Il mio nuovo romanzo
Presentazione: quarta di copertina
Si
dice che la vita cominci a quarant’anni e potrebbe essere così per Linda Sarti
che alle soglie dei quaranta sembra avere tutto quello che una donna possa
desiderare: è bella, ha un marito che la ama, una figlia adolescente e un
lavoro in cui si è pienamente realizzata.
Invece
proprio nell’anno del suo quarantesimo compleanno tutte le sue certezze
crollano: suo marito la lascia per inseguire un nuovo amore più giovane, sua
figlia sempre più irrequieta nei suoi conflitti adolescenziali tende ad attribuirle
l’origine di quel fallimento matrimoniale. Il suo lavoro forse non costituisce
quello che lei davvero desiderava ed è diventato fonte
di enormi responsabilità e preoccupazioni che la schiacciano ogni giorno di
più.
Dopo
due anni Linda, che nel frattempo ha cercato di riorganizzarsi l’esistenza, non
è affatto soddisfatta di come è diventata la sua vita che ha assunto quasi la
forma di un’oppressione quotidiana. E poi un giorno al lavoro accade qualcosa
di talmente grave che la costringe a riflettere su quello che davvero vuole realizzare
nella sua vita.
Si
aggiunge a questo momento di grande confusione la malattia di sua zia, importante
figura familiare rimastale dopo la morte dei suoi genitori, e Linda lascia
momentaneamente il lavoro per cercare di aiutarla in questo difficile momento. Torna
nel paese natale e incontra Giulio, l’amore della sua giovinezza, il ragazzo che
ha amato disperatamente per cinque anni. Rivederlo riaccende in lei i ricordi e
quell'amore che credeva dimenticato.
Anche
Giulio sembra cambiato. Inaspettatamente le riserva tutte quelle attenzioni che
un tempo evitava, perché allora l'aveva lasciata? Cosa era successo anni prima?
Perché all'improvviso sembra non poter più fare a meno di lei? Linda
è costretta a tornare con la mente agli anni in cui viveva lì e al punto in cui
ha fatto determinate scelte tra cui quella di partire. La sua permanenza
forzata in quel luogo diventa un viaggio interiore alla scoperta di se stessa e
anche di risposte che allora erano rimaste sospese.
Ci sono amori che restano fermi nel
tempo, incompiuti e irrisolti. Possono tornare nella memoria come un alito di
vento e sfiorarci appena per un momento
o possono riesplodere impetuosi come un temporale d’estate.
«Non
lo sapevo che quello che provavo era amore. Non sapevo che non avrei più
provato lo stesso, dopo di te.»
Che posso dire di questo romanzo? Prima di tutto che era una storia dentro di me da molto tempo. Ho iniziato a scriverla nel marzo del 2015 con un altro titolo e con nomi dei personaggi diversi. Mi ero fermata al primo capitolo perchè nel frattempo ero stata coinvolta dalla stesura di Fine dell'estate. Però nel frattempo i miei personaggi cominciavano a vivere una loro esistenza, andavano avanti quasi per conto proprio e ogni tanto mi ossessionavano con la loro richiesta di vita.
Una volta ho viaggiato in autostrada per un percorso medio lungo dimenticandomi di accendere l'autoradio.
Per tutto il percorso ho vissuto i loro incontri, i dialoghi, le emozioni dei personaggi. Quando sono arrivata a destinazione mi sono quasi stupita di come il tempo del viaggio mi fosse volato via in un soffio.
Così ho dovuto ascoltare le loro pressanti richieste e ho ripreso la storia da dove l'avevo interrotta, che poi era praticamente l'inizio, il loro incontro dopo tanti anni.
E dopo non ho fatto altro che scrivere, quasi in trance. A volte, in alcuni momenti della giornata, mentre ero impegnata al lavoro o in ordinarie faccende quotidiane, mi veniva in mente una situazione particolare che coinvolgeva i miei personaggi di cui volevo scrivere e tiravo fuori un foglio di carta, il retro di uno scontrino o un post it e prendevo appunti.
Così se volevo tornare a vivere una mia vita, dovevo finire di scrivere la loro storia in modo da lasciarli finalmente andare per la loro strada, perchè come scrive Gianrico Carofiglio in un suo romanzo "Chissà cosa succede poi. Dopo l'ultima pagina, quando il romanzo finisce."