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Il talento senza allenamento è inutile.Mark Twain |
Nel mese di agosto, approfittando di qualche momento libero, ho provato a riprendere a scrivere. Tuttavia, mi sono resa conto di non avere così tanto tempo a disposizione. Ci sono stati solo un paio di giorni in cui, senza particolari impegni, mi sono seduta al computer per tentare di scrivere. All’inizio, per un paio d’ore non sono riuscita a produrre nulla: ho semplicemente riletto vecchi appunti su idee da sviluppare. Poi, finalmente, sono riuscita a mettere insieme alcune righe e, con fatica, ho completato due capitoli del mio (forse) nuovo romanzo. Ho capito che, come l’appetito vien mangiando, anche la scrittura vien scrivendo. Bisogna passare del tempo davanti alla pagina bianca per riflettere, e pian piano le idee iniziano a prendere forma. Naturalmente, è essenziale avere una chiara progettazione della storia; non si può procedere a tentoni, guidati solo dalla fantasia, ma occorre avere ben chiara la trama, nella mente o su carta.
Il talento senza allenamento è inutile. Mark Twain
Ma come fare a trovare il tempo quando il mondo intorno a te manovra per succhiarti via il tempo e, soprattutto, tutte le energie? Con l’inverno che si avvicina potrei dedicare qualche sera alla scrittura, se non crollo miseramente addormentata sul divano, mi sono ripromessa di provarci ma finora sono riuscita a mettermi davanti al pc solo un paio di volte e con una produzione limitata di righe. Non riesco più a trovare neanche il tempo per scrivere un post figuriamoci per scrivere un romanzo. Tuttavia non voglio arrendermi, infatti ho deciso di scrivere almeno un post sul blog e proprio su questo argomento, proprio perché ormai sto trascurando anche il blog, anche in questo caso se non decido di mettermi davanti al pc per scrivere non arrivo a niente.
Parlando però di “progettazione”, c’è un problema che mi perseguita da un po’, per il mio giallo ho in mente una storia, ma non so se voglio davvero raccontarla, è tratta dalla realtà, purtroppo è una storia molto cruda ed è anche uno dei motivi per cui tentenno e non riesco a trovare la giusta direzione. Forse dovrei trovare un’idea differente ma altrettanto forte e stimolante. Nel frattempo leggo libri, non sulla scrittura, semplici romanzi, perché leggere aiuta sempre.
La progettazione narrativa è quel processo di strutturazione e pianificazione di una storia, considerando i personaggi, l’ambientazione, la trama, i temi e i conflitti. In pratica si tratta di creare una “mappa” della storia prima di scriverla, per darle una direzione chiara e una struttura solida. Per molti miei romanzi spesso il progetto era ben chiaro nella mia mente e sapevo esattamente dove volevo arrivare. Oggi invece, forse a causa del dilemma di cui ho parlato sopra, sono parecchio in alto mare.
Al momento ho solo due punti fermi
Ambientazione: città di Bologna e dintorni
Personaggi principali: Saverio Sorace vicequestore e Sara Castelli criminologa, che sono sempre gli stessi della serie con i loro tormenti interiori da risolvere.
Manca la trama, il tema e il conflitto, mica poco!
Nel primo episodio della serie buona parte della trama è nata dagli stessi personaggi, perché ovviamente avevo ancora tutto da raccontare della loro vita. Negli episodi successivi, oltre alla storia dei personaggi che aveva un suo sviluppo, c'erano dei temi che sentivo fortemente di voler trattare e da lì scattava anche la trama. Ora invece sono in stallo.
Non so se riuscirò a trovare la mia “mappa” per non perdere la rotta nel processo di scrittura. Per il momento ho condiviso con voi questi pensieri. A volte arrovellarsi per cercare una soluzione, anche con la scrittura di questo post, può servire a trovarla, chissà.
Voi cosa ne pensate?
Fonte immagine: creazione di Chat Gbt
16 commenti:
Mark Twain aveva ragione. Occorre essere costanti ma è tutt'altro che semplice. Finché ero operaio non riuscivo a combinare molto. Troppo pesante il lavoro.
