mercoledì 1 giugno 2016

L'amore che ci manca

Il mio nuovo romanzo




Presentazione: quarta di copertina

Si dice che la vita cominci a quarant’anni e potrebbe essere così per Linda Sarti che alle soglie dei quaranta sembra avere tutto quello che una donna possa desiderare: è bella, ha un marito che la ama, una figlia adolescente e un lavoro in cui si è pienamente realizzata.
Invece proprio nell’anno del suo quarantesimo compleanno tutte le sue certezze crollano: suo marito la lascia per inseguire un nuovo amore più giovane, sua figlia sempre più irrequieta nei suoi conflitti adolescenziali tende ad attribuirle l’origine di quel fallimento matrimoniale. Il suo lavoro forse non costituisce quello che lei davvero desiderava ed è diventato fonte di enormi responsabilità e preoccupazioni che la schiacciano ogni giorno di più.
Dopo due anni Linda, che nel frattempo ha cercato di riorganizzarsi l’esistenza, non è affatto soddisfatta di come è diventata la sua vita che ha assunto quasi la forma di un’oppressione quotidiana. E poi un giorno al lavoro accade qualcosa di talmente grave che la costringe a riflettere su quello che davvero vuole realizzare nella sua vita.
Si aggiunge a questo momento di grande confusione la malattia di sua zia, importante figura familiare rimastale dopo la morte dei suoi genitori, e Linda lascia momentaneamente il lavoro per cercare di aiutarla in questo difficile momento. Torna nel paese natale e incontra Giulio, l’amore della sua giovinezza, il ragazzo che ha amato disperatamente per cinque anni. Rivederlo riaccende in lei i ricordi e quell'amore che credeva dimenticato.
Anche Giulio sembra cambiato. Inaspettatamente le riserva tutte quelle attenzioni che un tempo evitava, perché allora l'aveva lasciata? Cosa era successo anni prima? Perché all'improvviso sembra non poter più fare a meno di lei? Linda è costretta a tornare con la mente agli anni in cui viveva lì e al punto in cui ha fatto determinate scelte tra cui quella di partire. La sua permanenza forzata in quel luogo diventa un viaggio interiore alla scoperta di se stessa e anche di risposte che allora erano rimaste sospese.

Ci sono amori che restano fermi nel tempo, incompiuti e irrisolti. Possono tornare nella memoria come un alito di vento e sfiorarci appena  per un momento o possono riesplodere impetuosi come un temporale d’estate.
«Non lo sapevo che quello che provavo era amore. Non sapevo che non avrei più provato lo stesso, dopo di te.»

Che posso dire di questo romanzo? Prima di tutto che era una storia dentro di me da molto tempo. Ho iniziato a scriverla nel marzo del 2015 con un altro titolo e con nomi dei personaggi diversi. Mi ero fermata al primo capitolo perchè nel frattempo ero stata coinvolta dalla stesura di Fine dell'estate. Però nel frattempo i miei personaggi cominciavano a vivere una loro esistenza, andavano avanti quasi per conto proprio e ogni tanto mi ossessionavano con la loro richiesta di vita. 
Una volta ho viaggiato in autostrada per un percorso medio lungo dimenticandomi di accendere l'autoradio.
Per tutto il percorso ho vissuto i loro incontri, i dialoghi, le emozioni dei personaggi. Quando sono arrivata a destinazione mi sono quasi stupita di come il tempo del viaggio mi fosse volato via in un soffio.
Così ho dovuto ascoltare le loro pressanti richieste e ho ripreso la storia da dove l'avevo interrotta, che poi era praticamente l'inizio, il loro incontro dopo tanti anni. 
E dopo non ho fatto altro che scrivere, quasi in trance. A volte, in alcuni momenti della giornata, mentre ero impegnata al lavoro o in ordinarie faccende quotidiane, mi veniva in mente una situazione particolare che coinvolgeva i miei personaggi di cui volevo scrivere e tiravo fuori un foglio di carta, il retro di uno scontrino o un post it e prendevo appunti. 
Così se volevo tornare a vivere una mia vita, dovevo finire di scrivere la loro storia in modo da lasciarli finalmente andare per la loro strada, perchè come scrive Gianrico Carofiglio in un suo romanzo "Chissà cosa succede poi. Dopo l'ultima pagina, quando il romanzo finisce."



18 commenti:

  1. Non trovi bello quando i personaggi si evolvono dimostrandoci di non essere monodimensionali?

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    1. Caro Marco, scrivendo ho scoperto che i personaggi sono indipendenti e ti guidano portandoti sulla loro strada, può sembrare una cavolata ma succede proprio così. Un po' come i figli, cerchi di guidarli ma sono loro che decidono.

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  2. Anche nel mio romanzo c'è una zia importante. Ti auguro il meglio per questa tua nuova fatica, Giulia. Che bellezza che ti senti così sicura col self, davvero. Un abbraccio e brava Giulia e brava Giuliaaaaa sempre Vasco Style.

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    1. Grazie Sandra! È bello scoprire di avere cose in comune con i nostri personaggi, anche se nel mio romanzo la zia è una comparsa, spunto importante però per il ritorno nei luoghi di origine. Non è che mi senta del tutto sicura con il self, ma ho sentito pareri su alcune case editrici terrificanti e quando ho finito il mio romanzo avevo solo voglia di farlo volare libero, non potevo farcela ad aspettare i tempi di una casa editrice. Un abbraccio Sandra!

