da due articoli del settimanale Donna  Moderna che ho letto in sequenza, il primo parlava dell'evoluzione dei call center (Adriano Lovera) e l'altro della qualità della vita nelle città del futuro (Simone Cosimi).
La contraddizione tra questi due articoli mi ha fatto riflettere.
Una volta il call center era un lavoro temporaneo, oggi è diventato un lavoro permanente ed è un settore che occupa 80.000 impiegati in tutta Italia. Bene direte voi! Mica tanto, questa occupazione è diventata più stabile, con ferie e contributi, ma con stipendi medi di 600 euro mensili. Il 70 per cento di questi lavoratori è composto da donne e la metà delle sedi si trova nel sud d'Italia. Una volta ci lavoravano soprattutto giovani e studenti, under 35, oggi ci lavorano persone di fascia di età ben più alta, di solito oltre i 40 anni e quasi sempre il lavoro è part time, sono pochissimi quelli che arrivano ai 1000 euro mensili, perché hanno un contratto di lavoro a tempo pieno.
Inoltre, negli ultimi anni, gli addetti sono praticamente dimezzati perché spesso le aziende delocalizzano le sedi all'estero e dove di preciso? Albania, Romania e Tunisia. Io stessa in un mio post di qualche tempo fa raccontavo di aver chiamato un operatore della mia compagnia telefonica che mi ha risposto da Tirana. In Albania un operatore di call center guadagna 300 euro al mese e per il loro costo della vita è un buon stipendio, mentre in Italia con 600 euro fai la fame. Tra l'altro questi sono i dati dei lavoratori ufficiali, poi ci sono quelli sommersi che guadagnano molto meno e con zero tutele.
Sono passati dieci anni dall'uscita del libro di Michela Murgia da cui è stato tratto il film di Virzì intitolato "Tutta la vita davanti" con una strepitosa Isabella Ragonese, l'avete visto?
A distanza di tempo però le cose non sembrano migliorate 
A proposito io non sapevo che il film fosse tratto dal suo libro, l'ho scoperto adesso e voi? In questi giorni viene riproposto con una nuova edizione da Einaudi, più attuale che mai. 
Il punto è che tale situazione non è più limitata ai call center, oggi esistono sempre più contesti  lavorativi analoghi. E intanto mentre da un lato, il lavoro diventa sempre più precario e totalizzante, perché le ferie e i riposi non sono garantiti e si chiede sempre maggiore flessibilità in cambio di instabilità, dall'altro si studiano nuove tecnologie per un mondo vivibile e a misura d'uomo, con soluzioni attente alla natura e al risparmio e città intelligenti in grado di coniugare ambiente, mobilità e qualità della vita.
In Francia stanno testando le strade a pannelli solari, in Danimarca sono nati i semafori anti attesa per rendere più scorrevole il traffico e in Finlandia è possibile collegare i termosifoni ai pc per sfruttare il calore. Ma anche in Italia ci sono belle novità: a Bologna c'è il cassonetto intelligente già dal 2016, compattano i rifiuti a ciclo continuo e sono alimentati da pannelli solari, ciò taglia tempi e costi dello smaltimento. Non sono vicino casa mia però, sono solo in alcune zone centrali della città.
Insomma più andiamo avanti più la tecnologia ci facilita la vita, ma il nostro modo di vivere tra lavoro e tempo libero è sempre più compresso e confuso.

Una bella contraddizione non vi pare?


domenica 5 marzo 2017

Storia di un libro di carta: La libertà ha un prezzo altissimo

Avevo vissuto in tanti posti quasi a voler disperdere le mie tracce o a dimostrare una libertà nei luoghi che non trovavo in me stessa. E che invece era la sola che contava. Giulia Mancini

