sabato 20 maggio 2017

Storie di gatti


-4 Giorni all’uscita di Storie di Gatti, la nuova antologia solidale della squadra di Buck e il Terremoto


 


Da sempre io amo i gatti, pur non avendone mai posseduto uno, li ho sempre amati per il loro spirito indipendente, quel loro modo di essere autonomi e paritari con l'uomo.
Mia zia aveva una bellissima gatta grigia e quando ero bambina mi piaceva andare a casa sua a giocare con lei. In realtà non era semplice giocarci perchè tutte le volte lei scappava via. Ma i gatti, si sa, sono sempre loro a decidere, così dopo un po' era lei ad avvicinarsi e io la accarezzavo con cautela e dopo un po' lei mi faceva le fusa. Non ricordo il suo nome, credo fosse Luna, ma non ci giurerei perchè ero davvero piccola, avevo cinque anni e allora passavo molto tempo con mia nonna e mia zia. 
Dopo di lei ho sempre avuto un debole per i gatti e quando ne incontro uno, stranamente mi fa sempre le fusa, probabilmente perché i gatti sentono quello che provi e si avvicinano solo se sanno di potersi fidare. Così ogni gatto che incontro diventa il destinatario delle mie carezze e del mio amore incondizionato.

E oggi vi propongo un testo di Nadia Banaudi per ricordarvi l'uscita di Storie di gatti

Ci sono feline novità.

Sento un passo felpato, talmente leggero da non credere di averlo udito davvero. Spunta con il suo mantello in mezzo alla libreria, una macchia grigia. Attorciglia la coda tra un libro e l'altro, sornione, elegante e sinuosa. Si sofferma, osservando curiosa.

E' piccola, affamata di novità, e questo ripiano alla sua altezza le interessa parecchio. Ogni dorso un colore, ogni libro un odore, ogni tanto si volta e pare spiegarmi cosa la colpisce. E' un gioco di sguardi il nostro, silenzioso. Mi avvicino e le accarezzo il mantello, che pare il gioco di un pittore. La sua morbidezza mi sale nel cuore, il mio tocco la rende felice, lo vedo dall'alzare del muso, che ne richiede ancora.

E' arrivata da poco, in questa casa dove i libri abbondano come le carezze e mancava solo lei. Pare averlo capito, accoccolata in attesa di altre mani a lisciarla. Piccole, come lei. L'ora si avvicina, loro arriveranno da scuola e lei giocherà rotolandosi a terra, camminando sulle loro pance che diventeranno montagne da superare, con le loro dita che saranno prede da inseguire. Così avrò tre cuccioli di cui prendermi cura e amare, che mi strapperanno più di un sorriso.
Se vi state chiedendo chi è, vi accontento subito. Lei è Tempesta.

E' entrata nelle nostre vite come il suo nome racconta, all'improvviso. Una gattina miagolante e timorosa, di una cucciolata destinata a venire divisa, ha salutato i fratelli una sera come le altre, entrando in una scatola verso una direzione sconosciuta, approdando qui.

Il libro che osserva, pare un caso, ma è proprio quello in cui si racconta di altri come lei, capace di fare del bene. Un libro che non può mancare in ogni libreria, per l'emozione che è in grado di regalare e per il sostegno tangibile alla Croce Rossa Italiana che continua a dare aiuto ai terremotati nel Centro Italia.
Un nuovo imperdibile appuntamento per chi ama i quattro zampe miagolanti; per chi ha il cuore buono e vuole commuoversi; per chi sente un viscerale bisogno di solidarietà e avverte un continuo desiderio di nuove letture. E' finalmente arrivato Storie di gatti, il seguito di un’ idea che mette insieme autori, racconti, sentimenti buoni, speranza e amici pelosi. Nessuna scusa dunque, volate sulla pagina di Amazon, dove è possibile prenotare il libro a dimostrazione che il cuore ancora una volta ha muso e zampe.

Miao, vi aspetto! Parola di gatto.
(Nadia Banaudi)


6 commenti:

  1. Iniziativa fantastica. Avete fatto un bel lavoro.

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    1. È una grande squadra, io in realtà faccio poco, contribuisco con questi post e cerco di condividere quelli degli altri.

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  2. Ciao Giulia ci siamo manca poco. Che emozione. :)

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  3. Adesso ho capito perché ti è piaciuto soprattutto il gatto dell'archeo club: hai una vera passione per i gatti ;-)

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    1. Ah ah, proprio vero! Pensa che non avevo collegato subito, è una cosa istintiva, vedo un gatto e non capisco più niente ;-)

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