domenica 31 maggio 2026

Un sorriso gratis

 

Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso. Madre Teresa di Calcutta


Che cosa può cambiare il colore di una giornata?

Ci sono mattine in cui ci si sveglia con il peso del mondo addosso. Le scadenze rincorrono i pensieri, le preoccupazioni si affollano nella mente ancora prima del primo caffè, e il cuore sembra camminare qualche passo dietro di noi.

Si esce di casa distratti, con lo sguardo basso e l’anima in disordine. Poi, quasi senza accorgersene, accade qualcosa di minuscolo eppure capace di spostare il baricentro della giornata: una mano che ti tiene aperta la porta, un buongiorno inatteso, il sorriso di uno sconosciuto sull’autobus o al bancone del bar.

Sono gesti piccoli, quasi invisibili, ma hanno la forza gentile della luce quando entra in una stanza buia. Per un attimo il mondo sembra migliore, le inquietudini della notte sfumano e persino il peso dei pensieri si fa più leggero.

Io li chiamo “sorrisi gratis”, prendendo in prestito il titolo di una canzone di Gino Paoli: sorrisi che non chiedono nulla, che non hanno secondi fini, ma nascono soltanto dal desiderio umano di riconoscersi, anche per un istante, nella gentilezza.

Forse ci fanno star bene proprio perché stanno diventando sempre più rari. Eppure basterebbe così poco per rendere il mondo, ogni giorno, appena più abitabile.

Abbiamo bisogno di sorrisi gratuiti. Lo penso spesso. L’altra sera, però, guardando il programma L’Eredità, ho avuto la conferma che non sono l’unica. Durante uno dei giochi è stata mostrata una statistica sulle cose che riescono a rendere più bella una giornata e a farci stare bene.

Tra le più apprezzate c’erano il profumo del pane appena sfornato, un odore che ci riporta ai ricordi dell’infanzia, la sorpresa di sentire alla radio la nostra canzone preferita e il sorriso gentile di una persona sconosciuta. C’erano anche altre risposte, ma queste sono quelle che mi hanno colpita di più. Forse perché parlano di quelle piccole gioie che non costano nulla e che, proprio per questo, hanno un valore speciale.

Alla fine, le cose che ci fanno stare meglio sono spesso le più semplici. E un sorriso sincero resta uno dei regali più preziosi che possiamo fare, senza spendere nulla. E così - in questo maggio piuttosto faticoso per una serie di motivi - ho pensato di scrivere un post un po' ottimistico cercando di parlare di cose belle.

E per voi? Qual è quella piccola cosa, semplice e quotidiana, che riesce sempre a strapparvi un sorriso e a rendere più bella la giornata?

Mentre ci pensate vi lascio il link della bellissima canzone di Gino Paoli.



Fonti immagini: Pixabay

giovedì 14 maggio 2026

Millenovecentoottanta





Anche se il timore avrà più argomenti, tu scegli la speranza. Lucio Anneo Seneca.


Tempo fa ho letto Strage di Loriano Macchiavelli, autore che ho scoperto tardi ma che avrei voluto incontrare molto prima. Un romanzo che attraversa la Strage di Bologna e quegli anni sospesi tra paura, misteri e ferite aperte. Il titolo originale, pare, avrebbe dovuto essere Funerale dopo Ustica. E già questo dice tutto, infatti prima della strage di Bologna c’era stato il Disastro di Ustica. Un'estate funestata da due stragi tremende che sconvolse la vita degli italiani.

Il 1980 è un anno “tondo”, un po’ come il 2020, quasi un simbolo. Tempo fa, sentendo parlare dell’anniversario del terremoto dell’Irpinia, ho realizzato che tutto era successo nello stesso anno: un anno segnato dal dolore collettivo.

Il disastro di Ustica e poi la strage di Bologna.
Poi, pochi mesi dopo, in autunno, il Terremoto dell'Irpinia. Tre ferite enormi nello stesso anno.

Di quell’anno ricordo soprattutto il terremoto dell’Irpinia perché io, che vivevo ancora in Puglia, lo sentii distintamente.
Il 23 novembre lo ricordo bene anche perché era domenica e, dato che il 25 sarebbe stato il mio compleanno, avevamo invitato a pranzo una mia cara amica, anche compagna di scuola. Era un piccolo anticipo di festa, anche se forse non avrei dovuto festeggiare prima.
Quella sera ero distesa sul letto a ripassare storia — il giorno dopo sarei stata interrogata — quando sentii il letto sobbalzare. Un movimento violentissimo: caddi e provai una paura autentica, la sensazione di essere a un passo dalla morte. Corsi fuori casa insieme alle mie due sorelle, precipitando giù per le scale. Una volta in strada restammo a guardare il nostro condominio oscillare seguendo le onde del terremoto. Era una costruzione antisismica, e quella sera ne ebbi la prova.
La cosa più impressionante era il boato: un suono cupo e immenso che sembrava arrivare dalle viscere della terra. Terribile davvero.

Per settimane non volli più restare in casa la sera. Le mura, che fino al giorno prima erano protezione, erano diventate minaccia. Avrei passato tutto il mio tempo fuori, perché stare dentro significava affrontare di nuovo quella stessa angoscia.

È strano pensare che gli anni Ottanta, un decennio che molti ricordano come leggero e scintillante, siano iniziati in un modo così cupo.

In questo periodo sono un po’ a corto di argomenti, o forse, sono tanti quelli di cui vorrei parlare ma nessuno mi sembra abbastanza rilevante, sto vivendo un periodo di sospensione, vorrei fare tante cose e non faccio niente. Anche scrivere sul blog diventa arduo. Ogni questione mi sembra di poco conto o non abbastanza importante da riuscire a fermarsi sulla pagina. Insomma vorrei fare tante cose e finisco per non farne nessuna. 

Così penso, i pensieri girano vorticosamente e mi tornano in mente cose del passato e anche i miei anni ottanta, così è uscito questo post ripescato dalle bozze del blog e del tempo. Sembra tutto così lontano eppure non lo è davvero. 

Forse è anche per questo che continuo a tornare con il pensiero a quegli anni, che poi sono gli anni della mia adolescenza, anni in cui tutto doveva ancora accadere, con tutta la vita davanti e con mille possibilità, mille sogni da realizzare, almeno in teoria. E quindi, mentre faccio fatica a scrivere, con la sensazione di avere troppi pensieri e nessuna direzione precisa, rimando, lascio bozze aperte, accumulo idee che non diventano mai parole. 

E poi come se non bastassero le guerre in corso nel mondo ecco che torna un antico spettro, quello del virus o hantavirus. No, non parliamo di questo, meglio pensare agli anni ottanta, soprattutto a quello che accadde dopo il momento cupo e quindi le cose positive.

Gli anni Ottanta in fondo furono un decennio ricco di progressi scientifici, culturali, tecnologici e sociali. 

Fine di tensioni internazionali e aperture politiche come la distensione finale della Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica grazie ai dialoghi tra Ronald Reagan e Michail Gorbaciov (peccato che oggi siamo tornati indietro).

Nel 1982 i miei mondiali di calcio con la vittoria dell'Italia. Ricordo indelebile scolpito nella mia mente.

Progressi scientifici e tecnologici con la diffusione dei personal computer come IBM Personal Computer e Apple Macintosh, che resero l’informatica accessibile a milioni di persone, con la nascita e la crescita delle prime reti che avrebbero portato al mondo moderno Internet. Scoperte mediche importanti, inclusi i progressi nella diagnostica e nei trapianti.

Cultura e intrattenimento
Esplosione globale della musica pop con artisti come Michael Jackson, Madonna e Queen e tanti altri.
Uscita di film diventati classici come E.T. Ritorno al futuro, Blade Runner, ma soprattutto il mio adorato Dirty Dancing.
Nascita di MTV, che cambiò il modo di vivere la musica e i videoclip.


Nel 1989 la Caduta del Muro di Berlino, simbolo della riunificazione europea e della fine della divisione tra Est e Ovest. Lo so, dopo il 1989 molte persone pensarono che il mondo sarebbe diventato progressivamente più stabile, più aperto e meno conflittuale. Per un periodo sembrò davvero possibile: meno paura nucleare, più cooperazione internazionale, crescita tecnologica rapidissima, apertura delle frontiere in Europa.
Poi sono arrivate nuove crisi: guerre regionali, terrorismo, tensioni geopolitiche, disinformazione online, polarizzazione politica, crisi economiche e climatiche. Un momento di forte speranza che non si è realizzata completamente.

La storia raramente procede in linea retta, ci sono fasi di apertura e fasi di chiusura. Ogni epoca ha avuto le sue paure e le sue delusioni. Ma la storia mostra anche che le persone sono capaci di cambiare il mondo quando sembrava impossibile farlo. Gli anni Ottanta finirono con muri che cadevano invece che con guerre. 
Il futuro non è mai già scritto e forse possiamo ancora credere che gli anni a venire ci conducano verso un finale di decennio positivo e che vale ancora la pena credere in un domani migliore.

Voi credete sia ancora possibile?






domenica 19 aprile 2026

Energie rinnovabili


La situazione è grave ma non è seria. Ennio Flaiano

Qualche giorno fa discutevo con un mio amico sulla guerra del golfo e del suo impatto sui prezzi dell’energia. Secondo il mio amico in Italia dovremmo investire nel petrolio (infatti esistono dei giacimenti, ma non vengono sfruttati) così ho fatto qualche ricerca in rete e sembra che i giacimenti in Italia ci siano, ma è troppo oneroso sfruttarli. 