Era da diverso tempo che volevo raccontarvi la storia dell'edizione cartacea del mio romanzo e dopo diversi rinvii per i tempi tecnici delle due diverse edizioni eccomi qui.
Quando Streetlib mi informò della possibilità di aderire al POS (Print on sale) di Amazon mi entusiasmai e aderii subito, senza riflettere troppo.
Il servizio di Streetlib è molto semplice, si aderisce all'iniziativa pagando una cifra per il servizio e poi provvedono loro a tutto.
Bisognava inserire il libro in formato pdf e poi da lì si partiva. Non ricordavo però che io avevo commissionato il formato EPub e quindi allora non avevo un formato pdf adeguato a un libro cartaceo, ma avevo un normale pdf in formato a4
Così il risultato finale del mio primo formato cartaceo non era proprio fantastico. Il libro aveva un formato troppo grande e piatto, ricordava un po' il vecchio sussidiario delle scuole elementari. Non so quanti di voi lo ricordano. Ma ero io che non avevo valutato bene la questione e non potevo farci niente. Nel frattempo stavo ultimando la scrittura di Fine dell'estate e mi sono concentrata su quello.
L'esperienza però mi è servita perché ho capito che era meglio farsi l'Epub da soli perché, in quel caso, potevo correggere eventuali errori e refusi anche successivamente alla pubblicazione e poi l'Epub poteva essere aggiornato nei contenuti, come per esempio implementare la biografia dell'autore e, infine, predisporre il pdf del formato giusto.
Del resto StreetLib offre dei software molto validi e abbastanza semplici da gestire anche per chi, come me, non è un asso dell'informatica; bisogna solo applicarsi un pochino e dedicarci del tempo. Così ho studiato per imparare a usare il supporto StreetLib e ho creato prima un Epub di prova con un racconto e poi quello finale di Fine dell'estate.
Successivamente sono passata a creare quello del mio primo romanzo per aggiornare l'edizione e sistemare errori e refusi. Tutto questo ha richiesto dei tempi lunghi perché, come sempre, operavo nel tempo libero, ma alla fine il nuovo Epub aggiornato e corretto è arrivato e ho potuto aggiornare l'edizione. Nel frattempo mi ripromettevo di rifare, prima o poi, anche l'edizione cartacea.
E l'anno scorso, circa tre mesi prima di Natale, preparai il nuovo pdf per l'edizione cartacea e, dopo aver fatto qualche stampa casalinga di poche pagine di prova, commissionai a StreetLib la nuova edizione cartacea.
I tempi, con il Natale di mezzo, si sono allungati ma alla fine è nata la nuova versione e il risultato è quello che vedete sopra. Ho prontamente ordinato il libro su Amazon ed eccolo lì. La foto con la mia mano (decorata con lo smalto per l'occasione!) serve a dare la prospettiva del libro. Avevo pensato di deliziarvi anche con una mia foto, ma tra febbre e raffreddore negli ultimi week end avevo un aspetto orribile per cui ho deciso di soprassedere.
Insomma come in tutte le cose per ottenere un risultato serve, oltre all'impegno, anche non avere fretta e stavolta ho fatto le cose prendendomi tutto il tempo che serviva.

La parte bella di questa avventura è che, nel controllare e nel rileggere il mio libro, l'ho un po' riscoperto, vabbè lo so "ogni scarrafone è bell a mamma suje" - non so se l'ho scritto bene, i napoletani mi perdoneranno - però quando ho riletto la storia di Michela, mi sono pure a tratti emozionata, perfino dimenticando che l'avevo scritto io.
Mi piacerebbe anche cambiare la copertina del libro, no quella cartacea rimarrebbe quella, però credo che per la versione italiana, almeno per il momento, lascerò la mia strada in salita contornata di verde.
Approfitto per ringraziare tutti coloro che lo hanno letto e coloro che vorranno leggerlo prossimamente in ebook o di carta. Grazie di cuore a tutti.

Vi lascio con un estratto del libro, una riflessione della mia indomita protagonista. 

“Siamo così impegnati nelle singole vicende della nostra vita che non ci rendiamo conto di essere immersi nella storia, che le nostre azioni indirettamente insieme a quelle di altri portano a eventi che riguardano tutta l’umanità o una parte di essa.
Se ci pensiamo bene, siamo parte di un tutto, ma non ce ne rendiamo conto. Se mi guardo indietro capisco di aver seguito un percorso per arrivare fin qui, e il punto in cui sono, non l’avrei mai raggiunto se non fossi passata attraverso il dolore e le avversità di quello che ho vissuto.”

Estratto di: Giulia Mancini. “La libertà ha un prezzo altissimo.”

per chi ama i libri di carta ecco sotto il link di Amazon

Link Amazon libro di carta



martedì 28 febbraio 2017

Freedom has a high price: presentazione sul blog bilingue di Silvia

E oggi esce un post estemporaneo perché volevo segnalare che sul blog di Silvia, Tinklesmakeup, si parla del mio libro e l'argomento è trattato proprio dalla sua traduttrice che ha usato parole per me bellissime e, per questo, la ringrazio di cuore.


La libertà ha un prezzo altissimo versione inglese
Vi riporto sotto il link se volete andare a curiosare

domenica 26 febbraio 2017

#cartoline dai miei personaggi: L'amore che ci manca

Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Venditti
Visto che il mio romanzo L'amore che ci manca uscirà prossimamente - vi dirò la data esatta quando potrò mostrarvi anche la copertina per la quale sono curiosissima, perché non so ancora nulla - vorrei riprendere il filone delle cartoline dai propri personaggi.
La storia si svolge tra due regioni: l'Emilia Romagna e le Marche con qualche passaggio dalla Lombardia. Ed è proprio dal capoluogo di quest'ultima che la nostra protagonista manda la prima cartolina, nel ricordo della Milano da bere.

Linda, Milano settembre 2014

Milano rinasce ogni mattina, pulsa come un cuore. Milano è da vivere, sognare e godere. Milano da bere.

Sono venuta a Milano per lavoro e non ho potuto fare a meno di pensare a Giulio, il mio grande amore. Quanti ricordi mi risveglia questa città, siamo stati qui per un fine settimana ai tempi dell'università e, nonostante avessimo anche trovato il tempo per litigare, adesso nei miei ricordi quei giorni passati insieme diventano bellissimi. Credo di non essere mai stata felice come lo ero con lui. E oggi, dopo tutto quello che è successo nella mia vita, penso di amarlo ancora. 

