domenica 7 maggio 2017

Evoluzione di un romanzo: L'amore che ci manca

Cari lettori, 
a circa un mese dall'uscita vorrei fare il punto sul mio romanzo edito Butterfly L'amore che ci manca.
Devo dire che mi ha dato parecchie soddisfazioni, prima di tutto perché è entrato nella classifica Amazon Top 100, solo per alcuni giorni, ma è successo e non posso che esserne felice.
Anche le recensioni sono state buone e alcune davvero gratificanti. Vi riporto anche quelle dei blog, nel caso vogliate leggerle: il primo è stato quello di Esmeralda Viaggi e Libri 
poi quello del blog  Voglio essere sommersa dai libri

E poi una lettrice mi ha scritto in privato dicendomi che il romanzo le era piaciuto moltissimo e che era stata una lettura molto coinvolgente, tanto da non staccarsi  dal kindle fino alla fine.
Questo messaggio mi ha fatto saltellare di gioia per tutta la sera.

Vi rammento la trama del romanzo:

Linda Sarti ha realizzato ogni suo desiderio: ha un lavoro fisso, anche se stressante, si è sposata e ha una figlia. Ma ha un grande rimpianto: Giulio Grandi. Il loro era stato un amore complicato, ostacolato soprattutto dal comportamento freddo e scostante di Giulio, che si faceva amare da lei senza mai mettere in gioco i propri sentimenti. Quando il marito la lascia, le sue certezze si sgretolano.  Ricominciare la propria vita a quarant'anni non è facile e quella dolorosa mancanza del passato torna a farsi più vivida. Non ha però fatto i conti col destino... che la rimette sulla strada di Giulio. Anche lui si è rifatto una vita ma ha sempre quell'aspetto tormentato e infelice che lei ricorda. Quando i loro occhi si incrociano, i diciotto anni che li hanno divisi sembrano soltanto poche ore e l'attrazione assopita riesplode senza lasciarli scampo. Si cercano, si desiderano e si vogliono a ogni costo. È troppo tardi per loro due? Linda non si fa troppe aspettative, vive quei pochi attimi rubati in modo intenso come se fossero gli ultimi... Lo sa che da Giulio non può avere certezze di alcun tipo e che l'unica cosa sicura è l'amore che non ha mai smesso di provare per lui. Ma sa anche che dopo di lui nulla è stato più lo stesso e farà di tutto per conquistarlo.

Linda è una donna che ha conosciuto Giulio da ragazza e l'ha amato perdutamente;  lui, ragazzo incostante e non del tutto consapevole dei propri sentimenti, ha fatto di tutto per allontanarla, salvo rendersi conto troppo tardi di quello che davvero provava per lei.
Quando si incontrano di nuovo per un caso fortuito del destino, lei si è separata da poco dal marito e sta attraversando un periodo di piena crisi anche sul lavoro, lui, apparentemente sereno con la sua nuova famiglia, vive in realtà un matrimonio infelice. Ritrovarsi dopo alcuni anni, entrambi più consapevoli della vita e dei loro sentimenti, fa scoppiare una passione che era rimasta sopita come fuoco sotto la cenere in tutti quegli anni. Vivono quei giorni come una fuga dalla realtà, come un sogno a cui aggrapparsi anche solo per poco tempo. Ma forse la realtà può essere cambiata. Bisogna solo avere il coraggio di farla cambiare.
Questa storia mi ha appassionato molto quando l'ho scritta, poi l'avevo accantonata in attesa della nuova pubblicazione e in questi giorni, occupandomi della promozione, mi è capitato di appassionarmi di nuovo intensamente ai personaggi e alle loro vicende. Rileggevo alcune parti per cercare delle frasi da postare e delle volte non riuscivo a staccarmi dalla storia. Uno strano e strabiliante effetto.
In un mese di aprile caratterizzato da raffreddore, bronchite e preoccupazioni per la salute, il mio romanzo ha avuto il bellissimo potere di mantenermi su di morale, possiamo chiamarli, parafrasando il titolo di un libro, gli effetti collaterali della scrittura.

Sotto vi riporto nuovamente il link Amazon de L'amore che ci manca se volete curiosate.

E per voi quali sono gli effetti collaterali dei libri che leggete o che scrivete?


21 commenti:

  1. Da qualche giorno è nel mio Kindle, appena posso lo leggo! Bravissima Giulia, ti meriti una valanga di complimenti! :)
    Continua così!

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    1. Grazie Monica! Anch'io ho scaricato l'anteprima del tuo libro, ho già iniziato a leggerlo! Bravissima anche tu :)

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  2. Io continuo ad aspettare il cartaceo...
    In quanto agli effetti collaterali sono molteplici, quello forse più particolare è andare nei luoghi narrati nei miei libri o in quelli altrui, l'ho fatto ancora di recente e mi scatena emozioni molto forti e bellissime.
    Complimentoni e buona domenica.

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    1. Capita anche a me, certi luoghi raccontati nei libri assumono un'aurea speciale e vederli dal vivo porta sempre nuove sensazioni. Capita anche a me. Buona domenica anche a te carissima.

