domenica 14 ottobre 2018

Mistero in giallo

In questi giorni ho iniziato a scrivere il terzo episodio di Saverio Sorace, a dire il vero ho iniziato da un po' ma vado a rilento. E sapete perché vado a rilento? Ma perché la scrittura è difficile, come dice il titolo di un libro di Marco Freccero. 
Che ci vuole a scrivere, metti insieme una parola dopo l'altra ed è fatta, no?
L'ispirazione ti colpisce dritto in mezzo agli occhi e scrivi duecento pagine in un battibaleno.
La maggior parte della gente lo pensa e, mi tocca ammettere, io stessa prima di buttarmi a capofitto in questa avventura avevo un'idea molto più romantica della scrittura: nei miei sogni venivo "scoperta" da un grande editore e poi passavo la vita in una villa in riva al mare, un po' isolata, lontana dal logorio della vita moderna e impiegavo tutto il tempo a scrivere il mio capolavoro, mentre il mio editore restava in trepidante attesa. Ecco, questo ogni tanto nei film lo vediamo, nella vita no, almeno non nella mia.
E quindi torniamo su questa terra.
Il mistero dà fuoco e tensione a ogni nostra parola. Thomas Mann

Bene, un giorno parlavo con il mio più importante beta reader, il mio compagno, colui che affliggo con le mie storie e lui mi dice: dovresti leggere uno dei romanzi di Joe Nesbo o di Camilla Läckberg. Da quando ha visto il film "L'uomo di neve" è un fan di Joe Nesbo, anche se non ha letto i suoi libri.
Anch'io non ho letto nulla nè dell'uno nè dell'altra (sono fissata e leggo degli autori italiani perché penso di poter imparare meglio da loro, senza il filtro della traduzione) vado subito su iBooks e controllo i libri di Camilla Läckberg, soprattutto perchè una delle mie beta reader ha letto tutti, ma proprio tutti, i libri di questa autrice e scopro che c'è un bellissimo saggio edito da Marsilio intitolato "A scuola di giallo" scritto da lei, sottotitolo "Guida in sette passi di aspiranti scrittori di gialli", l'ebook si può scaricare gratuitamente (non solo su iBooks ma anche su Amazon)  cosa che io ho fatto immediatamente. L'ho letto in una notte.
È abbastanza breve, si legge velocemente, non è un tomo di 800 pagine, ma contiene dei suggerimenti interessantissimi. Ma sapete qual è la cosa interessante? Molti suggerimenti dati dalla grande scrittrice è che alcuni li conoscevo già (senza aver letto manuali) quindi sono rimasta sorpresa e piacevolmente colpita. Vabbè smetto di gongolare e ve li racconto.
La parte interessante è nella premessa: l'autrice afferma che non esistono formule magiche per scrivere, la cosa importante è iniziare a scrivere perché scrivere è 1% ispirazione e 99% sudore, ma è proprio quello che pensavo anch'io! Ed è quello che penso ancora di più negli ultimi tempi in base alla mia esperienza. Mi é capitato più volte di mettermi davanti al pc a scrivere e sudare le famose sette camicie per scrivere due paginette stringate con estrema fatica e sudore, tanto sudore. Poi ogni tanto arriva anche il momento in cui si scrive più facilmente, ma il settanta per cento del romanzo lo scrivo sudando.
Comunque eccovi alcuni consigli.

Per scrivere un giallo bisogna considerare le quattro M (in inglese) 
Murder, delitto
Motive, movente 
Mean, arma
Moments of opportunity, occasione.

