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domenica 19 marzo 2017

Città letterarie

Con questo post aderisco al meme di  Ariano Geta  sulle città letterarie raccontate da noi bloggers scribacchini nei nostri romanzi, al meme ha subito aderito anche Cristina M. Cavaliere 

Parliamo quindi delle città letterarie descritte nei miei romanzi e non posso non partire dalla città di Bologna essendo un luogo che ho riproposto in tutte le mie trame, oltre a essere la città in cui vivo e che amo.


Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po' molli,
col seno sul piano padano e il culo sui colli.Francesco Guccini
Bologna è una costante nelle mie storie, i miei protagonisti viaggiano, partono e ritornano e, spesso, in questa città finiscono con il fermarsi, oppure talvolta ripartire.
Essa rappresenta un luogo dell'anima dove approdare e ritrovare una speranza, un sogno, un nuovo inizio.

E di Bologna vi propongo due estratti da Fine dell'estate e da L'amore che ci manca 
“Bologna è una città strana, la si scopre poco per volta. Mostra la sua bellezza lentamente, attraverso le sue strade fatte di portici che si aprono di fronte a piccoli gioielli monumentali inaspettati”

Estratto da  “Fine dell'estate.” 

“E adesso si ritrovava in quella città dove avevano passato insieme tanti momenti e lui non poteva fare a meno di ricordarli con rimpianto. Girò per un po’ tra i vicoli del centro e ritrovò quell’atmosfera che aveva sempre amato. Stava cercando il coraggio di andare da lei”

Estratto da  “L'amore che ci manca.”

Un'altra città di cui parlo nel mio romanzo La libertà ha un prezzo altissimo è New York 

New York aveva tutta l’iridescenza dell’inizio del mondo.
(F .Scott Fitzgerald)
Nel mio libro parlo della New York fiduciosa nel sogno americano che esisteva prima dell'attacco alle Twin Tower, anche se la foto che propongo è la New York di oggi, ferita ma tesa ancora verso il futuro.
È una città che mostra una faccia dell'America che non trovi negli altri luoghi. È la città che non dorme mai, ma quella dove concretizzare i sogni, dove l'umanità variegata che incontri è un condensato incredibile di storie da vivere e da scrivere.

“New York ti sorprendeva con condizioni meteorologiche talvolta imprevedibili, forse era la vicinanza con l’atlantico, ma fino al giorno prima c’era una bruma densa decisamente invernale e sabato invece sembrava già un inizio di primavera”

Estratto da “La libertà ha un prezzo altissimo.” 

Altra città di cui vorrei parlare è Roma, è una città che compare nel mio primo romanzo perché la protagonista ci va a vivere per un certo periodo dopo il suo rientro in Italia. Nel mio secondo romanzo i due protagonisti arrivano a Roma loro malgrado per motivi di lavoro dei genitori e in questa città vivono la loro separazione forzata. Roma era presente nei miei pensieri prima ancora di conoscerla, quando finalmente ci sono stata ho scoperto un'atmosfera magica, la stessa che avevo immaginato e ogni volta che ci sono tornata, per vacanza e per lavoro e in stagioni diverse, ho sempre riprovato questa bella sensazione.

Roma città eterna
“Giro per la città senza meta, guardando negozi e riconoscendo monumenti visti prima solo in cartolina, infine mi siedo sui gradini di Trinità dei Monti, osservo la fontana della “barcaccia” zampillante di acqua e i tanti giovani intorno a me. E’ quasi primavera e Roma è splendida, questa città mi dà la sensazione di essere in vacanza.”

Estratto da. “La libertà ha un prezzo altissimo.” 

E infine vi parlo di una città immaginaria, Fiorita, la piccola città di provincia dove vivono i due giovani protagonisti di Fine dell'estate. Ognuno può trovarci delle assonanze con altre piccole città che popolano il nostro bel paese. Come scrivo nelle note al romanzo “Fiorita è un nome di fantasia, ma puoi trovarlo nella realtà delle piccole cittadine di provincia di cui si compone il nostro bellissimo paese a forma di stivale, pieno di bellezza e contraddizioni.”
La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre. Albert Einstein
Fiorita, un paese di poco più di diecimila anime che, a dispetto del suo nome, non esibiva nessuna distesa di fiori, ma solo marciapiedi sconnessi e polverosi, si erge sopra una lieve collina della Puglia settentrionale al confine col Molise e a quaranta chilometri dal mare adriatico, viveva il suo momento di quiete desertica e assonnata del primo pomeriggio, l’ora chiamata “controra”.”

Estratto da  “Fine dell'estate.” 