Castello sforzesco
“Con lui non sapeva mai bene cosa aspettarsi ma per il momento le bastava restare lì fra le sue braccia semi sdraiati su una panchina nel centro di Milano, mentre lui le canticchiava all’orecchio Luci a San Siro di Vecchioni. Quello era uno dei tanti momenti magici che riusciva a regalarle quasi a dispetto di se stesso e che avrebbe serbato sempre dentro di sé, semmai fosse finita.”
Estratto di: Giulia Mancini. “L' amore che ci manca.” 

Giulio, San Benedetto del Tronto aprile 2009      

Borgo stretto tra mare e collina
Oggi ho ripensato a Linda, il pensiero mi ha sfiorato all'improvviso, c'è una persona che mi ricorda lei e mi fa porre mille interrogativi sulla mia vita. Mi chiedo dov'è adesso e se è felice, almeno lei, perché io non lo sono più da tanto tempo.

Riviera delle palme
“Un giorno ti accorgi che hai vissuto quasi senza pensare, preso da troppe attività e da troppi obblighi. Ti rendi conto che la tua esistenza ha perso sapore e che hai finito per compiere ogni giorno il tuo dovere quasi in modo meccanico dimenticando i tuoi bisogni più profondi.»”
Estratto di: Giulia Mancini. “L' amore che ci manca.” 

Giulio, Rimini settembre 2014

Ricordo la nostra prima estate insieme, quando tutto doveva ancora accadere.

Sono a Rimini per incontrare un fornitore della mia azienda, ho fatto una passeggiata sul lungomare e mi ha sfiorato il ricordo di quella prima estate insieme a Linda, quando siamo venuti per pochi giorni sulla riviera romagnola. Era il 1991, è passato tanto tempo, eppure davanti a questo mare il ricordo è così vivo che mi sembra ieri. Allora non sapevo che stavamo vivendo un momento magico.

Cesenatico , il porto canale
“avevano passato insieme il resto dell’estate. Erano anche riusciti a partire per una breve vacanza di pochi giorni prima della ripresa della scuola. Erano stati in una piccola pensione sulla riviera adriatica, dove avevano passato più tempo in camera che in spiaggia. Non gli sembrava vero di passare insieme a lei tre giorni e tre notti in assoluta libertà.”
Estratto di: Giulia Mancini. “L' amore che ci manca.” 

In questa carrellata di cartoline propongo quasi un prequel della storia, perché la storia inizia con l'incontro dopo alcuni anni dei due protagonisti e questo incontro fa accadere qualcosa di importante, perché come ho scritto nella quarta di copertina della prima edizione “Ci sono amori che restano fermi nel tempo, incompiuti e irrisolti. Possono tornare nella memoria come un alito di vento e sfiorarci appena per un momento o possono riesplodere impetuosi come un temporale d’estate.”

Cosa ne pensate, vi sono piaciute le cartoline e la storia come vi sembra?


domenica 19 febbraio 2017

Freedom has a high price

So che la libertà ha un prezzo alto, alto quanto quello della schiavitù. L'unica differenza è che si paga con piacere, e con un sorriso anche quando quel sorriso è bagnato dalle lacrime. Paulo Coelho

Ve lo avevo detto che avevo diversi progetti in testa vero? E oggi vi parlo della prima grande novità di questi giorni: la pubblicazione del mio primo romanzo in lingua inglese.
Vi piace la copertina? Vi racconterò dopo anche come è stata concepita. Ma partiamo dall'inizio.
L'anno scorso quando mi arrivò la mail di StreetLib che mi diceva che esisteva il servizio di Babelcube per la traduzione dei miei romanzi in altre lingue ho subito pensato che il mio primo romanzo avesse una storia interessante per il pubblico americano, perchè racconta il percorso di vita di una donna che, tra le sue varie vicende, ha anche lavorato a New York per poi tornare in Italia. Ma racconta anche dei suoi nonni emigrati in America e delle origini della sua famiglia agli inizi del secolo scorso tra guerre, povertà e fascismo. Quanti italoamericani vivono in America che possono riconoscersi? Non li ho contati, ma credo siano molti. 
E poi ci sono gli eventi degli ultimi trent'anni della storia italiana e americana che passano e sfiorano la vita della protagonista. Il progetto però non era semplice da realizzare...
Non è che bastasse registrasi su Babelcube, così ho aspettato un po' e nel frattempo studiavo la situazione.
Vi riporto in breve le tappe di questa avventura:

Iscrizione
Quando hai un progetto hai bisogno di tempo perché ogni cosa che vuoi realizzare ha bisogno di cura e di attenzione, ha bisogno di studio e analisi e, anche quando pensi di aver finito, c'è sempre qualche altra rifinitura da ultimare. 
Così mi sono iscritta a Babelcube e ho studiato le linee guida traducendoli dall'inglese, ho inviato mail varie in cui chiedevo dei chiarimenti e infine ho caricato il mio romanzo in lingua italiana sulla piattaforma, caricando il profilo e la quarta di copertina in inglese (chiedendo a una mia amica di controllarmi la traduzione).