Questi i principali problemi:i giacimenti non sono molto grandi, costi di estrazione elevati, Vincoli ambientali e opposizione locale, politiche energetiche orientate alla riduzione dei combustibili fossili

Le principali aree petrolifere italiane sono: 

Basilicata: è la zona più importante (soprattutto la Val d’Agri)

Sicilia: storicamente rilevante

Mar Adriatico: estrazioni offshore

In misura minore anche in Emilia-Romagna e altre zone

L’Italia produce solo una piccola parte del petrolio che consuma e copre circa 5-10% del fabbisogno nazionale, il resto viene importato da altri Paesi

a quanto pare l’Italia produce circa: 70.000 – 90.000 barili di petrolio al giorno

cioè circa 3,5 - 4,5 milioni di tonnellate all’anno ma il consumo italiano è molto più alto (oltre 1 milione di barili al giorno) quindi la produzione interna copre solo una piccola parte del fabbisogno.

La maggior parte arriva dalla Val D'Agri (in Basilicata) che da sola fa oltre la metà della produzione nazionale, poi ci sono alcuni giacimenti offshore nel Mar Adriatico e alcuni campi in Sicilia.

se digitate la ricerca "val d'Agri petrolio" questo è quello che vi appare

Il giacimento della Val d'Agri, in Basilicata, rappresenta il più grande giacimento petrolifero su terraferma ("onshore") d'Europa. Gestito principalmente da Eni (60,1%) con Shell (39,9%), il centro olio di Viggiano (COVA) separa il greggio estratto dai numerosi pozzi. È un polo energetico cruciale che contribuisce significativamente alla produzione di idrocarburi italiana, sebbene le estrazioni abbiano avuto cali recenti.

Lo sapevate? io non lo sapevo. Se non avessi approfondito con delle ricerche in rete e alcune domande mirate sul solito motore di ricerca non lo avrei scoperto e sarei rimasta nel limbo dell'ignoranza su questi argomenti 

Le principali compagnie coinvolte sono ENI che è la più importante e altre aziende energetiche internazionali più piccole.

L'Italia è più rilevante per il gas naturale che per il petrolio con una produzione di circa 3–5 miliardi di metri cubi all’anno,  anche qui però si importa la maggior parte del prodotto.

In realtà io penso che il grande potenziale energetico dell’Italia non sia nel petrolio ma in altre forme di energia:

solare (il più grande)

eolico, soprattutto nel sud

geotermia in alcune aree.

teoricamente il sud Italia potrebbe diventare uno dei principali “esportatori di elettricità” d’Europa

Il motivo principale è una combinazione di geografia, clima e nuove tecnologie energetiche. Molti studi energetici europei prevedono che il Sud Italia potrebbe diventare un hub di produzione elettrica rinnovabile per l’Europa, per le seguenti motivazioni:

1. Molto più sole rispetto al Nord Europa

Il Sud Italia riceve una quantità di radiazione solare tra le più alte d’Europa.

Regioni come sicilia, puglia, sardegna e basilicata possono produrre molta più energia per pannello solare rispetto a paesi del nord Europa.

Per confronto: la Germania ha installato moltissimo solare pur avendo circa il 30-40% di sole in meno.

2. Ottime zone per l’eolico

Il Sud e le isole hanno anche buone condizioni di vento, specialmente:

nel Canale di Sicilia

nel Mar Adriatico meridionale

nelle zone montuose dell’Appennino.

Questo permette di combinare solare ed eolico, che producono energia in momenti diversi della giornata e dell’anno.

3. Posizione strategica nel Mediterraneo

da una ricerca in rete ho scoperto che l’Italia è una specie di ponte energetico tra:

Europa

Nord Africa

Medio Oriente.

Per esempio cavi elettrici sottomarini e progetti energetici stanno già collegando l’Italia con Tunisia, Grecia e Albania. Questo permette di scambiare elettricità tra regioni con sole e vento diversi.

Il problema storico delle rinnovabili è che sole e vento sono variabili, ma le nuove tecnologie stanno cambiando la situazione con batterie giganti per accumulo, produzione di idrogeno verde con energia in eccesso. L’idrogeno può essere esportato o usato nell’industria.

4. Nuove “autostrade elettriche” europee

L’Europa sta costruendo nuove linee ad alta capacità per trasportare elettricità tra paesi.

L’Italia è già collegata con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia 

Con più produzione rinnovabile nel Sud, parte dell’energia potrebbe fluire verso il Nord Europa, dove il sole è molto meno.

In sintesi

Il Sud Italia potrebbe diventare esportatore di energia perché ha molto sole, buon vento, posizione centrale nel Mediterraneo,  possibilità di accumulo energetico, collegamenti elettrici con il resto d’Europa.

Curiosità: secondo alcuni scenari energetici europei, il Mediterraneo potrebbe diventare per l’elettricità quello che il Golfo Persico è stato per il petrolio.

E se, invece che incaponirsi con il ponte sullo stretto, si investisse seriamente nelle energie rinnovabili? 

Io sono anni che lo penso, ma ai più sembra un pensiero assurdo, forse perché non si tratta di informazioni così diffuse, del resto nella tv generalista nessuno ne parla, forse fa comodo tenere il sud Italia in una posizione subalterna in balia delle mafie, oltre che mantenere l'Italia intera in balia dei paesi produttori di petrolio, quando si potrebbe diventare nel tempo sempre più indipendenti dalle produzioni di altri paesi, per di più con fonti di energia non inquinanti.

E voi cosa ne pensate?


Fonti immagini: Pixabay 



martedì 7 aprile 2026

Scrivere ancora

 


La professione di scrivere libri fa apparire le corse dei cavalli un'attività stabile. John Steinbeck 


Ogni tanto mi torna la voglia di scrivere. Mi frulla in testa una storia, ma poi resta lì, sospesa tra i pensieri. Il motivo è uno solo: il tempo.

C’è chi sostiene che il tempo si debba trovare, e in parte sono d’accordo. Dopotutto, dal 2014 a oggi ho scritto dodici romanzi, pur lavorando a tempo pieno, come adesso. Anche se, a dire il vero, negli ultimi anni il lavoro è diventato molto più fagocitante.

Se scrivere fosse davvero la mia priorità assoluta, probabilmente il tempo riuscirei a ritagliarlo. Lo ammetto. Ma la scrittura assorbe energie, tante, e dedicarle spazio significherebbe rinunciare a quelle piccole oasi di tempo libero che il lavoro ancora mi concede.

Ho anche pensato di riservarle un’ora al giorno, in una fascia in cui di solito non faccio nulla di particolare: tra le 19 e le 20, mentre preparo la cena e tengo la tv accesa. Però è anche il momento in cui cerco di decomprimere il cervello dopo una giornata di lavoro. E, soprattutto, è l’ora in cui sono talmente stanca che la creatività sembra scomparsa.

Dovrei riprendere una storia iniziata tempo fa. Ma questo significherebbe anche ritrovare i miei personaggi: da dove eravamo partiti? Cosa è successo loro in questi anni? Cosa è stato di loro, nel tempo che li ho abbandonati? Forse dovrei ricominciare da loro, dalle loro voci.

Dovrei costruire delle schede, dare ordine a ciò che ora è solo frammento. Mi è tornato in mente come Elena Ferrante le usa nella serie di L'amica geniale. E di recente, leggendo un romanzo di Maurizio De Giovanni, ho trovato alla fine proprio delle schede con un riepilogo dei personaggi e del loro carattere. ritratti essenziali, ma capaci di restituire un’intera umanità.

Forse potrebbe essere un modo per ricominciare. Da un nome, un volto, una storia che chiede soltanto di essere ascoltata. Forse dovrei mettermi davanti al pc e riaprire quel file (esiste da un po' ed è fermo a pagina venti o trenta non ricordo). 

I nomi dei miei personaggi sono ancora lì, allineati come se mi stessero aspettando. Li avevo lasciati in sospeso, in una specie di tempo fermo. Mi chiedo se mi riconosceranno, ma dovrei sicuramente ripartire da loro. 

Forse basta questo: sedersi, anche senza sapere bene perché. Accettare che le parole arrivino un po' sbilenche, o non arrivino affatto. Restare lì comunque, finché qualcosa — anche solo una frase — decide di farsi  vedere.

A pensarci bene, per diversi anni, ho fatto proprio così, mi mettevo davanti al pc ogni fine settimana e non sempre avevo le idee chiare su cosa scrivere, ma le mattine passate davanti allo schermo del computer finivano comunque per produrre alcune pagine oppure anche solo qualche riga. I fine settimana non sono più un opzione valida, forse potrei dedicare un paio di sere a settimana, ma non so ancora se ci riuscirò, vedremo. 

Un altro pensiero che mi ha attraversato riguarda la possibilità di ridurre il tempo dedicato alla lettura, che negli ultimi tempi sento meno coinvolgente. Forse, però, è solo perché non incontro i libri giusti; in tal caso, potrebbe rivelarsi più produttivo dedicarmi alla scrittura.


Naturalmente ogni suggerimento è benvenuto: avete un momento della giornata, o magari un giorno della settimana, che riservate alla scrittura? E a cosa rinunciate per farle spazio?


Fonti immagini: Pexel 


sabato 21 marzo 2026

Marzo

“Se non avessimo l'inverno, la primavera non sarebbe così piacevole: se qualche volta non provassimo le avversità, la prosperità non sarebbe così gradita.” Anne Bradstreet 


Marzo è stato un mese faticoso. Di solito tra gennaio e febbraio attraverso un periodo di superlavoro e, arrivata a metà marzo, dovrei finalmente raccogliere i frutti di tutta quella fatica e concedermi un po’ di riposo. Quest’anno, invece, mi sono ammalata.

Nonostante tutto, ho dovuto comunque presidiare due consigli: mi sono imbottita di medicine e sono andata avanti, per poi tornare a casa e crollare sul divano, dormendo per il resto della serata.

Il tempo incostante e un po’ pazzerello di marzo non ha aiutato: mi sono portata a casa una bronchite, con tosse e raffreddore.