Per trovare la giusta direzione credo che la lettura sia un buon sistema. Alla lunga "qualcosa" emerge. Ma bisogna pensarci su, come diceva il Manzoni.
Non arrenderti, le idee arriveranno, e leggere nel frattempo è un ottimo modo per alimentare l'ispirazione.
Ah, questo maledetto tempo che ruba tutti gli spazi dedicabili alla creatività! Però, almeno pensarci è importante, poi la costanza si allena pure: oggi un'ora, domani un'ora e dieci minuti... a piccoli passi. L'unica cosa alla quale non dobbiamo rinunciare (nemmeno per la scrittura) è la lettura: è da quella che arrivano gli input più efficaci.
Come si dice nei manuali di scrittura "scrivere è riscrivere". Per creare un romanzo ci vuole sicuramente anche tempo e concentrazione, la voglia di scrivere da sola serve solo in parte. Però è il punto di partenza, se c'è quella poi viene voglia di trovare anche il tempo e la concentrazione per dedicarcisi.
Ti confermo per esperienza diretta che se si sta tanto tempo senza scrivere si perde un po' anche l'abitudine a farlo, a quel punto è solo questione di voler ripartire. Mi pare di capire che tu stai cercando di farlo ;-)
Ho più tempo di te ma vivo un dilemma simile, più che altro è la mancanza di slancio che di ore da dedicare ma il risultato è pressoché identico. A me aveva aiutato il consiglio di scrivere almeno 2000 battute al giorno fisse, quando stavo scrivendo per il torneo IoScrittore. Ora di quel romanzo non mi convinceva per niente il finale, ma tanto, a proposito di finale, non sono arrivata alla seconda parte del concorso quindi non era più necessario avere il testo pronto. Così ora posso/potrei/dovrei cambiarlo, più o meno l'ho fatto ma anche rimpolpare l'interno. L'idea che mancava mi è venuta qualche giorno fa, ed ero anche piuttosto contenta a riguardo, poi però già era un periodo molto difficile al lavoro in più è arrivato un rifiuto che mi ha ucciso per cui è partito il consueto "cosa scrivo a fare!" e l'idea sta lì mezza scritta e mezza no. Il problema è la vita che si scontra con la scrittura e la vita ha quasi sempre la meglio, forse è anche giusto così.
Grazie Marco, leggere è un buon esercizio e intanto penso…
Grazie Giuseppe, benvenuto nel mio blog. Cercherò di non arrendermi, diciamo che, intanto, mi prendo un po’ di tempo per meditare.
Cara Marina, non ho mai letto tanto come in questo periodo, merito anche del prestito sulla biblioteca digitale che mi spinge a terminare la lettura prima che scada il termine.
Un’ora al giorno sarebbe oro, ma dopo otto-nove ore di lavoro non solo non ho la forza ma proprio il vuoto pneumatico in testa. Vedo meglio ritagliarmi tre o quattro ore nel week end, ma vedremo.
È vero Ariano, credo di aver perso un po’ l’attitudine a scrivere dopo il periodo di inattività, ma c’è la voglia di tornare a farlo, il che è già un progresso considerato che ero molto demotivata nell’ultimo anno, quindi incrocio le dita per una ripartenza scrittoria…
Ciao Sandra, avere uno scopo come il torneo di IoScrittore è sicuramente un grande stimolo, avere un obiettivo aiuta sempre. Pensa che io ho scritto il mio primo romanzo per partecipare a un concorso letterario bandito dalla Mondadori su Donna Moderna. Poi ovviamente non ho vinto ma intanto il romanzo l’avevo scritto e, dopo l’ho revisionato e migliorato.
I rifiuti delle case editrici scoraggiano molto e influiscono sulla voglia di scrivere, quindi ti capisco benissimo, ti consiglio di lasciar decantare la tua idea e poi ritornarci su, in barba ai rifiuti.
Sono un po' confusa: hai una storia che ti tormenta, in senso buono, ma non sai se vuoi raccontarla. Ma c'è. Esiste. Ti tormenta dunque a mio avviso devi raccontarla. Hai solo due punti fermi: personaggi e ambientazione. Ricapitolando, hai i personaggi, i tuoi personaggi amati, Bologna e la tua storia terribile cruda, violenta, che ti aspetta. Sono convinta che l'appetito vien scrivendo. Io mi farei meno problemi e comincerei a scrivere. Progettare va bene, ma se hai un'ispirazione, anche solo un attimo di feroce fantasia, prendilo, coglilo, afferralo.
