domenica 2 ottobre 2016

Progetti di allegria

Scrivere è camminare nudi per strada, fare un salto nel vuoto, interpretare le cicatrici di cui siamo fatti. Delphine De Vigan
Ho tanti progetti che corrono nella mia testa come criceti su una ruota. 
Io stessa non riesco a starci dietro, ai progetti non ai criceti, spesso però mi sento proprio come un criceto.
Corro e mentre corro penso. Ogni tanto mi fermo e, sopratutto, fermo il pensiero prendendo appunti su un pezzo di carta. Ho anche provato a girare con un taccuino in borsa, ma il pezzo di carta, non so come mai,  funziona meglio, è più pratico, lo tengo in una tasca della borsa e passa più inosservato.
L'altro giorno ero in una riunione dove si parlava di una fantastico progetto pilota che la mia azienda vuol sperimentare e nel corso delle disquisizioni di ognuno che interveniva a esprimere il proprio parere io mi sono distratta e ho pensato a un mio progetto di scrittura (così ho tirato fuori il mio foglietto volante e ho preso appunti, giusto cinque minuti per fissare quel pensiero prima che si volatilizzasse!) 

e adesso dove vado?
Tornata a casa sono collassata sul divano e, ridotta allo stato di zombie, non ho fatto più niente. O meglio ho dormito. Secondo me all'interno dei divani c'è un gas soporifero, sembra che questo effetto collaterale colpisca tutti quelli che abbiano l'ardine di sedersi su di essi.
Due giorni dopo, mentre trovavo finalmente il tempo e l'energia per mettermi al computer a scrivere, ho tirato fuori il mio foglietto, mi sono ricordata di cosa volevo parlare e ho scritto un capitoletto. 
Così riga dopo riga, molto lentamente, con fatica e sudore, si sta delineando una storia.
Il problema è che la creatività non me la ritrovo sempre in tasca in ogni momento, ci sono attimi in cui capto un'idea da mettere su carta e prima ancora che riesca ad afferrarla l'idea vola via, oppure rimane lì nella mia mente e sembra anche ben definita, poi quando mi metto al computer diventa nebulosa e quello che sembrava scontato non lo è più. Quindi posso solo andare avanti riga dopo riga e poi, magari senza che me ne accorga, le righe diventano pagine.
E poi dopo mesi che ci pensavo ho finalmente avviato un progetto che riguarda il mio primo romanzo, progetto che ha cominciato a muovere i suoi primi passi e che sta andando avanti, ve ne parlerò quando si concretizzerà e soprattutto se si realizzerà. 
Il tempo è gratis ma è senza prezzo. Harvey MacKay
L'unico problema è il tempo: ne ho sempre meno e mi danno l'anima per riuscire a fare tutto e soffro perché non ci riesco.Poi mi viene in mente di fare le cose come al solito, come ho sempre fatto, un passo alla volta.

E voi come state in quest'autunno e che progetti avete?


13 commenti:

  1. Come te, con troppo poco tempo a disposizione. Per fortuna nessun nuovo progetto, solo continuare la revisione del romanzo e portare avanti il blog. Ordinaria amministrazione. Che poi io abbia già voglia di tornare in spiaggia sotto l'ombrellone, anche questo per me non è niente di nuovo.

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    1. Revisione del romanzo e blog (i tuoi post sono poi sempre molto curati, complessi e approfonditi) mi sembra che il tuo tempo sia già bello pieno.
      Tornare in spiaggia è anche un mio desiderio, anche perchè quest'anno ci sono stata troppo poco.

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  2. Mah, preoccupazioni legate al lavoro purtroppo tante, la situazione continua a essere critica e il futuro incerto.
    Per contro i progetti... beh, come sai il mio blog e la mia attività scribacchina erano in pausa da alcuni mesi, ora sto cercando di ripartire.

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    1. E questo è già un bel progetto, ripartire con il blog. Purtroppo per il lavoro la situazione in Italia sembra sempre più critica nonostante qualcuno dica il contrario...

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  3. Alla fine ho cominciato a buttare già i primi stralci di quel romanzo di cui ti dicevo. Ho già scritto una trentina di pagine. Adesso ho stoppato per un po' in attesa dell'ispirazione per come procedere, perché quelle prime pagine sono venute giù a fiume...

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    1. Grande! Ma è fantastico, trenta pagine venute giù a fiume non sono mica poche, mi sembra ottimo. L'ispirazione dopo trenta pagine arriva per forza, bravo Marco!

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  4. Beh, io ci ho scritto un intero post! Il mio progetto, attualmente, è non averne nemmeno uno. L'unica cosa che mi consente di scrivere senza auto recriminazioni su stile e modi è il blog, ma per quello non programmo nulla: ogni settimana mi invento qualcosa da dire e mi piace dirla a qualcuno che mi ascolta. Per ora con il romanzo in corso me la canto e me la suono da sola!

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    1. In effetti anch'io con il blog punto molto sull'improvvisazione, scrivo quello che mi suggerisce il momento in forma piuttosto libera. Con il romanzo si può fare un programma di massima, ma poi chissà come finisco per deviare dal progetto iniziale e seguire l'istinto o l'ispirazione (se vogliamo chiamarla così)...

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  5. Anche io purtroppo ho pochissimo tempo a disposizione, faccio i salti mortali per riuscire a fare tutto quello che devo fare, ma mi resta proprio poco per riuscire a coltivare al meglio le "passioni".
    Speriamo migliori un tantino!

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    1. Il tempo è diventato il limite vero della nostra società, ci viene chiesto di fare sempre più ad ogni livello e resta poco tempo per fare ciò che appassiona realmente , non resta che farcelo bastare. Speriamo davvero nel futuro, non si sa mai...

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  6. Brava Giulia Lù, che carica! È bello quando anche una riunione aziendale diventa la scintilla per una nuova storia. Il pezzetto di carta potrebbe essere collegato alla tua piccola Giulia interiore, la bimba che scartava il regalo poi si divertiva per tre ore con la carta da pacchi.

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    1. Grazie Lisa, che bella immagine la piccola Giulia che gioca con la carta da pacchi *_* le riunioni spesso hanno dei tempi morti in cui l'unica possibilità di evadere è ...inseguire i propri pensieri che possono portare a piccole idee da scrivere!

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