domenica 11 giugno 2017

Sì, io mi fermo qui, per ora...

È stato un inverno lungo e impegnativo, lo so fa caldo già da un po' ma per me l'estate comincia ufficialmente quando vado in vacanza o quando comincio a progettarla.
È stato un inverno anche pieno di soddisfazioni perchè ho realizzato alcuni progetti come la traduzione del mio primo romanzo, la nuova edizione con Butterfly de L'amore che ci manca, la presentazione a Milano che mi ha fatto conoscere di persona Stefania Romito e alcuni autori del gruppo Ophelia's friends e poi Sandra del blog I libri di Sandra e Cristina del blog Il manoscritto del Cavaliere, che emozione. E poi c'è il romanzo appena uscito. Per questo mi sento un pochino svuotata di energie.

Scrivere in tutto il mio tempo libero mi porta spesso a non avere neanche il tempo di respirare.
Per scrittura intendo non solo la stesura di un romanzo o di un racconto, ma tutto il contorno, rilettura, revisione, gestione del blog e della pagina Facebook, promozione o suoi tentativi. Arrivo a un certo punto che ho bisogno di staccare del tutto, ci riuscirò? 
Forse sì o forse no, il problema è che sto già pensando a un nuovo progetto, una specie di esperimento, ve ne parlerò se riuscirò a concretizzarlo. Ma adesso parliamo di vacanze! 
Il far niente è una meravigliosa occupazione. Pierre Daninos

Voi aspettate agosto? Io no, parto prima, ho circa dieci giorni di ferie arretrate e quindi devo approfittare, quindi in viaggio non aggiornerò il blog e faticherò a seguire gli altri, magari li leggerò ma probabilmente non riuscirò a commentare. Ma leggerò molto, per lo meno recupererò tutte le letture in attesa sui miei vari dispositivi Kindle e iBooks, perchè, inutile dirlo, a me piace moltissimo leggere, adoro immergermi nelle emozioni di un libro e farmi catturare dalla storia che racconta.
Allora vado a preparare le valigie, che poi non voglio caricarle troppo, preferisco viaggiare leggera, in vacanza e con il caldo servono poche cose.
A luglio però torno, se non vengo catturata dagli alieni nel frattempo, non si sa mai. 

Voi quando andate in vacanza? E cosa secondo voi non deve mai mancare perchè possa chiamarsi davvero "vacanza"?

mercoledì 7 giugno 2017

Fragile come il silenzio è on line

Come al solito sono stata assalita dal panico prepubblicazione e quasi all’ultimo minuto ho passato la notte in bianco a rileggere tutto il romanzo alla ricerca di errori e refusi.
Nonostante avessi fatto una decina di revisioni, ne ho trovati alcuni e li ho sistemati, però siccome nel frattempo il mio libro era già in prevendita (il sistema lo ha fatto in automatico) spero che il file sia stato aggiornato in tempo, so che Amazon ci mette circa sette giorni, quindi dovrei aver fatto in tempo. Forse.

Cosa dirvi di questo romanzo che non vi ho già detto

1. Fragile come il silenzio è il mio primo thriller
2. È un romanzo autoconclusivo ma i personaggi nati in questo thriller continueranno a investigare in romanzi successivi, almeno spero, diciamo che la trama del numero 2 mi sta già girando in testa.
3. Arriverà il cartaceo anche se non so ancora quando, ma appena possibile ve lo comunicherò.
4. È ambientato a Bologna anche se, a un certo punto, viene offerto un piccolo scorcio di Napoli.
5. È stato faticoso scrivere questo romanzo perché ho dovuto documentarmi parecchio prima di scrivere ogni scena, ho dovuto perfino disturbare un magistrato (non temete si tratta di una mia amica che mi ha fornito tutte le delucidazioni sulla gerarchia della polizia di stato), il mio dubbio era: esiste ancora la figura del commissario? Esiste, quello che nel linguaggio comune è detto "commissario" è in realtà l'ispettore superiore detto anche sostituto commissario; al livello gerarchico superiore c'è il commissario capo e sopra di lui c'è il vice questore aggiunto. Il mio protagonista è un commissario capo.
6. Fragile come il silenzio contiene diverse storie, alcune purtroppo ispirate a reali casi di cronaca, ma contiene anche la storia del nostro commissario Sorace, di Sara Castelli e ovviamente del killer.
7. E infine una piccola curiosità: in questo romanzo ritorna un personaggio che era apparso come semplice comparsa nel mio precedente romanzo L'amore che ci manca, era un agente che piaceva tanto al mio beta reader, come potevo non fargli questo regalo?


Titolo: Fragile come il silenzio
Genere: Gialli e thriller
Editore: Self publishing
Uscita: 7 giugno
Prezzo: 2,99 €
Formato: e-book
Pagine: 177
Cover: Fox Creation - Digital Art

Trama
Il cadavere di un uomo orrendamente mutilato viene ritrovato in un deposito abbandonato alla periferia di Bologna. L'uomo ha i genitali tagliati ed è irriconoscibile perché ha il volto e le mani bruciati. Chi ha commesso questo atroce delitto? Perché il cadavere è stato così atrocemente deturpato? Il commissario capo Saverio Sorace, appena trasferitosi da Napoli, non avrebbe mai pensato di trovarsi invischiato in un caso simile a due giorni dal suo arrivo a Bologna, lui che si era illuso, lasciando Napoli, di potersi occupare di crimini meno efferati.
Lo affianca nelle indagini la collega Sara Castelli, una donna enigmatica che Saverio non riesce a inquadrare e per la quale non può fare a meno di provare una fortissima attrazione, come non gli era mai accaduto prima. Mentre l’identificazione della vittima porta le indagini in una certa direzione, un secondo omicidio compiuto con lo stesso rituale li porta a pensare che possa trattarsi di un omicida seriale che potrebbe anche essere una donna. Man mano che Saverio procede nelle indagini lo scenario si complica e un indizio sembra stranamente collegarsi all’ispettore Castelli. Qualcosa del passato di Sara emerge all’improvviso e questo lo disorienta e gli fa dubitare di lei. Chi è veramente Sara Castelli, cosa si cela dietro il suo sguardo imperscrutabile? Ma forse è soltanto la sua immaginazione troppo fervida da poliziotto. O forse no, tutti abbiamo qualcosa da nascondere, e Saverio lo sa bene, perché anche lui non è un’anima limpida, anche lui ha un passato, infatti ha lasciato Napoli per un motivo preciso, il cui ricordo torna spesso a tormentarlo.
Fragile come una donna violata, fragile come il cuore umano, fragile come il silenzio.

Link d'acquisto
Amazon
Kobo
ibooks

Vi ho detto tutto e intanto, qui di seguito, potete leggere il prologo

Prologo


Allora, adesso ti tolgo il cappuccio così finalmente ci guarderemo negli occhi. Eh, lo so, ti stai chiedendo cosa sta succedendo. Ascoltami bene: ho intenzione di farti morire in modo doloroso e lento. Inutile guardarmi con quegli occhi. Non chiedermi pietà. Ti stai chiedendo chi io sia, lo so non puoi sapere chi sono, non mi conosci. Io invece ti conosco bene e, soprattutto, conosco il male che hai seminato con la tua sporca vita. Ed è per questo che meriti di morire.