In pratica bisogna conoscere bene l'assassino e il movente, il tempo e il luogo della storia e intorno a questi elementi costruire la trama. Dei personaggi interessanti e complessi completano il quadro. 
L'autrice consiglia anche di leggere alcuni gialli, possibilmente già letti, in modo da focalizzarsi su questi elementi cercando di individuare le quattro M. 
L'ossatura del romanzo è composta da movente, assassino e un modus operandi, l'ossatura può essere rimpolpata poi con un po' di ciccia, prima di tutto la tensione, altro elemento fondamentale in un giallo che serve a non annoiare il lettore e a spingerlo a leggere pagina dopo pagina senza mai staccarsi (o quasi). 
Per costruire la tensione esistono diversi trucchi, variare l'ambientazione esterna, città, paese e cultura, incuriosendo il lettore; variare l'ambientazione interna, pensieri, idee e osservazioni dei vari personaggi, cambiando spesso il punto di vista degli stessi. Ovviamente una regola importante che io ho già applicato, più o meno coscientemente, nei miei primi due romanzi è quella del depistaggio: creare diversi sospettati, ognuno di loro potrebbe essere l'assassino, perché ha un movente grande come una casa o perché, si scopre avere un falso alibi, oppure perché ha un segreto del passato.
 Il depistaggio porta il lettore verso una direzione sbagliata e crea una notevole tensione. 
Un'altra tecnica citata (che applico già, senza sapere come si chiamava, ma è sempre bene ricordarsene)  è la tecnica del cliff-hanger. Avete presente quando l'episodio di un telefilm finisce nel momento clou di una scena d'azione? 
Clif-hanger significa, letteralmente, legato a una cima, quando il personaggio resta appeso a una parete rocciosa e sembra poter cadere da un momento all'altro, un episodio di una serie Tv che finisce in questo modo ti costringe a vedere l'episodio successivo per sapere come è andata a finire. Nei romanzi gialli il Cliff-hanger si applica alla fine di un capitolo (non tutti sennò al lettore viene un infarto, ma deve essere distribuito ad arte lungo tutto il libro).
Tensione e mistero vanno bene, ma servono anche dei personaggi interessanti, ben caratterizzati che possano catturare la simpatia del lettore, questo per i personaggi secondari, ma il lavoro più importante va ovviamente dedicato al personaggio principale. E qui ci sono varie scelte: il protagonista principale può essere un poliziotto, un investigatore privato, un medico legale, persone che, per il lavoro che fanno, vengono coinvolti direttamente nelle indagini. Oppure il protagonista può essere non un "professionista" ma un personaggio dotato di curiosità e doti di intuito innati portati a investigare: un giornalista, un'infermiera, un avvocato, una vecchia signora (la Miss Marple di Agata Cristie), una professoressa (la Camilla Baudino di Margherita Oggero da cui è tratta la famosa serie Tv). Creare un protagonista non professionista può essere un vantaggio perché magari si può scegliere un personaggio che faccia un lavoro che conosciamo bene, magari proprio il nostro lavoro. E come non essere d'accordo? Io perdo moltissimo tempo nelle ricerche in rete e presso le mie conoscenze personali per capire come far muovere il mio commissario Sorace.
Il libro contiene moltissimi altri consigli che non sto a elencare perché potete leggerli direttamente e gratuitamente se siete curiosi e volete essere edotti sulla scrittura del giallo.


Al di là dei consigli sul giallo, credo che certe regole valgano anche per altri generi, mantenere il lettore sulla corda è una qualità apprezzabile anche in un romance, in fondo se l'amore trionfa nel primo capitolo che gusto c'è ad andare avanti nella lettura, a meno che non accada qualcosa di tremendo: un ostacolo, un nemico che trama nell'ombra o qualsiasi altra tragedia che allontani i due amanti finché dopo tante traversie non riescano a ritrovarsi.
Poi un consiglio che vale sempre, ed è quello che io faccio da sempre per imparare a scrivere, è leggere, leggo molto e mentre leggo osservo: l'impostazione, la punteggiatura, la distribuzione dei capitoli e tutto quello che può servire per la mia scrittura. 
Leggo soprattutto romanzi di grandi case editrici (però come sapete non disdegno gli autori self e quelli dei miei blogger preferiti).
In questo periodo, per esempio, sto leggendo un giallo che è stato tantissimo tempo ai primi posti in classifica "Urla nel silenzio" di Angela Marsons e sto leggendo anche il libro che ha vinto in Spagna il concorso, di cui tutti parlano, il premio letterario di DeA Planeta "Tutto questo ti darò" di Dolores Redondo.
Leggere mi aiuta a mettere a fuoco le tecniche e le tematiche e anche a sognare, quest'ultimo poi è il motivo principale per cui mi piace leggere.
Ovviamente visto che alla mia lista mancano, sto pensando di leggere qualche libro di Camilla Läckberg, partendo dal primo: "La principessa di ghiaccio" di cui ho già letto l'anteprima alla fine di A scuola di giallo, seguono in questo libro le anteprime degli altri romanzi della serie di Erica Falck e Patrick Hedstrom. Anche se l'ambientazione svedese la sento molto agli antipodi rispetto alla nostra Italia penso che possa essere utile imparare da colei che da anni vende migliaia di libri in tutto il mondo.

Cosa ne pensate? Avete letto questa autrice? Che autori di giallo amate e potete consigliarmi? 