Traduzione
Poi ho cercato il traduttore, su Babelcube ce ne sono tantissimi e io ho studiato i profili di diversi autori, finché non ho trovato quella che era per me la persona giusta. In realtà mi sono basata sull'intuito ma dopo uno scambio di messaggi ho capito che non mi ero sbagliata.
La mia traduttrice si chiama Silvia De Cristofaro: è seria, brava, competente, gentile ed efficiente.
Con lei mi sono trovata benissimo, mi ha sempre tenuto informata sulle tempistiche della traduzione ed è stata anche un valente supporto per i miei dubbi.
Se volete tradurre il vostro libro non dovete avere fretta perché un buon lavoro di traduzione non può essere fatto in due giorni, inoltre anche voi dovete collaborare leggendo e controllando il testo tradotto. Io ho una conoscenza discreta della lingua inglese, più scritta che parlata, purtroppo avevo un po' perso dimestichezza con la lingua, ma questo lavoro mi è servito anche per ripassare le mie conoscenze.
Ed è stato davvero emozionante leggere il mio romanzo in un'altra lingua, una bellissima sensazione.

Copertina
Nel frattempo mentre la mia bravissima traduttrice procedeva con il lavoro io cercavo un'idea per la copertina cercando un'immagine che evocasse il senso del romanzo.
Così tutte le volte che potevo guardavo i siti di immagini free common e anche i siti dove facevano copertine a pagamento, ma non trovavo mai quello che davvero cercavo, finché non ho visto l'immagine di una ragazza seduta di fronte a un gruppo montuoso, che a me ricordava un po' i parchi americani, e ho deciso che quella poteva essere la copertina giusta.
Ma il tocco finale l'ha creato Maria Teresa Steri del blog Anima di carta  che così carinamente si è offerta di aiutarmi e il risultato fantastico è quello che vedete sopra, lo sfondo di New York aggiunto da Maria Teresa ha conferito la giusta personalizzazione alla copertina.
All'interno dell'ebook i lettori troveranno scritto Cover Design 2017 Maria Teresa Steri, approfitto per ringraziare Maria Teresa pubblicamente sul mio blog, oltre ad averla giustamente citata per la cover. 

Pubblicazione
Dopo aver verificato la traduzione, e inserito la copertina, occorreva soltanto dare l'ok per la pubblicazione su Babelcube, una semplice operazione che io pensavo di completare in mezz'ora.
Mi sbagliavo perché la conversione automatica dell'ebook non dava un risultato ineccepibile e poi per non so quale problema tecnico, dopo la conversione, mancavano alcune pagine del capitolo finale, mica un problema da poco!
Così ho creato io stessa l'ebook da caricare grazie al software di StreetLib (grazie di cuore anche a StreetLib che supporta così efficacemente gli autori self)  e dopo due giorni di fatica e di prove infine ho completato l'iter per la pubblicazione.

Sono passati circa dieci giorni e finalmente Freedom has a high price è on line e io sono molto felice e soddisfatta.

Se vi va di curiosare vi riporto i due link Amazon.com Freedom has a high price

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Non so che domanda farvi tranne chiedervi: cosa ne pensate?

domenica 12 febbraio 2017

#cartoline dai miei personaggi: Fine dell'estate

Una cartolina può fermare il tempo di un momento felice 
L'idea di Silvia del blog Lettore creativo di ricevere delle cartoline dai propri personaggi mi è piaciuta subito, appena l'ho letta, ma a quanto pare è piaciuta a molti, infatti ha subito aderito Chiara Solerio seguita da Ivano Landi e subito dopo da Sandra Faè
Negli ultimi tempi mi capitava di pensare spesso a Silvia e Claudio i miei protagonisti di Fine dell'estate, li ho lasciati negli anni ottanta, era settembre del 1985 quando tornavano a Fiorita, nome di fantasia del paese della provincia pugliese in cui vivevano all'inizio del romanzo e si fermavano a guardare il tramonto seduti sotto la grande quercia dove si erano incontrati la prima volta.

Mi chiedevo: cosa è successo dopo settembre 1985, come è stata la loro vita, sono rimasti insieme? 
Quindi quando ho letto il post di Silvia Algerino ho subito pensato a loro.
La prima cartolina la scrive Claudio da Firenze dove è andato a trovare il suo grande amico Fausto. Ovviamente è una cartolina anni ottanta.
Firenze 1989 Claudio

La sorpresa di Firenze che si rinnova a ogni viaggio. Ennio Flaiano
"Cara Giulia, io e Fausto facciamo i matti come al solito e alla fine di una notte in giro per le strade di Firenze abbiamo deciso di mandarti qualche spicchio di questa città meravigliosa che ha fatto da sfondo a un bellissimo momento del mio amore con Silvia, in quella estate magica piena di promesse in cui tutto doveva ancora cominciare. Sembra impossibile che siano già passati quattro anni da allora, anni in cui tutto è stato fantastico grazie a lei e, allora, lo sai non lo avrei mai sperato."

