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Non sono più quella di ieri, non so come sarò domani, ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri. Alda Merini |
È un periodo un po’ calante in cui la mia priorità non è scrivere sul blog, ogni tanto provo a buttare giù una bozza poi mi mancano le parole, le idee e anche il senso. Sono successe alcune cose che mi hanno portato lontano. Lo scorso mese è morta Bianca, una mia collega di 55 anni, ha avuto un malore a settembre per una malattia grave e fulminante, di cui non era a conoscenza, e non si è più ripresa. Pensiamo di essere eterni, invece siamo appesi a un filo sottile che può spezzarsi all’improvviso.
In fondo, lo sappiamo: non siamo eterni. Eppure non ci pensiamo. Viviamo immersi in mille battaglie, progetti e ansie. Ed è giusto così: se pensassimo costantemente alla morte, saremmo paralizzati dalla paura, incapaci di agire.
Di Bianca mi resta impresso soprattutto il suono della sua risata. Nei momenti più difficili del lavoro, quando eravamo sommersi da urgenze e scadenze impossibili, lei arrivava con una battuta e scoppiava a ridere. Anch’io finivo per sorridere, e in un attimo la tensione si dissolveva, rendendo la giornata un po’ più leggera.
I ricordi sono strani. Scelgono cosa conservare: frammenti di immagini, suoni, sensazioni. Alcuni prevalgono, mentre tutto il resto svanisce.
Ci sono poi le solite corse di fine anno, ma non voglio sembrare un disco rotto: ormai sul lavoro è la norma. Ultimamente, però, mi ritrovo a correre anche con le letture. La biblioteca digitale concede solo quindici giorni per il prestito degli ebook, e alcuni libri che avevo prenotato sono arrivati quasi contemporaneamente. Così ho dovuto affrettarmi a finirli in tempo, al punto da provare una leggera nausea da lettura.
Finora ho già letto 40 libri, e penso che a dicembre mi prenderò una pausa o acquisterò qualche libro da leggere con più calma. Non sono sicura che leggere in modo compulsivo sia davvero utile: a volte i libri vanno centellinati e assaporati con lentezza.
Per esempio questa settimana volevo scrivere un post, ma sono stata rallentata dalla lettura di un eBook il cui prestito scade domani. Alla fine ho scritto solo poche righe e pochi pensieri sparsi su questo momento, forse va bene lo stesso.
Il nostro tempo scorre in un perpetuo mutamento, un flusso incessante a cui non possiamo opporci. Di fronte a questa realtà sempre più complessa, forse l’unica via saggia è accettare il cambiamento come una costante universale, riconoscendo l’inutilità di resistervi. Possiamo solo cercare di cogliere il fluire del tempo e dei momenti fugaci, afferrando l’attimo prima che svanisca, vivendo con consapevolezza e, quando possibile, con gioia.
Fonti immagini: Pixabay
12 commenti:
La tragedia della tua collega mia coetanea è davvero straziante, una donna con - immagino - mille progetti, a settembre tornata dalle vacanze, avrà, come tutti, rimpianto l'estate, magari aspettava Natale, ambiva alla pensione e in attimo il suo tempo si è azzerato. Non pensiamo mai che potrebbe capitare a chiunque. Sono molto allineata con questo tuo post, ne ho in mente uno, che spero di pubblicare entro domani, purtroppo anch'io partendo da un lutto, anzi ahimè due. Venendo alle letture io sono oltre 60 libri, non è una gara e il numero significa anche poco - ci sono libri di 400 pagine e raccolte di brevi racconti che arrivano a malapena a 100 - ho prenotato (proprio invogliata da te, sinceramente) alcuni e book in biblioteca ma poi mi sono resa conto che questo prestito di 15 giorni che poi puf se non ce la fai il digitale ti sparisce dal dispositivo non fa proprio per me, non che non legga e book, anzi ma per il prestito meglio il cartaceo. Sì, stiamo fagocitando tutto, anche la lettura, io non riesco proprio a scendere dalla giostra. Ti abbraccio, Giulia.
Sì è stata davvero una tragedia e quando succede a qualcuno molto vicino a noi ci sentiamo spiazzati. Per alcuni giorni ero come in trance, ripetevo come un mantra “perché, non è giusto, non è possibile” e tante altre parole così. Tutti al funerale eravamo inebetiti e in lacrime. In questi giorni penso sempre ai giorni che ho davanti e mi chiedo quanto tempo mi resta davanti, lo so che sono pensieri che in questi casi sono inevitabili e poi, lentamente, ritorneremo alle nostre vite e ce ne dimenticheremo, nel senso che non ne parleremo, ma sarà sempre lì in un angolo della nostra mente e del nostro cuore.
Invece per gli eBook in prestito credo che il metodo sia quello di prenotarne pochi, magari uno alla volta. Per ora mi fermo un po’.