Spero che le mie città vi siano piaciute, ma a parte l'ultima, le conoscete? Avete una città del cuore?

domenica 5 marzo 2017

Storia di un libro di carta: La libertà ha un prezzo altissimo

Avevo vissuto in tanti posti quasi a voler disperdere le mie tracce o a dimostrare una libertà nei luoghi che non trovavo in me stessa. E che invece era la sola che contava. Giulia Mancini

Era da diverso tempo che volevo raccontarvi la storia dell'edizione cartacea del mio romanzo e dopo diversi rinvii per i tempi tecnici delle due diverse edizioni eccomi qui.
Quando Streetlib mi informò della possibilità di aderire al POS (Print on sale) di Amazon mi entusiasmai e aderii subito, senza riflettere troppo.
Il servizio di Streetlib è molto semplice, si aderisce all'iniziativa pagando una cifra per il servizio e poi provvedono loro a tutto.
Bisognava inserire il libro in formato pdf e poi da lì si partiva. Non ricordavo però che io avevo commissionato il formato EPub e quindi allora non avevo un formato pdf adeguato a un libro cartaceo, ma avevo un normale pdf in formato a4
Così il risultato finale del mio primo formato cartaceo non era proprio fantastico. Il libro aveva un formato troppo grande e piatto, ricordava un po' il vecchio sussidiario delle scuole elementari. Non so quanti di voi lo ricordano. Ma ero io che non avevo valutato bene la questione e non potevo farci niente. Nel frattempo stavo ultimando la scrittura di Fine dell'estate e mi sono concentrata su quello.
L'esperienza però mi è servita perché ho capito che era meglio farsi l'Epub da soli perché, in quel caso, potevo correggere eventuali errori e refusi anche successivamente alla pubblicazione e poi l'Epub poteva essere aggiornato nei contenuti, come per esempio implementare la biografia dell'autore e, infine, predisporre il pdf del formato giusto.
Del resto StreetLib offre dei software molto validi e abbastanza semplici da gestire anche per chi, come me, non è un asso dell'informatica; bisogna solo applicarsi un pochino e dedicarci del tempo. Così ho studiato per imparare a usare il supporto StreetLib e ho creato prima un Epub di prova con un racconto e poi quello finale di Fine dell'estate.
Successivamente sono passata a creare quello del mio primo romanzo per aggiornare l'edizione e sistemare errori e refusi. Tutto questo ha richiesto dei tempi lunghi perché, come sempre, operavo nel tempo libero, ma alla fine il nuovo Epub aggiornato e corretto è arrivato e ho potuto aggiornare l'edizione. Nel frattempo mi ripromettevo di rifare, prima o poi, anche l'edizione cartacea.
E l'anno scorso, circa tre mesi prima di Natale, preparai il nuovo pdf per l'edizione cartacea e, dopo aver fatto qualche stampa casalinga di poche pagine di prova, commissionai a StreetLib la nuova edizione cartacea.
I tempi, con il Natale di mezzo, si sono allungati ma alla fine è nata la nuova versione e il risultato è quello che vedete sopra. Ho prontamente ordinato il libro su Amazon ed eccolo lì. La foto con la mia mano (decorata con lo smalto per l'occasione!) serve a dare la prospettiva del libro. Avevo pensato di deliziarvi anche con una mia foto, ma tra febbre e raffreddore negli ultimi week end avevo un aspetto orribile per cui ho deciso di soprassedere.
Insomma come in tutte le cose per ottenere un risultato serve, oltre all'impegno, anche non avere fretta e stavolta ho fatto le cose prendendomi tutto il tempo che serviva.

La parte bella di questa avventura è che, nel controllare e nel rileggere il mio libro, l'ho un po' riscoperto, vabbè lo so "ogni scarrafone è bell a mamma suje" - non so se l'ho scritto bene, i napoletani mi perdoneranno - però quando ho riletto la storia di Michela, mi sono pure a tratti emozionata, perfino dimenticando che l'avevo scritto io.
Mi piacerebbe anche cambiare la copertina del libro, no quella cartacea rimarrebbe quella, però credo che per la versione italiana, almeno per il momento, lascerò la mia strada in salita contornata di verde.
Approfitto per ringraziare tutti coloro che lo hanno letto e coloro che vorranno leggerlo prossimamente in ebook o di carta. Grazie di cuore a tutti.

Vi lascio con un estratto del libro, una riflessione della mia indomita protagonista. 

“Siamo così impegnati nelle singole vicende della nostra vita che non ci rendiamo conto di essere immersi nella storia, che le nostre azioni indirettamente insieme a quelle di altri portano a eventi che riguardano tutta l’umanità o una parte di essa.
Se ci pensiamo bene, siamo parte di un tutto, ma non ce ne rendiamo conto. Se mi guardo indietro capisco di aver seguito un percorso per arrivare fin qui, e il punto in cui sono, non l’avrei mai raggiunto se non fossi passata attraverso il dolore e le avversità di quello che ho vissuto.”

Estratto di: Giulia Mancini. “La libertà ha un prezzo altissimo.”

per chi ama i libri di carta ecco sotto il link di Amazon

Link Amazon libro di carta



martedì 28 febbraio 2017

Freedom has a high price: presentazione sul blog bilingue di Silvia

E oggi esce un post estemporaneo perché volevo segnalare che sul blog di Silvia, Tinklesmakeup, si parla del mio libro e l'argomento è trattato proprio dalla sua traduttrice che ha usato parole per me bellissime e, per questo, la ringrazio di cuore.