Cartolina da Silvia e Claudio che si sono concessi una vacanza tornando nel luogo dove erano stati nella loro prima estate insieme.
Castiglioncello 1993 Silvia e Claudio 

Il mare è un immenso deserto dove l'uomo non è mai solo. Luis Sepulveda
"Ciao Giulia, questo viaggio per noi è stato un bellissimo regalo, e per me anche un regalo di laurea (sembra incredibile ma sono diventata dottoressa e rispettando la tabella di marcia!)  non puoi immaginare quanto è bello questo posto, dopo quasi otto anni non ricordavo più la meravigliosa sensazione che questo mare ha saputo regalarci ancora una volta. 

Roma 1998 Mara 

Roma ha l'eleganza dell'umanità e della storia. G. Ferrè
Cara Giulia, ti mando un abbraccio dalla città più bella del mondo. Oggi mi sento felice perchè io e Andrea abbiamo festeggiato un bellissimo traguardo.  Non riesci a indovinare? Ecco un indizio: è un anniversario che cade nel mese di luglio. Roma di sera ha una luce speciale e ho voluto fartene dono. 

Murge Puglia 1998 Elena 
Credo che non vedrò mai una poesia bella come un albero. Joyce Kilmer
Sono tornata a Fiorita, il nostro piccolo centro di provincia e ho fatto un giro nei dintorni sulle colline delle Murge. Ho visto questa cartolina e ti ho pensato. Dopo tutti questi anni mi sento molto serena, del resto dopo l'estate dell'83 tutto è cambiato nella mia vita e sono diventata molto più saggia e certo anche più vecchia, ma gli anni stranamente non mi pesano più. 

“Fiorita, un paese di poco più di diecimila anime che, a dispetto del suo nome, non esibiva nessuna distesa di fiori, ma solo marciapiedi sconnessi e polverosi, si erge sopra una lieve collina della Puglia settentrionale al confine col Molise e a quaranta chilometri dal mare adriatico, viveva il suo momento di quiete desertica e assonnata del primo pomeriggio”
Da “Fine dell'estate.” 

Bologna 1999 Carlo

Surge nel chiaro inverno la fosca turrita Bologna. E il colle di sopra bianco di neve ride. G. Carducci


Vivere tra Roma e Bologna non è stato semplice in questi anni, ma oggi so che ne è valsa la pena. 
Amo questa città perché è qui che ho ritrovato la mia serenità e anche l'amore. Per questo ti mando una cartolina dalla tua città cara Giulia, un abbraccio.

“Bologna è una città strana, la si scopre poco per volta. Mostra la sua bellezza lentamente, attraverso le sue strade fatte di portici che si aprono di fronte a piccoli gioielli monumentali inaspettati”

Da “Fine dell'estate.” 

Io mi sono divertita molto con queste cartoline e sono contenta perché vedo che i miei personaggi sono andati avanti con la loro vita e se la stanno cavando anche molto bene.
Voi cosa dite?

domenica 5 febbraio 2017

#imieiprimipensieri: I tempi della scrittura



Eccomi qui, anch'io aderisco al meme di Chiara I miei primi pensieri con alcune riflessioni in libertà sui tempi della scrittura, tempo previsto 20 minuti.
Quando ho scritto La libertà ha un prezzo altissimo ho impiegato circa quattro mesi, ogni sabato mattina mi svegliavo prestissimo e scrivevo, mi svegliavo all'alba anche gli altri giorni perché ci dedicavo almeno una mezz'ora prima di andare a lavorare, la sera risistemavo o ampliavo quello che avevo scritto al mattino.
Però avevo "solo" il romanzo da scrivere, quindi ogni ritaglio di tempo era dedicato a questo progetto.
Credevo di avere poco tempo, ma quanto mi sbagliavo, avevo tantissimo tempo invece, perchè era davvero tutto il mio tempo libero dedicato al romanzo.
Adesso non è più così, intanto c'è il blog, voi direte capirai un post a settimana che ci vuole? 
Un post settimanale non sarà tanto, ma anche scrivere  quell'unico  post mi porta via del tempo, devo mettermi lì davanti al pc almeno una sera e completarlo, dopo averlo impostato sull'iPad nei giorni precedenti, di solito partendo da un'idea che mi colpisce all'improvviso e che butto giù nei momenti più vari: mentre aspetto il caffè della moka, mentre aspetto che l'acqua si scaldi, nei pochissimi tempi di pausa da qualcos'altro...
Poi c'è la pagina Facebook, anche quella non è seguita assiduamente come vorrei, ma scrivo dei post in media due o tre a settimana, sono brevi ma devo cercare le immagini giuste da abbinare agli estratti e a volte mi ripeto e anche così serve del tempo.
Poi ci sono i blog che seguo e che cerco di leggere e talvolta commentare brevemente nelle pause del lavoro, non potete immaginare quanto questo sia difficile, anche se sono in pausa e decido di mangiarmi un panino sulla scrivania, arriva sempre qualcuno che ti interrompe o per lavoro o peggio per fare delle chiacchiere. L'altro giorno stavo leggendo un post con il mio panino ed è arrivato un collega " cosa fai?" mi ha chiesto.
Ed io: "niente mangio un panino e intanto leggo degli articoli che mi interessano sul pc"
"Ah bene allora non stai facendo niente, possiamo chiacchierare!" Argh! 
E giù a parlare di cose già sentite mille volte. 
Così inizio a leggere un post al mattino e finisco la sera o il giorno dopo, così finisco per commentare in coda a tutti (non devo essere la prima certo, quindi arrivo quando arrivo e quando posso) e mi dispiace perché non riesco a seguire tutti i blog che vorrei, li leggo tutti con i miei tempi e soffro perché non riesco a lasciare sempre un commento, magari se qualche volta scrivo solo un ciao sapete perchè!
Resto indietro con tutto, perfino con la lettura di donna moderna a cui sono abbonata
Alla fine i ritagli di tempo libero si assottigliano moltissimo. 
Che farci? Niente, sono solo considerazioni per scrivere un post e magari condividerle con voi. Immagino che anche la vostra giornata sia spesso un gioco di incastri vero? E quindi come siete organizzati, come ottimizzare il tempo? 
Basta domande, ho finito il tempo per il mio post in libertà!