Tutto questo, inevitabilmente, ha avuto delle conseguenze. Ho letto poco, non sono riuscita nemmeno a trovare il tempo o la lucidità per pensare a un post. Inoltre, ci sono stati anche alcuni eventi negativi che mi hanno davvero buttata giù: una visita medica di mia sorella non è andata come speravamo e siamo ancora in attesa di capire come evolverà la situazione. Anche il mio compagno si è ammalato e, tra questo e vari problemi familiari, marzo è stato davvero un’ecatombe.

E quando le cose non vanno bene mi viene sempre spontaneo fare dei bilanci, ripenso a scelte che avrei potuto fare diversamente, ma come cantava Giorgia - nella sua canzone che si intitola appunto Marzo -

Le cose non vanno mai come credi

Un'altra notte ti svegli e ti chiedi

Se hai sbagliato per quella promessa

Se hai mentito per una carezza

E tutto quello che è stato è già stato

Lo metteremo nel nostro passato

Le cose non vanno mai come credi

Il cuore è pieno di lacrime rotte

Il tempo è ladro di cose mai dette

E so che indietro mai più si ritorna

Forse marzo mi ha solo ricordato che non sempre possiamo controllare i tempi e che, a volte, l’unica cosa da fare è rallentare e ascoltare il proprio corpo. Adesso ho solo voglia di rimettermi in piedi, con calma, e riprendere fiato. 

A pensarci bene, visto che non voglio scrivere un post troppo lamentoso, in mezzo a tutto, ci sono stati anche piccoli momenti che mi hanno tenuta a galla: una parola gentile, un messaggio, il calore di casa.  È strano come siano proprio queste cose, così semplici, quelle che rischiamo di dimenticare più in fretta.

E voi come state vivendo questo mese di inizio primavera? 


Fonti immagini: Pixabay

sabato 7 marzo 2026

La vita che volevo

Per ogni cosa che valga la pena di avere nella vita, vale la pena che si lavori per ottenerla. Andrew Carnegie 



Qualche tempo fa, commentando un post di Ariano Geta, ho scritto:

“Che vita voglio vivere? Bella domanda. Dopo le superiori, però, spesso non si ha un’idea chiara: si segue l’istinto. E, di solito, l’istinto non sbaglia. Ricordo quando decisi di fare l’università a Bologna, con l’idea di trovare anche un lavoro, perché volevo essere indipendente… Potrei scriverci un post intero.”

Riflettendo, mi chiedo oggi se avessi davvero chiaro il mio obiettivo di vita. In realtà, molte scelte nascono dall’istinto, senza pensarci troppo. Ma lasciare la Puglia per Bologna fu una decisione ben precisa.

Vivere in un piccolo paese della provincia di Foggia mi stava stretto. Da bambina, mi sembrava un luogo limitato, senza grandi eventi, un posto noioso dove non succedeva mai niente. Con il tempo ho capito che era una visione riduttiva: anche nei posti più tranquilli accadono storie, dettagli, eventi – e io me ne sono nutrita per i miei gialli. Però c’era qualcosa di vero nella mia sensazione: se volevo cambiare vita, dovevo andare via.

Da bambina ero curiosa e intelligente; crescendo, sono diventata un po’ ribelle, insofferente alle regole. Non tutte le regole, solo quelle che mi sembravano assurde. Per esempio, diventare indipendente come donna, in un paese di circa 16.000 abitanti, era complicato. Le donne si sposavano e facevano le casalinghe, o si accontentavano di lavori precari, spesso in nero, che abbandonavano quando si sposavano e diventavano dipendenti dal marito. Oppure lavoravano nell’attività del coniuge. L’idea di dipendere da un uomo non mi piaceva: la rifiutavo, anche se a volte confusamente. Con gli anni, quella convinzione è diventata sempre più solida.

E così, tra curiosità, ribellione e desiderio di libertà, ho capito che la mia vita la potevo costruire solo scegliendo di andare altrove.

Perché scelsi Bologna? Anche questa decisione nacque da considerazioni pratiche, ma non solo. Bologna mi attirava per molti motivi.

Prima di tutto, adoravo Francesco Guccini e altri cantautori bolognesi: Lucio Dalla, Luca Carboni, e artisti meno noti come Claudio Lolli. L’idea di vivere nella loro città mi affascinava, come se Bologna avesse già una colonna sonora capace di parlarmi.

Per un breve periodo, sull’onda di una cotta travolgente per Alberto Fortis, avevo pensato anche a Milano. Ma poi la realtà prese il sopravvento. Informandomi sull’assistenza agli studenti fuori sede, scoprii che Bologna offriva un sistema eccellente: se riuscivi ad accedere alla borsa di studio - attraverso una selezione che contemplava merito scolastico e reddito al di sotto di una certa soglia - avevi tutto, un posto nella casa dello studente e un assegno mensile di mantenimento. Non era una grande cifra, ma a me bastava. Stringendo la cinghia, riuscivo a vivere con dignità e autonomia, senza chiedere soldi ai miei.

Seguendo anche i consigli di un paio di amiche già iscritte all’Università di Bologna, decisi di iscrivermi anch’io.

Col senno di poi, mi rendo conto che quella scelta fu una soglia: l’ingresso vero nella vita adulta. Bologna offriva molto anche dal punto di vista lavorativo e, dopo la laurea, trovai quasi subito un impiego. Nel frattempo, avevo incontrato anche un amore bolognese. Così, senza accorgermene, mi ero costruita una nuova casa.

Insomma, una volta arrivata qui, non sono più riuscita a ripartire. Quella che doveva essere una tappa è diventata una radice.

Il bivio del destino

Occorre però che vi racconti un piccolo episodio, capace di spiegare come si possa arrivare a compiere certe scelte decisive. Accadde alla fine della terza media e fu determinante per la decisione di continuare a studiare, cosa che allora non era affatto scontata per me.

Esistono incontri che ti cambiano la vita, in meglio o in peggio. A volte i genitori non riescono a motivarti né a indicarti una strada. Alle medie ero legatissima a una mia amica: la seguivo come un cagnolino. Quando si è giovani, l’amica del cuore è tutto, anche se non sempre il sentimento è pienamente ricambiato.

C’è un episodio della mia vita che ancora oggi considero un punto di svolta. Accadde alla fine della terza media, quando mi trovai davanti a una scelta che allora non sembrava importante, ma che avrebbe deciso molto del mio futuro: continuare a studiare oppure no.

A quell’età esistono incontri che possono cambiarti la vita. E a volte sono proprio le persone più insospettabili a farlo. I genitori, pur amandoti, non sempre riescono a indicarti una strada.

Alle medie ero legatissima a una mia amica: la seguivo ovunque, come un’ombra. Quando si è giovani, l’amica del cuore è tutto, anche se non sempre il sentimento è ricambiato allo stesso modo. Lei non amava studiare e decise che, finita la terza media, sarebbe andata a lavorare.

Io pensai che avrei fatto lo stesso. In fondo era quello che mi veniva ripetuto in casa.

Mia madre, donna dolce ma prigioniera di idee antiche, mi diceva come una cantilena che le donne non dovevano studiare, che io, essendo la più piccola, dovevo diventare il “bastone della sua vecchiaia”.

La amavo moltissimo, ma quelle parole pesavano come macigni.

E poi c’era la frase che concludeva sempre ogni discorso:“Anche se studi, il lavoro non lo trovi, se non hai le conoscenze giuste”.

Le mie sorelle rimasero ai margini di quella decisione. Erano adolescenti distratte, ignare che il mio futuro avrebbe toccato anche il loro.

Un pomeriggio, mentre tornavo a casa, incontrai per strada mio prozio, il fratello minore di mia nonna. Era così giovane che mio padre aveva solo sette anni più di lui. Era un uomo che si era costruito da solo, con una ditta di costruzioni e una vita solida alle spalle.

Mi salutò con affetto e mi chiese:

«A quale scuola superiore ti iscriverai?»

Io risposi senza pensarci, ripetendo le parole di mia madre:

«Non continuerò a studiare. Tanto non troverò lavoro lo stesso».

Lui mi guardò come se avessi detto qualcosa di incomprensibile.

«Ma come? Una brava come te!» esclamò. Sapeva che a scuola avevo quasi sempre il massimo dei voti.

Poi iniziò a parlarmi dello studio come di una porta aperta sul futuro. Mi disse che non dovevo rinunciare, che il sapere era una ricchezza che nessuno mi avrebbe mai potuto togliere.

Mi consigliò di iscrivermi a un istituto tecnico: così avrei avuto un diploma, una possibilità concreta di lavorare, e, se avessi voluto, anche di continuare con l’università.

Quell’incontro durò pochi minuti. Ma cambiò la direzione della mia vita.

Quel giorno capii che volevo continuare a studiare e intraprendere una mia strada.  Dentro di me qualcosa si era mosso. Una piccola ribellione silenziosa. Capivo che studiare non significava solo andare a scuola: significava scegliere me stessa.

Non so se mio prozio si rese conto di ciò che aveva fatto. Forse per lui fu solo una conversazione qualunque. Per me fu una porta che si aprì.

E ogni volta che ripenso a quel pomeriggio, rivedo quella strada, il sole che calava e una ragazza che, senza saperlo, stava iniziando a camminare verso la propria libertà.

Alcune riflessioni

Per me era fondamentale diventare indipendente. Non è stato immediato. Quando ho iniziato a lavorare, guadagnavo uno stipendio, ma dovevo affrontare un affitto alto (oggi lo è ancora di più) e tutte le spese: bollette, cibo, vita quotidiana. Spesso arrivavo a fine mese con fatica.

Paradossalmente avevo meno pensieri quando studiavo, anche se stringevo la cinghia ancora di più. A volte mi chiedevo se sarei davvero riuscita a diventare autonoma. E spesso pensavo di tornare in Puglia. Ma l’amore, in quel momento, era qui a trattenermi.

Vivendo lontano da casa ho scoperto di essere più determinata e resistente di quanto credessi. Ho resistito finché non ho trovato una casa in affitto decente, dopo aver cambiato abitazione una decina di volte: infatti conosco quasi tutti i quartieri di Bologna.