La libertà ha un prezzo altissimo versione inglese
Vi riporto sotto il link se volete andare a curiosare

domenica 19 febbraio 2017

Freedom has a high price

So che la libertà ha un prezzo alto, alto quanto quello della schiavitù. L'unica differenza è che si paga con piacere, e con un sorriso anche quando quel sorriso è bagnato dalle lacrime. Paulo Coelho

Ve lo avevo detto che avevo diversi progetti in testa vero? E oggi vi parlo della prima grande novità di questi giorni: la pubblicazione del mio primo romanzo in lingua inglese.
Vi piace la copertina? Vi racconterò dopo anche come è stata concepita. Ma partiamo dall'inizio.
L'anno scorso quando mi arrivò la mail di StreetLib che mi diceva che esisteva il servizio di Babelcube per la traduzione dei miei romanzi in altre lingue ho subito pensato che il mio primo romanzo avesse una storia interessante per il pubblico americano, perchè racconta il percorso di vita di una donna che, tra le sue varie vicende, ha anche lavorato a New York per poi tornare in Italia. Ma racconta anche dei suoi nonni emigrati in America e delle origini della sua famiglia agli inizi del secolo scorso tra guerre, povertà e fascismo. Quanti italoamericani vivono in America che possono riconoscersi? Non li ho contati, ma credo siano molti. 
E poi ci sono gli eventi degli ultimi trent'anni della storia italiana e americana che passano e sfiorano la vita della protagonista. Il progetto però non era semplice da realizzare...
Non è che bastasse registrasi su Babelcube, così ho aspettato un po' e nel frattempo studiavo la situazione.
Vi riporto in breve le tappe di questa avventura:

Iscrizione
Quando hai un progetto hai bisogno di tempo perché ogni cosa che vuoi realizzare ha bisogno di cura e di attenzione, ha bisogno di studio e analisi e, anche quando pensi di aver finito, c'è sempre qualche altra rifinitura da ultimare. 
Così mi sono iscritta a Babelcube e ho studiato le linee guida traducendoli dall'inglese, ho inviato mail varie in cui chiedevo dei chiarimenti e infine ho caricato il mio romanzo in lingua italiana sulla piattaforma, caricando il profilo e la quarta di copertina in inglese (chiedendo a una mia amica di controllarmi la traduzione).

Traduzione
Poi ho cercato il traduttore, su Babelcube ce ne sono tantissimi e io ho studiato i profili di diversi autori, finché non ho trovato quella che era per me la persona giusta. In realtà mi sono basata sull'intuito ma dopo uno scambio di messaggi ho capito che non mi ero sbagliata.
La mia traduttrice si chiama Silvia De Cristofaro: è seria, brava, competente, gentile ed efficiente.
Con lei mi sono trovata benissimo, mi ha sempre tenuto informata sulle tempistiche della traduzione ed è stata anche un valente supporto per i miei dubbi.
Se volete tradurre il vostro libro non dovete avere fretta perché un buon lavoro di traduzione non può essere fatto in due giorni, inoltre anche voi dovete collaborare leggendo e controllando il testo tradotto. Io ho una conoscenza discreta della lingua inglese, più scritta che parlata, purtroppo avevo un po' perso dimestichezza con la lingua, ma questo lavoro mi è servito anche per ripassare le mie conoscenze.
Ed è stato davvero emozionante leggere il mio romanzo in un'altra lingua, una bellissima sensazione.

Copertina
Nel frattempo mentre la mia bravissima traduttrice procedeva con il lavoro io cercavo un'idea per la copertina cercando un'immagine che evocasse il senso del romanzo.
Così tutte le volte che potevo guardavo i siti di immagini free common e anche i siti dove facevano copertine a pagamento, ma non trovavo mai quello che davvero cercavo, finché non ho visto l'immagine di una ragazza seduta di fronte a un gruppo montuoso, che a me ricordava un po' i parchi americani, e ho deciso che quella poteva essere la copertina giusta.
Ma il tocco finale l'ha creato Maria Teresa Steri del blog Anima di carta  che così carinamente si è offerta di aiutarmi e il risultato fantastico è quello che vedete sopra, lo sfondo di New York aggiunto da Maria Teresa ha conferito la giusta personalizzazione alla copertina.
All'interno dell'ebook i lettori troveranno scritto Cover Design 2017 Maria Teresa Steri, approfitto per ringraziare Maria Teresa pubblicamente sul mio blog, oltre ad averla giustamente citata per la cover. 

Pubblicazione
Dopo aver verificato la traduzione, e inserito la copertina, occorreva soltanto dare l'ok per la pubblicazione su Babelcube, una semplice operazione che io pensavo di completare in mezz'ora.
Mi sbagliavo perché la conversione automatica dell'ebook non dava un risultato ineccepibile e poi per non so quale problema tecnico, dopo la conversione, mancavano alcune pagine del capitolo finale, mica un problema da poco!
Così ho creato io stessa l'ebook da caricare grazie al software di StreetLib (grazie di cuore anche a StreetLib che supporta così efficacemente gli autori self)  e dopo due giorni di fatica e di prove infine ho completato l'iter per la pubblicazione.

