domenica 19 marzo 2017

Città letterarie

Con questo post aderisco al meme di  Ariano Geta  sulle città letterarie raccontate da noi bloggers scribacchini nei nostri romanzi, al meme ha subito aderito anche Cristina M. Cavaliere 

Parliamo quindi delle città letterarie descritte nei miei romanzi e non posso non partire dalla città di Bologna essendo un luogo che ho riproposto in tutte le mie trame, oltre a essere la città in cui vivo e che amo.


Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po' molli,
col seno sul piano padano e il culo sui colli.Francesco Guccini
Bologna è una costante nelle mie storie, i miei protagonisti viaggiano, partono e ritornano e, spesso, in questa città finiscono con il fermarsi, oppure talvolta ripartire.
Essa rappresenta un luogo dell'anima dove approdare e ritrovare una speranza, un sogno, un nuovo inizio.

E di Bologna vi propongo due estratti da Fine dell'estate e da L'amore che ci manca 
“Bologna è una città strana, la si scopre poco per volta. Mostra la sua bellezza lentamente, attraverso le sue strade fatte di portici che si aprono di fronte a piccoli gioielli monumentali inaspettati”

Estratto da  “Fine dell'estate.” 

“E adesso si ritrovava in quella città dove avevano passato insieme tanti momenti e lui non poteva fare a meno di ricordarli con rimpianto. Girò per un po’ tra i vicoli del centro e ritrovò quell’atmosfera che aveva sempre amato. Stava cercando il coraggio di andare da lei”

Estratto da  “L'amore che ci manca.”

Un'altra città di cui parlo nel mio romanzo La libertà ha un prezzo altissimo è New York 

New York aveva tutta l’iridescenza dell’inizio del mondo.
(F .Scott Fitzgerald)
Nel mio libro parlo della New York fiduciosa nel sogno americano che esisteva prima dell'attacco alle Twin Tower, anche se la foto che propongo è la New York di oggi, ferita ma tesa ancora verso il futuro.
È una città che mostra una faccia dell'America che non trovi negli altri luoghi. È la città che non dorme mai, ma quella dove concretizzare i sogni, dove l'umanità variegata che incontri è un condensato incredibile di storie da vivere e da scrivere.

“New York ti sorprendeva con condizioni meteorologiche talvolta imprevedibili, forse era la vicinanza con l’atlantico, ma fino al giorno prima c’era una bruma densa decisamente invernale e sabato invece sembrava già un inizio di primavera”

Estratto da “La libertà ha un prezzo altissimo.” 

Altra città di cui vorrei parlare è Roma, è una città che compare nel mio primo romanzo perché la protagonista ci va a vivere per un certo periodo dopo il suo rientro in Italia. Nel mio secondo romanzo i due protagonisti arrivano a Roma loro malgrado per motivi di lavoro dei genitori e in questa città vivono la loro separazione forzata. Roma era presente nei miei pensieri prima ancora di conoscerla, quando finalmente ci sono stata ho scoperto un'atmosfera magica, la stessa che avevo immaginato e ogni volta che ci sono tornata, per vacanza e per lavoro e in stagioni diverse, ho sempre riprovato questa bella sensazione.

Roma città eterna
“Giro per la città senza meta, guardando negozi e riconoscendo monumenti visti prima solo in cartolina, infine mi siedo sui gradini di Trinità dei Monti, osservo la fontana della “barcaccia” zampillante di acqua e i tanti giovani intorno a me. E’ quasi primavera e Roma è splendida, questa città mi dà la sensazione di essere in vacanza.”

Estratto da. “La libertà ha un prezzo altissimo.” 

E infine vi parlo di una città immaginaria, Fiorita, la piccola città di provincia dove vivono i due giovani protagonisti di Fine dell'estate. Ognuno può trovarci delle assonanze con altre piccole città che popolano il nostro bel paese. Come scrivo nelle note al romanzo “Fiorita è un nome di fantasia, ma puoi trovarlo nella realtà delle piccole cittadine di provincia di cui si compone il nostro bellissimo paese a forma di stivale, pieno di bellezza e contraddizioni.”
La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre. Albert Einstein
Fiorita, un paese di poco più di diecimila anime che, a dispetto del suo nome, non esibiva nessuna distesa di fiori, ma solo marciapiedi sconnessi e polverosi, si erge sopra una lieve collina della Puglia settentrionale al confine col Molise e a quaranta chilometri dal mare adriatico, viveva il suo momento di quiete desertica e assonnata del primo pomeriggio, l’ora chiamata “controra”.”