Nel frattempo mi sono sposata, e poi il matrimonio è finito. Ho cambiato amore, ho cambiato lavoro, e poi tante altre cose.

In fondo, le scelte fatte per istinto si sono rivelate giuste. Oggi sono una persona indipendente, più consapevole, tutto sommato serena. Non ho rimpianti veri: ho solo strade percorse.

Cosa direi oggi alla ragazza che partiva dalla Puglia

Le direi di non avere paura della fatica.

Che si sentirà sola, qualche volta, e che penserà di aver sbagliato strada. Ma le direi anche che diventerà più forte di quanto immagini.

Che l’indipendenza non sarà un punto d’arrivo, ma un processo lungo, fatto di traslochi, amori sbagliati, lavori precari e piccole conquiste.

Le direi: vai. Parti. Fidati del tuo istinto.

Perché anche se non tutto andrà come speravi, diventerai esattamente la persona che avevi bisogno di diventare.

La vita che vorrai non sarà quella che immagini adesso. Non sarà lineare, né facile, né perfetta. Sarà fatta di stanze cambiate spesso e di valigie rifatte troppe volte, di amori che finiscono e di altri che arrivano quando non te li aspetti, di paure, di conti che non tornano, di giorni in cui penserai di aver sbagliato tutto.

E ogni volta che avrai paura di non farcela, ricordati perché sei partita: per essere libera, per non dipendere da nessuno, per scegliere da sola chi essere.

Ma dentro quella vita ci sarai sempre tu: la tua fame di libertà, la tua testardaggine, il tuo desiderio di non dipendere da nessuno.

Conclusioni

Non voglio dilungarmi oltre ma, ritornando al titolo del post: ho avuto la vita che volevo?

Se devo essere sincera, sì e no. L’indipendenza è l’unico desiderio che ho realizzato davvero, gli altri desideri si sono persi un po’ per strada, alcuni si sono arenati nonostante abbia speso impegno, dolori ed energie, altri sono arrivati a un compromesso (a volte è necessario arrendersi per non soccombere) altri sono stati accantonati, ma non sto a farvi l’elenco dettagliato, non avrebbe senso, però la mia è stata una vita consapevole, sono stata io la regista e non altri e questo non è poco.


E voi cosa ne pensate? avete la vita che avevate immaginato? 


Fonti immagini: Pixabay 


sabato 21 febbraio 2026

Parlami di Giulia Mancini scrittrice

 



L'idea di questo articolo è nata da quello di Sandra Faé che nel suo post parla proprio di questo, scrivendo nella barra di ricerca di Google “Parlami di Giulia Mancini scrittrice”, con modalità AI Mode ecco cosa compare: 


Giulia Mancini è una scrittrice italiana contemporanea nota principalmente per le sue opere che spaziano tra il genere thriller, il giallo e il romance. 

Profilo e Opere Principali

La sua produzione letteraria è caratterizzata da una varietà di generi, spesso focalizzata su ambientazioni italiane e trame coinvolgenti. Tra i suoi titoli più conosciuti si trovano:

L'amore che ci manca: Considerato il suo romanzo più popolare, è una storia che esplora le mancanze affettive e le relazioni.

Fine dell'estate: Un romanzo d'amore che ha segnato una delle sue prime pubblicazioni significative.

Le indagini del commissario Saverio Sorace: Una serie di gialli che segue le vicende di un commissario, confermando la sua predilezione per la suspense. 

Caratteristiche della Scrittura

Ambientazione: Mancini sostiene l'importanza di ambientare le storie in Italia, valorizzando le città e i contesti locali invece di ricorrere a scenari esotici o stranieri.

Metodo: Si definisce una scrittrice che riesce a conciliare la passione per la letteratura con il suo lavoro principale da impiegata, scrivendo sin da bambina.

Versatilità: Ha dimostrato di sapersi muovere agilmente tra il thriller psicologico e il romanzo sentimentale.

Intervista blog Marco Freccero

Intervista blog Anima di carta

Intervista blog Stefania Romito

È possibile consultare la sua bibliografia completa e le ultime novità sui principali store online come Amazon  o Mondadori store 

Nota Bene: Esistono diverse figure pubbliche omonime, tra cui una consulente di comunicazione istituzionale legata al CNEL e al precedente Governo Draghi, che non va confusa con la scrittrice di fiction. 

La nota è importante perché se digito semplicemente Giulia Mancini compare questo:

Esistono diverse figure di rilievo con il nome Giulia Mancini. La più nota nel mondo dello sport è la pallavolista italiana, ma il nome è associato anche a professioniste nel campo della comunicazione istituzionale, della psicologia e della letteratura. 
Giulia Mancini (Pallavolista) classe 1998 

Altre figure rilevanti
Comunicazione Istituzionale: Una Giulia Mancini è stata responsabile della comunicazione digitale per il Ministro della Pubblica Amministrazione (Governo Draghi) ed è attualmente consigliere per la comunicazione del CNEL.

Scrittrice: Autrice di romanzi, tra cui il thriller "Fine dell'estate", nota per ambientare le sue storie in contesti italiani come Bologna.

Psicologa: La Dott.ssa Giulia Mancini è una psicologa sanitaria e psicoterapeuta specializzata in ambito sistemico-relazionale.
Basket: Esiste anche una giovane cestista, Giulia Mancini (classe 2007), che gioca come guardia per la MEP Pellegrini Alpo. 

E qui salta agli occhi l'errore, Fine dell'estate non è un thriller ma un romanzo d'amore e soprattutto di formazione, ma va bene così, sono comunque nella lista. Molto interessante anche il link ad alcune interviste fatte alcuni anni fa con alcuni blogger noti. Come concludere? niente di più, è stato un esperimento molto interessante. 


Fonti immagini: Paxabay

mercoledì 11 febbraio 2026

Il vestito nuovo dell’imperatore

In un'epoca di inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario. George Orwell

 


La prima favola della mia vita non è stata Biancaneve né Cenerentola. No, nessuna di quelle favole da bambine (forse è per questo che sono diventata una ribelle?).

È stata Il vestito nuovo dell’imperatore di Hans Christian Andersen. 

Avevo quattro, forse cinque anni. Di certo non andavo ancora a scuola e non sapevo leggere. Nelle edicole del mio paese vendevano delle favolette illustrate, di forma quadrata: nella pagina di sinistra c’era il disegno di una scena, in quella di destra la sua descrizione, quattro o cinque righe appena.

Mia madre me ne comprò una, probabilmente per sfinimento. Io non sapevo leggere, ma ero irrimediabilmente attratta dalla copertina illustrata e la volevo a tutti i costi. Costavano poco, così lei cedette.

Poi costrinsi le mie sorelle più grandi a leggermela. Una volta, due volte, tre volte, infinite volte, finché la imparai a memoria.

Guardavo la pagina a sinistra e declamavo ciò che stava scritto nella pagina a destra.

Qualcuno pensò che a quattro anni sapessi già leggere e gridava al prodigio. Mia madre sorrideva e spiegava che no, la sapevo semplicemente a memoria. Anche quella, in fondo, era una dote: la mia memoria visiva.

Ancora oggi non so perché capitò proprio quella favola. Ma era una storia emblematica.

Ve la riporto di seguito in forma di riassunto.

Un imperatore era ossessionato dai vestiti eleganti e spendeva tutti i suoi soldi per averne sempre di nuovi, trascurando il suo regno. Un giorno arrivarono due imbroglioni che si finsero tessitori e dissero di saper creare una stoffa speciale: invisibile per chi era stupido o non degno della propria carica.

L’imperatore, incuriosito, li fece lavorare per lui. In realtà i due non tessevano nulla, ma tutti fingevano di vedere la stoffa per paura di sembrare stupidi o incapaci. Anche l’imperatore, pur non vedendo niente, finse di ammirare i vestiti.

Durante una grande sfilata, l’imperatore uscì indossando i “nuovi abiti” che in realtà non esistevano. Tutti lo lodavano, finché un bambino disse la verità: “Non ha niente addosso!”. La gente capì che era vero e iniziò a ripeterlo. L’imperatore, pur vergognandosi, continuò la sfilata fingendo sicurezza.

Morale: la paura di dire la verità e il desiderio di conformarsi agli altri possono far credere a una bugia evidente; solo l’innocenza e il coraggio (come quello del bambino) svelano la verità. 

da qui deriva l'espressione "il re è nudo" infatti nella favola per paura di sembrare stupidi o inetti, il re, i cortigiani e il popolo fingono di vedere il meraviglioso vestito, finché un bambino, non condizionato dal conformismo, grida la verità: "Ma il re è nudo!".

Questa frase è usata metaforicamente per denunciare verità evidenti che nessuno ha il coraggio di ammettere per conformismo, paura o ipocrisia, smascherando l'arroganza del potere.

Questa favola ha camminato con me per tutta la vita. Non l’ho mai dimenticata: è rimasta impressa nella mia memoria come un segno profondo. Ogni tanto tornava a farsi sentire nei miei pensieri, e rivedevo quello sciocco imperatore che si lasciava ingannare e non riusciva ad ammettere il proprio errore nemmeno davanti all’evidenza. E insieme a lui rivedevo chi gli stava intorno, incapace di parlare per paura, pronto ad applaudire una sfilata vuota, fingendo di vedere un vestito che non esisteva.

In questi giorni questa fiaba continua a riaffiorare, riporta con sé i ricordi della mia infanzia e, senza che io lo voglia, si intreccia con ciò che sto osservando nel presente. Guardando l’Italia e il mondo, ho la sensazione che molti stiano scegliendo di non vedere, di negare una verità che è sotto gli occhi di tutti: una società che sembra smarrire la propria direzione.