Sono passati circa dieci giorni e finalmente Freedom has a high price è on line e io sono molto felice e soddisfatta.

Se vi va di curiosare vi riporto i due link Amazon.com Freedom has a high price

                                                                 Amazon.it      Fredom has a high price

Non so che domanda farvi tranne chiedervi: cosa ne pensate?

domenica 5 febbraio 2017

#imieiprimipensieri: I tempi della scrittura



Eccomi qui, anch'io aderisco al meme di Chiara I miei primi pensieri con alcune riflessioni in libertà sui tempi della scrittura, tempo previsto 20 minuti.
Quando ho scritto La libertà ha un prezzo altissimo ho impiegato circa quattro mesi, ogni sabato mattina mi svegliavo prestissimo e scrivevo, mi svegliavo all'alba anche gli altri giorni perché ci dedicavo almeno una mezz'ora prima di andare a lavorare, la sera risistemavo o ampliavo quello che avevo scritto al mattino.
Però avevo "solo" il romanzo da scrivere, quindi ogni ritaglio di tempo era dedicato a questo progetto.
Credevo di avere poco tempo, ma quanto mi sbagliavo, avevo tantissimo tempo invece, perchè era davvero tutto il mio tempo libero dedicato al romanzo.
Adesso non è più così, intanto c'è il blog, voi direte capirai un post a settimana che ci vuole? 
Un post settimanale non sarà tanto, ma anche scrivere  quell'unico  post mi porta via del tempo, devo mettermi lì davanti al pc almeno una sera e completarlo, dopo averlo impostato sull'iPad nei giorni precedenti, di solito partendo da un'idea che mi colpisce all'improvviso e che butto giù nei momenti più vari: mentre aspetto il caffè della moka, mentre aspetto che l'acqua si scaldi, nei pochissimi tempi di pausa da qualcos'altro...
Poi c'è la pagina Facebook, anche quella non è seguita assiduamente come vorrei, ma scrivo dei post in media due o tre a settimana, sono brevi ma devo cercare le immagini giuste da abbinare agli estratti e a volte mi ripeto e anche così serve del tempo.
Poi ci sono i blog che seguo e che cerco di leggere e talvolta commentare brevemente nelle pause del lavoro, non potete immaginare quanto questo sia difficile, anche se sono in pausa e decido di mangiarmi un panino sulla scrivania, arriva sempre qualcuno che ti interrompe o per lavoro o peggio per fare delle chiacchiere. L'altro giorno stavo leggendo un post con il mio panino ed è arrivato un collega " cosa fai?" mi ha chiesto.
Ed io: "niente mangio un panino e intanto leggo degli articoli che mi interessano sul pc"
"Ah bene allora non stai facendo niente, possiamo chiacchierare!" Argh! 
E giù a parlare di cose già sentite mille volte. 
Così inizio a leggere un post al mattino e finisco la sera o il giorno dopo, così finisco per commentare in coda a tutti (non devo essere la prima certo, quindi arrivo quando arrivo e quando posso) e mi dispiace perché non riesco a seguire tutti i blog che vorrei, li leggo tutti con i miei tempi e soffro perché non riesco a lasciare sempre un commento, magari se qualche volta scrivo solo un ciao sapete perchè!
Resto indietro con tutto, perfino con la lettura di donna moderna a cui sono abbonata
Alla fine i ritagli di tempo libero si assottigliano moltissimo. 
Che farci? Niente, sono solo considerazioni per scrivere un post e magari condividerle con voi. Immagino che anche la vostra giornata sia spesso un gioco di incastri vero? E quindi come siete organizzati, come ottimizzare il tempo? 
Basta domande, ho finito il tempo per il mio post in libertà!

domenica 18 settembre 2016

Sempre un po' di me: intervista su Tratto Rosa e chiacchiere sul mondo Facebook

Cari amici non voglio essere monotona ma venerdì sul Blog Tratto Rosa di Cinzia La Commare c'è un'altra mia intervista. Anche qui svelo altre piccole cose di me.


Così se vi va di leggerla potete trovarla in questo link Intervista su Tratto Rosa
Ringrazio Cinzia per avermi dedicato questo spazio nel suo blog collegato a un gruppo Facebook molto attivo e vivace e approfitto di questa occasione per parlarvi proprio del mondo Facebook.
Attraverso questa vetrina sul mondo ho avuto modo di conoscere tante persone magnifiche e incredibilmente dinamiche in materia di scrittura, libri, promozione e interazione. Ho cercato di muovermi in questo mondo sempre molto cautamente perché, come è facile intuire, questa vetrina così pubblica se, da un lato, può far conoscere un aspirante scrittore, dall'altro nasconde anche tante insidie.
Quindi la mia regola ferrea è sempre stata quella di riflettere più volte prima di postare qualsiasi cosa e di ricordarsi che su Facebook quello che scrivi è per sempre (salvo guerra nucleare che distrugga il mondo, tutti i computer e la rete). 
A parte la cautela necessaria, dai gruppi Facebook ho assorbito tante piccole informazioni che mi hanno aiutato a capire come operare per fare determinate cose. Per esempio ho scoperto quali app potevo scaricare per creare un booktrailer casalingo, come funziona Amazon e KU, che ci sono siti da cui puoi scaricare immagini e video liberi da copyright, quali regole osservare per le citazioni nei propri romanzi e tanto altro. La cosa bella dei gruppi è che puoi porre un quesito e prima o poi qualcuno ti risponde e ti indica una direzione da seguire. 
Questo mondo usato bene, cioè con educazione e correttezza, che poi sono le regole che servono anche nella vita di tutti i giorni, può darti molto. 
In questi due anni credo di aver imparato tanto dai blog, dove ormai mi sembra di appartenere a una grande famiglia (grazie amici, voi sapete chi siete!) e anche grazie a questa vetrina virtuale che si affaccia sul mondo.