I due ragazzi seduti in auto all’ombra di un grande albero, avevano poco più di vent’anni, il frinire delle cicale faceva da sottofondo ai loro progetti vacanzieri.
«Allora è tutto chiaro? Dobbiamo trovarci in aeroporto con gli altri alle cinque del mattino. E poi via, partenza per Ibiza.»
«Sì va bene, me lo hai detto mille volte! Si può sapere perché cazzo ti sei fermato in questo posto sperduto, non siamo mica una coppia di pervertiti!»
Il ragazzo al volante rise «certo anche tu non sei il mio tipo, ma ho della roba buona» disse tirando fuori delle cartine e cominciando a sbriciolare del tabacco con delle minuscole foglioline d’erba.
L’altro amico rimase a osservarlo in silenzio, annuì con un sorriso e poi si girò a guardare fuori dal finestrino annusando l’aria.
«Ma non senti un odore di fumo?»
«Quale fumo? Non ho ancora acceso! Anzi passami l’accendino.»
«No, sembra un incendio, vedi esce del fumo da quell’edificio.»
«Porca miseria proprio adesso, ci toccherà chiamare i pompieri!»
«Andiamo a vedere» disse scendendo dall’auto «magari non è niente.»
Poco distante dal ciglio della strada appariva un capannone in disuso, circondato da erbacce.
«Cazzo! Mai che riesca a farmi una canna in santa pace» esclamò l’altro seguendolo malvolentieri.
Si avvicinarono guardinghi, il fumo usciva da una finestra diroccata, sbirciarono all’interno, quello che videro sembrava la scena di un film dell’orrore: in un angolo un uomo seduto, o quello che ne restava, immerso in una pozza di sangue che si allargava all’altezza del bacino, la testa fumante come una torcia.


domenica 4 giugno 2017

I miei anni '80

Sono stata nominata dal blog Ivano Landi  per parlare de "I miei anni '80"


Il decennio comincia con i miei sedici anni e arriva fino ai ventisei, tra la fine delle scuole superiori, l'università e l'inizio del mio mondo del lavoro, quanti ricordi! 
Avvenimenti
A proposito il 1980 mi tocca subito ricordarlo per un tragico evento, il 23 novembre vivo il mio primo terremoto, vivevo in Puglia quasi al confine con il Molise, e  quel terremoto l'ho sentito proprio bene per fortuna cavandomela solo con una grande paura, cosa che non accade invece per l'Irpinia dove purtroppo ci sono stati migliaia di morti.
Per molte sere tardavo il momento del rientro in casa perché temevo mi crollasse addosso.

Un momento bellissimo che mi piace ricordare è costituito dalla vittoria dell'Italia ai mondiali del 1982 con una squadra fantastica, il presidente Pertini e l'allenatore Bearzot. 
La famosa partita sull'aereo di ritorno
Musica
negli anni ottanta io ascoltavo i cantautori (Guccini,  De Gregori, Vecchioni, De Andrè) e  i pink Floyd che si sono affermati molto prima, ma vorrei ricordare in particolare l'exploit di Franco Battiato e il suo album La voce del padrone che consumai per un'intera estate (era il 1981?)
Altro cantautore che ascoltavo molto in quegli anni era Antonello Venditti, ci sono tre album che hanno accompagnato i miei anni ottanta: Sotto la pioggia 1982, Cuore 1984, Venditti e segreti 1986, se li riascolto mi sembra di tornare indietro nel tempo, avevo delle cassette registrate che ho praticamente consumato.
E poi come non citare Miss Veronica Ciccone in arte Madonna? Bastava accendere radio e TV ed era lì sempre con l'ultimo successo.
Who's that girl?
Tuttavia un disco che amo e che secondo me è senza tempo è Sweet Dreams degli Euritmics 1983


Film
Tra i film dell'epoca, ce ne sono alcuni che sono diventati delle vere pietre miliari
Shining 1980, Blade Runner 1982, E.T. l'extraterrestre 1982, Scarface 1983, L'attimo fuggente 1989.
La lista potrebbe essere lunghissima, però quelli che ricordo di più in assoluto e che rivedo ancora  con piacere sono questi:
Ricomincio da tre, 1981
Lello: chi parte sa da cosa fugge, ma non sa cosa cerca.
Terminator, 1984, il primo di una serie, ma questo è per me quello davvero unico, allora una vera novità 
Ho attraversato il tempo per te, Sarah.

Ritorno al futuro, 1985
Il flusso canalizzatore...sta flussando.
Una donna in carriera, 1988
Ho un cervello per gli affari e un corpo per il peccato: ci trovate qualcosa da ridire? 

Nuovo cinema Paradiso, 1988
Forse abbiamo scoperto che il destino esiste veramente e si diverte a prendere in giro.

Libri
Ho letto tantissimo nei miei anni ottanta, ma il libro che riesco a inquadrare bene in quegli anni è
Il nome della rosa di Umberto Eco, 1980
L'unica verità è imparare a liberarci dalla passione insana per la verità. Umberto Eco

Programmi televisivi
Ho cercato anche di ricordare dei telefilm, si chiamavano così prima che venissero ribattezzate "serie TV", ma non vedevo granché all'epoca, passavo poco tempo davanti alla tv, tranne per i programmi serali e di quegli anni ricordo un programma per me memorabile Indietro tutta di Renzo Arbore 1987


Ho finito la mia carrellata di ricordi, anche perché rischio di andare avanti all'infinito. Mi sono resa conto che, man mano che procedevo con la ricerca su google, trovavo sempre dei ricordi nuovi. Quindi mi fermo qui, dovrei nominare altri blogger ma visto che già in molti hanno partecipato e altri sono troppo giovani, non nomino nessuno e invito a unirsi liberamente a questo tour nostalgico del decennio anni ottanta oppure, per i più giovani, a quello successivo, anche solo nei commenti a questo post.
Cosa ne dite?





mercoledì 31 maggio 2017

Save the date: 7.6.17

Oggi con questo post estemporaneo di fine maggio vorrei svelare copertina e trama del mio thriller
Eccovi intanto la data di uscita di Fragile come il silenzio: 7 giugno 2017.

Vi mostro la copertina


e vi racconto la trama:

Il cadavere di un uomo orrendamente mutilato viene ritrovato in un deposito abbandonato alla periferia di Bologna. L'uomo ha i genitali tagliati ed è irriconoscibile perché ha il volto e le mani bruciati. Chi ha commesso questo atroce delitto? Perché il cadavere è stato così atrocemente deturpato? Il commissario capo Saverio Sorace, appena trasferitosi da Napoli, non avrebbe mai pensato di trovarsi invischiato in un caso simile a due giorni dal suo arrivo a Bologna, lui che si era illuso, lasciando Napoli, di potersi occupare di crimini meno efferati.
Lo affianca nelle indagini la collega Sara Castelli, una donna enigmatica che Saverio non riesce a inquadrare e per la quale non può fare a meno di provare una fortissima attrazione, come non gli era mai accaduto prima. Mentre l’identificazione della vittima porta le indagini in una certa direzione, un secondo omicidio compiuto con lo stesso rituale li porta a pensare che possa trattarsi di un omicida seriale che potrebbe anche essere una donna. Man mano che Saverio procede nelle indagini lo scenario si complica e un indizio sembra stranamente collegarsi all’ispettore Castelli. Qualcosa del passato di Sara emerge all’improvviso e questo lo disorienta e gli fa dubitare di lei. Chi è veramente Sara Castelli, cosa si cela dietro il suo sguardo imperscrutabile? Ma forse è soltanto la sua immaginazione troppo fervida da poliziotto. O forse no, tutti abbiamo qualcosa da nascondere, e Saverio lo sa bene, perché anche lui non è un’anima limpida, anche lui ha un passato, infatti ha lasciato Napoli per un motivo preciso, il cui ricordo torna spesso a tormentarlo.



