domenica 15 ottobre 2017

Autori da amare

La letteratura è una difesa contro le offese della vita (da Il mestiere di vivere)

L'amore quando nasce non lo puoi spiegare, lo guardi e, all'improvviso, vedi solo lui.
Pensi solo a lui, sogni solo lui.
Non ci sono spiegazioni razionali. Lo ami perché è molto diverso da te e riempi quegli spazi vuoti del tuo cuore che non riuscivi a colmare. Oppure lo ami perché è proprio uguale a te, in lui ti riconosci, lo frequenti da cinque minuti, gli parli e ti sembra di conoscerlo da sempre. 
Io ti conosco da sempre, ti amo da mai, cantava Gino Paoli in Una lunga storia d'amore, rendendo esattamente il sentimento che si prova quando si è in balìa dell'amore.
Nessuna razionalità cantano i tiro mancino, non c'è nessuna razionalità nell'amore, un vortice di passione che pericolosamente c'è...quando due anime si incontrano non c'è più razionalità, nessuna razionalità. 
E accade lo stesso con un autore che ami, lo scopri e vuoi leggere tutto di lui, andresti anche alle sue presentazioni in libreria, se solo ne facesse, ma lui è schivo e riservato, un po' come te. 
Forse è per questo che lo ami, ti riconosci in lui, i suoi pensieri sulla carta ti sembrano così simili ai tuoi e forse vuol dire che tramite lui riesci ad amare di più te stessa e quella parte di te che finalmente respira senza costrizioni, libera.
E finisci per comprare i suoi libri e leggerli tutti d'un fiato, perché quando cominci non riesci a smettere. 
E finisci per comprarli a intervalli centellinati perché poi, quando avrai finito di leggere tutti i suoi libri, sai che ti sentirai orfana ed è una sensazione che non vuoi provare.
Ma ormai ci sei ricascata, l'ultimo libro lo hai comprato e letto in un baleno e sei lì ancora a pensarci. 
È strano, inspiegabile come l'amore.
Anni fa mi è successo con Cesare Pavese, oggi accade con Gianrico Carofiglio.
Avevo circa sedici anni quando lessi "Il mestiere di vivere" di Cesare Pavese, era il suo diario pubblicato postumo e quelle pagine intrise di considerazioni sofferte sulla vita mi conquistarono. Nel corso di un'estate ho letto tutti i suoi romanzi, dal primo all'ultimo, e le sue poesie. Di Pavese amavo la sofferenza e purtroppo anche il fatto che si fosse suicidato, mi sembrava quasi un'idea romantica porre fine alla propria vita perché non la si accetta. All'epoca a scuola mi ero appassionata anche alle pagine di Vittorio Alfieri e alle sue teorie, ascoltavo Claudio Lolli e Guccini e vivevo un amore infelice per un ragazzo bello e impossibile. Come tutti gli adolescenti non vivevo bene la mia età, mi sentiva inadeguata e soffrivo, pur nascondendomi dietro una apparente sicurezza costruita con una carriera scolastica ineccepibile ed alcune idee e atteggiamenti ribelli controllati che mi hanno dato parecchi problemi ma, tutto sommato, non troppo gravi. L'adolescenza è pericolosa puoi commettere enormi errori e perderti per sempre, oppure superare il momento e diventare una persona migliore. Dopo Pavese passai a leggere Sartre e poi altri autori, alcuni di essi più ironici e leggeri. Il mio atteggiamento nei confronti della vita migliorò e perfino il ragazzo impossibile divenne possibile, qualcosa cambiò, crebbi, anche se non del tutto. Una parte di me è rimasta nel limbo adolescenziale, credo sia la parte che mi aiuta a scrivere.



Il primo romanzo che ho letto di Gianrico Carofiglio si intitola "Il bordo vertiginoso delle cose, seguii una sua intervista in TV da Fazio e mi rimase impresso. Un paio di anni dopo lessi quel libro e mi piacque tantissimo, per la storia a tratti malinconica, una sorta di viaggio interiore del protagonista alla ricerca di se stesso, e per il modo di scrivere. Carofiglio non solo racconta una storia ma racconta, con profonda intensità, l'anima dei personaggi, e spesso in quell'anima ci riconosciamo.
Dopo quel libro sono passata a leggere le indagini dell'avvocato Guerrieri. E nel frattempo ho letto anche quelli del maresciallo Fenoglio. Oltre ai romanzi della categoria Gialli e thriller Gianrico Carofiglio scrive romanzi del genere Narrativa contemporanea, le categorie le ho guardate su Amazon, perchè non è semplice definire il suo genere: lui racconta di misteri quando il personaggio è l'avvocato Guerrieri e il maresciallo Fenoglio, ma parla anche, in entrambi i suoi generi, di umanità, amori delusi e sognati, amicizie, sogni e passioni, con uno stile sempre inconfondibile e appassionante. Il 10 ottobre è uscito il suo ultimo libro "Le tre di notte" e so già che lo leggerò.

