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| Il tempo è una dimensione dell'anima. Sant'Agostino. |
Rovistando nel mio blog, che come sempre è piuttosto disordinato, mi sono accorta che l’ultima volta in cui avevo scelto tre parole da seguire come un faro era il 2023. Poi ho smesso. Eppure, ogni inizio d’anno, puntuale, torna quella voglia: fermarmi un attimo e cercare alcune parole che possano accompagnarmi, dare un senso al nuovo anno.
Rileggendo, ho scoperto anche di aver ripetuto alcune parole. Forse vuol dire che certi miei bisogni tornano ciclicamente: perché sono obiettivi mai davvero raggiunti, o perché, più semplicemente, mi sono dimenticata delle parole scelte negli anni precedenti. La dimenticanza è una buona candidata. Nel frattempo il 2026 è già partito in quarta, e io sono ancora qui a chiedermi in che direzione andare.
Leggo molti blogger che condividono con entusiasmo le loro parole guida e così provo a fare lo stesso, senza troppe pretese: pensare a parole che possano servirmi davvero, da tenere lì come un faro, anche quando perdo l’orientamento. Venerdì, preparando per lavoro una relazione sulle attività svolte nell’anno, mi sono resa conto di quanto il tempo sfugga: alcune cose fatte a inizio anno mi sembravano così lontane da pensare appartenessero all’anno precedente. Un anno è lungo, e spesso, senza accorgercene, ci perdiamo dei pezzi di vita.
Allora mi chiedo se abbia davvero senso scegliere delle parole da seguire. Forse sì, se servono a non perdermi di vista. Ma sento anche il bisogno che siano parole che dipendano da me, perché troppo spesso ciò che desideriamo resta appeso a qualcosa che non controlliamo.
Per questo provo a fare un piccolo riepilogo degli anni passati: per capire meglio quali parole scegliere adesso e, soprattutto, per non ripetermi (o almeno provarci).
anno 2016 tre parole per il 2016 determinazione, costanza e gioia
anno 2017 tre parole per il 2017 leggerezza, cambiamento e libertà
anno 2018 e anno 2019 nessuna parola
anno 2020 tre parole per il 2020 costanza, equilibrio e gentilezza
anno 2021 e 2022 nessuna parola
anno 2023 tre parole per il 2023 ordine, cura e movimento
anno 2024 e 2025 nessuna parola
Riflettendo sulle parole che vorrei portare con me nel 2026, me ne sono venute in mente diverse. Alcune, però, erano delle ripetizioni: cura, leggerezza. Me ne sono accorta rileggendo il riepilogo degli anni passati e ho capito che, se tornano, è perché certi bisogni continuano a farsi sentire. Ma proprio per questo ho deciso di lasciarle andare, almeno per ora, e di provare a guardare più a fondo.
Così ho cercato altre parole, concentrandomi soprattutto su ciò che sto desiderando davvero: l’esigenza interiore che sento più forte in questo momento.
La prima parola è Essenziale.
È un concetto che sento molto vicino al minimalismo che sto cercando di praticare negli ultimi anni, ma non solo in senso materiale. Essenziale, per me, significa scegliere.
Scegliere il lavoro, senza permettergli di occupare tutto.
Proteggere il tempo libero, senza sentirmi in colpa.
Significa tenere vicino ciò — e chi — mi nutre davvero, e lasciare andare il superfluo con rispetto, ma senza rimorsi.
È una parola gentile, ma ferma.
Per rendere l'essenziale qualcosa di concreto e vivibile, è importante sapere cosa conta davvero. Dire no a ciò che confonde, occupa, drena energia.
La seconda è Gratitudine.
Allenare lo sguardo su ciò che c’è, non solo su ciò che manca. In un mondo che spesso sento tremendo, scelgo di essere grata per le cose buone che ho, per le persone care che mi stanno accanto e anche per come sono, con i miei limiti e le mie risorse.
La terza è Allineamento.
Vivere in modo coerente tra ciò che sento, penso e faccio. Qui so che c’è del lavoro da fare: è un’esigenza che sento forte, ma spesso mi lascio trascinare dalle richieste degli altri, da persone che assorbono energia o trasmettono negatività. Forse è il momento di definire meglio i confini, perché l’equilibrio nasce anche dall’imparare a dire sì e no con la stessa serenità.
Ho pensato anche a una frase-mantra, qualcosa di semplice da ricordare e da tornare a leggere nei momenti di confusione:
Scelgo ciò che è essenziale per me.
Meno cose, ma più senso.
Faccio spazio a ciò che conta, lasciando andare ciò che pesa.
Infine, mentre cercavo le parole del 2026 ho trovato in un libro che sto leggendo la seguente considerazione sul tempo secondo Sant'Agostino (il romanzo è Se tu non ridi più di Barbara Perna)
"Secondo Sant'Agostino il tempo è una dimensione dell'anima. Il tempo si dilata quando hai qualcosa che ti appassiona e ti rende felice. Basta sceglierlo con saggezza come impiegarlo il proprio tempo. Liberarsi delle scorie, eliminare le cose inutili."
Vi lascio quindi con questo piccolo estratto in cui mi riconosco molto e che mi sembra proprio in linea con le mie parole e con il senso di questo post.
Voi cosa ne pensate?
Fonti immagini: heart by Pixabay

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