Forse quella favola finì tra le mie mani per caso: le più ambite costavano di più o erano già tutte esaurite, e io, che volevo a ogni costo una favola illustrata, mi accontentai. Chissà, forse il destino aveva già deciso per me.
Oggi so che non era una favola qualunque. Era una lezione gentile ma potente. E, a distanza di anni, sono grata a quella coincidenza che allora sembrava solo una rinuncia e che invece si è rivelata un dono.

In fondo è questa la funzione delle favole: dire la verità ai bambini, perché imparino a guardare il mondo senza maschere e ad avere il coraggio di riconoscere ciò che gli altri preferiscono ignorare.


Fonti immagini: pixabay 

giovedì 29 gennaio 2026

Piccoli attimi di silenzio



I momenti di pace sono pause preziose per l’anima. Madre Teresa di Calcutta 

Ogni mattina mi ritaglio un tempo solo mio, fatto di letture lente e parole scritte sul blog.

Il mondo, a quell’ora, dorme ancora: tace, non chiede nulla, e mi concede spazio per pensare. Sono frammenti di silenzio che mi attraversano e mi rimettono al mondo. Il mondo è ancora addormentato e, finché dorme, non mi invade. Posso pensare senza rumore.

Sono piccoli attimi di quiete che mi rigenerano. Mi aiutano a rimettere ordine dentro, prima che la giornata cominci davvero.

Nel silenzio posso ascoltarmi meglio, senza dover rispondere a nulla. Quando il giorno comincia davvero, io sono già un passo avanti: più centrata, più presente. Quel silenzio del mattino è una promessa che faccio a me stessa, ogni giorno. 

Ognuno può scegliere il proprio momento, per me è la fascia oraria tra le sei e le sette del mattino, la prima mezz’ora è proprio solo mia, prendo il caffè con calma, leggo una rivista, scrivo sul tablet, controllo la posta personale, soprattutto penso con calma. Se ho un dubbio o un problema da risolvere spesso è in quella mezz’ora che trovo la soluzione o, semplicemente, faccio chiarezza a me stessa. Dalle sei e trenta in poi mi preparo per andare al lavoro, ma è ancora un tempo in cui organizzo mentalmente il resto del giorno e quello che dovrei fare. 

È un tempo breve, ma prezioso che mi rigenera e mi accompagna nel resto della giornata. È come se, prima di affrontare il fuori, avessi bisogno di sistemare il dentro.

Non è sempre facile ritagliarsi questo spazio. La tentazione di rimandare, di riempire subito il tempo, è forte. Eppure ho imparato che quando rinuncio a questo momento, qualcosa nella giornata resta in sospeso, come se mancasse un punto di partenza.
Ho anche pensato di sfruttare questo momento per scrivere, ma è uno spazio così breve che difficilmente riuscirei a portare a termine qualcosa di davvero concreto. Tuttavia è un tempo che, a suo modo, mi serve anche per la scrittura.
Talvolta ho preso appunti su un foglio di carta per fissare un’idea, per prendere nota di qualche spunto per la trama che, magari, stavo scrivendo. Mi è capitato spesso di salvare un pensiero prima che volasse via dalla mente travolto dal vortice del lavoro e di tornarci poi verso sera ritrovandolo su quel pezzo di carta. 
Questi momenti mi servono spesso per scrivere sul blog, fissando pensieri e idee sul mio Ipad per poi completarli in un momento successivo quando ho più tempo.

Avevo già trattato questo argomento, anche se in forma lievemente diversa, in un post del 2022 parlando de la mia routine mattutina

In fondo la scrittura non è solo un insieme di parole messe in fila. È un modo per dare forma ai pensieri, per fermare il caos della mente e trasformarlo in qualcosa di comprensibile.

Scrivere significa scegliere: cosa dire, cosa tacere, come dirlo. In un mondo che corre veloce, la scrittura è uno spazio lento. Un luogo dove possiamo ascoltarci davvero. Che sia su un quaderno, su uno schermo o in un messaggio, scrivere resta uno dei modi più umani per esistere, una specie di casa interiore che ci salva un po’ ogni giorno.

Così, ogni mattina, tra le sei e le sette, nel silenzio, nel caffè caldo, nelle parole appena accennate mi godo il mio semplice rito, il mio modo di ricordarmi chi sono, prima che il mondo cominci a chiedermi altro. Forse è proprio questo il senso di quei minuti rubati all’alba: non produrre e non correre, ma solo un momento di riflessione.

Questo è il mio tempo lento, la mia piccola tregua quotidiana.

E tu, hai un momento della giornata che tieni solo per te, in cui il silenzio ti aiuta a rimettere ordine dentro?


Fonti immagini: Pixabay 


mercoledì 14 gennaio 2026

Tre parole per il 2026 tra buoni propositi e illusioni

 

Il tempo è una dimensione dell'anima. Sant'Agostino.

Rovistando nel mio blog, che come sempre è piuttosto disordinato, mi sono accorta che l’ultima volta in cui avevo scelto tre parole da seguire come un faro era il 2023. Poi ho smesso. Eppure, ogni inizio d’anno, puntuale, torna quella voglia: fermarmi un attimo e cercare alcune parole che possano accompagnarmi, dare un senso al nuovo anno.

Rileggendo, ho scoperto anche di aver ripetuto alcune parole. Forse vuol dire che certi miei bisogni tornano ciclicamente: perché sono obiettivi mai davvero raggiunti, o perché, più semplicemente, mi sono dimenticata delle parole scelte negli anni precedenti. La dimenticanza è una buona candidata. Nel frattempo il 2026 è già partito in quarta, e io sono ancora qui a chiedermi in che direzione andare.

Leggo molti blogger che condividono con entusiasmo le loro parole guida e così provo a fare lo stesso, senza troppe pretese: pensare a parole che possano servirmi davvero, da tenere lì come un faro, anche quando perdo l’orientamento. Venerdì, preparando per lavoro una relazione sulle attività svolte nell’anno, mi sono resa conto di quanto il tempo sfugga: alcune cose fatte a inizio anno mi sembravano così lontane da pensare appartenessero all’anno precedente. Un anno è lungo, e spesso, senza accorgercene, ci perdiamo dei pezzi di vita.

Allora mi chiedo se abbia davvero senso scegliere delle parole da seguire. Forse sì, se servono a non perdermi di vista. Ma sento anche il bisogno che siano parole che dipendano da me, perché troppo spesso ciò che desideriamo resta appeso a qualcosa che non controlliamo.

Per questo provo a fare un piccolo riepilogo degli anni passati: per capire meglio quali parole scegliere adesso e, soprattutto, per non ripetermi (o almeno provarci).

anno 2016 tre parole per il 2016 determinazione, costanza e gioia 

anno 2017 tre parole per il 2017 leggerezza, cambiamento e libertà

anno 2018 e anno 2019 nessuna parola 

anno 2020 tre parole per il 2020 costanza, equilibrio e gentilezza 

anno 2021 e 2022 nessuna parola 

anno 2023 tre parole per il 2023 ordine, cura e movimento 

anno 2024 e 2025 nessuna parola

Riflettendo sulle parole che vorrei portare con me nel 2026, me ne sono venute in mente diverse. Alcune, però, erano delle ripetizioni: cura, leggerezza. Me ne sono accorta rileggendo il riepilogo degli anni passati e ho capito che, se tornano, è perché certi bisogni continuano a farsi sentire. Ma proprio per questo ho deciso di lasciarle andare, almeno per ora, e di provare a guardare più a fondo.

Così ho cercato altre parole, concentrandomi soprattutto su ciò che sto desiderando davvero: l’esigenza interiore che sento più forte in questo momento.

La prima parola è Essenziale.

È un concetto che sento molto vicino al minimalismo che sto cercando di praticare negli ultimi anni, ma non solo in senso materiale. Essenziale, per me, significa scegliere.

Scegliere il lavoro, senza permettergli di occupare tutto.

Proteggere il tempo libero, senza sentirmi in colpa.

Significa tenere vicino ciò — e chi — mi nutre davvero, e lasciare andare il superfluo con rispetto, ma senza rimorsi.

È una parola gentile, ma ferma.

Per rendere l'essenziale qualcosa di concreto e vivibile, è importante sapere cosa conta davvero. Dire no a ciò che confonde, occupa, drena energia.

La seconda è Gratitudine.

Allenare lo sguardo su ciò che c’è, non solo su ciò che manca. In un mondo che spesso sento tremendo, scelgo di essere grata per le cose buone che ho, per le persone care che mi stanno accanto e anche per come sono, con i miei limiti e le mie risorse.

La terza è Allineamento.

Vivere in modo coerente tra ciò che sento, penso e faccio. Qui so che c’è del lavoro da fare: è un’esigenza che sento forte, ma spesso mi lascio trascinare dalle richieste degli altri, da persone che assorbono energia o trasmettono negatività. Forse è il momento di definire meglio i confini, perché l’equilibrio nasce anche dall’imparare a dire sì e no con la stessa serenità.

Ho pensato anche a una frase-mantra, qualcosa di semplice da ricordare e da tornare a leggere nei momenti di confusione:

Scelgo ciò che è essenziale per me.

Meno cose, ma più senso.

Faccio spazio a ciò che conta, lasciando andare ciò che pesa.

Infine, mentre cercavo le parole del 2026 ho trovato in un libro che sto leggendo la seguente considerazione sul tempo secondo Sant'Agostino (il romanzo è Se tu non ridi più di Barbara Perna

"Secondo Sant'Agostino il tempo è una dimensione dell'anima. Il tempo si dilata quando hai qualcosa che ti appassiona e ti rende felice. Basta sceglierlo con saggezza come impiegarlo il proprio tempo. Liberarsi delle scorie, eliminare le cose inutili."

Vi lascio quindi con questo piccolo estratto in cui mi riconosco molto e che mi sembra proprio in linea con le mie parole e con il senso di questo post.

Voi cosa ne pensate? 