20 commenti:

  1. Li ho letti tutti ma scaricherò questa chicca per completare l'opera. Li trovo molto belli e avvincenti e te ne consiglio la lettura. Se già hai trovato affinità scommetto proseguirai sentendo un legame sempre più stretto con la mente dell'autrice. A me i tuoi gialli piacciono molto, già lo sai ma scommetto che a ogni episodio mi conquisterai sempre di più.
    Al momento sto leggendo un best dell'errore che mi sta avvincenti molto : la vita perfetta. Anche qui esce fuori un bell'elenco di trucchetti per legare l'attenzione del lettore.
    Buona domenica 😘

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    1. Grazie cara Nadia, buona domenica anche a te! Allora hai letto tutti i libri della Läckberg, grande. Sì voglio colmare questa lacuna e comincerò a leggerli. Spero di continuare a conquistarti ancora con i miei gialli, ti confesso però che con il terzo episodio sto facendo una gran fatica (anche se forse è stato faticoso anche con i primi due ma non mi ricordo più). Vado a curiosare sul titolo che stai leggendo 😉

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    2. Porca miseria al t9 che mi ha scritto errore invece di best seller. https://www.amazon.it/vita-perfetta-Ren%C3%A9e-Knight/dp/8856640392/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1539696275&sr=8-1&keywords=la+vita+perfetta lo trovi qui per leggere la trama. L'ho finito e ammetto davvero che mi ha conquistato.

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    3. Non preoccuparti carissima avevo capito lo stesso, sono andata a vedere la trama è intrigante, sarà tra le mie prossime letture.

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  2. Molto interessante e pertinente, non ho letto nulla della lackberg ma il giallo nordico ha davvero fatto il botto negli ultimi anni. Parteciperai al concorso?

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    1. Se avessi un romanzo pronto mi piacerebbe partecipare, ma non ce l'ho...anche se finisco in tempo il terzo episodio di Sorace non potrei perché fa parte di una serie, dovrei scrivere qualcos'altro, ma serve tempo. Tu parteciperai?

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  3. Già sai che non sono un lettore di gialli, le mie letture "gialle" si limitano ai vecchi romanzi di Derr Biggers con il detective Charlie Chan (letti più per assaporare le atmosfere della West Coast nei ruggenti anni '20) e quelli di Montalban col suo strampalato Pepe Carvalho, romanzi in cui la trama gialla è solo uno spunto per parlare della Spagna e delle sue contraddizioni.
    Ergo, non credo di poterti consigliare nulla ;-)
    Sono comunque d'accordo che se si vuole scrivere in modo decente (almeno provarci) bisogna rivedere bene frasi, concatenazioni, trama, personaggi... insomma, la storia non "si scrive da se", bisogna curarla giorno dopo giorno come un orticello da annaffiare, vangare, seminare, arare...

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    1. Eh già, la storia è come un orticello che va seminato, curato, innaffiato giorno dopo giorno, riga dopo riga, sono d'accordo. Ogni volta che iniziò a scrivere una storia me ne rendo conto sempre di più.

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  4. Georges Simenon e il suo Maigret, ovviamente! Oltre a lui, direi (per i dialoghi che io considero sempre bellissimi), Elmore Leonard.
    Questa autrice invece non l'ho mai letta.

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    1. Pensa che di Simenon ho letto un libro di un genere del tutto diverso Lettera al mio giudice, molto bello; i gialli invece mi mancano. Elmore Leonard invece non la conosco affatto, andrò a controllare su google. Grazie dei consigli!

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  5. Intanto grazie per la segnalazione di questo manualino, già scaricato sul kobo! Di Lackberg non ho ancora letto nulla, ma pure a me l'hanno consigliata. Io però volevo anche leggermi la serie Millenium di Stieg Larsson (i primi tre): i film mi sono piaciuti, ma anche qui mi hanno consigliato i libri.
    Ho letto molto in adolescenza di zia Agatha, adoravo la pomposità di Poirot ma forse anche di più quel peperino di Miss Marple. Ma leggevo anche gli Oscar Gialli Mondadori, quelli da edicola, senza badare all'autore. Ricordo di aver letto Perry Mason e qualcuno del commissario Maigret.
    Sul cliff-hanger, Dan Brown lo usa ad ogni capitolo! Lascia i capitoli anche corti, ma li spezza sul punto di massima, e tu non puoi far altro che girare pagina chiedendoti chi è costui, o che cavolo è successo, dov'è finito, e mò??? Si possono usare anche nel romance e la prima che mi viene in mente è Sophie Kinsella sulla serie I love shopping, dove utilizza anche questo escamotage (più quello delle lettere minatorie dei creditori sparse qua e là nel testo, per non dire che le usano anche come quarta di copertina, proprio per incuriosire le lettrici).