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  3. Bravissima Giulia! Complimenti! ^_^
    E in bocca al lupo per questa nuova avventura! :)

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    1. Grazie Monica! Come si dice: viva il lupo!
      *_*

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  4. Sei velocissima! Io il mio romanzo l'ho iniziato nel dicembre 2010 e lo sto ancora revisionando. Va be' che vado avanti a forza di mezz'ore e che dedico sicuramente molto più tempo al blog, ma spero prima o poi di finire comunque e pubblicare.

    La trama del tuo romanzo è accattivante e penso che il tuo blog possa essere fondamentale come vetrina. Far conoscere il proprio blog è forse un pelino più facile rispetto a far conoscere direttamente un proprio libro.

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    1. Grazie Ivano, i miei tempi di stesura sembrano veloci, ma sappi che uno dei motivi è che scelgo di sacrificare il blog, non scrivo mai più di un post a settimana, salvo determinate e sporadiche occasioni particolari. Inoltre a volte dedico intere giornate di ferie per poter scrivere, soprattutto quando entro nel vivo della storia. Pensa che una volta ho preso due giorni di ferie e non l'ho detto a nessuno per poter scrivere in pace. Insomma faccio parecchi sacrifici. Inoltre arrivo a un punto in cui ho bisogno di concludere e staccarmi dalla storia, altrimenti rischio di odiarla... Sono contenta che trovi la trama accattivante: è una storia sulle seconde possibilità e contiene molte verità sulle ansie e sui dolori che accompagnano la fine e l'inizio di un amore, un matrimonio o un semplice periodo della propria vita.

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  5. Io te l'ho detto anche altrove: tu sei una fucina di idee e una macchina sforna romanzi. Ti faccio i complimenti per questa tua capacità e per la nuova uscita che sarà interessante come le altre.
    Vaiiii, Giulia! :)

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    1. Grazie Marina! Non sai quanto mi fa piacere il tuo apprezzamento, il fatto è che spesso ho delle storie in testa che vogliono uscire a tutti i costi. Non nego che sapere di poter pubblicare è una spinta ad andare avanti con la scrittura. Spero di aver fatto un buon lavoro e che la storia piaccia a coloro che avranno voglia di leggerla. Io però aspetto il tuo prossimo romanzo, ho visto come scrivi e ho proprio voglia di leggerlo *_*

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  6. Bravissima e congratulazioni per il romanzo! La trama è molto interessante, vedrai che piacerà a molti!😊 A presto!😘

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    1. Grazie Vanessa! Speriamo che sia una storia che appassioni e conquisti 😘

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  7. Complimenti Giulia!
    Questa è la versione definitiva o inviti a consigli e commenti?

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    1. Carissima Lisa, sarebbe la versione definitiva, ma se vuoi darmi un consiglio è sempre ben accetto...il vantaggio degli eBook è che si possono aggiornare *_*

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    2. No, no, va benissimo, era solo per sapere.
      L'immagine di copertina l'hai scelta tu?
      Non so se è un caso ma la frase "Ci sono amori che restano fermi nel tempo, incompiuti e irrisolti. Possono tornare nella memoria come un alito di vento e sfiorarci appena per un momento o possono riesplodere impetuosi come un temporale d’estate" mi ricorda molto quella di Isabel Allende in quarta del suo ultimo libro: "Ci sono passioni che divampano come incendi fino a quando il destino non le soffoca con una zampata, ma anche in questi casi rimangono braci calde pronte ad ardere nuovamente non appena ritrovano l’ossigeno.”

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    3. Caspita ho quasi citato Isabel Allende senza saperlo! Quella frase mi è sgorgata spontanea una mattina mentre mi preparavo per andare al lavoro, pensavo alla mia quarta e a quello che voleva trasmettere, che poi doveva essere il senso della storia, e mi è venuta quella frase. Così ho tirato fuori un foglio di carta e l'ho scritta di getto prima che volasse via dalla mia mente.
      La frase della Allende è bellissima, non conosco il ultimo romanzo dopo vado a vedere su iBooks. Questa tua osservazione mi fa esultare vista la casualità. L'immagine della copertina l'ho scelta io, anzi tutta la copertina l'ho fatta io. Ho visionato centinaia di immagini libere da copyright e quando ho visto questa ho capito che era la mia copertina, anche se fino all'ultimo non ne ero sicura perché continuavo a cercare altre immagini. Ma questa mi aveva colpito al cuore, un po' come avviene con l'amore (e ho fatto anche la rima!) ma la copertina ti piace?

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  8. È una frase molto bella.
    Anche la copertina mi piace e l'immagine è molto bella. Personalmente non sono amante dei matrimoni quindi non mi chiama a sé, però capisco bene quel "mi ha colpito al cuore", perché anche il mio titolo e la copertina che vorrei per il mio romanzo sono "quelli" e non sarei contenta con nessun'altra soluzione.

    La protagonista del romanzo ha 40 anni ma la ragazza della foto ne ha molti meno, mi ha colpito questo dettaglio per questo ti ho chiesto se hai scelto tu la foto o se te l'ha imposta la casa editrice. Crea curiosità, il che fa bene alle vendite. :D

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    1. Hai uno spiccato spirito di osservazione mia carissima Lisa (mi piace molto il tuo nome, la mia protagonista si chiama Linda ma per un po' avevo pensato a Lisa). Sì la protagonista ha 40 anni ma l'amore che ritrova è quello dei vent'anni, la storia oscilla quindi tra presente e passato, tra i sogni che pensavamo di realizzare da giovani e quello che è poi diventata la vita da adulti, quando ci chiediamo: è questa la vita che volevo?

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