Fonti immagini: heart by Pixabay 

domenica 4 gennaio 2026

Le mie letture


LETTURE IN CORSO

Buonvino tra amore e morte di Walter Veltroni (Apple 2,99)



LETTURE 2026
Gennaio
1. Il seme del ricino di Federico Maria Rivalta (Amazon 1,99)
2. Se tu non ridi più di Barbara Perna (Amazon prime gratuito)
3. La bugia dell’orchidea di Donato Carrisi (Emilia digital Library)
Febbraio
4. Bambini bel tempo di Ian McEwan (Emilia digital Library)
5. I collezionisti. La prima indagine di Gaia Innocenti di Paolo Regina (Emilia digital Library)
Marzo
6. L’ultimo segreto di Dan Brown (Emilia digital Library)
7. L’ultima notte di Aurora di Barbara Baraldi (Apple 1,99)
Aprile
8. Gli occhi di Sara di Maurizio de Giovanni (Emilia digital Library)
9. La vita intima di Niccolò Ammaniti (Emilia digital Library) 
10. La felicità nei giorni di pioggia di Imogen Clark (Emilia digital Library) 
11. Il cuore è uno zingaro di Luca Bianchini (Emilia digital Library)
Maggio
12. Annabella Abbondante. La verità non é una chimera di Barbara Perna (Amazon Prime gratuito)
13. La malinconia del Ronin di Riccardo Bruni (Amazon 3,99)
14. Il custode di Niccolò Ammaniti (Emilia digital Library) 
Giugno
15. Io sono Dio di Giorgio Faletti (Apple 3,99)





LETTURE 2025
Gennaio
1. Divorziare con stile di Diego De Silva (Emilia digital Library)
2. La fioraia del Giambellino. I delitti del casello di Rosa Teruzzi (Emilia digital Library)
3. Non si uccide per amore. I delitti del casello di Rosa Teruzzi (Emilia digital Library)
4. La sposa scomparsa. I delitti del casello di Rosa Teruzzi (Emilia digital Library)
Febbraio
5. Della gentilezza e del coraggio di Gianrico Carofiglio (Prime gratuito)
6. Ogni prigione è un’isola di Daria Bignardi (Emilia digital Library)
7. A te vicino così dolce di Serena Bortone (Emilia digital Library)
Marzo
8. Il talento degli scomparsi di Claudio Bisio (Apple 3,99)
9. Domino di Riccardo Bruni (Amazon 2,99)
10. L’età fragile di Donatella Di Pietrantonio (Emilia digital Library)
Aprile
11. Come uccidono le brave ragazze di Holly Jackson (Emilia digital Library)
12. La bambola dagli occhi di cristallo di Barbara Baraldi (Amazon 1,99)
Maggio
13. Balleremo la musica che suonano di Fabio Volo (Emilia digital Library)
14. L’imprevedibilità del bene di Angelo Longoni (Amazon 1,99)
15. Ultimo tango all’ortica. I delitti del casello di Rosa Teruzzi (Emilia digital Library)
16. La memoria del lago. I delitti del casello di Rosa Teruzzi (Emilia digital Library)
Giugno
17. Chi dice e chi tace di Chiara Valerio (Emilia digital Library)
18. La scoperta dell’alba di Walter Veltroni (Emilia digital Library) 
19. Il vento conosce il mio nome di Isabel Allende (Amazon 2,99)
Luglio 
20. Dimmi di te di Chiara Gamberale (Emilia digital Library)
21. Sarò il tuo mecenate di Maria Teresa Steri (Amazon 1,50)
Agosto
22. Le bugie sepolte nel mio giardino di Kim Jin Yeong (Apple 1,99)
23. Felici tutti i giorni di Laurie Colwin (Emilia digital Library)
24. Passeggeri notturni di Gianrico Carofiglio (Emilia digital Library)
25. La regina dei sentieri di Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone (prime gratuito)
Settembre
26. Ombre sul naviglio. I delitti del casello di Rosa Teruzzi (Emilia digital Library)
27. Il trattamento del silenzio di Gian Andrea Cerone (Emilia digital Library) 
Ottobre 
28. Abbaiare alla luna di Valeria Corciolani (Amazon prime gratuito)
29. Quel fazzoletto color melanzana di Arianna Mortelliti (Emilia digital Library)
30. Nella sua ombra di Mark Edwards (Amazon prime gratuito)
Novembre 
31. Osservatore oscuro di Barbara Baraldi (Apple 1,99)
32. Sangue marcio di Antonio Manzini (Emilia digital Library)
Dicembre
33. Il metodo Catalanotti di Andrea Camilleri (Emilia digital Library) 
34. L’anniversario di Andrea Bajani (Emilia digital Library)
35. La legge del settimo giorno di Luca Scopitteri (Amazon prime gratuito)
36. Nelle tue mani, nella sua pelle di Marco Bocci (Emilia digital Library) 




LETTURE 2024
Gennaio
1. Il pozzo della discordia di Cristina Rava (Apple 1,99)
2. È l’umido che ammazza di Filippo Venturi (Emilia digital Library)
3. La ragazza dagli occhi di carta di Ilaria Tuti (Apple racconto gratuito)
4. La confraternita delle ossa di Paolo Roversi (Emilia digital Library)
Febbraio
5. Buio di Dacia Maraini (Emilia digital Library)
6. Sento i tuoi passi di Maria Teresa Steri (Amazon 1,50)
Marzo
7. L’orizzonte della notte di Gianrico Carofiglio (Apple 10,99)
8. L’educazione delle farfalle di Donato Carrisi (Emilia Digital Library)
9. Blue Tango  di Paolo Roversi (Apple 3,99)
10. Mattino e sera di Jon Fosse (Emilia digital library)
11. Chi si ferma è perduto di Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone (prime Amazon)
Aprile
12. Sono esaurita di Sophie Kinsella (Emilia digital Library)
13. Mistral di Riccardo Bruni (Amazon 1,50)
14. Dalla parte delle bambine di Elena Gianini Belotti (Emilia digital library)
Maggio
15. Tutti i particolari in cronaca di Antonio Manzini (Emilia digital library)
16. Graffiti di Giorgio Faletti (Emilia Digital Library)
17. La luna e i falò di Cesare Pavese (Emilia digital Library)
Giugno
18. Dieci motivi per uccidere di Raffaele Malavasi (Apple 1,99)
19. La briscola in cinque di Marco Malvaldi (Prime gratuito)
Luglio 
20. Cuore nero di Silvia Avallone (Emilia digital Library)
21. L’ipotesi del male di Donato Carrisi (Apple 2,99)
22. Acqua morta. Un’indagine del commissario Albani di Michele Catozzi (Emilia digital Library)
Agosto
23. Il delitto della finestrella di Filippo Venturi (Emilia digital Library)
24. La rivolta delle Cariatidi di Petros Markaris (Emilia digital Library)
25. Le mogli hanno sempre ragione di Luca Bianchini (Emilia digital Library)
26. Di morte e d’amore di Stefania Crepaldi (Apple 1,99)
27. Quello che ti nascondevo di Marina Di Guardo (Emilia digital Library)
28. Quattro etti d’amore, grazie di Chiara Gamberale (Emilia digital Library)
Settembre 
29. Il club dei filosofi dilettanti di Alexander McCall Smith (Emilia digital Library)
30. Chiusi fuori di M. Malvaldi e S. Bruzzone (Prime gratuito)
31. La ragazza di neve di Javier Castillo (Emilia digital Library)
Ottobre
32. Lacrime di coccodrillo di Valeria Corciolani (Prime gratuito)
33. Sorelle sbagliate di Alafair Burke (Emilia digital Library)
34. Ritorno nella valle degli angeli di Francesco Carofiglio (Emilia digital Library)
35. C’è un cadavere al bioparco di Walter Veltroni (Emilia digital Library) 
Novembre 
36. Il gioco dell’anima di  Javier Castillo (Emilia digital Library)
37. Tutta la vita che resta di Roberta Recchia (Emilia digital Library) 
38. Fervore di Tony Lloyd (Emilia digital Library)
39. Un uomo mi ha chiamata tesoro di Morena Fanti (Amazon 0,99)
40. Tutto è qui per te di Fabio Volo (Emilia digital Library)
Dicembre 
41. Dorogomi Dante di Inagheshi
42. La casa dei silenzi di Donato Carrisi (Emilia digital Library)