Quasi ogni giorno la cronaca parla di femminicidi, di uomini che uccidono le donne che dicevano di amare, se analizziamo i numeri di queste morti c'è da restare annientati dall'angoscia, mi chiedo sempre cosa accade dopo a chi resta e mi chiedo se poteva essere evitato e, soprattutto, mi chiedo cosa passa nella mente di un uomo che uccide la propria donna, spesso anche davanti ai figli. Non c'è mai amore in questo, c'è solo follia.
L'eco di queste notizie girava continuamente nella mia testa già da un po' e, rimuginando su questi episodi, è nata questa storia e sono nati dei personaggi nuovi che ho imparato ad amare giorno dopo giorno con i loro difetti, i loro dubbi e le loro fragilità.
Viviamo in un modo fragile: fragile come una donna violata, fragile come il cuore umano, fragile come il silenzio.


domenica 28 maggio 2017

Elogio della lentezza

Per quanto tempo è per sempre?
A volte solo un secondo.
(Lewis Carrol)
Sembra incredibile ma siamo già a fine maggio, a volte i giorni e la vita sembrano scappare via e per tutte le cose che vorrei fare non mi basta mai il tempo. Eppure in questi mesi ho realizzato diversi progetti di scrittura, anche se alcuni sono cambiati strada facendo, perché, aimè, la mia mente non si ferma mai: parto con un’idea e mentre lavoro per realizzarla prendo altre decisioni e altre direzioni, un po’ come i personaggi delle mie storie.
Oggi tutto si consuma troppo in fretta, ci avete mai fatto caso?
Esce un film, tempo due settimane ed è già fuori programmazione, io non riesco più ad andare al cinema, l'ultimo film che volevo vedere sono riuscita ad andare a un cinema parrocchiale  in una domenica pomeriggio che minacciava pioggia (per i più curiosi, il film in questione era "Lyon la strada verso casa", davvero bellissimo, tratto da una storia vera). 
Comunque a parte i film, ci sono tantissime altre cose che non fai in tempo ad accorgerti che sono nate che, dopo qualche giorno, sono già vecchie, se ci pensate accade anche con i libri.
Ma perché bisogna correre, non sarebbe bello assaporare un po' di più le cose? 
È importante rallentare e guardarsi intorno, vivere, gustare, respirare.
Avete presente la canzone "La bella tartaruga" di Bruno Lauzi, quella che correva sempre e non si accorgeva di quello che aveva intorno? 
Finché un incidente non la costringe a rallentare e finalmente si accorge della bellezza del paesaggio, delle meraviglie che ha intorno e, grazie alla lentezza, incontra anche l'amore...

 

È come quando percorri una strada sempre in auto, poi un giorno cammini lungo quella stessa strada a piedi e ti accorgi che non c'è solo l'asfalto, ma anche splendidi scorci di giardini, incantevoli angoli di strada, persone gentili e nuove prospettive. Ed è proprio quella stessa via per la quali transitavi ogni giorno senza vederla davvero. A me personalmente è capitato spesso di accorgermi della bellezza delle cose solo facendole a un'altra velocità.

Io ogni tanto vorrei proprio rallentare, poter assaporare la vita con lentezza, e voi?

 

domenica 21 maggio 2017

Fragile come il silenzio


Il mistero del silenzio è che non fa mai lo stesso rumore. Cit
Il mio thriller è nato, è venuto alla luce nonostante tutte le mie incertezze e titubanze. 
Non so spiegare bene come nascono i miei personaggi, é un processo strano, quasi fuori dal mio controllo, ma un giorno, ero lì, con la mente vuota in un afoso giorno di agosto e ho buttato giù di getto una sinossi con i nomi dei miei personaggi, lui poliziotto napoletano trasferito a Bologna e lei la sua collaboratrice bolognese, donna enigmatica, bella e misteriosa. 
Entrambi hanno un passato difficile e, forse, qualche scheletro nell'armadio.
Ma c'è un killer che sta seminando morte, un killer che li mette in crisi perchè uccide uomini che, pur essendo vittime, non ispirano nessuna simpatia.
Uomini che nella loro vita hanno commesso un crimine tremendo, hanno ucciso la loro donna.
Fragile come il silenzio, è questo il titolo, sbocciato con chiarezza a un certo punto della storia, quando ogni velo di incertezza si è sollevato dai miei occhi. 
E non vedo l'ora che questo romanzo prenda il volo, in questi mesi ho già fatto diverse revisioni, prima e dopo la lettura da parte dei miei beta readers,  e dovrei completare l'ultima rilettura, poi sarebbe tutto pronto, ma per la data di uscita bisogna aspettare ancora, perché non ho ancora le idee chiare. Che sia dilemma o panico pre pubblicazione?  
Sicuramente lo rivelerò nel prossimo post mostrandovi anche la cover, anche se può darsi che nel frattempo non resista alla tentazione di presentarla sulla mia pagina Facebook, facendo qualche anticipazione anche della trama.
Vi ho incuriosito con questi personaggi? Di solito cosa chiedete al personaggio di un libro giallo? 

sabato 20 maggio 2017

Storie di gatti


-4 Giorni all’uscita di Storie di Gatti, la nuova antologia solidale della squadra di Buck e il Terremoto


 


Da sempre io amo i gatti, pur non avendone mai posseduto uno, li ho sempre amati per il loro spirito indipendente, quel loro modo di essere autonomi e paritari con l'uomo.
Mia zia aveva una bellissima gatta grigia e quando ero bambina mi piaceva andare a casa sua a giocare con lei. In realtà non era semplice giocarci perchè tutte le volte lei scappava via. Ma i gatti, si sa, sono sempre loro a decidere, così dopo un po' era lei ad avvicinarsi e io la accarezzavo con cautela e dopo un po' lei mi faceva le fusa. Non ricordo il suo nome, credo fosse Luna, ma non ci giurerei perchè ero davvero piccola, avevo cinque anni e allora passavo molto tempo con mia nonna e mia zia. 
Dopo di lei ho sempre avuto un debole per i gatti e quando ne incontro uno, stranamente mi fa sempre le fusa, probabilmente perché i gatti sentono quello che provi e si avvicinano solo se sanno di potersi fidare. Così ogni gatto che incontro diventa il destinatario delle mie carezze e del mio amore incondizionato.

E oggi vi propongo un testo di Nadia Banaudi per ricordarvi l'uscita di Storie di gatti

Ci sono feline novità.

Sento un passo felpato, talmente leggero da non credere di averlo udito davvero. Spunta con il suo mantello in mezzo alla libreria, una macchia grigia. Attorciglia la coda tra un libro e l'altro, sornione, elegante e sinuosa. Si sofferma, osservando curiosa.