domenica 29 gennaio 2017

Quali idee per un romanzo

Durante le vacanze di Natale girando su Facebook sono incappata in un post di Luca Bianchini che mostrava la copertina del suo nuovo libro

L'ho guardata con interesse perché mi piaceva molto per il colore azzurro predominante, per il quale ho un'attrazione irresistibile, e perché in qualche modo mi ricordava la mia cover di Fine dell'estate.



La cover di Luca Bianchini è molto più bella ovvio, però una leggera assonanza c'è, lo sfondo del mare azzurro con un velato senso di malinconia, soprattutto nella mia.
Avevo letto la trama di "Nessuno come noi" distrattamente e avevo memorizzato che la storia era ambientata in un liceo e che riguardava dei ragazzi diciasettenni e quindi degli adolescenti.
Qualche giorno dopo mi soffermo meglio sulla trama e mi accorgo che è ambientata nel 1987, la mia storia era ambientata nel 1983.
Gli elementi in comune finiscono qui, almeno credo perché il romanzo non l'ho ancora letto, anche se lo leggerò, ho amato molto il suo libro "Io che amo solo te" e anche l'autore mi è molto simpatico, quindi questa nuova storia mi attrae moltissimo in sé e, per le assonanze sopra citate, a maggior ragione mi incuriosisce.
Profetico Raf quando cantava "cosa resterà di questi anni ottanta" direi diversi spunti letterari. Gli anni ottanta sembrano molto gettonati ultimamente nei libri e nei film, chissà perché. Nel mio caso il romanzo nasce proprio negli anni ottanta e mi sono chiesta se non fosse così anche per il romanzo di Luca Bianchini, può anche essere, visto che nella biografia dell'autore c'è scritto che  è nato a Torino nel 1970 e ha frequentato il liceo Majorana di Moncalieri, quindi nel 1987 aveva diciassette anni come il protagonista del suo libro. 

Vi riporto la trama di Nessuno come noi

Torino, 1987. Vincenzo, per gli amici Vince, aspirante paninaro e aspirante diciassettenne, è innamorato di Caterina, detta Cate, la sua compagna di banco di terza liceo, che invece si innamora di tutti tranne che di lui. Senza rendersene conto, lei lo fa soffrire chiedendogli di continuo consigli amorosi sotto gli occhi perplessi di Spagna, la dark della scuola, capelli neri e lingua pungente. In classe Vince, Cate e Spagna vengono chiamati "Tre cuori in affitto", come il terzetto inseparabile della loro sit-com preferita. L'equilibrio di questo allegro trio viene stravolto, in pieno anno scolastico, dall'arrivo di Romeo Fioravanti, bello, viziato e un po' arrogante, che è stato già bocciato un anno e rischia di perderne un altro. Romeo sta per compiere diciotto anni, incarna il cliché degli anni Ottanta e crede di sapere tutto solo perché è di buona famiglia. Ma Vince e Cate, senza volerlo, metteranno in discussione le sue certezze. A vigilare su di loro ci sarà sempre Betty Bottone, l'appassionata insegnante di italiano, che li sgrida in francese e fa esercizi di danza moderna mentre spiega Dante. Anche lei cadrà nella trappola dell'adolescenza e inizierà un viaggio per il quale nessuno ti prepara mai abbastanza: quello dell'amore imprevisto, che fa battere il cuore anche quando "non dovrebbe". In un liceo statale dove si incontrano i ricchi della collina e i meno privilegiati della periferia torinese, Vince, Cate, Romeo e Spagna partiranno per un viaggio alla scoperta di se stessi senza avere a disposizione un computer o uno smartphone che gli indichi la via, chiedendo, andando a sbattere, scrivendosi bigliettini e pregando un telefono fisso perché suoni quando sono a casa. E, soprattutto, capendo quanto sia importante non avere paura delle proprie debolezze.

