mercoledì 25 febbraio 2015

Prima o terza persona?

Non è un dubbio amletico, ma una semplice considerazione.
Sto scrivendo un nuovo romanzo e sto usando la terza persona. 
Ho iniziato in terza persona quasi per caso perché volevo staccarmi dal personaggio principale, poi però è diventato un modo per poter approfondire la psicologia dei vari personaggi e parlare di ognuno di essi, ciascuno con il suo punto di vista, il suo pensiero, le sue emozioni ed il proprio stato d'animo.
Ogni personaggio ha una sua complessità e fa cose che, in apparenza,
non sembrano avere subito senso: essi sono tormentati, infelici o semplicemente superficiali. 
Lentamente devono emergere con i loro pensieri,
la loro interiorità e con il pesante fardello che rappresenta la vita ai loro occhi.
Per poi risorgere a nuova vita o, almeno, provarci.

5 commenti:

  1. Anch'io ogni tanto penso alla terza persona ma per me sarebbe difficile un tale distacco dal personaggio principale. Per il momento non riesco proprio a evitare l'io narrante.
    Deve essere bello, però, e non facile. Buon lavoro! :)

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    1. Cara M.
      Leggi la risposta nel commento sotto ( invece che cliccare su rispondi ho cliccato su commento...) devo perfezionarmi nella gestione del blog. Ciao :-)

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    2. Siamo in due! Il giorno che imparerò a sfruttare al meglio i commenti preparerò una torta per festeggiare! ^_^

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    3. Preparo una torta anch'io .... Anche se come pasticciera sono scarsa ^_^

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  2. Ciao M. che bello trovarti sul mio blog! Si è vero la terza persona non è facile però dopo un pò ci si abitua e devo dire ci si sente più liberi. Tuttavia credo che ognuno debba trovare la modalità di esprimersi che più sente in quel dato momento. Devo dire che io amo molto la prima persona perchè l'io narrante fa entrare proprio nella pelle del personaggio principale, però sono in una fase di "ampliamento degli orizzonti" spero di farcela ad arrivare fino in fondo. Grazie. :-)

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