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    1. Anch'io leggevo gli Oscar Mondadori! Ma non ricordo il nome degli autori. Ricordo bene le lettere dei creditori della Kinsella, che ansia. Quel libro in forma leggera tratta un argomento piuttosto serio, quello degli acquisti compulsivi che possono diventare una vera malattia...Zia Agata mi manca, anche se ho visto alcuni film tratti dai suoi libri, anche di Dan Brown ho visto i film tratti dai suoi libri, idem per la serie di Stieg Larson. Ho ancora molto da leggere!

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  6. L'ho scaricato tempo fa perché ce l'avevo tra i consigli di lettura di Amazon, ma ammetto di non averlo ancora letto. Da quello che dici, sembrerebbe valerne la pena. Di fatto sembrano consigli molto utili anche per romanzi che non sono gialli veri e propri, come i miei. Sui cliff-hanger, io li uso parecchio, anche se non sempre mi piace l'uso che ne fanno alcuni autori, forse eccessivo. Di certo ci sarà moltissimo da imparare, comunque. Tra parentesi neanche io ho mai letto nulla di quest'autrice. Forse dovrei rimediare!

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    1. Il manuale si legge molto in fretta perché è corto, ma tutto sommato forse il pregio è proprio questo, non serve scrivere un tomo lunghissimo per dare consigli, in fondo poi ognuno deve trovare il suo modo di scrivere, ma partendo da alcuni punti fermi. Io leggendo il manuale ho avuto una folgorazione su una questione e il giorno dopo ho scritto un capitolo quasi di getto! Insomma il consiglio mi ha fatto pensare a una scena da scrivere. La Läckberg consiglia di non esagerare con i cliff-hanger, bisogna distribuirli ad arte, infatti anche a me non piace quando si esagera, però metterli nei capitoli giusti mantiene il lettore sulla corda e non lo fa annoiare.

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  7. Grazie per la segnalazione, scaricato subito. Io sono molto esigenze con i manuali, difficilmente ci trovo qualcosa di utile o che già non si sappia per intuizione o prassi o lettura.
    Ad esempio: Come si scrive un giallo di Patricia Highsmith, pur essendo lei una delle più grandi gialliste, e nonostante la prefazione entusiasta di Camilleri, l'ho trovato di una banalità imbarazzante. Mentre il libro scrivere Crime Story è inutile al 85%, ma il 15% è da incorniciare e io l'ho incorniciato. Contiene 20 articoli scritti da grandi giallisti americani. 17 non dicevano nulla di interessante, ma 3 di questi li ho tagliati dal libro, sì proprio staccato le pagine dal libro (alla faccia dei puristi i libri sono sacri XD) e ne ho fatti tre agili manualetti di pronta consultazione.
    Perché in pratica io faccio una distinzione fra nozioni e consigli. Le nozioni sono inutili, perché anche dopo che li apprendi non sai come applicarle nel tuo caso. I consigli sono invece regole d'oro. Uno scrittore di grande esperienza che ti svela i trucchetti del mestiere che magari apprenderai solo al decimo romanzo.
    Per me ad esempio il suggerimento cardine di uno di questi tre fascicoletti lo dà Michael Connelly, il famoso giallista americano.
    Lui dice... 'spe che ricopio:
    "Nella narrativa poliziesca c'è sempre un conflitto di base incorporato nel racconto: il crimine che deve essere spiegato e risolto dal protagonista. Ma lo scrittore (e io Marco aggiungo scrittore moderno) non può essere soddisfatto solo da questo conflitto di base. Deve inserire anche altri ostacoli. Per l'investigatore devono esserci scommesse personali da risolvere e tempeste emotive da superare, così che quando spiegherà e risolverà il crimine su cui stava indagando, avrà anche spiegato e risolto qualcosa di se stesso."
    Ecco la chiave del giallo moderno.

    La Christie è chiaramente eccezionale, ma i suoi investigatori per quanto accattivanti sono dei fantocci che sostanzialmente non mutano e hanno quasi zero implicazioni personali con il caso da risolvere.
    Della Christie ci aspettiamo questo, ma se uno scrittore moderno imitasse il suo modello difficilmente funzionerebbe. Perché la letteratura gialla si è evoluta. Connelly delinea già la scuola di Simenon.
    La sofferenza dell'investigatore per il caso, che nel risolverlo trova implicazioni di se stesso, oggi è la base, non solo per il romanzo crime, ma per tutta la narrativa di genere e non.