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  3. Grande Giulia, oramai sei lanciata. Tutto frutto di lavoro e perseveranza.

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    1. Grazie Massimiliano, persevero è vero, non riesco a dire di no alle storie che mi chiamano. Mi sa che è così anche per te.

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  4. Complimenti :-) Il miglior effetto collaterale che mi danno scrittura e lettura è la sensazione di aver rimosso la tensione che ho spesso in testa, aver rilassato il mio cervello sovraccarico.

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    1. Mi sembra un bellissimo effetto, rimuovere la tensione aiuta a vivere meglio, io provo lo stesso, spesso scrivere mi aiuta a non "scoppiare" in determinati frangenti. Ti ho lasciato una recensione su Amazon su 3A investigazioni :-)

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  5. Quando mi piace ciò che leggo deve passare qualche giorno prima di potere leggere altro. Ho bisogno di smaltire la storia che ho ancora dentro. Il segnale che una lettura non mi ha detto niente è che lo stesso giorno che l'ho finito ne cerco uno nuovo nella libreria.
    Quando scrivo, vivo un pericoloso effetto collaterale: la noia. Quando partorisco un'idea e ci butto l'anima per scriverla, finisco per odiarla. 😣

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    1. Pietà: ho fatto pasticci, mentre scrivevo. Pensavo alla parola libro e ho scritto "lettura". E meno male che ci definiamo scrittori... 😊

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    2. niente di grave, avevo capito che ti riferivi a un libro! A me è successo con la quadrilogia di Elena Ferrante, dopo mi sentivo orfana, mi mancavano i personaggi, sono passati diversi giorni prima di iniziare una nuova lettura. Per la scrittura è normale, quando finisco di scrivere una storia me ne stacco per un certo periodo perché anch'io potrei rischiare di odiarla...

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  6. Grande Giulia! E' una gran bella cosa rileggere una propria opera ed esserne ancora soddisfatti a distanza di anni. Per fortuna sta succedendo anche a me con la revisione del mio romanzo. L'effetto collaterale più importante è di essere trasportato come per magia in una dimensione altra. Nella lettura vi riescono con me soprattutto Proust e Henry Miller.

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    1. Secondo me il tempo crea il giusto distacco dalla storia e dopo rileggerla può rivelarci molte cose. Allora aspettiamo la fine della revisione per leggere il tuo romanzo ;-)

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  7. Grandi soddisfazioni, vedo, sono molto contento per te. :)
    Credo che l'effetto collaterale migliore della lettura sia quello di antidoto alla noia e al non saper che cosa fare nel tempo libero.

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    1. Grazie Marco, in effetti quando piove sono felice di stendermi sul divano e dedicarmi alla lettura. L'effetto positivo della pioggia :-)

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  8. E' sempre uno splendido regalo ricevere commenti entusiastici dai propri lettori, specialmente da quelli che non sono stati lettori-beta dell'opera e quindi si avvalgono di una lettura di prima mano. :-)

    Gli effetti collaterali dei libri appassionanti che leggo sono il rischio di farmi scendere alla fermata sbagliata di metropolitana... e sicuramente la bellezza di essere trasportati in una storia anche avventurosa e violenta, ma senza pericoli! Peraltro quest'ultimo effetto appartiene anche alle storie che scrivo.

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    1. Quando un lettore dice che il mio libro gli è piaciuto è per me un grande regalo!
      Io adoro quando sono così catturata da una storia che il mio solo pensiero è leggerla rischiando di saltare le fermate dell'autobus o di dispiacersi che sia arrivato il proprio turno alla fila in posta!

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  9. Le recensioni dei lettori, se positive, scaldano il cuore e danno un senso al tutto. Io al momento ho messo a riposo il romanzo, sto scrivendo un racconto. Uno dei protagonisti è adolescente, è un personaggio che ho già maneggiato più volte, ma in versione più matura. A quindici anni mi dà sui nervi... O forse è l'imminente ritorno a scuola che inizia a farsi sentire...

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    1. È vero, un lettore che si è appassionato alla storia è davvero un regalo fantastico per chi scrive, come si dice: non ha prezzo!
      Strano anch'io sto 'pensando' un racconto in questi giorni, non l'ho anciraancora scritto ma la storia mi sta girando in testa. A volte è bello lasciar sedimentare un romanzo per dedicarsi a qualcosa di più breve. Gli adolescenti sono sempre dei protagonisti molto di impatto, e sono personaggi che possiamo possedere pienamente, perché lo siamo stati anche noi...

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  10. Gli effetti collaterali di quel che leggo (o scrivo) che mi prende? Che mi immergo e rischio danni. Cioè continuo a lavorare, dialogare con amici e parenti, andare in giro...ma mezzo cervello è dentro le pagine. Quindi appena ho cinque minuti di tregua dalla vita normale, il mezzo cervello prende il sopravvento e io sorrido da scema (perché sono dall'altra parte). Per non parlare dei sogni...e chi ha più voglia di svegliarsi!! ;)

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    1. Oh che bello, succede anche a me di avere mezzo cervello collegato alla storia che sto scrivendo. Non sono del tutto aliena. Però è una bella sensazione vero? E quel sorriso che spunta ne è la prova ;-)

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