Mi dispiace moltissimo per la tua perdita. Purtroppo è vero, non siamo eterni, come diceva qualcuno "del domani non c'è certezza" e secondo me va bene così, così ci rendiamo conto davvero di vivere nel qui e ora, che niente è scontato. Apprezzare la vita anche se non va sempre tutto come sperato, e accettare quello che non possiamo cambiare.
Anche a me viene la nausea da lettura, sopratutto dopo le saghe o i libri troppo lunghi ho bisogno di temppo per far "marinare" quello che ho letto e poi passare ad altro! Comunque che servizio usi per prendere in prestito gli ebook? Sembra interessante!
Eh cara Barbara, siamo proprio un granello di polvere, ma non possiamo farci nulla. Riguardo alle letture mi piacerebbe comprare tutti gli eBook, però dati i prezzi che hanno raggiunto preferisco prenderli in prestito dalla biblioteca digitale, magari devo stare attenta a non prenotarne troppi, poi ci sono anche autori meno gettonati che hanno subito gli eBook disponibili, per esempio la serie di Paolo Regina l’ho letta così, come pure quella di Filippo Venturi, quando non era ancora molto conosciuto. Con gli eBook che costano oltre 10 euro l’uno il prestito è sicuramente più conveniente.
Grazie Nicole, dobbiamo accettare la vita con quello che ci porta, non possiamo fare altro. Per i libri ho attivato il prestito bibliotecario on line attraverso la Biblioteca Sala Borsa di Bologna, si fa la tessera della biblioteca e si attiva il prestito on line attraverso un codice utente e una password. Credo sia un servizio attivo in diverse città.
Sul fatto che siamo "precari" e le cose possono accadere all'improvviso capisco pienamente e mi riprometto di scrivere un post sull'argomento a fine anno.
Naturalmente ti porgo le mie condoglianze, capisco che è stato un grosso dolore per te.
Grazie delle condoglianze Ariano, siamo esseri precari ma viviamo come se non lo fosse, magari è giusto così, leggerò molto volentieri il tuo post di fine anno sperando non significhi che c’è una perdita anche nella tua vita…
Cara Giulia, toccare con mano la sofferenza e l'assurdità di certi avvenimenti della vita ci costringe a considerazioni profonde che ci aiutano a continuare a vivere. Mi spiace per la tua collega, quante persone intorno a noi che, sempre più giovani, si ammalano improvvisamente e muoiono. La nostra solida scienza non riesce ancora a proteggerci dal male di quest'epoca. L'unica alternativa è godere del tempo che abbiamo come se fosse l'ultimo, assaporandolo senza fissare obiettivi sempre più grandi che ci imponiamo, sfinendoci. Siamo davvero al pari di un soffio nell'equilibrio del mondo, ma abbiamo la speranza e, per quanto riguarda me, l'insensata certezza, di poter vivere a lungo, per fare cosa poi, se passiamo tutto il nostro tempo a corrispondere ad aspettative di altri, fossero anche i nostri lettori attraverso i nostri blog!
Persino con le letture ci lasciamo andare a ritmi serrati!
No, non fa per me. Da tempo ho assunto l'atteggiamento che tu chiami del centellinare, del leggere con gusto e con lentezza, perché certi testi, non certo tutti, sono così profondi e rivelatori che hanno bisogno di spazio e di tempo. Non ho mai contato i libri letti nel corso dell'anno proprio per questa ragione. Il regalo più bello che possiamo farci è smettere di correre anche dietro alle cose che amiamo. Il tempo passa in un soffio, noi rischiamo di perdercelo. Ti abbraccio forte, condoglianze
Grazie Elena. Centellinare le cose per godersele davvero é un buon atteggiamento da seguire, anche se poi talvolta, inevitabilmente, ci lasciamo travolgere dal solito vortice.
Spesso ci sentiamo invincibili, a me capita in effetti, poi arriva qualcosa a ricordarci che siamo esseri precari e limitati.
Immagino cosa significhi, Giulia. Anni fa capitò una cosa simile a una collega di Lettere della quale ereditai la classe. Doveva avere sui 58/60 anni. Proprio ieri riflettevo assieme a mio marito su quanto sia ormai una fortuna arrivare a invecchiare. Se si pensa non solo alle malattie ma agli incidenti o a tutto quello che può capitare a qualcuno che amiamo... Hai ragione tu, le parole con cui chiudi questo post sono quelle perfette. Ti invio un grande abbraccio e ti auguro buon anno, Giulia.
È vero Luz, invecchiare è una fortuna, con tutte le rughe e i problemi che può comportare, soprattutto pensando ai casi in cui persone ancora giovani ci lasciano all’improvviso mentre hanno ancora tanti progetti ancora in corso. Buon anno Luz di cuore a te e a tuo marito
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