E voi cosa ne pensate al riguardo?




martedì 6 settembre 2016

Intervista a Giulia Mancini su Anima di carta


Oggi sul blog Anima di carta  di Maria Teresa Steri c'è una bellissima intervista alla sottoscritta

La bravissima scrittrice e blogger non solo ha letto i miei primi due romanzi, ma mi ha fatto un grande regalo parlandone nel suo blog (seguitissimo e interessantissimo) i superlativi sono d'obbligo!!!
Alle recensioni ha aggiunto anche un'intervista in cui mi sono rivelata parecchio.
Eh sì, svelo cose che voi umani lettori non sapete ancora di me (la citazione di Blade runner mi piaceva troppo e così cerco di dissimulare la mia emozione) quindi se vi ho incuriosito andate a leggere.

E ancora un superlativo grazie a Maria Teresa.

domenica 14 febbraio 2016

Intervista a Giulia Mancini su Ophelia's Friends

Le interviste di Ophelia Blog
Questa settimana è stata pubblicata sul blog di Stefania Romito Ophelia Blog una bella intervista alla sottoscritta e ho pensato di condividerla con voi. 
In questa intervista racconto molto di me e di come sono nati i miei due romanzi quindi se vi va di curiosare e conoscermi meglio vi invito a leggerla.
Approfitto per ringraziare ancora Stefania Romito per la sua gentilezza e disponibilità, una persona davvero speciale, bravissima scrittrice, blogger e ghost writer e molto impegnata nel sociale.

Stefania Romito
Grazie Stefania!

domenica 31 gennaio 2016

Musica e scrittura


Possiamo essere liberi solo se tutti lo sono. 
Hegel 
Ci sono canzoni che ci riportano la mente ad atmosfere passate e sulla scia dei ricordi riemergono emozioni, suggestioni e pensieri dimenticati.
Spesso poi l'ascolto di una canzone mi fa venire in mente il dialogo o lo sviluppo di una storia che sto scrivendo. Mi piace anche citare parti di testi di canzoni per far esprimere al protagonista quello che sente. Cosa che peraltro succede anche a me nella vita di tutti i giorni. 
La musica ha sempre accompagnato la mia vita e ci sono dischi e canzoni che caratterizzano momenti particolari, tanto che a volte se sto inseguendo un ricordo o un periodo mi basta riascoltare una canzone e mi ritrovo immersa in un preciso momento della mia vita con emozioni, colori e odori.
Ma al di là del potere evocativo della musica nella vita di ciascuno di noi in generale, ho cercato di immaginare un collegamento tra i miei romanzi e una particolare canzone, influenzata dal post di Maria Teresa del Blog Anima di carta a sua volta influenzata dal blog di Marina Il taccuino dello scrittore
Così in questi giorni ho provato a pensare ai miei due romanzi e alle canzoni che avrebbero potuto rappresentarli.
Cominiciamo dal primo: La libertà ha un prezzo altissimo, un titolo impegnativo che però è l'essenza del romanzo. Questa frase mi è sgorgata spontanea mentre leggevo il libro di Paulo Coelho lo Zahir di cui riporto uno stralcio che ho citato nella prefazione:

Non mi pento dei momenti in cui ho sofferto, porto su di me le cicatrici come se fossero medaglie, so che la libertà ha un prezzo alto, alto quanto quello della schiavitù. L’unica differenza è che si paga con piacere, e con un sorriso, anche quando quel sorriso è bagnato dalle lacrime.”

Ma a quale libertà si riferisce Coelho? Si riferisce alla libertà di essere senza stessi senza condizionamenti e costrizioni, una libertà che spesso si conquista dopo aver superato dolori e sconfitte, che è quello che accade alla mia protagonista. E dopo averci pensato a lungo ho individuato una canzone che mi sembra esprimere lo spirito del romanzo. 