Se non facessi così, non scriverei più nulla.
Cara Elena, mi piacerebbe seguire il tuo consiglio e seguire l’istinto, sto tergiversando per capire se mi arriva un’idea più affrontabile, ma altrimenti lascerò che la scrittura prenda il suo corso. In ogni caso vorrei progettare una scaletta per facilitarmi il lavoro una volta avviato, perché un giallo senza determinati punti fermi non si sviluppa nel modo corretto e parlo per esperienza. Nel mio primo romanzo ero partita da un’idea precisa e poi sono andata avanti sviluppando i personaggi ma, a un certo punto, ho dovuto fermarmi per capire dove volevo arrivare. È così, o ti fermi prima di partire o ti fermi dopo.
Che la scrittura venga scrivendo è proprio vero. Per questo motivo cerco di mantenere vivo e attivo il blog, nonostante inghippi e imprevisti che consumano il mio poco tempo libero. Ogni tanto scrivo un racconto e raccolgo una storia vera per Confidenze, però il romanzetto è là in un angolino. Avevo anche pensato di sospendere il blog e concentrarmi sul manoscritto, ma il rischio (piuttosto elevato, perché mi conosco e lo so) è che comunque non scriverei tanto quanto scrivo per il blog. Così che alla fine non avrei né l'uno né l'altro. Quindi, mi tengo stretto il blog proprio per tenermi in attività.
Come dire: se non puoi correre la maratona, va bene anche una passeggiata per restare in forma. :)
In quanto alla tua trama: ce l'hai, e lo stai dicendo tu stessa. "ho in mente una storia, ma non so se voglio davvero raccontarla, è tratta dalla realtà, purtroppo è una storia molto cruda" e dopo "dovrei trovare un’idea differente ma altrettanto forte e stimolante". Quindi questa storia molto cruda la riconosci come "forte e stimolante", la tua mente già vorrebbe scriverla. Cosa ti blocca? Il fatto di non renderla bene su carta quanto la stai invece pensando? Il giudizio dei lettori perché è molto cruda, insanguinata o terribile? Beh, scrivere gialli porta inevitabilmente a questo, qualsiasi quotidiano ha una ahimè nutrita sezione di cronaca nera.
Per altro, anch'io per Halloween sono alle prese con una scena forte... la sto girando e rigirando mentalmente, così che quando arriverò a scriverla saprò come procedere. Del resto, dovrebbe essere un racconto dl terrore, non posso sempre scrivere col freno a mano tirato!
Ciao Barbara, scrivere per il blog, ma soprattutto scrivere racconti, nonché le storie vere (che hanno bisogno di delicatezza e tatto per renderle al meglio) è sicuramente un modo per mantenersi in esercizio per la scrittura, quindi fai bene.
Anch’io sto cercando di mantenere la scrittura del blog nonostante tutto. Ho la storia in testa per il mio romanzo, non mi preoccupa renderla bene su carta (certo anche quello) ma le emozioni in cui dovrei immergermi per scriverla. Comunque è stato molto salutare poter condividere con voi questi pensieri, sicuramente è servito per schiarirmi le idee.
In bocca al lupo per il tuo racconto di Halloween!
Forse varrebbe proprio ispirarsi alla realtà, ma chiaramente modificandola a servizio della tua trama. Immagino che anche la storia fra i due sia in progress, quindi corre parallelamente al caso che seguono. E magari proprio quel caso mette in discussione un aspetto dei loro rapporti...
Cara Luz, la realtà è una grande fonte di ispirazione e, oserei dire, purtroppo visto quello che ogni giorno sentiamo al telegiornale. La storia tra i due protagonisti è in evoluzione ma non in crisi per i casi su cui tocca indagare, ma per il mondo in cui sono immersi che è poi anche il nostro, qui la realtà c’entra molto. Tuttavia la tua idea non è affatto male…prendo nota 😀
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