martedì 15 settembre 2015

Storie che ti cadono addosso

"La fantasia, per mettersi in moto, ha bisogno di una condizione: la leggerezza d'animo." M. Catarozzo, business coach.
Da quando scrivo in forma "stabile" nel senso che dedico ogni giorno parte delle mie giornate alla scrittura, blog compreso, mi è capitato spesso di scavare nella mente alla ricerca di idee e pensieri, non necessariamente originali, ma perlomeno utili e condivisibili.
In particolare per il blog cerco di trattare argomenti che possano interessare non solo me, ma almeno altre cinque o dieci persone...
Per il romanzo invece la mia vena creativa è molto più ampia, è lì tutto nella mia testa e devo solo scriverlo, ho già in mente le scene, i dialoghi, le emozioni che voglio trasmettere.
Bello vero? Devo solo trovare il tempo di mettermi lì e scriverlo.
Il mio problema è che io non scrivo dappertutto, ho bisogno del mio spazio e dei miei accessori.



Per scrivere ho bisogno di stare a casa mia, nel mio angolo, con le mie piccole manìe e abitudini.
Per esempio di quanto vedete in foto:
il notebook per scrivere in word, l'Ipad per consultare eventuali informazioni su google,
carta e penna dove scrivo appunti e promemoria
bottiglia di acqua e bicchiere per ricordarmi di bere e idratarmi
libro di grammatica (non si vede ma è dietro il notebook )
biscotti o qualcosa per calmare gli attacchi di fame
e infine spazio e possibilmente solitudine



E poi cosa mi serve? Ah le idee, quelle servono, perchè a volte non ci sono oppure sono troppe, tutte ingarbugliate che girano vorticosamente nel cervello e fanno tanta confusione.
Quindi devo metterle in ordine e in fila e magari inserirle in una storia.
Poi c'è la storia che invece ti cade addosso, gira nella mente da diversi giorni e si insinua lentamente attraverso il ricordo e tu cerchi di scansarla perchè non sei sicura che sia una buona idea.
Non sai quando vedrà la luce, ma qualche riga l'hai già buttata giù sui tuoi appunti, hai già scritto alcune pagine sul tuo tablet e quando le rileggi ti illumini e trovi altre idee, altri spazi e il pensiero finisce sempre lì in quella storia.
Poi quando non te l'aspetti la storia bussa alla porta e ti sorprende e, a quel punto, non resta che scriverla.

Potrebbe sembrare una domanda retorica perchè chi scrive spesso lo fa perchè è un suo bisogno insopprimibile, ma capita anche a voi di avere storie che non vi lasciano stare finchè non le scrivete? 

 

6 commenti:

  1. è vero. Le storie chiedono di essere scritte. E uno scrittore può arrivare al compimento dell'opera solo se ne è ossessionato.

    Il problema nasce nel momento in cui, per poterci dedicare a certe storie, dobbiamo completare quelle a cui stiamo lavorando. E le nuove idee devono aspettare per poter essere concretizzate. :)

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    1. In effetti in questo periodo non posso scrivere la mia storia perché sto facendo la correzione bozze del primo e book,
      dilemma atroce dilemma! Forse potrei cominciare a mettere ordine nei miei appunti e ridurre le ore di sonno…
      ;-)

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  2. Una bella tavola apparecchiata, la tua scrivania!
    Se una storia bussa alla mia porta, devo aprirle subito, se no me
    la sfonda! :)

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    1. Hai visto, occupo tanto spazio, infatti uso tutto il tavolo!
      Sì la storia mi sta buttando giù la porta, stasera provvedo, farò le ore piccole :-(

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  3. non sono e non sarò mai una scrittrice, ma mi ritrovo molto in quello che hai scritto:unica differenza , io scrivo in ogni luogo, sul quaderno, sul pc altrimenti le idee sfuggono...(ho rimasto la mente da bradipo) e poi è verissimo, ci sono storie che non ti danno tregua fino a quando non le hai scritte

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  4. A livello di appunti, spunti e idee scrivo anch’io dove capita (anzi delle volte mi segno tutto prima che le idee volino via!) e uso spesso quasi in modo indifferenziato Ipad, Iphone e pezzi di carta! Però per scrivere la versione “in bella” ho bisogno del Word, ha delle funzioni spesso fondamentali per me.
    Le storie bussano e noi dobbiamo aprire :-)

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