LETTURE 2023
Gennaio
1. Cacciatori nelle tenebre di Francesco e Gianrico Carofiglio (Grafic novel) (Apple 5,99)
2. Piadina e squaquerone di Federico Maria Rivalta (Prime gratuito)
3. Quo vadis baby? di Grazia Verasani (Apple 7,99)
Febbraio
4. Stella nera, Il grande domani di Marco Freccero (Apple 3,99)
5. Cambiare le ossa di Barbara Baraldi (Prime gratuito)
Marzo
6. L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera (Apple 6,99)
7. Il pasto dell’ iguana di Federico Maria Rivalta (Amazon 4,99)
Aprile
8. Quelli che uccidono di Angela Marsons (Prime gratuito)
9. Inferno e paradiso chiavi in mano di Federico Maria Rivalta (Amazon 4,99) 
10. Velocemente da nessuna parte di Grazia Verasani (Apple 6,99) 
Maggio
11. Baraka di Riccardo Bruni (Amazon 4,99)
12. Di tutti e di nessuno di Grazia Verasani (Apple 7,99)
13. Il canto degli innocenti di Piergiorgio Pulixi (Apple 7,99)
Giugno
14. Il labirinto dei vizi capitali di Federico Maria Rivalta (Amazon 4,99)
15. Libri che mi hanno rovinato la vita di Daria Bignardi (Apple 8,99)
Luglio
16. Il segreto della casa sul mare di Graziella Scortecci (Amazon 0,99) 
17. Haiku boy: La gita del Club di poesia di Inagheshi (fumetto) (Amazon 2,99)
18. Oggi faccio azzurro di Daria Bignardi (Apple 7,99)
19. Il tortellino muore nel brodo di Filippo Venturi (Apple 9,99)
Agosto
20. Cosa sai della notte di Grazia Verasani (Apple 5,99)
21. Conosci l’estate? di Simona Tanzini (Prime gratuito)
22. Tutto sarà perfetto di Lorenzo Marone (Apple 7,99)
23. Come pioggia sul cellofan di Grazia Verasani (Apple 7,99)
Settembre 
24. Prima di dire addio di Giulia Beyman (Prime gratuito)
25. Il delitto della vedova Ruzzolo di Alessandra Carnevali (Apple 2,99) 
26. Lo strano caso del quadro scomparso di Alessandra Carnevali (Apple 2,99)
Ottobre
27. La sottile arte di fare quello che c**o ti pare di Mark Manson (Apple 5,99)
28. Morte di un antiquario di Paolo Regina (Apple 7,99)
29. Luce dei miei occhi di Giulia Beyman (Amazon 3,99)
Novembre 
30. Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron (Apple 2,99)
31. L’amore molesto di Elena Ferrante (Emilia digital Library) 
32. L’equazione del cuore di Maurizio De Giovanni (Emilia digital Library) 
33. Undici morti non bastano di Raffaele Malavasi (Apple 2,99)
Dicembre
34. Gli spaghetti alla bolognese non esistono di Filippo Venturi (Emilia digital Library)
35. I segreti non riposano in pace di Luigi Guicciardi (Prime gratuito)
36. Da quanto tempo non piangi, capitano De Nittis? di Paolo Regina (Emilia digital Library)
37. Il rosmarino non capisce l’inverno di Matteo Bussola (Emilia digital Library) 
38. Promemoria per il diavolo di Paolo Regina (Emilia digital Library)
39. Bolle di sapone di Marco Malvaldi (Emilia digital Library)
40. Madre d’ossa di Ilaria Tuti (Emilia digital Library)
41. Storie vere di Barbara Businaro (regalo del blog Webnauta)




LETTURE 2022
Gennaio
1. Chiusa nel buio di Riccardo Bruni
2. Stella nera, la promessa di Marco Freccero
3. Una specie di felicità di Francesco Carofiglio 
4. Nessun dolore di Riccardo Bruni 
Febbraio 
5. Le gemelle di Auschwitz di Eva Mozes Kor 
6. Omicidi in pausa pranzo di Viola Veloce 
7. 3A investigazioni Indagine a Rocca Vertunno di Ariano Geta
Marzo
8. Sistema Periodico - Autobiografia elementare di un chimico di Marco Lazzara
9. Le nostre vite di Francesco Carofiglio 
10. L’autunno dei cinghiali assassini di Antonella Mecenero
Aprile
11. Dal passato, all’improvviso di Maria Teresa Steri 
12. Rancore di Gianrico Carofiglio 
Maggio
13. La ferocia di Nicola Lagioia 
14. Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa 
Giugno
15. Tabitha Hardy si difende da sola di Nicci French
16. Chi ha spostato il mio formaggio? di Spencer Johnson
17. Il diario nascosto di Federico Maria Rivalta 
18. Cadrò, sognando di volare di Fabio Genovesi 
Luglio
19. La casa senza ricordi di Donato Carrisi 
20. L’ultimo venerdì della signora Klieman di Giorgio Faletti
21. La strada che non scegli di Grazia Gironella 
22. Per cosa si uccide di Gianni Biondillo 
Agosto
23. Figlia della cenere di Ilaria Tuti 
24. A bocce ferme di Marco Malvaldi 
25. Non si butta via niente di Marco Malvaldi
Settembre 
26. Finché morte non ci separi di Chiara Assi  
27. La scrittrice senza tempo di Monica Brizzi 
Ottobre 
28. La morte ha l’oro in bocca di Nicola Rocca 
29. La collina dei delitti di Roberto Carboni 
30. Io sono l’abisso di Donato Carrisi 
Novembre 
31. Il segreto dell’antiquario di Roberto Carboni 
Dicembre 
32. Il pipistrello di Jo Nesbø
33. La casa delle luci di Donato Carrisi 
34. Misteri, crimini e storie insolite di Bologna di Barbara Baraldi 
35. Senza ragione apparente di Grazia Verasani 





LETTURE 2021
Gennaio
1. La notte delle falene di Riccardo Bruni 
2. Una giornata storta di Eleonora Ippolito
3. Sei sospetti per un delitto di Raffaele Malavasi 
Febbraio
4. La disciplina di Penelope di Gianrico Carofiglio 
5.L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón
Marzo
6. Ancora un giro di blues di Riccardo Bruni 
7. La principessa di ghiaccio di Camilla Läckberg
Aprile 
8. Passi di tango in riva al mare di Federico Maria Rivalta 
9. La centesima finestra di Morena Fanti
10. Perché non eravamo pronti di David Quammen 
11. Non fidarti della notte di Maria Teresa Steri 
Maggio
12. Il tribunale delle anime di Donato Carrisi 
13. 1984 di George Orwell
14. Non ho paura del buio di Robert Dugoni 
Giugno
15. Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin
16. La vita che volevo di Lorenzo Licalzi 
Luglio 
17. Non temerò alcun male di L. K. Brass 
18. La fiamma e La Rosa di Cristina M. Cavaliere
19. Questa estate succede che di Giovanni Venturi
20. Càscara di Elena Ferro 
21. Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman 
Agosto
22. Alla scoperta dei segreti perduti di Bologna di Barbara Baraldi 
23. Blues per i nati senza un cuore di Ferdinando Salamino 
24. Il leone e La Rosa di Riccardo Bruni 
25. Stella nera: le luci dell’Occidente di Marco Freccero 
26. I segni sulla pelle di Stefano Tassinari 
27. Reo confesso di Valerio Varesi 
Settembre
28. Il kamikaze di Cellophane di Ferdinando Salamino
29. Com’è giusto che sia di Marina Di Guardo
30. Il margine della notte di Ferdinando Salamino 
31. Il buio dell’alba di Stefania Romito 
Ottobre
32. Il cacciatore del buio di Donato Carrisi
33. Aria ed altri coccodrilli di Silvia Pillin 
34. Yumi & Nana - Il primo lungometraggio di Inagheshi 
35. Il maestro delle ombre di Donato Carrisi
36. Gli annientatori di Gianluca Morozzi 
Novembre 
37. Acqua passata di Valeria Corciolani
38. Il buio oltre la siepe di Harper Lee
39. Come il mare in un bicchiere di Chiara Gamberale
40. Prisma di Gianluca Morozzi 
41. Luce della notte di Ilaria Tuti
42. Delyrio di Stefania Romito 
43. La prima volta in cui sono morta di Marta Minotti
Dicembre
44. L’Arminuta di Donatella Di Pierantonio 
45. La paziente scomparsa di Liz Lawler 
46. La variante di Lüneburg di Paolo Maurensig
47. Uno strano caso per il commissario Calligaris di Alessandra Carnevali 



LETTURE 2020
1. Le due facce della vita di Nadia Banaudi
2. Non è tutto oro di Valeria Corciolani 
3. La mano sinistra del diavolo di Paolo Roversi 
4. Amore di mamma di Sarah Flint 
5. Una ragazza malvagia di Alex Marwood 
6. Il giro della morte di Renato Mite 
7. La casa delle voci di Donato Carrisi 
8. Il giallo di villa nebbia di Roberto Carboni
9. Un ristretto in tazza grande di Federico Maria Rivalta 
10. La voce del mare di Emily Pigozzi 
11. Bologna destinazione notte di Roberto Carboni 
12. Colpevoli di innocenza di J.S. Monroe 
13. La primavera torna sempre di Lorenzo Marone 
14. Storie di scrittori di Ariano Geta 
15. Gli insospettabili delitti della casa in fondo alla strada di Alex Marwood 
16. Il segno mancante di Federico Maria Rivalta 
17. La stanza degli ospiti di Dedra San Mitchell
18. Sarà il nostro segreto di Maria Teresa Steri
19. La promessa del buio di Riccardo Bruni
20. L'amore ai tempi del covid-19 di Antonio Manzini
21. Non esiste saggezza di Gianrico Carofiglio 
22. Oscuri segreti di famiglia di Alex Marwood
23. Consegna a Greentown di Renato Mite 
24. La stagione del biancospino di Riccardo Bruni
25. La ragazza che ascoltava De André di Sandra Faé
26. Spillover di David Quammen
27. Aurora nel buio di Barbara Baraldi  
28. Tre cadaveri di Raffaele Malavasi 
29. Veronica c'è di Grazia Gironella 
30. Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij
31. Una sera di foglie rosse di Riccardo Bruni
32. Due omicidi diabolici di Raffaele Malavasi 
33. Di questo e altri mondi di Riccardo Bruni
34. Per un bacio e molto più di Monica Brizzi 
35. Strage di Loriano Macchiavelli 
36. Come tracce sulla sabbia di Federico Maria Rivalta 
37. L'uomo del labirinto di Donato Carrisi 
38. Tutti gli amori imperfetti di Grazia Gironella 