Estratto da  “Fine dell'estate.” 

Spero che le mie città vi siano piaciute, ma a parte l'ultima, le conoscete? Avete una città del cuore?

12 commenti:

  1. Hai davvero offerto una bella versione del meme di Ariano. Anch'io amo Bologna e Roma, forse più della mia città, Firenze, se intendiamo il centro e non la periferia dove vivo. Con Bologna ho avuto sempre molto a che fare, fino al 2012. Mentre a Roma ci ho vissuto per dieci giorni nel 2000, dopo averla visitata alcune volte in precedenza.
    Mi piace anche molto il nome Fiorita.
    Buona domenica, Giulia :-)

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    1. Grazie Ivano! Il meme di Ariano mi era piaciuto subito e ho capito che ben si prestava a parlare delle città letterarie dei miei romanzi, sono tutte città che fanno parte del mio vissuto e le conosco abbastanza bene. Sono contenta che ti piaccia il nome Fiorita, è un nome che ho cercato a lungo perché non sapevo bene come chiamare il mio piccolo centro immaginario. Buona domenica anche a te :-)

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  2. Mai stata a New York, tante volte a Roma, solo 2 a Bologna, dove mi riprometto sempre di tornare.
    I paesini inventati sono pieni di suggestioni e raccolgono sensazioni prese qua e là, ne ho anch'io uno Borgosole, al mare, e un paesotto in provincia di Treviso. Sandra

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    1. Borgosole è un bel nome, verissimo i paesi inventati si prestano bene a fare da collettore di suggestioni diverse, ed è un modo per lasciare più libera la creatività o, se vogliamo, la libertà di raccontare certe realtà.
      New York è una città particolare, se ti capita vale la pena visitarla.

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  3. Grazie per la citazione :-) Roma la conosco bene, a Bologna ci sono stato solo di passaggio. Fiorita è un bel nome, meriterebbe una città reale :-D

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    1. Citazione dovuta, il meme è tuo! Mi sono piaciuti molto tutti i tuoi post sulle città letterarie. Sono contenta che il nome Fiorita piaccia :D

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  4. Mai stata a New York e temo che soffrirei di claustrofobia in mezzo ai grattacieli alti, però mi piacerebbe passare intere giornate a Central Park. Bologna vista solo di sfuggita una volta, dalla stazione al centro. Roma...ci siamo concesse una pazzia tra sorelle, un tour a piedi di Roma in tre giorni, solo che ne avevamo solo due e sotto il sole afoso di giugno! :)

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    1. Centrale park è un'oasi di verde magnifica! Roma è incredibile, ma con il caldo è faticosa da visitare, io ci sono stata diverse volte in tutte le stagioni, ma il periodo in cui l'ho apprezzata di più non è sicuramente l'estate, in primavera e in autunno è meravigliosa. Però la città del mio cuore credo sia ancora Bologna nonostante ogni tanto avrei voglia di andare a vivere al mare :-)

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  5. A Bologna non sono mai stato, mentre di Roma conservo il ricordo di una città con un traffico spaventoso.
    Io ho scritto un ciclo di racconti autobiografici ambientati a Torino. Quando poi sarà il tempo, un giorno li pubblicherò. :)

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    1. A Torino ci sono stata solo una volta un solo giorno, in pratica ho visto molto poco. Allora aspettiamo il tempo dei tuoi racconti torinesi;-)

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  6. Grazie della citazione, Giulia. :-)
    Conosco le città che hai inserito nei tuoi romanzi, tutte interessanti e affascinanti, ognuna a modo suo. Roma è quella che preferisco, anche se ho sempre la sensazione di sedermi a un banchetto troppo ricco ogni volta che la visito. E' come una torta millefoglie! Non disdegno nemmeno i piccoli paesi di provincia, spesso hanno qualcosa di sorprendente da svelare. Molto suggestiva l’ora chiamata “controra” nella tua Fiorita.

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    1. Citazione d'obbligo ;-) Roma come una torta millefoglie bellissimo paragone! La "controra" è davvero particolare più vai a sud più si allunga, era quasi uno stato sospeso dell'anima, oggi ho un po' di rimpianto per quei momenti lontani...

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