E' piccola, affamata di novità, e questo ripiano alla sua altezza le interessa parecchio. Ogni dorso un colore, ogni libro un odore, ogni tanto si volta e pare spiegarmi cosa la colpisce. E' un gioco di sguardi il nostro, silenzioso. Mi avvicino e le accarezzo il mantello, che pare il gioco di un pittore. La sua morbidezza mi sale nel cuore, il mio tocco la rende felice, lo vedo dall'alzare del muso, che ne richiede ancora.

E' arrivata da poco, in questa casa dove i libri abbondano come le carezze e mancava solo lei. Pare averlo capito, accoccolata in attesa di altre mani a lisciarla. Piccole, come lei. L'ora si avvicina, loro arriveranno da scuola e lei giocherà rotolandosi a terra, camminando sulle loro pance che diventeranno montagne da superare, con le loro dita che saranno prede da inseguire. Così avrò tre cuccioli di cui prendermi cura e amare, che mi strapperanno più di un sorriso.
Se vi state chiedendo chi è, vi accontento subito. Lei è Tempesta.

E' entrata nelle nostre vite come il suo nome racconta, all'improvviso. Una gattina miagolante e timorosa, di una cucciolata destinata a venire divisa, ha salutato i fratelli una sera come le altre, entrando in una scatola verso una direzione sconosciuta, approdando qui.

Il libro che osserva, pare un caso, ma è proprio quello in cui si racconta di altri come lei, capace di fare del bene. Un libro che non può mancare in ogni libreria, per l'emozione che è in grado di regalare e per il sostegno tangibile alla Croce Rossa Italiana che continua a dare aiuto ai terremotati nel Centro Italia.
Un nuovo imperdibile appuntamento per chi ama i quattro zampe miagolanti; per chi ha il cuore buono e vuole commuoversi; per chi sente un viscerale bisogno di solidarietà e avverte un continuo desiderio di nuove letture. E' finalmente arrivato Storie di gatti, il seguito di un’ idea che mette insieme autori, racconti, sentimenti buoni, speranza e amici pelosi. Nessuna scusa dunque, volate sulla pagina di Amazon, dove è possibile prenotare il libro a dimostrazione che il cuore ancora una volta ha muso e zampe.

Miao, vi aspetto! Parola di gatto.
(Nadia Banaudi)


domenica 14 maggio 2017

Storie di gatti: nuova antologia solidale

Oggi vorrei parlarvi di una bellissima iniziativa alla quale ho avuto la fortuna di partecipare. Una raccolta di racconti a scopo benefico. Per aderire si doveva inviare un racconto avente come protagonisti i nostri amati felini e il racconto, se scelto, sarebbe entrato a far parte di questa antologia.




L'iniziativa è nata l'anno scorso allo scopo di contribuire e dare un aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto nel centro Italia.
La prima antologia si intitola "Buck e il terremoto" ed è una raccolta di racconti con protagonista il miglior amico dell'uomo, con il patrocinio dei Comuni di Amatrice e Accumoli.
Il prossimo 24 maggio arriverà su Amazon l'ebook Storie di gatti, con il medesimo scopo benefico, e in momento successivo uscirà anche il cartaceo e l'audiolibro.

Le selezioni dei racconti si sono concluse qualche tempo fa, ne parla Serena nel suo blog Serena Bianca de Matteis

Vi fornisco il link Amazon di Buck e il terremoto
così se volete, nell'attesa dei racconti felini, potete leggere quelli canini, dando anche il vostro piccolo contributo, c'è sia l'ebook che il cartaceo.
Ecco la descrizione della prima antologia dal sito Amazon
"Buck e io ne abbiamo parlato a lungo. Lui diceva che non poteva restare indifferente a una cosa così triste accaduta in Centro Italia. Io ero assolutamente d’accordo."
Così, da un'idea di Serena Bianca De Matteis, il 26 agosto 2016 nasce l'antologia "Buck e il Terremoto".
Per precisa richiesta del mezzo lupo Buck, ogni storia contiene un messaggio di speranza.
L'intero ricavato dalle vendite dell'opera, al momento in esclusiva su Amazon, è e sarà sempre devoluto alla raccolta fondi della Croce Rossa Italiana, a favore delle popolazioni di Amatrice e Accumoli. I report mensili delle donazioni sono scaricabili su www.buckeilterremoto.com .
Un piccolo gesto di solidarietà, una zampa tesa: nel mese di novembre 2016, "Buck e il Terremoto" ha ottenuto il patrocinio dei Comuni di Amatrice e Accumoli.

Tornando a "Storie di gatti" il mio racconto è stato selezionato e ciò mi ha reso davvero felice perché posso contribuire anch'io a questa bella iniziativa.
Vi regalo quindi un piccolo estratto che è poi l'inizio del mio racconto.


Una vita diversa

Erano le otto di un mattino pieno di sole, la sveglia aveva già suonato diverse volte ma Vincenzo non aveva voglia di alzarsi.
Si rigirò ancora una volta nel letto, poi si stiracchiò e si mise a sedere. Raggiunse pigramente il bagno, si guardò allo specchio. Aveva la faccia stanca, nonostante avesse dormito abbondantemente; da qualche tempo passava le serate dormicchiando davanti alla tv, perché non aveva più voglia di uscire. I suoi amici avevano una vita più piena della sua: chi stava per sposarsi, chi aveva già avuto dei bambini, erano tutti presi da impegni lavorativi e familiari. La sera ci si ritrovava al solito bar, a conversare del più e del meno, sempre argomenti per lui di nessuno interesse. Ormai preferiva restare in casa.
Era piena estate e gli sarebbe piaciuto anche fare una vacanza, ma la mancanza di soldi lo assillava, non si poteva permettere niente: riusciva a tirare avanti grazie alla misera cifra che gli passava mensilmente l’avvocato dello studio in cui faceva pratica, ma era ben poca cosa.
Non era così che aveva immaginato la vita dopo la laurea, ma all’improvviso tutto era precipitato: una malattia aveva portato via in fretta suo padre, tre anni dopo anche sua madre era morta e lui era rimasto solo, alla ricerca di un lavoro che non aveva trovato.
segue su... Storie di gatti
spero di avervi incuriosito e di avervi convinto ad acquistate l'ebook
se volete è già in preordine su Amazon ecco il Link

domenica 7 maggio 2017

Evoluzione di un romanzo: L'amore che ci manca

Cari lettori, 
a circa un mese dall'uscita vorrei fare il punto sul mio romanzo edito Butterfly L'amore che ci manca.
Devo dire che mi ha dato parecchie soddisfazioni, prima di tutto perché è entrato nella classifica Amazon Top 100, solo per alcuni giorni, ma è successo e non posso che esserne felice.
Anche le recensioni sono state buone e alcune davvero gratificanti. Vi riporto anche quelle dei blog, nel caso vogliate leggerle: il primo è stato quello di Esmeralda Viaggi e Libri 
poi quello del blog  Voglio essere sommersa dai libri

E poi una lettrice mi ha scritto in privato dicendomi che il romanzo le era piaciuto moltissimo e che era stata una lettura molto coinvolgente, tanto da non staccarsi  dal kindle fino alla fine.
Questo messaggio mi ha fatto saltellare di gioia per tutta la sera.