Insomma trovare questi elementi affini in un romanzo di un autore famoso non mi dispiace e comunque questa corrispondenza mi fa pensare che gli anni dell'adolescenza e della scuola rappresentano le pietre miliari nella vita di ognuno e chi scrive, prima o poi, è vinto dalla tentazione di mettere in un romanzo quelle sensazioni lontane nel tempo ma, nell'anima e nel cuore, assai vicine.
E a proposito della domanda su come è nato il romanzo vi riporto il link di un articolo in cui l'autore spiega l'origine della sua storia.

Ma posso dirvi ancora di più, perché quando avevo già scritto questo post ho saputo che il 23 gennaio Luca Bianchini veniva a Bologna a presentare il suo romanzo, sembrava un segno del destino e allora non potevo non andarci!
         
         

Premesso che l'autore è simpaticissimo e ascoltarlo è un vero piacere, lui ha spiegato che l'idea del romanzo è nata dal ritrovamento di un suo diario scolastico dell'ultimo anno delle superiori, quando scriveva giornalmente le cose che faceva e ogni pensiero che gli passava per la testa. Così ha ripensato a quegli anni e, dopo aver incontrato dei vecchi compagni di liceo e anche i ragazzi dello stesso liceo di oggi gli è venuta l'idea di scrivere Nessuno come noi.
E sapete? La copertina ha un preciso significato che scoprirò leggendo il libro, è una fotografia fatta dallo stesso autore a una spiaggia dove è ambientato un episodio significativo del romanzo.
La sabbia azzurra? ovviamente un filtro. Come lo so? gliel'ho chiesto mentre mi firmava l'autografo sul suo libro comprato per l'occasione! 

A proposito di anni ottanta vi riporto anche la trama di Fine dell'estate tanto per ricordarla un po'

È l’anno 1983, epoca in cui l'unico modo di conoscersi è quello di incontrarsi nei luoghi di ritrovo più consueti: un parco, una piazza, il centro città,  la scuola.
Claudio ha diciannove anni, ma a volte pensa di averne molti di più tanto è insofferente la sua anima, cerca di nascondersi sotto una maschera di sicurezza e spavalderia, ma lo tradiscono la sua espressione inquieta e le troppe sigarette che fuma rabbiosamente. Vorrebbe scappare dalla soffocante cittadina di provincia in cui vive e forse anche dalla sua vita.
Silvia ha sedici anni, tanti sogni da realizzare, tra cui quello di vivere altrove, e tanta immaginazione per dare forma alle sue fantasie, ama i libri e scrivere i suoi pensieri su un diario. Quando conosce Claudio le sembra di trovare la risposta a tutti i suoi interrogativi irrisolti e soprattutto alla sua richiesta d’amore.
Sono arrabbiati con il mondo intorno a loro: i genitori, i professori, le convenzioni sociali opprimenti della piccola città di provincia, troppo attenta alle apparenze e al pettegolezzo. Entrambi manifestano il loro rancore con i mezzi che hanno a disposizione, il disprezzo, il disappunto e la ribellione. Si incontrano casualmente in un pomeriggio  d’estate e si innamorano. Il loro incontro  diventa un manifesto e il loro punto di forza contro il mondo, ma anche l'occasione di una possibile felicità. Grazie alla loro incoscienza e al loro amore assoluto e totalizzante, come solo sa essere l'amore adolescenziale, tutta la loro vita sembra prendere una direzione diversa e finalmente positiva. Un grande dolore travolge però inaspettatamente la loro vita. Può un amore così giovane resistere alle prove più dure? Forse la realtà riserva alla loro vita un epilogo differente.  O forse il loro è stato soltanto il sogno breve di un'estate.


Cosa ne pensate? Avete letto qualche libro di Luca Bianchini?

domenica 22 gennaio 2017

Forme di scrittura nel romanzo

La scrittura è l'ignoto. Prima di scrivere non si sa niente di ciò che si sta per scrivere e in piena lucidità. Marguerite Duras
                                                                            