    Riguardo al sudore dello scrivere credo molto che dipenda da cosa si scrive.
    Adesso sto scrivendo il romanzo da presentare al concorso. Lo sto scrivendo perché quel concorso è una grande opportunità, ma nonostante il pochissimo tempo che riesco a dedicare, vado spedito perché la storia è già stata meditata in precedenza. Trae il nucleo principale da un troncone del mio grande romanzo che elaboro da quando avevo 20 anni. So perfettamente cosa scrivere e perché scriverlo e questo rispetto ai gialli che ho scritto mi sta dando una opportunità superiore.
    Fra l'altro, dato che il mio tempo è prossimo allo zero, mi sento ritornato indietro nel tempo, come Marco Polo che dettava a Rustichello da Pisa.
    Solo che io dovendo trascorrere parecchio tempo in auto, detto il romanzo a quella ragazzaccia robotica e scrupolosa di Siri, al cellulare. E dato che spesso mi lascio prendere dalla storia che sto dettando e fra la mia inflessione siciliana e il recitativo che ci metto, lei spesso capisce fischi per fiaschi e scrive delle robe incomprensibili.
    Per fortuna la trascrizione del dettato al software di scrittura la faccio la sera, così mi ricordo ancora cosa volevo dire e correggere le castronerie di Siri è più facile.
    Figurati che non sto nemmeno aggiornando l'ios del cellulare. Metti che nel nuovo aggiornamento Siri comincia a prendere iniziative e mi dice: ma perché questo poveretto lo devi ammazzare? Che male ti ha fatto, non è meglio un mondo di peace & love. XD

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    1. Grazie Marco per il lungo commento! Devo ammettere che concordo con la tua visione del giallo moderno, l'investigatore soffre nel corso delle indagini, entra in crisi e nel suo percorso migliora se stesso, i personaggi sono complessi e tormentati ed è per questo che sono interessanti (almeno i miei personaggi soffrono tanto...ma mi ispiro alla vita e c'è tanta materia da cui trarre spunto). Complimenti sei bravissimo a scrivere il romanzo utilizzando Siri! Sei davvero pieno di risorse, qualche volta ho scritto anch'io alcuni paragrafi con Siri, soprattutto quando avevo un'idea in testa e avevo fretta di buttarla giù prima che sfumasse. Quando la storia è già chiara nella testa è già un vantaggio, ma scriverla è comunque faticoso, in bocca al lupo quindi! Spero che la Läckberg ti sia utile, anche se tu sei già bravo di tuo :)

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  8. Non ho letto nulla di questa autrice, anche se mi riconosco molto nelle cose che dice sul giallo.
    In più una volta un giallista mi ha detto che ciò che distingue un giallista da un romanziere è l'animo criminale. Lui si chiede sempre "e io qui come ammazzerei una persona?" o "come ammazzerei questa persona?"
    Ecco, secondo me la plausibilità del delitto è importante. E comunque in un racconto ho ucciso virtualmente mia suocera (sfruttando una sua allergia), in un altro ho usato come arma una cosa che ho in casa e nel mio primo romanzo edito ho sfruttato un location vicina a casa mia (e ancora di più al mio posto di lavoro). Insomma, non è il caso di farmi arrabbiare...

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    1. Brrr...non ti faccio arrabbiare 😉 Molto interessante questo discorso sull'animo criminale di un giallista, in effetti io ogni tanto ho qualche fantasia omicida su alcune persone, fantasia che ho usato nei miei due gialli (è stato molto liberatorio soprattutto in alcuni casi quando il personaggio assomiglia a qualcuno che strozzerei ops volevo dire che non mi è simpatico...

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  9. Non sono una grandissima lettrice di gialli, ma amo in modo particolare Simenon e soprattutto Fred Vargas... quand'è al suo meglio, gli ultimi romanzi mi avevano delusa. Avevo letto anche in passato Agatha Christie, e l'avevo molto ammirata per l'abilità con cui, come dici anche tu, depista il lettore. Di romanzi recenti avevo letto tutta la serie di Valerio Evangelisti sull'inquisitore Eymerich, che però sconfina nella fantascienza. Sono molto originali!

    Io non sarei in grado di scrivere un giallo "classico", sebbene mi piaccia inserire nei miei romanzi elementi di mistero o enigmi da sciogliere. Non credo che si possa parlare però di veri gialli, che hanno un impianto ben riconoscibile: "Il Nome della Rosa", ad esempio, ha una forte struttura da giallo, ma al contempo è anche un romanzo storico.

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    1. Il successo de "Il nome della rosa" credo sia dovuto al sapiente mix di storia e mistero, il romanzo mi è piaciuto molto all'epoca, davvero un grande romanzo. Anche Fred Vargas manca al mio appello, ho un sacco di lacune da colmare. Di recente ho letto diversi gialli dove la trama non è tradizionale, prevale soprattutto l'introspezione.

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