Ci sono autori che ti catturano, inevitabilmente.
E a voi è mai successo con qualche autore del passato o del presente?



21 commenti:

  1. Certamente. Pirandello per me è qualcosa che va al di là della semplice lettura: è come passare attraverso un me stesso raccontato da qualcun altro, se è lecito usare una definizione così astrusa.
    In tempi recenti mi è capitato qualcosa di simile con Houellebecq.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Credo sia molto bello potersi riconoscere in certi autori, io quando accade mi dico "allora non è un sentimento solo mio, non sono un'aliena!" Pirandello mi piace molto, l'altro invece non lo conoscevo.

      Elimina
  2. Ammetto di non aver amato per nulla Cesare Pavese, forse perché la lettura dei suoi libri mi fu imposta a scuola come compito per le vacanze dal mio professore sinistrorso dell'epoca. Di Carofiglio non ho ancora letto nulla, ma ho qui sullo scaffale alcuni suoi libri, comprati d'occasione "un tanto al chilo"!

    In passato mi è successo moltissimo di innamorarmi di alcuni autori, da quelli più classici (Stendhal) a quelli più recenti (come Yourcenar). In questo ultimo periodo mi è capitato con Murakami, solo che scrive moltissimo e non riesco a stargli dietro... ma forse è un bene!

    P.S. Approfitto per dirti che ieri ti ho lasciato su Amazon la recensione a "L'amore che ci manca." :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'ho scoperta stamattina, grazie di cuore! Mi sembra che il romanzo ti sia piaciuto, sono felice 😊
      Cesare Pavese è un autore difficile, i primi romanzi non sono semplici, però altri sono bellissimi e alcuni li rileggerei. Certo quando gli autori vengono imposti è difficile che possano piacere, salvo eccezioni. Della Yourcenar ho amato diversi libri, invece di Murakami non ho ancora letto nulla, prima o poi colmerò il gap...

      Elimina
  3. Mi è successo e mi succede ciclicamente, è il bello della lettura, scoprire autori che hanno scritto e scrivono "per noi", esattamente ciò che abbiamo bisogno di leggere.
    Purtroppo con Pavese la scintilla non è scoccata. Un po' ci spero ogni volta che prendo in mano un suol libro, ma niente, lo leggo, per carità, lo apprezzo anche, ma non riesco ad amarlo del tutto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io e te abbiamo in comune l'apprezzamento per Guccini, è già un bel punto in comune, Pavese non credo piaccia a molti. A sedici anni l'ho amato molto, in quel momento mi ritrovavo molto in lui, così forse come oggi mi ritrovo in Carofiglio. L'importante è trovare un autore che ci faccia scoprire qualcosa di noi e ci porti in sintonia con il mondo.

      Elimina
  4. Sono quelli che cito a ripetizione nel mio blog: Rilke per la poesia; Marcel Proust e Henry Miller tra gli scrittori in prosa del passato; Roberto Calasso e Thomas Pynchon (a cui ho appena dedicato un intero post) tra i contemporanei.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho appena letto il tuo post e ho lasciato un commento. Thomas Pynchon non lo conoscevo, sembra un autore interessante, con te si fanno sempre nuove scoperte. Degli autori da te citati ho letto in passato soltanto Henry Miller.

      Elimina
  5. Purtroppo non amo Pavese, come non ho amato molti autori che mi sono stati imposti nelle letture alle superiori, quindi non posso dirmi innamorata di lui. Carofiglio invece mi resta da scoprire, ne sento sempre più spesso parlare quindi presto lo conoscerò.
    Amo autori diversi tra loro per emozioni che mi hanno trasmesso ma ammetto di aver atteso l'uscita di tutto ciò che ha scritto solo per Faletti. Da quando invece sono entrata nell'ambiente, per quanto dalla porta di servizio, conoscere l'autore mentre presenta il libro rischia a volte di far crollare la voglia di leggerlo, così come alcune di innamorartene perdutamente, quindi è sempre un rischio. Di certo il rapporto di lettura è solo a due: tu e il libro, quindi buona lettura con i tuoi preferiti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io ho amato Pavese probabilmente perché non mi è stato imposto, l'ho scoperto per caso leggendo il suo diario pubblicato postumo, mi sono appassionata alla sua vita sofferta e ho ritrovato in lui le mie stesse inquietudini esistenziali (solo che io ero un adolescente). Forse conoscere l'autore non sempre aiuta, perché se l'impatto non è del tutto positivo non siamo predisposti bene verso la sua scrittura. Ma può succedere anche il contrario. Tra noi blogger però conoscendo l'autore mi viene voglia di leggerlo, io non avrei letto i vostri libri questa estate, non vi avessi seguiti sul blog (parlo di te, Silvia e Cristina)

      Elimina
    2. Sì concordo accresce la curiosità conoscersi via blog e scoprire di avere sintonia stimola la voglia di leggere anche gli scritti altrui. Non avrei forse mai letto nemmeno io chi non trovavo in libreria, scoprendo invece un ricco assortimento di bravi autori.

