giovedì 5 marzo 2015

Elogio della noia, questa sconosciuta

Mi è capitato più volte di leggere negli ultimi tempi interviste a personaggi più o meno famosi che benedivano il tempo della loro infanzia in cui si annoiavano profondamente e, proprio per questo, trovavano lo stimolo per realizzare quello che sono diventati oggi.
Non posso che essere d'accordo, anche perché io stessa, nei lunghi pomeriggi estivi della mia infanzia e adolescenza quando ero profondamente sommersa dalla noia e dalle ore vuote, riempivo il tempo con la lettura di tantissimi libri. 
Tenevo perfino un quaderno dove scrivevo le recensioni dei romanzi che più mi erano piaciuti, 
un blog di carta quando ancora i blog non esistevano.
Le ore di vuoto mi hanno portato alla scrittura dei miei primi racconti e romanzi brevi.
Chiara Gamberale ha scritto " il sogno di diventare scrittrice è nato nei tanti pomeriggi vuoti che passavo da piccola e che riempivo con le mie fantasie" 
Proprio quello che è successo a me ( tranne per la notorietà ....vabbè) 
La noia, la noia, oggi a me sconosciuta.
Mi ha accompagnato per lungo tempo. 
Prima che il vortice della vita quotidiana mi travolgesse.
E proprio grazie ad essa che ho trovato tantissimi stimoli alla mia fantasia.
Adesso mi manca tantissimo quella noia, 
mi manca il tempo vuoto e libero da riempire con le mie fantasie, 
perché ogni minuto della mia vita è pieno, troppo, 
spesso di cose inutili, ma impellenti, a cui non posso sottrarmi. 
Vorrei ritrovare la dimensione del mio tempo, quello umano del pensiero e della riflessione, 
magari anche del silenzio. 
Quello che ti avvolge e ti aiuta a creare o semplicemente pensare.



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