domenica 12 marzo 2017

Contraddizioni della vita moderna

Vi ricordate il logorio della vita moderna? Era una fantastica pubblicità degli anni settanta, che tempi fantastici, ero una bambina e non capivo molto cosa fosse quel logorio della vita moderna, ma mi piaceva l'immagine dell'uomo tranquillo seduto a un tavolino in mezzo al traffico che beveva il liquore a base di carciofo.



Allora il logorio della vita moderna era oro rispetto al piombo che abbiamo oggi, cambierei volentieri ma indietro non si torna mai, infatti oggi siamo schiacciati continuamente da situazioni che non solo ci logorano ma ci distruggono, ci danno ansia e frustazione e, troppo spesso, non ci fanno percepire la bellezza della vita che pure bella lo è davvero, manca talvolta solo il tempo di poterla godere.

La vita è troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri. Oscar Wilde
Da dove nascono queste riflessioni? Il fatto è che l'altro giorno sono rimasta colpita da due articoli del settimanale Donna  Moderna che ho letto in sequenza, il primo parlava dell'evoluzione dei call center (Adriano Lovera) e l'altro della qualità della vita nelle città del futuro (Simone Cosimi).
La contraddizione tra questi due articoli mi ha fatto riflettere.
Una volta il call center era un lavoro temporaneo, oggi è diventato un lavoro permanente ed è un settore che occupa 80.000 impiegati in tutta Italia. Bene direte voi! Mica tanto, questa occupazione è diventata più stabile, con ferie e contributi, ma con stipendi medi di 600 euro mensili. Il 70 per cento di questi lavoratori è composto da donne e la metà delle sedi si trova nel sud d'Italia. Una volta ci lavoravano soprattutto giovani e studenti, under 35, oggi ci lavorano persone di fascia di età ben più alta, di solito oltre i 40 anni e quasi sempre il lavoro è part time, sono pochissimi quelli che arrivano ai 1000 euro mensili, perché hanno un contratto di lavoro a tempo pieno.
Inoltre, negli ultimi anni, gli addetti sono praticamente dimezzati perché spesso le aziende delocalizzano le sedi all'estero e dove di preciso? Albania, Romania e Tunisia. Io stessa in un mio post di qualche tempo fa raccontavo di aver chiamato un operatore della mia compagnia telefonica che mi ha risposto da Tirana. In Albania un operatore di call center guadagna 300 euro al mese e per il loro costo della vita è un buon stipendio, mentre in Italia con 600 euro fai la fame. Tra l'altro questi sono i dati dei lavoratori ufficiali, poi ci sono quelli sommersi che guadagnano molto meno e con zero tutele.
Sono passati dieci anni dall'uscita del libro di Michela Murgia da cui è stato tratto il film di Virzì intitolato "Tutta la vita davanti" con una strepitosa Isabella Ragonese, l'avete visto?
A distanza di tempo però le cose non sembrano migliorate 
A proposito io non sapevo che il film fosse tratto dal suo libro, l'ho scoperto adesso e voi? In questi giorni viene riproposto con una nuova edizione da Einaudi, più attuale che mai. 
Il punto è che tale situazione non è più limitata ai call center, oggi esistono sempre più contesti  lavorativi analoghi. E intanto mentre da un lato, il lavoro diventa sempre più precario e totalizzante, perché le ferie e i riposi non sono garantiti e si chiede sempre maggiore flessibilità in cambio di instabilità, dall'altro si studiano nuove tecnologie per un mondo vivibile e a misura d'uomo, con soluzioni attente alla natura e al risparmio e città intelligenti in grado di coniugare ambiente, mobilità e qualità della vita.
In Francia stanno testando le strade a pannelli solari, in Danimarca sono nati i semafori anti attesa per rendere più scorrevole il traffico e in Finlandia è possibile collegare i termosifoni ai pc per sfruttare il calore. Ma anche in Italia ci sono belle novità: a Bologna c'è il cassonetto intelligente già dal 2016, compattano i rifiuti a ciclo continuo e sono alimentati da pannelli solari, ciò taglia tempi e costi dello smaltimento. Non sono vicino casa mia però, sono solo in alcune zone centrali della città.
Insomma più andiamo avanti più la tecnologia ci facilita la vita, ma il nostro modo di vivere tra lavoro e tempo libero è sempre più compresso e confuso.