Vi rammento la trama del romanzo:

Linda Sarti ha realizzato ogni suo desiderio: ha un lavoro fisso, anche se stressante, si è sposata e ha una figlia. Ma ha un grande rimpianto: Giulio Grandi. Il loro era stato un amore complicato, ostacolato soprattutto dal comportamento freddo e scostante di Giulio, che si faceva amare da lei senza mai mettere in gioco i propri sentimenti. Quando il marito la lascia, le sue certezze si sgretolano.  Ricominciare la propria vita a quarant'anni non è facile e quella dolorosa mancanza del passato torna a farsi più vivida. Non ha però fatto i conti col destino... che la rimette sulla strada di Giulio. Anche lui si è rifatto una vita ma ha sempre quell'aspetto tormentato e infelice che lei ricorda. Quando i loro occhi si incrociano, i diciotto anni che li hanno divisi sembrano soltanto poche ore e l'attrazione assopita riesplode senza lasciarli scampo. Si cercano, si desiderano e si vogliono a ogni costo. È troppo tardi per loro due? Linda non si fa troppe aspettative, vive quei pochi attimi rubati in modo intenso come se fossero gli ultimi... Lo sa che da Giulio non può avere certezze di alcun tipo e che l'unica cosa sicura è l'amore che non ha mai smesso di provare per lui. Ma sa anche che dopo di lui nulla è stato più lo stesso e farà di tutto per conquistarlo.

Linda è una donna che ha conosciuto Giulio da ragazza e l'ha amato perdutamente;  lui, ragazzo incostante e non del tutto consapevole dei propri sentimenti, ha fatto di tutto per allontanarla, salvo rendersi conto troppo tardi di quello che davvero provava per lei.
Quando si incontrano di nuovo per un caso fortuito del destino, lei si è separata da poco dal marito e sta attraversando un periodo di piena crisi anche sul lavoro, lui, apparentemente sereno con la sua nuova famiglia, vive in realtà un matrimonio infelice. Ritrovarsi dopo alcuni anni, entrambi più consapevoli della vita e dei loro sentimenti, fa scoppiare una passione che era rimasta sopita come fuoco sotto la cenere in tutti quegli anni. Vivono quei giorni come una fuga dalla realtà, come un sogno a cui aggrapparsi anche solo per poco tempo. Ma forse la realtà può essere cambiata. Bisogna solo avere il coraggio di farla cambiare.
Questa storia mi ha appassionato molto quando l'ho scritta, poi l'avevo accantonata in attesa della nuova pubblicazione e in questi giorni, occupandomi della promozione, mi è capitato di appassionarmi di nuovo intensamente ai personaggi e alle loro vicende. Rileggevo alcune parti per cercare delle frasi da postare e delle volte non riuscivo a staccarmi dalla storia. Uno strano e strabiliante effetto.
In un mese di aprile caratterizzato da raffreddore, bronchite e preoccupazioni per la salute, il mio romanzo ha avuto il bellissimo potere di mantenermi su di morale, possiamo chiamarli, parafrasando il titolo di un libro, gli effetti collaterali della scrittura.

Sotto vi riporto nuovamente il link Amazon de L'amore che ci manca se volete curiosate.

E per voi quali sono gli effetti collaterali dei libri che leggete o che scrivete?


domenica 30 aprile 2017

Quello che non ti aspetti

In questi giorni ho la testa invasa sempre dagli stessi pensieri: la storia che sto scrivendo, al punto che mi diventa quasi difficile pensare a un argomento per il blog.
Tuttavia c'è anche un pensiero che ogni tanto sovrasta gli altri, l'idea che uno dei miei buoni propositi più insperati si sia realizzato. 
All'inizio dell'anno avevo scritto i Buoni propositi per il 2017


Un obiettivo è un sogno con un punto di arrivo. Duke Ellington
Tra i buoni propositi che volevo realizzare uno di questi era perdere quattro chili, quelli che avevo accumulato nel passaggio al mio attuale lavoro che mi aveva portato stress, mancanza di movimento e accumuli adiposi che dall'anno 2012 tentavo inutilmente di eliminare. 
Ora che sto per lasciare quel posto, sto anche abbandonando quei chili di troppo senza che abbia fatto realmente un grande sacrificio. Per quattro anni mi sono massacrata con corse all'aperto che mi hanno lesionato un menisco, tanto che adesso posso soltanto camminare, sedute estenuanti in palestra, corsi di ballo, zumba e pilates ecc ecc. Niente, tutto inutile, non ho mai perso un etto. Ogni tanto abbinavo tentativi di diete proteiche e vegetariane, combinazioni alimentari sconnesse, carboidrati a pranzo, proteine a cena, tofu a colazione. Nulla, zero assoluto. 
Poi a febbraio le analisi del sangue hanno riscontrato una glicemia un po più alta del normale, così il mio medico mi ha suggerito di eliminare alcuni alimenti di cui abusavo senza rendermene conto e così, quasi per magia, ho iniziato a perdere peso.
E alla fine ho perso cinque chili, alleluia. Uno in più di quelli sperati...
Ok lo so,  magari non vi interessa granché, cosa volete che vi dica, anche queste sono soddisfazioni, ora non mi resta che scoprire dove andrò a finire con il lavoro, perché questo è ancora un mistero, ma per il resto sono ben felice. Tutti al lavoro mi chiedono: come mai sei dimagrita tanto?
Io mi diverto a raccontare che ho un nuovo amore e che ho sostituto il cibo con il sesso come Bridget Jones (vi ricordate il film?) e tutti fanno una faccia invidiosa e mi chiedono: Ma davvero!?  
Io sorrido e poi confesso che ho scherzato, ma non ci credono, nessuno ti crede quando dici la verità, chissà perché, forse perché il sesso è molto più interessante come metodo di dimagrimento...
La verità è che nella vita le cose non vanno mai come credi, a volte è meglio non sprecare tempo a pensare e a elucubrare soluzioni perché niente accadrà mai quando davvero lo volete, accadranno magari altre cose, anche belle, ma quella che mettete al primo posto in quel momento non si avvererà e probabilmente accadrà solo quando non ci pensate più ed è ormai diventata meno importante. 
Certo non è sempre così, ognuno ha le sue vicende, la sua storia e le sue combinazioni del destino. 
Altro proposito era svuotare il mio armadio: niente, il mio armadio è sempre pieno, ma di quei vestiti che una volta erano troppo stretti e che ora posso finalmente indossare.
Quindi l'armadio è meglio aspettare a svuotarlo, anche se qualcosa posso eliminare adesso: i vestiti che adesso mi vanno larghi! 
Perdonate questo post sconclusionato...e poi, in un certo senso, con questo proposito realizzato mi ricollego anche a una delle tre parole del 2017, la leggerezza, non era proprio una parola collegata al peso però aver raggiunto questo obiettivo mi fa sentire la vita più leggera e poi, come dice Stefano Benni, serve un gran fisico per correre dietro ai sogni. 
L'uomo vive di ragioni, ma sopravvive di sogni. Flavio Insinna
E voi avete mai raggiunto un obiettivo quando ormai non lo cercavate più?



