![]() |
| Un giorno anche la guerra si inchinerà al suono di una chitarra. Jim Morrison |
Esistono film iconici, destinati a rimanere nel tempo, eppure molti di questi non li avevo ancora visti. Uno era Hair, un film del 1979: ne avevo sentito parlare solo vagamente e conoscevo già molte delle sue canzoni, ma non l'avevo mai guardato. Ho colmato questa lacuna all'inizio di luglio, dopo che il mio compagno me ne aveva parlato come di uno dei suoi film preferiti e aver scoperto che era disponibile su Prime.
Che dire? Mi ha conquistata. Appena finito, sono andata a cercare la traduzione dei testi delle canzoni e mi sono messa a studiare la storia della guerra del Vietnam per comprenderne meglio il contesto.
Al di là della storia raccontata nel film – che ho trovato bellissimo, soprattutto per le scene musicali e per lo straordinario finale sulle note di Let the Sunshine In, davanti al Lincoln Memorial – mi è venuta voglia di approfondire la guerra del Vietnam.
Mi ha colpito rendermi conto che si è trattato di un conflitto durato quasi vent'anni, conclusosi con la sconfitta degli Stati Uniti. Più leggevo, più mi veniva spontaneo fare dei parallelismi con la realtà di oggi: cambiano i contesti e gli attori, ma certe dinamiche sembrano ripetersi.
E mi sono chiesta come sia possibile che una guerra così lunga e così distante nel tempo riesca ancora a parlare così chiaramente a chi la osserva oggi. Alcune immagini, alcuni temi — la protesta, la disillusione, il bisogno di libertà — mi sono sembrati sorprendentemente attuali.
Forse è questo il potere del cinema: non si limita a raccontare una storia, ma apre domande che restano addosso anche dopo i titoli di coda.
Riporto la trama (attenzione spoiler)
Hair è un dramma musicale del 1979 diretto da Miloš Forman, tratto dall'omonimo musical di Broadway creato da Gerome Ragni e James Rado. Pur ispirandosi all'opera teatrale, il film se ne discosta sia nello sviluppo della trama sia nell'ordine dei numeri musicali.
Il protagonista è Claude, un giovane dell'Oklahoma chiamato a combattere nella guerra del Vietnam. Giunto a New York pochi giorni prima della partenza, incontra a Central Park un gruppo di hippie formato da Berger, Jeannie, Hud e Woof. Affascinato fin dal primo incontro da Sheila, una ragazza dell'alta borghesia, viene aiutato dai nuovi amici a conquistarla.
Grazie a Berger, Claude scopre un mondo fatto di libertà, anticonformismo e contestazione, vivendo esperienze che mettono in discussione tutto ciò in cui aveva sempre creduto. Tra amicizie profonde, momenti di spensieratezza e sequenze oniriche, arriva però il momento di raggiungere il campo di addestramento.
Decisi a regalargli un ultimo incontro con Sheila, gli amici si recano alla base militare. Berger prende temporaneamente il posto di Claude, ma proprio in quel momento scatta la partenza improvvisa dei soldati destinati al Vietnam. Costretto a salire sull'aereo, il giovane pacifista si ritrova a combattere una guerra che ha sempre rifiutato, mentre Claude ottiene involontariamente la libertà. Berger diventerà così una delle innumerevoli vittime del conflitto.
La guerra del Vietnam (1955-1975) fu un conflitto tra il Vietnam del Nord (comunista), sostenuto da Unione Sovietica e Cina, e il Vietnam del Sud, appoggiato dagli Stati Uniti.
Gli USA intervennero principalmente perché volevano impedire l'espansione del comunismo in Asia, seguendo la teoria del domino: temevano che, se il Vietnam fosse diventato comunista, anche altri Paesi vicini lo sarebbero diventati.
Nonostante il grande impiego di uomini e mezzi, gli Stati Uniti si ritirarono nel 1973 e nel 1975 il Vietnam del Nord conquistò il Sud, unificando il Paese sotto un governo comunista.
Gli Stati Uniti ebbero circa: 58.220 militari morti e oltre 150.000 feriti. Migliaia di reduci riportarono traumi fisici e psicologici, come il disturbo da stress post-traumatico.
La guerra causò complessivamente milioni di vittime vietnamite (civili e militari), rendendola uno dei conflitti più devastanti del XX secolo.
A pensarci bene, il mio interesse per la guerra del Vietnam era stato stuzzicato circa un mese fa, quando ho letto Io sono Dio di Giorgio Faletti.
E, prima di salutarvi, vi lascio con il link Youtube dell'ultima scena del film, con la bellissima canzone che è anche un messaggio di speranza Let the sunshine In
E voi avete visto questo film?
Fonti immagini: Pixabay

Nessun commento:
Posta un commento
Ogni commento è gradito, lascia la tua opinione dopo la lettura.
Commentando accetti la cookie policy di Google.