La frase di Marguerite Duras che ho riportato la trovo molto vera, nella mia esperienza ho iniziato spesso a scrivere una storia avendo un preciso percorso in testa e mi sono talvolta ritrovata da tutt'altra parte rispetto alle mie intenzioni iniziali. Non sempre è accaduto, ma spesso è stato proprio così. Ma parliamo del titolo del mio post, la modalità di scrittura di un romanzo.
Tra le mie innumerevoli letture mi è capitato di leggere romanzi scritti in forma diversa dal solito, per esempio la forma epistolare che mi sembra meno "romanzo" per così dire anche se conserva una sua intimistica bellezza.
Uno di questi è L'amore quando c'era di Chiara Gamberale. Tutto il romanzo è scritto sotto forma di scambio di mail tra la protagonista e un suo vecchio amore. Quando ho letto questo libro ho pensato "Però è una formula piuttosto semplice, scrivi come se scrivessi una lettera un amico, che ci vuole? Vuoi mettere scrivere un romanzo con una sua struttura ben organizzata, con diversi personaggi, l'introspezione psicologica e tutto il contorno?" può darsi che sia una formula più semplice, non lo so perché non mi sono mai cimentata, almeno non ancora. Tuttavia a me il romanzo è piaciuto, contiene delle riflessioni che sento mie e anche alcuni intermezzi simpatici, il tema della felicità affidato ai bambini di una scuola elementare dove la protagonista insegna. Prima di scrivere questo post sono andata a rileggere alcuni passaggi del libro e devo dire che li ho nuovamente apprezzati.

Vi riporto la trama:

"Uno dei casi della vita, un momento triste, diventa l’occasione forse a lungo cercata per ricucire un filo che si era spezzato: Amanda, che ha amato perdutamente Tommaso e lo ha lasciato senza spiegazioni da dodici anni, scrive una mail di condoglianze che è anche un messaggio nella bottiglia – come stai, dove sei, chi sei diventato? E, soprattutto: l’hai trovata, tu, mio antico grande amore, la Ricetta per la Felicità? Tommaso risponde, prima cauto, poi incapace di resistere alla voce di un passato bruciante che si fa viva e presente domanda. Tommaso è sposato, ha due splendidi bimbi e un equilibrio che pare felicità. Amanda no, lei vive sola e alla perpetua ricerca di una compiutezza senza rimpianti: quell’alchimia misteriosa che solo gli altri, accanto a noi, sembrano trovare, ma che a noi è quasi sempre preclusa. Ai suoi alunni di scuola Amanda affida un tema sulla felicità, e le risposte sono tanto semplici e autentiche da lasciarla incerta sulla soglia di se stessa. Forse solo l’antico amore, oggi ritrovato, può offrire la chiave della gioia senza compromessi. O, invece, sono i compromessi la sola chiave della gioia possibile? Con coraggio Amanda rivela a Tommaso la sua risposta a questa domanda che tutti, prima o poi, ci poniamo. Come una mail inattesa, come un sms che giunge nella notte, come un tema scritto da ragazzi e ritrovato per caso: così la pienezza di un amore passato ci ritorna addosso all’improvviso, quasi a tradimento, con il rischio che tutto, al confronto, impallidisca. E allora bisogna decidere se guardare avanti – dove nulla è certo, ma tutto possibile – o indietro, dove la sirena confortante di una pienezza perduta ci chiama con il suo canto....

Altre forme di scrittura possono essere i diari, per esempio Io sono di legno di Giulia Carcasi.
È un bellissimo libro, l'ho letto parecchi anni fa, ma la storia mi è rimasta impressa e quando un romanzo te lo ricordi a distanza di tempo credo abbia svolto in pieno la propria funzione che è quello di lasciare una piccola traccia nella vita di chi legge.

Eccovi la trama:

Una madre e una figlia. La figlia tiene un diario e la madre lo legge. Alla storia di sentimenti negati o traditi della giovane Mia, Giulia risponde con la propria storia segnata da quell'"essere di legno" che sembra la malattia, il tormento di entrambe. È come se madre e figlia si scrutassero da lontano. Bisogna tornare indietro. E Giulia lo fa. Torna a riflettere sulla giovinezza ferita dall'egoismo di una sorella falsamente perbenista, sul culto delle apparenze della madre e sul conforto che le viene da una giovane monaca peruviana, Sofia. Torna a rivivere i primi passi da medico, il matrimonio con un primario, la lunga attesa di una maternità sofferta e desiderata. Più la storia di Giulia si snoda nel buio del passato, più affiorano misteri da sciogliere. E il legno si ammorbidisce. Ma per madre e figlia l'incontro può solo avvenire a costo di pagare il prezzo di una verità difficile.

Io sono convinta che la scrittura non serva per farsi vedere, ma per vedere. Susanna Tamaro
Credo che queste formule possano essere più semplici da seguire e ammetto, ogni tanto, di esserne attratta, trovandomi a scrivere talvolta delle lettere a personaggi di romanzi immaginari e trovandomi perfettamente a mio agio. La tentazione forte che ho è di scrivere un romanzo breve in forma epistolare o di diario, ma non so ancora se cederò a questa tentazione, al momento sto cercando di concludere degli altri progetti e non credo quindi di averne il tempo. A meno che non scriva un racconto e, in tal caso, potrei farlo seguendo magari l'impulso insopprimibile che ogni tanto mi prende di scrivere in questa forma.

Pensate anche voi che scrivere sotto forma di diario o di lettera sia più semplice, vi siete mai cimentati con queste formule ma, soprattutto, come lettori vi piacciono i romanzi scritti così?