domenica 23 aprile 2017

Un vizio che non voglio smettere

Certe notti somigliano a un vizio che tu non vuoi smettere mai. Luciano Ligabue

Negli ultimi tempi sono stata travolta da una serie di eventi che hanno avuto la precedenza sulla scrittura. Non è semplice essere ispirati quando la vita quotidiana assorbe tutte le tue energie.
Nonostante tutto mi imponevo di mettermi davanti al computer almeno un paio di volte a settimana per  alcune ore per scrivere le mie storie, a volte scrivevo solo sul blog, altre volte scrivevo un paio di pagine con notevole fatica.
Ho anche pensato talvolta di aver esaurito la mia vena creativa, perché non mi sembrava normale fare così fatica. 
Poi però, in momenti in cui ero del tutto distratta, i miei pensieri andavano ai personaggi delle mie storie che mi raccontavano qualcosa della loro giornata, dei loro pensieri, dei loro dubbi e delle loro passioni.
E poi l'altro giorno mi sono messa al computer e sono andata avanti fino a sera, non ho quasi  mangiato e non mi sono mai fermata. Il giorno successivo dopo il lavoro ho ripreso a scrivere fin quasi a mezzanotte, insomma ero assillata da una specie di scrittura compulsiva a cui non riuscivo a sottrarmi. 
Sono stata catturata da una storia che era lì ferma in attesa di essere sviluppata e che all'improvviso è uscita allo scoperto, è accaduta una cosa analoga con L'amore che ci manca quando i personaggi chiedevano di vivere. Ora non so quanto durerà questo stato di grazia, spero fino alla fine della storia.
Però so già che, se dovessi rallentare di nuovo, i personaggi potranno tornare a trovarmi e busseranno alla mia porta.
Scrivere per me è diventato un vizio che non riesco a smettere, credevo fosse in calo e invece non è così, possiamo avere momenti difficili, ma il vizio ritorna e riesplode.

Insomma, parafrasando una canzone di Ligabue, la scrittura è un vizio che non voglio smettere mai!

E voi avete dei vizi che non riuscite a smettere?



sabato 15 aprile 2017

Il potere terapeutico della scrittura

Uno scrittore ha la capacità di ricordare la storia di ciascuna cicatrice. Stephen King

In questi giorni al lavoro sto attraversando dei momenti molto difficili. I capi sono sempre più stupidi, alcuni addirittura sono deliranti e io mi trovo in mezzo in un tira e molla assurdo. A volte torno a casa così arrabbiata che mi vengono quasi le palpitazioni.
Se non avessi la scrittura forse avrei fatto qualche sciocchezza (tipo perdere le staffe e tirare in testa un portapenne a uno di loro) invece ho incanalato la rabbia nella pagina scritta e ho buttato giù la trama di un altro giallo.
Vi chiedete che fine ha fatto il primo? Diciamo che è quasi in dirittura di arrivo, mancano gli ultimi ritocchi.
Ma parliamo della seconda trama. Immaginare una storia dove gli stronzi fanno una brutta fine è molto, ma molto terapeutico. E poi la realtà supera spesso la fantasia, non è un modo di dire: é proprio così, io potrei scrivere un libro di alcuni intrighi che si sono svolti sotto i miei occhi senza neanche scomodare troppo la fantasia. 
I giochi di potere negli ambienti di lavoro sono molto più frequenti di quanto si pensi.
Poi ovviamente dovrei scrivere l'avvertenza "ogni riferimento...è puramente casuale".
Ma torniamo al potere terapeutico della scrittura. Quando si scrive si raccontano delle storie, ma le storie nascono dentro di noi dall'osservazione della realtà. Perfino i romanzi fantasy o distopici si ispirano alla realtà, poi si immagina un mondo terribile, ma siamo sicuri di non vivere davvero in un mondo distopico, forse siamo immersi in questo mondo senza saperlo, era questa la teoria di Matrix, ricordate? 
Io osservo una persona e immagino la sua realtà, immagino la sua vita e ci scrivo un pezzo di romanzo, e qualche volta mi avvicino tanto, ma proprio tanto alla realtà vera. Empatia, intuito? Forse un mix di entrambi, oppure semplice capacità di osservazione.
Ora in questi giorni sto prendendo appunti e immaginando una storia, e già mi sento meglio. 
E poi c'è il romanzo appena uscito, anche quello mi porta su il morale, sono felice perché finalmente gira libero per il mondo e spero tocchi il cuore di molte persone, che le faccia sognare e appassionare, sperando che provino almeno una parte delle emozioni che io ho provato nello scriverlo.

Se non avessi questo mio mondo parallelo sarei sconfortata e invece grazie ad esso sto abbastanza bene, intanto mi godo la primavera e questo lungo week end festivo.
E prima di andarmene vi auguro Buona Pasqua con tutto il mio affetto

domenica 9 aprile 2017

Milano: un pomeriggio tra amici

Visto che la settimana è stata piuttosto intensa, non ero riuscita a preparare nessun post per il blog e così non mi resta che raccontarvi la mia trasferta milanese.
Evento 8 aprile

Vi ripropongo la locandina dell'evento dove ci sono i nomi degli autori, tra cui il mio! 

Ecco le foto della location, questo è il momento in cui viene dato il benvenuto ai partecipanti.
È stata una bellissima emozione non solo parlare dei miei romanzi, ma soprattutto conoscere personalmente gli autori, li ho trovati fantastici, bravi, competenti e simpaticissimi. 
E poi ho conosciuto di persona anche Cristina del Il manoscritto del Cavaliere e Sandra de I libri di Sandra  è stato come trovare due amiche, forse perché attraverso il blog già ci conosciamo, ma è stato davvero bello.

Stefania Romito e Carlo Zannetti

Sara Monica


Linda Stella Coltro e Lucrezia Daveri


Giulia Mancini e Michela Di Gregorio
E per un resoconto dettagliato vi riporto il link del Blog di Stefania Romito

E infine ecco la foto finale il selfie con Cristina e Sandra che sono state così carine da venirmi ad ascoltare.
Sandra - Giulia - Cristina



venerdì 7 aprile 2017

Presentazione su Anima di carta: L'amore che ci manca


Cari amici oggi sono sul blog Anima di Carta di Maria Teresa Steri a presentare il mio romanzo appena uscito L'amore che ci manca edito Butterfly Edizioni e che, vi ricordo, è in offerta lancio a 0.99 ancora per oggi, ultimo giorno.
Vi ricordo che domani sono a Milano all'Aresline del Centro Leonardo da Vinci via G. Galeazzo, 31 dalle 17, insieme ad altri 5 autori del gruppo Ophelia's Friends.
Parlerò in pubblico per la prima volta e da due giorni ho la voce bassa per una brutta raucedine, quando si dice il destino avverso, ma io persevero, nel frattempo sto mangiando tante caramelle balsamiche.
A presto!
 

domenica 2 aprile 2017

A Milano per presentare i miei libri sabato 8 aprile: save the date


Cari lettori
sabato 8 aprile sarò a Milano presso il Centro Leonardo da Vinci Via Galeazzo 31 a presentare i miei romanzi, in particolare l'ultimo L'amore che ci manca edito dalla Butterlfy Edizioni.
Se qualcuno, soprattutto gli amici di Milano, ha voglia di fare un salto e conoscermi l'evento comincia alle 17.30 circa, sarò intervistata dalla bravissima Stefania Romito del gruppo Ophelia's Friends.
Stefania mi ha già intervistato circa un anno fa, ne parlavo nel blog qui, intervista passata poi su Radio Punto e sul canale Web radio Network sempre per il gruppo Ophelia's friends che potete ascoltare in replica anche sul canale Youtube.
Quindi amici di Milano se avete voglia di venirmi a conoscere questa è una buona occasione!