Una bella contraddizione non vi pare?


17 commenti:

  1. Il succo, cara Giulia, è che si cercano strategie importanti per vivere meglio, ma, grazie al lavoro (precario/frustrante/sfruttante/troppo/troppo poco ecc) viviamo sempre peggio. Sono d'accordo e vedo poche vie d'uscita, lavoro 12 giorni al mese e sono comunque molto difficili, senza volermi lamentare sia chiaro.
    Buona domenica

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    1. Carissima Sandra sante parole, è davvero avvilente perché con il progresso potremmo vivere meglio tutti, ma per una serie di motivazioni (lucro di pochi a danno di molti, diritti sempre più labili, corruzione ecc ecc) si vive sempre peggio.

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  2. Finché la logica del profitto non scenderà dai primi agli ultimi posti nella considerazione delle persone, c'è ben poco da fare.

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    1. Il problema è che questa logica domina proprio chi detiene il potere e ci governa, è triste.

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  3. Ricordo la pubblicità (ripresanel 2007 da Elio e le storie tese, con meno successo), ricordo il film con Isabella Ragonese e una strepitosa Sabrina Ferrilli nei panni della cattivissima coach motivazionale, e si sapevo che dietro c'era il libro e l'esperienza diretta di Michela Murgia, il libro è autobiografico. Quando uscì fu scandalo e cercare anche di boicottarlo.
    Distinguerei però tra call center e call center: un conto è il servizio di assistenza al cliente (tu cliente chiami loro), un'altra storia è il call center che chiama tutta Italia per propinare contratti truffaldini (loro chiamano te, fregandosene del Registro Pubblico delle Opposizioni e della legge sulla privacy). Mentre per i primi esiste ancora qualche margine di regolarità (è probabile che i contratti di lavoro onesti siano tutti concentrati in quel tipo di call center), per i secondi penso solo il peggio possibile. Non solo dei dirigenti, ma anche di chi ci lavora. Perchè sanno benissimo che tipo di lavoro sono chiamati a svolgere ed è loro la voce che tenta di estorcere un SI all'anziano in casa che risponde al telefono, nei modi più biechi. Dal pronunciare biascicando il nome per conto di chi chiamano così che senti solo o "gas" o "energia" ma non sai esattamente quale, dal rassicurare che "stiamo solo facendo un controllo, ci può dare il codice dell'ultima bolletta?". Di queste persone penso malissimo. Qualcuno si è pure presentato a casa, cercando di propinare che "l'Enel è una sola signora", gli è andata male che ho chiamato i carabinieri. Capisco la fame di lavoro, ma piuttosto che impiegarmi in un affaraccio del genere, preferirei la dignità di pulire cessi.

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    1. È vero ci sono dei call center che praticamente fanno gli stalker, io stessa ne sono spesso vittima e mi salvo bloccando il numero. Una volta anche a me è capitato che si presentassero a casa come addetti della società del gas e volevano farmi cambiare il contratto, in effetti però un anziano fa fatica a difendersi, sono dei veri delinquenti. Mi rendo sempre più conto che operiamo sempre più, nel lavoro ma anche nella vita privata, come in una giungla dove se non tiri fuori gli artigli non ti salvi, ed è diventata sempre più spesso una guerra tra poveri.

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    2. Questa ve la devo raccontare, i miei suoceri sono diventati specialisti nelle risposte creative per non farsi più chiamare.
      Lui: "Signorina, la sua offerta è molto interessante, ma ho qui un'escort che pago a minutaggio e lei capisce..."
      Lei: "Cerca mio marito? Lo cerco anch'io. È uscito due settimane fa a comprare le sigarette e non è più tornato..."

