sabato 15 aprile 2017

Il potere terapeutico della scrittura

Uno scrittore ha la capacità di ricordare la storia di ciascuna cicatrice. Stephen King

In questi giorni al lavoro sto attraversando dei momenti molto difficili. I capi sono sempre più stupidi, alcuni addirittura sono deliranti e io mi trovo in mezzo in un tira e molla assurdo. A volte torno a casa così arrabbiata che mi vengono quasi le palpitazioni.
Se non avessi la scrittura forse avrei fatto qualche sciocchezza (tipo perdere le staffe e tirare in testa un portapenne a uno di loro) invece ho incanalato la rabbia nella pagina scritta e ho buttato giù la trama di un altro giallo.
Vi chiedete che fine ha fatto il primo? Diciamo che è quasi in dirittura di arrivo, mancano gli ultimi ritocchi.
Ma parliamo della seconda trama. Immaginare una storia dove gli stronzi fanno una brutta fine è molto, ma molto terapeutico. E poi la realtà supera spesso la fantasia, non è un modo di dire: é proprio così, io potrei scrivere un libro di alcuni intrighi che si sono svolti sotto i miei occhi senza neanche scomodare troppo la fantasia. 
I giochi di potere negli ambienti di lavoro sono molto più frequenti di quanto si pensi.
Poi ovviamente dovrei scrivere l'avvertenza "ogni riferimento...è puramente casuale".
Ma torniamo al potere terapeutico della scrittura. Quando si scrive si raccontano delle storie, ma le storie nascono dentro di noi dall'osservazione della realtà. Perfino i romanzi fantasy o distopici si ispirano alla realtà, poi si immagina un mondo terribile, ma siamo sicuri di non vivere davvero in un mondo distopico, forse siamo immersi in questo mondo senza saperlo, era questa la teoria di Matrix, ricordate? 
Io osservo una persona e immagino la sua realtà, immagino la sua vita e ci scrivo un pezzo di romanzo, e qualche volta mi avvicino tanto, ma proprio tanto alla realtà vera. Empatia, intuito? Forse un mix di entrambi, oppure semplice capacità di osservazione.
Ora in questi giorni sto prendendo appunti e immaginando una storia, e già mi sento meglio. 
E poi c'è il romanzo appena uscito, anche quello mi porta su il morale, sono felice perché finalmente gira libero per il mondo e spero tocchi il cuore di molte persone, che le faccia sognare e appassionare, sperando che provino almeno una parte delle emozioni che io ho provato nello scriverlo.

Se non avessi questo mio mondo parallelo sarei sconfortata e invece grazie ad esso sto abbastanza bene, intanto mi godo la primavera e questo lungo week end festivo.
E prima di andarmene vi auguro Buona Pasqua con tutto il mio affetto

13 commenti:

  1. Verissimo, anche per me (e presumo per tutti coloro che soffrono della nostra stessa "malattia" ;-) scrivere equivale, talvolta, ad "espellere" dall'anima le tossine che avvelenano la vita, non necessariamente in senso autobiografico, ma anche semplicemente come sfogo emotivo per certi accumuli di sensazioni negative.
    Tanti auguri di buona Pasqua e... ti auguro di trovare dentro l'uovo la sorpresa che ti aspetti (che so, tipo l'improvviso trasferimento dei tuoi capi in una nuova sede a Timbuctù... ;-)

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    1. Grazie Ariano! Tanti cari auguri anche a te, mica male il trasferimento a Timbuctù...;-) un abbraccio

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  2. Ognuno di noi accumula delle sensazioni negative, dei momenti di frustrazione e di rabbia inespressi, per cui la scrittura o altre forme espressive sono un vero e proprio toccasana. Penso che chi lavora potrebbe scrivere un romanzo sui meccanismi di potere che operano all'interno delle aziende. Non mi ricordo se l'avevo già scritto, ma anni fa avevo letto di gusto il romanzo giallo Morte sul fiume di P.D. James, dove in una casa editrice facevano fuori l'amministratore delegato... Moltissimi auguri a te e ai tuoi cari di una Pasqua priva di stress. :-)

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    1. Interessante il libro che suggerisci Cristina, potrei metterlo in lista di lettura, mi potrebbe servire come ulteriore spunto;-)
      Meno male che abbiamo la scrittura come sfogo creativo! Un abbraccio Cristina e tanti cari auguri di Pasqua anche a te e ai tuoi!

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    2. Ora riesco a commentare. Cristina ha citato un libro immenso, un'autrice di cui ho letto tutto, davvero eccezionale, insignita del titolo di Lord dalla regina Elisabetta per meriti letterari

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    3. Adesso sono ancora più curiosa! Cercherò di leggerlo quanto prima! Un abbraccio cara Sandra :-)

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    4. A me è venuto voglia di rileggerlo! ;-)

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  3. Mi hai ricordato un bellissimo momento della mia vita: gli anni di liceo. A quei tempi, io e la mia compagna di banco, grande amica, abbiamo scritto una sceneggiatura (o meglio, quella che per noi era una sceneggiatura) di un film horror, con tanto di serial killer efferato e povere vittime: l'assassino era il nostro insospettabile professore di filosofia e le vittime, tutte le compagne che non sopportavamo. Morti orribili! Eh, potere terapeutico della scrittura sì: dopo avere scritto una scena truculenta ci sentivamo meglio!
    Essendo passata adesso, ti auguro una buona Pasquetta! 😘

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    1. Fantastico Marina, molti horror americani sono ambientati nei licei, quindi la vostra sceneggiatura era molto attuale! È vero far far una brutta fine ai cattivi è molto terapeutico. Buona Pasquetta anche a te carissima, un abbraccio 😘

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  4. Dovresti vedere le mail che ci scambiamo io e una mia collega. A raccontarci quello che a cui assistiamo sembra a volte di andare nel surreale...
    Scrivere è mettere ordine, un'ottima terapia per l'entropia quotidiana delle nostre vite...

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    1. La realtà può diventare davvero surreale, ottima materia per chi scrive...Consoliamoci così :-)

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  5. La scrittura può fare miracoli, per chi scrive e per chi legge. Non mi domando più se è un bene continuare a scrivere: mi basta guardare la mia faccia allo specchio dopo che ho scritto, e capisco tutto. Tanti auguri di buona Pasqua anche a te, se li accetti ancora! ;)

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    1. Gli auguri sono sempre graditi anche in ritardo ;-)
      È proprio così la scrittura può fare miracoli e migliorare la nostra vita!

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