Vi aspetto allo spazio eventi Aresline del Centro Leonardo Da Vinci Via G. Galeazzo, n. 31

Questo avrebbe dovuto essere un post estemporaneo infrasettimanale per informarvi, ma ho avuto una settimana intensa e quindi questo diventa il post domenicale che propongo di solito.
Non potevo fare altrimenti, questa settimana è stata peggiore delle altre perchè ero compressa tra una serie di scadenze lavorative e sociali per cui sono anche uscita un paio di sere dopo il lavoro, giovedì mi sono ritrovata con le ossa doloranti, pensavo fosse la stanchezza invece era febbre. O era febbre causata dalla stanchezza? Imbottita di aspirine ho tirato la corda fino a venerdì poi però sono crollata. La primavera causa sempre qualche piccolo malanno di passaggio!
Ma torniamo alle belle notizie: sono emozionata perché martedì 4 aprile uscirà il mio terzo romanzo, ammetto che ciò mi causa una certa ansia pre-pubblicazione, del resto dopo aver atteso tanto non posso che essere contentissima, emozionata, anche se agitata; felice anche se ansiosa. Va bene basta, altrimenti agito pure voi.

E quindi la domanda d'obbligo è: chi di voi verrà ad ascoltarmi?


domenica 26 marzo 2017

L'amore che ci manca arriva il 4 aprile

Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime
prima ancora che i corpi si vedano. Paulo Coelho
 Cari amici lettori di questo blog finalmente posso annunciare la prossima pubblicazione del mio romanzo. L'amore che ci manca sarà on line su Amazon dal prossimo 4 aprile, edito dalla Butterfly Edizioni, la casa editrice che ha apprezzato la mia storia a pochi giorni dalla sua prima uscita self.

Vi piace la cover? Io la trovo bellissima e molto evocativa della storia che racconta. Sono molto emozionata perché da tempo aspettavo il ritorno del mio libro. L'uscita sarà in un primo momento solo on line e spero sarà seguita presto anche dall'edizione cartacea. 

Di cosa parla questo romanzo?

“L’amore che ci manca” tratta, come si presume dal titolo, del tema dell’amore e della passione, ma  tocca anche altri argomenti a me cari: il tema della crisi economica che stiamo attraversando e dalla quale il nostro paese fa fatica a uscire, il tema del ruolo della donna nella società, la difficoltà di conciliare il lavoro con l’essere “moglie” e “madre”, le scelte che le donne fanno loro malgrado.
È un romanzo che parla dell’amore e di quello che siamo disposti ad affrontare per realizzarlo, e in questo caso specifico parla di un amore ritrovato, ritrovato perché irrisolto, perché interrotto e mai veramente dimenticato. Non è infrequente che accada anche nella vita che, a distanza di tempo, si ripensi a qualcuno che è stato importante e si arrivi a capire quello che era rimasto oscuro o mai compreso pienamente. E può succedere che il destino ci presenti una seconda occasione per essere felici.

TRAMA

Si dice che la vita cominci a quarant’anni e potrebbe essere così per Linda Sarti che alle soglie dei quaranta sembra avere tutto quello che una donna possa desiderare: è bella, ha un marito che la ama, una figlia adolescente e un lavoro in cui si è pienamente realizzata.
Invece proprio nell’anno del suo quarantesimo compleanno tutte le sue certezze crollano: suo marito la lascia per inseguire un nuovo amore più giovane, sua figlia sempre più irrequieta nei suoi conflitti adolescenziali tende ad attribuirle l’origine di quel fallimento matrimoniale. Il suo lavoro forse non costituisce quello che lei davvero desiderava ed è diventato fonte di enormi responsabilità e preoccupazioni che la schiacciano ogni giorno di più.
Dopo due anni Linda, che nel frattempo ha cercato di riorganizzarsi l’esistenza, non è affatto soddisfatta di come è diventata la sua vita che ha assunto quasi la forma di un’oppressione quotidiana. E poi un giorno al lavoro accade qualcosa di talmente grave che la costringe a riflettere su quello che davvero vuole realizzare nella sua vita.
Si aggiunge a questo momento di grande confusione la malattia di sua zia, unica figura familiare rimastale dopo la morte dei suoi genitori, e Linda lascia momentaneamente il lavoro per cercare di aiutarla in questo difficile momento. Torna nel paese natale e incontra Giulio, l’amore della sua giovinezza, il ragazzo che ha amato disperatamente per cinque anni. Rivederlo riaccende in lei i ricordi e quell'amore che credeva dimenticato.
Anche Giulio sembra cambiato. Inaspettatamente le riserva tutte quelle attenzioni che un tempo evitava, perché allora l'aveva lasciata? Cosa era successo anni prima? Perché all'improvviso sembra non poter più fare a meno di lei? Linda è costretta a tornare con la mente agli anni in cui viveva lì e al punto in cui ha fatto determinate scelte tra cui quella di partire. La sua permanenza forzata in quel luogo diventa un viaggio interiore alla scoperta di se stessa e anche di risposte che allora erano rimaste sospese.

Ci sono amori che restano fermi nel tempo, incompiuti e irrisolti. Possono tornare nella memoria come un alito di vento e sfiorarci appena per un momento o possono riesplodere impetuosi come un temporale d’estate.

Ma voi credete nell'amore? E sapreste definirlo in poche righe?


domenica 19 marzo 2017

Città letterarie

Con questo post aderisco al meme di  Ariano Geta  sulle città letterarie raccontate da noi bloggers scribacchini nei nostri romanzi, al meme ha subito aderito anche Cristina M. Cavaliere 

Parliamo quindi delle città letterarie descritte nei miei romanzi e non posso non partire dalla città di Bologna essendo un luogo che ho riproposto in tutte le mie trame, oltre a essere la città in cui vivo e che amo.


Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po' molli,
col seno sul piano padano e il culo sui colli.Francesco Guccini
Bologna è una costante nelle mie storie, i miei protagonisti viaggiano, partono e ritornano e, spesso, in questa città finiscono con il fermarsi, oppure talvolta ripartire.
Essa rappresenta un luogo dell'anima dove approdare e ritrovare una speranza, un sogno, un nuovo inizio.

E di Bologna vi propongo due estratti da Fine dell'estate e da L'amore che ci manca 
“Bologna è una città strana, la si scopre poco per volta. Mostra la sua bellezza lentamente, attraverso le sue strade fatte di portici che si aprono di fronte a piccoli gioielli monumentali inaspettati”

Estratto da  “Fine dell'estate.” 

“E adesso si ritrovava in quella città dove avevano passato insieme tanti momenti e lui non poteva fare a meno di ricordarli con rimpianto. Girò per un po’ tra i vicoli del centro e ritrovò quell’atmosfera che aveva sempre amato. Stava cercando il coraggio di andare da lei”

Estratto da  “L'amore che ci manca.”