Dido, Life for rent una canzone che mi piace molto, il cui testo mi ricorda il vagare della protagonista alla ricerca di un suo posto nel mondo. E mi trovo in piena sintonia anche con il video perchè esprime la forza della protagonista nell'affrontare il suo percorso.
Quando stavo scrivendo quel romanzo ascoltavo molto spesso Dido e confesso che me ne ero quasi dimenticata. L'estratto che ho scelto è il momento in cui Michela comincia a capire di trovarsi in una storia sbagliata che la rende infelice e che dovrebbe fare la difficile scelta di lasciarla andare per ricominciare.

Difo life for rent



 In cuor mio sentivo che stavo andando in una direzione sbagliata, ma non volevo ammetterlo, perché se lo avessi fatto, sarei dovuta tornare indietro, andare fino in fondo alla strada e ricominciare daccapo, ritornare da sola, ricominciare con una nuova casa, una nuova situazione, essere pronta a passare domeniche interminabili in solitudine a cercare di occuparmi il tempo in qualche modo, mentre tutti i miei amici di sempre sono impegnati ad occuparsi della loro vita troppo intensa senza più alcun posto per me.
Per ricominciare serviva un coraggio sovrumano, perché dovevo riprendere in mano la mia vita, essere disposta a passare il mio tempo libero davanti alla televisione, oppure davanti a vetrine di negozi di cui non m'importava niente, solo per farmi passare il tempo vuoto perché a casa non avrei avuto  nessuno da cui ritornare.

Pensando invece al mio secondo romanzo Fine dell'estate posso affermare che è stata la canzone a trovare me.
Un giorno avevo già quasi finito di scrivere il romanzo e storia e titolo erano già perfettamente delineate. Stavo cercando su Spotify una vecchia canzone degli Stadio e sono rimasta colpita da un titolo quasi uguale al titolo del mio libro Fine di un'estate. Era una canzone che non avevo mai sentito prima. 
Ascoltandola mi sono resa conto che parlava del mio libro e in particolare di una scena del mio libro. Quella in cui Claudio nella loro ultima notte al mare guarda Silvia dormire con nostalgia. Purtroppo non ho trovato un video ufficiale, solo un video dal vivo degli Stadio

Stadio Fine di un'estate



Quei giorni di mare furono bellissimi, la spiaggia era poco affollata tipica della fine dell'estate e regalava loro una speciale sensazione di benessere, Claudio riuscì a non pensare al dopo e a godersi ogni singolo momento. Gli piaceva restare in spiaggia fino a tardi ad aspettare l'ultimo raggio di sole che cadeva nel mare, accanto a Silvia che profumava di salmastro e di crema solare.
Gli piaceva perfino restare sveglio accanto a lei durante la notte, restava ad osservarla nel sonno annusando nell'aria l'odore della notte mentre l'aria del mare e il profumo dei tigli entravano dalla finestra socchiusa.
La loro ultima notte a Castiglioncello restò sveglio a guardarla ma, quando dalla finestra entrarono i primi raggi di sole, per un attimo si sentì perduto.

Il terzo romanzo che sto scrivendo è ancora in una fase semi embrionale anche se ho scritto una parte consistente della storia, non sono neanche sicura del titolo che voglio dargli. Ho un titolo del tutto provvisorio che per il momento non vi svelo. Però fin da quando ho cominciato a scriverlo, man mano che sviluppavo alcune parti della storia mi girava in testa una canzone Vento di passione cantata da Pino Daniele con Giorgia. Questa canzone sembra esprimere molto bene quel sentimento che si prova quando un vecchio amore si risveglia all'improvviso nella testa e nel cuore. Così non potendo anticiparvi altro di questa storia vi propongo questo video un po' sulla fiducia. Tra l'altro anche per questa canzone non ho trovato un video ufficiale.

Vento di passione Pino Daniele feat Giorgia 
E voi che canzoni scegliereste per i vostri libri, anche magari per un libro che avete letto e che riconoscete in una canzone?

domenica 11 ottobre 2015

Pazzo non amore mio

Amore, amore, pazzo non amore mio solo con te semplice l'amore è.
 