      Elimina
  6. Una scrittrice di cui ho comperato tutto, anche se non man mano che usciva, è Isabel Allende. Ma poi avevo iniziato anche a leggere Agatha Christie a spron battuto, convinta che non ci sarebbero stati abbastanza libri per me, visto che non ne avrebbe scritti più. E invece mi sono fermata a metà produzione. E' che i miei gusti, e le mie necessità cambiano. Inoltre non ho un autore preferito in assoluto, ma magari un preferito per ogni genere. Ma pure lì è difficile. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho letto anch'io diversi libri della Allende, era un periodo che mi prendeva molto, poi ho sentito il desiderio di variare, anche con Andrea De Carlo è successo lo stesso, ho letto molti suoi libri poi l'ho trovato un po' ripetitivo. Invece sia Pavese, sia Carofiglio lo trovo sempre nuovo, per ora. Forse gli autori che leggiamo rispecchiano un periodo della nostra vita...

      Elimina
  7. Non mi risulta molto simpatico... questione di gusti però!

    Comunque sono arrivata al tuo blog per caso e devo dire che mi piace molto... infatti mi sono aggiunta subito ai tuoi lettori fissi!

    Luisa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Luisa, benvenuta tra i miei lettori fissi e soprattutto ben venuta nel mio blog, qui parlo di un po' di tutto, senza troppe pretese, di lettura, scrittura, considerazioni varie sulla realtà della vita e possibilmente anche di frivolezze...ogni tanto non guasta.

      Elimina
  8. Esistono anche gli amori maturi, quelli che scopri in età avanzata e che avresti voluto scoprire prima, anche se poi pensi che, forse, prima non avrebbe avuto su di te lo stesso effetto. Io, che te lo dico a fare, negli ultimi mesi ho dichiarato tutto il mio amore a Marcel Proust! ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci sono amori che nascono al momento giusto, forse Proust non l'avresti apprezzato se l'avessi letto a vent'anni. L'opera di Proust parla dell'importanza dei ricordi e di ritrovare se stessi (mi baso su quello che ho letto su di lui, visto che non l'ho ancora letto) sono sentimenti ed emozioni che probabilmente sentiamo più con il passar degli anni. Certi libri riusciamo ad amarli meglio a 40 piuttosto che a 20 anni. Forse anche Carofiglio a vent'anni non l'avrei apprezzato.

      Elimina
  9. Esistono certamente ragioni "personali" momenti di vita particolari dentro i quali irrompe con prepotenza un autore: quello che ci vuole in quel momento! Dipende dall'età e dai tuoi amori, dalla linea del senso della tua vita. Accade poi che certi autori " prepotenti" vadano sullo sfondo perché il tempo cambia i ritmi e il cuore; ma essi tornano. Sempre. Sono qualcosa di più e si addormentano infine con te. Così sono stati per me Pavese, Lampedusa, Pirandello e Pessoa. Ma ho letto tutti gli altri e li ho riuniti in un unico libro, ogni tanto li scopro dentro la mia scrittura, e nemmeno me ne accorgo, essi sorridono accomodanti e non mi rimproverano. Penso sia giusto cosi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Benvenuto nel mio blog Oblivious! hai espresso molto bene questo concetto che condivido pienamente, certi autori li amiamo perchè in quel momento corrispondono a quello che sentiamo e di cui abbiamo bisogno. Finalmente ho trovato qualcuno che, come me, ha amato Cesare Pavese!

      Elimina
  10. Mi è capitato in passato di avere fiammate di passione per qualche autore e decidere di volerlo leggere fino all'ultima sua riga, ma non ho mai portato a compimento il proposito, perché la varietà nelle letture mi attrae ancora di più.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Penso che l'autore di cui ho letto veramente tutto sia al momento solo Pavese, ma ero giovane e d'estate avevo molto tempo per leggere, degli altri autori finora Carofiglio batte gli altri ma non ho letto tutto, magari ci riuscirò alternandolo ad altri autori.

      Elimina