Un'altra città di cui parlo nel mio romanzo La libertà ha un prezzo altissimo è New York 

New York aveva tutta l’iridescenza dell’inizio del mondo.
(F .Scott Fitzgerald)
Nel mio libro parlo della New York fiduciosa nel sogno americano che esisteva prima dell'attacco alle Twin Tower, anche se la foto che propongo è la New York di oggi, ferita ma tesa ancora verso il futuro.
È una città che mostra una faccia dell'America che non trovi negli altri luoghi. È la città che non dorme mai, ma quella dove concretizzare i sogni, dove l'umanità variegata che incontri è un condensato incredibile di storie da vivere e da scrivere.

“New York ti sorprendeva con condizioni meteorologiche talvolta imprevedibili, forse era la vicinanza con l’atlantico, ma fino al giorno prima c’era una bruma densa decisamente invernale e sabato invece sembrava già un inizio di primavera”

Estratto da “La libertà ha un prezzo altissimo.” 

Altra città di cui vorrei parlare è Roma, è una città che compare nel mio primo romanzo perché la protagonista ci va a vivere per un certo periodo dopo il suo rientro in Italia. Nel mio secondo romanzo i due protagonisti arrivano a Roma loro malgrado per motivi di lavoro dei genitori e in questa città vivono la loro separazione forzata. Roma era presente nei miei pensieri prima ancora di conoscerla, quando finalmente ci sono stata ho scoperto un'atmosfera magica, la stessa che avevo immaginato e ogni volta che ci sono tornata, per vacanza e per lavoro e in stagioni diverse, ho sempre riprovato questa bella sensazione.

Roma città eterna
“Giro per la città senza meta, guardando negozi e riconoscendo monumenti visti prima solo in cartolina, infine mi siedo sui gradini di Trinità dei Monti, osservo la fontana della “barcaccia” zampillante di acqua e i tanti giovani intorno a me. E’ quasi primavera e Roma è splendida, questa città mi dà la sensazione di essere in vacanza.”

Estratto da. “La libertà ha un prezzo altissimo.” 

E infine vi parlo di una città immaginaria, Fiorita, la piccola città di provincia dove vivono i due giovani protagonisti di Fine dell'estate. Ognuno può trovarci delle assonanze con altre piccole città che popolano il nostro bel paese. Come scrivo nelle note al romanzo “Fiorita è un nome di fantasia, ma puoi trovarlo nella realtà delle piccole cittadine di provincia di cui si compone il nostro bellissimo paese a forma di stivale, pieno di bellezza e contraddizioni.”
La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre. Albert Einstein
Fiorita, un paese di poco più di diecimila anime che, a dispetto del suo nome, non esibiva nessuna distesa di fiori, ma solo marciapiedi sconnessi e polverosi, si erge sopra una lieve collina della Puglia settentrionale al confine col Molise e a quaranta chilometri dal mare adriatico, viveva il suo momento di quiete desertica e assonnata del primo pomeriggio, l’ora chiamata “controra”.”

Estratto da  “Fine dell'estate.” 

Spero che le mie città vi siano piaciute, ma a parte l'ultima, le conoscete? Avete una città del cuore?

domenica 12 marzo 2017

Contraddizioni della vita moderna

Vi ricordate il logorio della vita moderna? Era una fantastica pubblicità degli anni settanta, che tempi fantastici, ero una bambina e non capivo molto cosa fosse quel logorio della vita moderna, ma mi piaceva l'immagine dell'uomo tranquillo seduto a un tavolino in mezzo al traffico che beveva il liquore a base di carciofo.



Allora il logorio della vita moderna era oro rispetto al piombo che abbiamo oggi, cambierei volentieri ma indietro non si torna mai, infatti oggi siamo schiacciati continuamente da situazioni che non solo ci logorano ma ci distruggono, ci danno ansia e frustazione e, troppo spesso, non ci fanno percepire la bellezza della vita che pure bella lo è davvero, manca talvolta solo il tempo di poterla godere.

La vita è troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri. Oscar Wilde
Da dove nascono queste riflessioni? Il fatto è che l'altro giorno sono rimasta colpita da due articoli del settimanale Donna  Moderna che ho letto in sequenza, il primo parlava dell'evoluzione dei call center (Adriano Lovera) e l'altro della qualità della vita nelle città del futuro (Simone Cosimi).
La contraddizione tra questi due articoli mi ha fatto riflettere.
Una volta il call center era un lavoro temporaneo, oggi è diventato un lavoro permanente ed è un settore che occupa 80.000 impiegati in tutta Italia. Bene direte voi! Mica tanto, questa occupazione è diventata più stabile, con ferie e contributi, ma con stipendi medi di 600 euro mensili. Il 70 per cento di questi lavoratori è composto da donne e la metà delle sedi si trova nel sud d'Italia. Una volta ci lavoravano soprattutto giovani e studenti, under 35, oggi ci lavorano persone di fascia di età ben più alta, di solito oltre i 40 anni e quasi sempre il lavoro è part time, sono pochissimi quelli che arrivano ai 1000 euro mensili, perché hanno un contratto di lavoro a tempo pieno.
Inoltre, negli ultimi anni, gli addetti sono praticamente dimezzati perché spesso le aziende delocalizzano le sedi all'estero e dove di preciso? Albania, Romania e Tunisia. Io stessa in un mio post di qualche tempo fa raccontavo di aver chiamato un operatore della mia compagnia telefonica che mi ha risposto da Tirana. In Albania un operatore di call center guadagna 300 euro al mese e per il loro costo della vita è un buon stipendio, mentre in Italia con 600 euro fai la fame. Tra l'altro questi sono i dati dei lavoratori ufficiali, poi ci sono quelli sommersi che guadagnano molto meno e con zero tutele.
Sono passati dieci anni dall'uscita del libro di Michela Murgia da cui è stato tratto il film di Virzì intitolato "Tutta la vita davanti" con una strepitosa Isabella Ragonese, l'avete visto?
A distanza di tempo però le cose non sembrano migliorate 
A proposito io non sapevo che il film fosse tratto dal suo libro, l'ho scoperto adesso e voi? In questi giorni viene riproposto con una nuova edizione da Einaudi, più attuale che mai. 
Il punto è che tale situazione non è più limitata ai call center, oggi esistono sempre più contesti  lavorativi analoghi. E intanto mentre da un lato, il lavoro diventa sempre più precario e totalizzante, perché le ferie e i riposi non sono garantiti e si chiede sempre maggiore flessibilità in cambio di instabilità, dall'altro si studiano nuove tecnologie per un mondo vivibile e a misura d'uomo, con soluzioni attente alla natura e al risparmio e città intelligenti in grado di coniugare ambiente, mobilità e qualità della vita.
In Francia stanno testando le strade a pannelli solari, in Danimarca sono nati i semafori anti attesa per rendere più scorrevole il traffico e in Finlandia è possibile collegare i termosifoni ai pc per sfruttare il calore. Ma anche in Italia ci sono belle novità: a Bologna c'è il cassonetto intelligente già dal 2016, compattano i rifiuti a ciclo continuo e sono alimentati da pannelli solari, ciò taglia tempi e costi dello smaltimento. Non sono vicino casa mia però, sono solo in alcune zone centrali della città.
Insomma più andiamo avanti più la tecnologia ci facilita la vita, ma il nostro modo di vivere tra lavoro e tempo libero è sempre più compresso e confuso.

Una bella contraddizione non vi pare?