                    
"Pazzo non amore mio" cantava Filipponio negli anni ottanta, cosa c'entra il titolo con questo post?
Lo scoprirete alla fine.
Anni fa la lettura era il mio rifugio. 
Stavo cercando una direzione e vagavo, spesso brancolando nel buio, nella ricerca di un senso da dare alla mia vita.
Tutti attraversiamo momenti di indeterminazione, momenti in cui non sappiamo bene dove stiamo andando e soprattutto se la strada intrapresa è quella giusta. Cerchiamo dei punti di riferimento e siamo immersi in questa ricerca fin da bambini, poi crescendo crediamo di capire quello che vogliamo e acquistiamo consapevolezza. È il normale decorso del processo di crescita di ciascuno di noi. 
Ma a istinto sappiamo, in cuor nostro, quello che vogliamo e non sempre è in linea con quello che stiamo facendo. Ci poniamo quindi degli interrogativi e non troviamo risposta. 
Spesso le risposte razionali non ci soddisfano, proprio perché sono razionali. Troppi razionali. 
Io trovavo le mie risposte nei libri. Non sempre ovvio, ma qualche volta sì. 
Mi sorprendevo nello scoprire in alcuni libri pensieri e sensazioni che provavo e che, fino a quel momento, non ero riuscita bene a esprimere con le giuste parole.
E, trovando quelle parole in un libro, finalmente ne avevo piena consapevolezza.
Seguire il protagonista della storia diventava seguire me stessa.
La passione per la scrittura che già avevo fin dall'infanzia si è rafforzata anche grazie alle sensazioni che la lettura mi trasmetteva.
Ho sempre pensato che se anch'io avessi potuto scrivere e trasmettere a uno sconosciuto lettore, almeno uno, quella sensazione di empatia e di nuova comprensione di sé, sarebbe stato fantastico.
Quando scrivi e scopri che qualcuno si riconosce nelle tue parole è quella la più grande soddisfazione che puoi provare.
Questo piccolo grande regalo mi è arrivato qualche giorno fa da un paio di lettori.
Mariagiulia mi ha scritto su Facebook che aveva riletto alcuni passaggi de "La libertà ha un prezzo altissimo" e ancora una volta si era ritrovata ed era sicura che anche Fine dell'estate le sarebbe piaciuto tantissimo.
Nadia invece ha condiviso sulla sua bacheca alcune frasi dello stesso libro.
Ora pensate come mi sono sentita! Incredibilmente euforica per questo dono inaspettato.
Quando qualcuno mostra di apprezzare quello che ho scritto non posso che sentirmi gratificata.
La fatica di scrivere strappando il tempo alle mie giornate convulse viene ripagata.
Infine sempre parlando del mio primo eBook, ho finalmente finito la revisione e dato il via all'aggiornamento on line. Non ci sono stravolgimenti ma piccole correzioni nella punteggiatura e in alcune parole che ho sostituito per evitare ripetizioni cacofoniche. 
Ripercorrere le pagine de "La libertà" mi ha fatto rivivere alcuni momenti e, in certe pagine, mi sono quasi riscoperta.
Quindi devo dire grazie alle mie lettrici che si sono palesate, grazie a Mariagiulia e a Nadia.
Grazie a Francesca che ha segnalato Fine dell'estate alla rubrica di Alessandra Appiano che, scrive, ci sono libri che ci aiutano a far riaffiorare momenti importanti del passato.
Ah volete sapere cosa c'entra il titolo del post?
L'altro giorno mi girava in testa questa canzone e ho pensato che la scrittura è il mio "pazzo non amore", perchè questa mia passione non è solo mia ma può appartenere a tutti coloro che se ne innamorano e che decidono di rincorrerla nonostante tutto.

E voi? Condividete questa mia visione della scrittura o siete agli antipodi?

venerdì 28 agosto 2015

Il dolore e i personaggi cameo


Si parla tanto del perché si scrive. 
Ognuno scrive per un suo motivo.
Chi perché parla poco e preferisce scrivere. 
Chi perché è troppo timido e scrivere è il solo modo che ha di esprimersi. 
Chi perché vuole riempire il tempo. 
Chi perché vuole mettere ordine nei propri pensieri.
Io non me lo chiedo tanto spesso, però ogni tanto penso di scrivere per non dimenticare.
In fondo scrivo perché mi piace farlo, prima di tutto, ma a parte questo, scrivo perché talvolta qualcosa riemerge dall’oblio e non mi fa dormire.
Per mettere a fuoco quello che svanirebbe nel nulla se io non lo ricordassi.

Quando è morta mia madre il dolore era così forte che ho cominciato a scrivere la storia della sua vita, poi ho lasciato perdere perché mi mancavano troppi elementi per scrivere qualcosa di davvero aderente alla realtà.
E sopratutto perché, in quel momento, era troppo vivo il dolore.
Sono passati alcuni anni e ho scritto "La libertà ha un prezzo altissimo"
In quel romanzo ho inserito il ricordo di mia madre e di mia nonna nella storia della protagonista: era forse l'unico modo possibile che avevo di ricordare una persona cara come può essere una madre perduta troppo presto.

In “Fine dell'estate” invece ci sono alcuni personaggi  "cameo", sono delle comparse, appaiono nel corso della vicenda dei protagonisti come incontri casuali o indelebili ricordi, è il mio modo di ricordare.
Un amico caro che non è riuscito a superare il suo male di vivere e che un giorno, mentre sua moglie era fuori casa con la loro bambina, ha deciso di lasciarci, per andare in un'altra dimensione.
Un ragazzo addormentato in una stanza di ospedale che forse non si è mai svegliato.
Una giovane amica che non è arrivata a trent'anni.
Il personale medico e paramedico di un ospedale, persone che ogni giorno fanno il loro lavoro con coscienza, serietà e passione e, nonostante il loro lavoro, sono capaci di donare un sorriso alleviando forse un po' l'angoscia della malattia.
Si parla tanto di malasanità, ma quasi mai di coloro che nella sanità lavorano bene e che costituiscono una moltitudine silenziosa di cui nessuno parla, perché tutto sommato non fa notizia.
Poi ci sono i luoghi: il mio paese del vento amato e odiato con la sua gente e le sue contraddizioni e le sue passioni.
Poi accade qualcosa che non ti aspetti, il personaggio che evochi nel tuo romanzo prende vita e diventa parte della tua realtà.
Probabilmente scrivo anche per questo, per le emozioni che questo evento inaspettato mi procura.
E diventa un nuovo modo di sentirmi viva.
E voi usate dei personaggi reali alla stregua delle comparse di Hitchcock nei suoi film?

