domenica 22 febbraio 2015

Spunti di riflessione: donne....dududù

Oggi mi sono soffermata a rileggere alcuni miei post di qualche tempo fa, di un mio blog personale che ormai non scrivo quasi più.
Ne ho trovato uno interessante che parlava di una serata in pizzeria tra amiche, delle mie riflessioni sulla serata e su come quelle donne potevano apparire ad un'occhiata veloce.
"Una ragazza dai limpidi occhi azzurri e dal sorriso timido dall'aspetto quasi di ingenua collegiale, una morettina con gli occhialini rosa e l'aria sognante, una ragazza con gli occhi a mandorla quasi orientali e lunghi capelli neri, partendo dalla biondina le tre ragazze sono rispettivamente un giudice, un medico iper specializzato e un responsabile marketing di una grande azienda bolognese.
Nessuno lo indovinerebbe, almeno io non l'avrei pensato, così a prima vista. Così mentre la prima si nasconde in una toga per avere l'aria austera, la seconda dentro un camice e la terza in un tailleur, io mi soffermo a pensare a come il mondo ci vuole in apparenza e a quello che le donne devono inventarsi per darsi un tono, farsi valere e, semplicemente sopravvivere. E rido e le mie amiche ridono con me solo a guardare la mia faccia senza neanche sapere perché."
Vi ripropongo questo piccolo quadro perché in quel periodo stavo scrivendo La libertà ha un prezzo altissimo e in alcuni capitoli descrivo queste serate tra ragazze che cercano di sopravvivere tra precarietà sentimentale e lavorativa. Per fortuna le mie amiche protagoniste di quel quadretto serale erano appena uscite dalla precarietà lavorativa e, da alcuni mesi, stavano sperimentando sulla loro pelle le difficoltà di farsi valere in un mondo lavorativo che, troppo spesso, non concede adeguato spazio alle donne le quali, nonostante tutto, sanno sempre ridere di gusto.


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