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    3. Quando aveva il negozio, al solito call center per nuovo contratto telefonico mio padre riuscì a rispondere, serio, con tono da lutto (ci sono i testimoni!): "Mi spiace signorina, non abbiamo nemmeno il telefono qui..."
      "Ah, mi scusi, mi scusi, arrivederci."
      :D

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    4. Bellissima la risposta della escort, peccato che non abbia la voce da uomo, magari potrei fingere di essere una colf, però siccome ho il cellulare e ho eliminato il telefono fisso potrei fingere di essere io la escort: scusi sa sto lavorando, mi pagano a ore ... :D

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  4. Una ENORME contraddizione. Il problema nasce proprio dalla schizofrenia di un sistema in cui da un lato ti vengono riconosciuti dei diritti e dall'altro vengono contraddetti dalle stesse leggi che li riconoscono. Stando sui call center: si parla costantemente di diritto alla privacy, puoi rischiare se pubblichi una foto di facebook in cui si vede di sbieco una persona alla quale non avevi chiesto il permesso di pubblicarla, poi però ricevi venti telefonate al giorno da sedicenti rivenditori... E la mia privacy che fine ha fatto?
    Penso che il limite sia stato ampiamente raggiunto, ormai mi sembra che stiamo in una follia legalizzata.

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    1. Hai perfettamente centrato il problema, le leggi spesso si contraddicono, come quella della privacy che tu hai giustamente rilevato. Pensa che io ho mandato diverse mail al garante della privacy per le telefonate indesiderate, smettevano per un po' poi ricominciavano (sembra che il modulo vada aggiornato periodicamente!) alla fine faccio prima a pigiare il tasto "blocca" sul cellulare (non so se è una funzione che esiste per tutti i cellulari ma sull'Iphone è stata la mia salvezza). Follia legalizzata sarebbe un bel titolo :-)

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  5. Ricordo molto bene la pubblicità con Calindri e avevo anche visto il film, ma ignoravo che fosse tratto da un libro di Michela Murgia. Tra l'altro molti call centre stanno pure chiudendo... Io lavoro in proprio e ricevo in media una o due telefonate al giorno da parte di gestori telefonici, del gas, della luce ecc., di aziende produttrici di barolo, estetiste, agenzie immobiliari che cercano di agganciarti in tutti i modi per venderti qualcosa. Bisogna stare attentissimi a non dire mai 'sì'. Io dico sempre che sono una colf o una badante o faccio finta di non capire. La mia mitica mamma invece dice che è sorda e mette giù.

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    1. Fingere di essere sorda può essere un'idea o magari faccio finta che non ci sia campo. Anche tu Cristina non sapevi fosse tratto da un libro di Michela Murgia? Io infatti l'ho scoperto leggendo l'articolo. A me piaceva tanto la pubblicità con Calindri, ero una bambina e pensavo davvero che quel liquore servisse a eliminare "il logorio della vita moderna"!

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  6. Sono negata, io al telefono sono una frana. Quando lavoravo nel settore monitoraggio delle imprese che avevano ottenuto il finanziamento europeo per le iniziative imprenditoriali, parlavo spesso al telefono, ricevevo e chiamavo. Non so darmi un tono e non sopporto nemmeno chi artefà il proprio modo di parlare per non fare capire la provenienza geografica. Non so essere ruffiana, accattivarmi le simpatie, ingraziarmi i clienti. "Buongiorno, la chiamo perché la sua pratica è rientrata nel programma di finanziamento. Arrivederci"- questo era il tenore delle mie telefonate.
    Poi capisco tutto e non ce l'ho con i centralinisti (ai quali non chiudo mai il telefono in faccia), ma Dio mio, le chiamate alle 14 no, per recitare un papello prestampato di cinque minuti... Mi ricordo quando avevo i bambini piccoli, che riuscivo ad addormentare a quell'ora e puntuale arrivava il drinnnnn...

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    1. Eri molto professionale Marina! Il problema delle telefonate promozionali è che arrivano sempre nei momenti inopportuni: all'ora di pranzo, all'ora di cena, quando si è appena addormentato il bimbo ecc ecc. Che dire io quando non sono aggressivi cerco di rispondere gentilmente, perché un po' mi immedesimo Io quando ero studentessa per racimolare qualche soldo facevo saltuariamente volantinaggio, suonare il campanello e farsi aprire era sempre imbarazzante, ma se non aprivano non insistevo mai...però oggi apro sempre se suonano per i volantini

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  7. Io di frequente faccio lezione agli addetti call-center, quindi è un mondo che conosco abbastanza anche dall'interno. E giusto ieri stavamo appunto facendo tutti questi discorsi con un classe, dato che erano tra i temi della lezione.

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    1. Interessante quindi è un mondo che conosci bene, ho toccato un tema piuttosto attuale.

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