domenica 22 febbraio 2015

Spunti di riflessione: donne....dududù

Oggi mi sono soffermata a rileggere alcuni miei post di qualche tempo fa, di un mio blog personale che ormai non scrivo quasi più.
Ne ho trovato uno interessante che parlava di una serata in pizzeria tra amiche, delle mie riflessioni sulla serata e su come quelle donne potevano apparire ad un'occhiata veloce.
"Una ragazza dai limpidi occhi azzurri e dal sorriso timido dall'aspetto quasi di ingenua collegiale, una morettina con gli occhialini rosa e l'aria sognante, una ragazza con gli occhi a mandorla quasi orientali e lunghi capelli neri, partendo dalla biondina le tre ragazze sono rispettivamente un giudice, un medico iper specializzato e un responsabile marketing di una grande azienda bolognese.
Nessuno lo indovinerebbe, almeno io non l'avrei pensato, così a prima vista. Così mentre la prima si nasconde in una toga per avere l'aria austera, la seconda dentro un camice e la terza in un tailleur, io mi soffermo a pensare a come il mondo ci vuole in apparenza e a quello che le donne devono inventarsi per darsi un tono, farsi valere e, semplicemente sopravvivere. E rido e le mie amiche ridono con me solo a guardare la mia faccia senza neanche sapere perché."
Vi ripropongo questo piccolo quadro perché in quel periodo stavo scrivendo La libertà ha un prezzo altissimo e in alcuni capitoli descrivo queste serate tra ragazze che cercano di sopravvivere tra precarietà sentimentale e lavorativa. Per fortuna le mie amiche protagoniste di quel quadretto serale erano appena uscite dalla precarietà lavorativa e, da alcuni mesi, stavano sperimentando sulla loro pelle le difficoltà di farsi valere in un mondo lavorativo che, troppo spesso, non concede adeguato spazio alle donne le quali, nonostante tutto, sanno sempre ridere di gusto.


giovedì 12 febbraio 2015

L'amore è quello che rimane


“ l'amore va ben oltre la bellezza e la prestanza fisica, certo da giovani si è attratti da questo, almeno all’inizio, ma quello che rimane dopo, che si fortifica e si nutre anche delle debolezze umane, è ciò che rende un legame indissolubile.”

Estratto di: Mancini, Giulia. “La libertà ha un prezzo altissimo.” Giulia Mancini, 2014. iBooks. 

venerdì 16 gennaio 2015

Emozione

Qui si parla del mio e book !
Stamattina ho provato una fortissima emozione quando ho letto questa bellissima recensione sulla rubrica del settimanale Donna Moderna di Alessandra Appiano!
È il numero 4 del 2015.
Che dire sono senza parole e felicemente emozionata.


sabato 10 gennaio 2015

Reti di affetto

“Le reti di affetto e amicizia disinteressati che tessiamo lungo la nostra vita, hanno un ritorno sotto molti aspetti e spesso è molto più grande di quello che diamo.”

Estratto di: Mancini, Giulia. “La libertà ha un prezzo altissimo.” Giulia Mancini, 2014. iBooks. 


giovedì 18 dicembre 2014

Luogo dell'anima

Nella storia di Michela un elemento sempre presente è il viaggio, 
quello che affronta attraverso le diverse città in cui, per motivi vari, 
si ritrova a vivere.
Prima di potersi finalmente fermare.
Il viaggio in se è una metafora.
La metafora della continua ricerca che ognuno intraprende a suo modo dentro e fuori di sè.
La ricerca di un luogo dove sentirsi a casa e finalmente al sicuro.
Un luogo dell'anima.

lunedì 8 dicembre 2014

Michela protagonista dei nostri tempi

Di cosa parla il mio romanzo.
È la storia di una donna che cerca una sua dimensione, un suo posto nel mondo, 
che è quello che poi cerchiamo tutte noi.
Michela è una persona indipendente che cerca a tutti i costi di essere se stessa al di là delle convenzioni sociali che spesso non condivide. 
È una ragazza determinata, disposta a mettersi in gioco con notevoli sacrifici per arrivare dove vuole.
Ma anche Michela come tutte le ragazze cerca l'amore e crede, più di una volta, di averlo trovato.
Quando la realtà la smentisce cerca di risollevarsi e di ricominciare.
Come molte di noi sugli uomini fa degli enormi errori di valutazione e sbaglia spesso direzione.
La forza di Michela è che però lei va sempre avanti per la sua strada,
cercando di imparare dai suoi errori, 
senza mai dimenticare il punto da cui è partita e la sua famiglia di origine, 
in particolare le donne della sua famiglia che le hanno insegnato la incredibile forza delle donne nei momenti difficili.