LETTURE 2019
1. Isola di neve di Valentina D'Urbano
2. La donna di ghiaccio di Robert Bryndza
3. La memoria dei corpi di Marina Di Guardo 
4. Bambole gemelle di Marina Di Guardo 
5. La versione di Fenoglio di Gianrico Carofiglio
6. L'allieva di Alessia Gazzola 
7. Aporia di Renato Mite 
8. Aikawa High School vol. 3 di Inagheshi (libro a fumetti)
9. Un passo avanti e poi un altro di Eleonora Ippolito 
10. La tristezza ha il sonno leggero di Lorenzo Marone
11. La vittima perfetta di Robert Bryndza
12. Sette giorni perfetti di Rosie Walsh 
13. Nella Notte di Concita De Gregorio 
14. Il gioco del male di Angela Marsons 
15. Magnifico assedio di Emily Pigozzi 
16. L'eredità delle ombre di Massimiliano Riccardi
17. La ragazza scomparsa di Angela Marsons 
18. Imperfetti sconosciuti di Daniela Volontè 
19. Sara al tramonto di Maurizio De Giovanni 
20. Fiori sopra l'inferno di Ilaria Tuti
21. Se lei sapesse di Blake Pierce
22. La ragazza nell'acqua di Robert Brindza
23. La principessa dei mondi - la terra - di Monica Brizzi 
24. Denise. Il mondo non mi serve di Sarah S.
25. Delitti senza castigo di Loriano Macchiavelli
26. Dodici rose a Settembre di Maurizio De Giovanni 
27. Linea di sangue di Angela Marsons 
28. Resti perfetti di Helen Fields
29. Magari domani resto di Lorenzo Marone 
30. L'ultimo dei Bezuchov di Marco Freccero 
31. La misura del tempo di Gianrico Carofiglio
32. Nel silenzio delle nostre parole di Simona Sparaco
33. La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi 
34. Ninfa dormiente di Ilaria Tuti

LETTURE 2018
1. Le intermittenze della morte di Josè Saramago
2. Il buio ha il suo odore di Cinzia La Commare 
3. La cosa più bella che ho di K.A. Tucker
4. Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde (rilettura) 
5. Era una moglie perfetta di A.J. Banner 
6. La memoria rende liberi di Liliana Segre 
7. Cercando Goran di Grazia Gironella (rilettura)
8. Buio di Maurizio De Giovanni 
9. Il passato è una terra straniera di Gianrico Carofiglio 
10. Tenera è la notte di F. Scott Fitzgerald 
11. Cocaina di Carlotto, Carofiglio, De Cataldo
12. Storia della mia ansia di Daria Bignardi 
13. Il bambino silenzioso di Sara A. Denzil
14. Il silenzio dell'onda di Gianrico Carofiglio 
15. Tentazione è tormento di Emme X
16. Come una piuma di Rosalia Pucci 
17. Un po' di follia in primavera di Alessia Gazzola 
18. I fiori non hanno paura del temporale di Bianca Rita Cataldi 
19. Sposa per vendetta di Marilena Boccola 
20. È solo sesso di Sarah S.
21. Tutto è tenebra di Massimiliano Riccardi
22. Dire Wolf di Raffaella Grandi 
23. Non torno subito di Lisa Agosti 
24. Quel che resta di noi di Manuel Sgarella
25. Cuccioli di Maurizio De Giovanni 
26. La donna senza nome di Eric Rickstad
27. Il passato non è un posto tranquillo di Manuel Sgarella 
28. Catturami di Anna Zaires
29. Gli indifferenti di Alberto Moravia (rilettura) 
30. Pane per i bastardi di Pizzofalcone di Maurizio De Giovanni 
31. Domani che giorno è di L. Cassie 
32. A scuola di giallo di Camilla Läckberg
33. Urla nel silenzio di Angela Marsons 
34. L'estate è ancora nostra di Antonietta Mirra 
35. Laurie di Stephen King
36. Il giardino viola di Nadia Banaudi 
37. Tutto questo ti darò di Dolores Redondo 
38. Battito oscuro di Antonietta Mirra 
39. La paranza dei bambini di Roberto Saviano 
40. Tra l'ombra e l'anima di Maria Teresa Steri 

LETTURE 2017
1. Buck e il terremoto di Serena Bianca De Matteis e autori vari 
2. Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach (rilettura)
3. Ragione e pentimento di Sandra Faé 
4. Buck di Serena Bianca De Matteis 
5. L'amore è una sorpresa di Maria Cristina Sferra
6. Nessuno come noi di Luca Bianchini 
7. Dieci piccoli respiri di K.A. Tucker
8. 9 giorni di Gilly Macmillan
9. Ragionevoli dubbi di Gianrico Carofiglio
10. Un piccolo infinito addio di Emily Pigozzi 
11. 3A investigazioni di Ariano Geta
12. 99 giorni di K.A. Tucker 
13. I love my spy di Sadie Jane Baldwin
14. Ogni singola cosa di Monica Brizzi
15. Il mio vento di primavera di Emily Pigozzi
16. Insieme nel buio di Marco Freccero
17. Non fidarti del buio di Emme X
18. L'inevitabile crudo destino di Riccardo Moncada 
19. Come se fossimo già madri di Silvia Algerino
20. Storie di gatti Autori vari a cura di Bianca De Matteis 
21. L'ultimo giro di valzer di Morena Fanti e Marco Freccero 
22. Vita e riavvita di Nadia Banaudi 
23. Le ragazze silenziose di Eric Rickstad 
24. Un giorno perfetto per uccidere di Mario Mazzanti
25. Figlia dei fiordi di Sandra Faè 
26. A modo mio di Viola Raffei
27. Non uccidere di Mario Mazzanti
28. Non voglio che te di Tiziana Iaccarino
29. I 444 scalini di Mario Mazzanti
30. Il metodo del coccodrillo di Maurizio De Giovanni 
31. Il pittore degli angeli di Cristina M. Cavaliere
32. Le perfezioni provvisorie di Gianrico Carofiglio 
33. La regola dell'equilibrio di Gianrico Carofiglio 
34. Sai correre forte di Giovanni Venturi 
35. Le tre del mattino di Gianrico Carofiglio
36. La follia del mondo di Marco Freccero
37. Come un Dio immortale di Maria Teresa Steri
38. I bastardi di Pizzofalcone di Maurizio De Giovanni 
39. L'amore non crolla Autori vari (Buck e il terremoto)
40. È stato breve il nostro lungo viaggio di Elena Mearini

LETTURE 2016
1. L'amore che ti meriti di Daria Bignardi 
2. Ritrovarsi passione inaspettata di Tiziana Cazziero
3. Le luci nelle case degli altri di Chiara Gamberale
4. Il tempo che vorrei di Fabio Volo
5. Joshua di Massimiliano Riccardi
6. Incontri in maschera di Monica Schianchi
7. Tralci della stessa vite di Gloria Pigino Verdi
8. Tutto questo o nulla di Anne Went e MariThorn
9. Città di carta di John Green
10. È qui che volevo stare di Monica Brizzi
11. Il volto dell'attesa di Roberta Volpi 
12. Certe incertezze di Giovanni Venturi
13. Attraverso gli occhi di Emma di Stefania Romito
14. Testimone inconsapevole di Gianrico Carofiglio
15. Aspettami davanti al mare di Emily Pigozzi 
16. Una nuova vita di L. Cassie
17. Amore tormentato di Tiziana Cazziero
18. Le affinità affettive di Sandra Faè 
19. Una famiglia quasi perfetta di Jane Shemilt
20. L'importanza di chiamarti amore di Anna Premoli
21. Baci, sabbia e stelle di Marilena Boccola 
22. 1986 di Giuseppe Ottaviano
23. Ad occhi chiusi di Gianrico Carofiglio
24. Mentre la mia bella dorme di Rossana Campo (rilettura)
25. Cosa tiene accese le stelle di Mario Calabresi
26. Segreto di famiglia di Mikaela Bley
27. Il mio raggio di sole di Angela Castiello
28. Un qualunque respiro di Emily Pigozzi 
29. Una mutevole verità di Gianrico Carofiglio 
30. La voce invisibile del vento di Clara Sanchez
31. I cento colori del blu di Amy Harmon
32. In fuorigioco per te di Eleonora Mandese
33. Pista nera di Antonio Manzini 
34. La mappa della città morta di Stefano Santarsiere 
35. Tutto quello che vorrei di L. Cassie 
36. Il posto del mio cuore di Emily Pigozzi 
37. Come una crisalide di Eva Dal Rey
38. L'estate fredda di Gianrico Carofiglio

LETTURE  2015
1. Io uccido di Giorgio Faletti
2. Non vi lascerò orfani di Daria Bignardi
3. L'amore è come un pacco regalo di Barbara Schaer
4. Le più piccole del '68 di Elena Costa
5. La grande sera di Giuseppe Pontiggia
6. Fai bei sogni di Massimo Gramellini
7. Te lo dico sottovoce di Lucrezia Scali
8. Santa degli impossibili di Daria Bignardi 
9. 31 dicembre di Marina Guarneri 
10.  Alfredo di Valentina D'urbano (versione breve)
11. L'amica geniale di Elena Ferrante
12. La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone
13. Storia del nuovo cognome di Elena Ferrante
14. Storia di chi fugge e di chi resta di Elena Ferrante
15. Storia della bambina perduta di Elena Ferrante
16. La coscienza di Zeno di Italo Svevo
17. Non fermarti prima della spiaggia di Michele Scarparo e Spartaco Mencaroni 
18. Spingendo la notte più in là di Mario Calabresi
19. La ragazza del treno di Paula Hawkins
20. Una lunga estate crudele di Alessia Gazzola
21. Io che amo solo te di Luca Bianchini
22. Bagliori nel buio di Maria Teresa Steri
23. Ti amo anima mia (una storia di violenza) di Najaa 
24. ZeroZeroZero di Roberto Saviano
25. Esistenza negata di Romis (serie Ophelia, le vite di una ghost writer)
26. Il mio supereroe di Monica Brizzi
27. Due vite possono bastare di Grazia Gironella 
28. L'ultima spiaggia di C. Romolo
29. Appunti di un venditore di donne di Giorgio Faletti 
30. Mi sa che fuori è primavera di Concita De Gregorio
31. Cardiologia di Marco Freccero
32. I custodi del destino di Maria Teresa Steri

LETTURE 2014

1. Il suggeritore di Donato Carrisi
2. Vacanze in villa di Madeleine Wickham
3. Bologna giallo e nera di Serena Bersani
4. Come i tulipani gialli di Cristina Rava
5. Se son rose moriranno di Cristina Rava
6. L'uomo che non ho sposato di Rossana Campo
7. È solo l'inizio commissario Soneri di Valerio Varesi
8. La felicità è un attimo pericoloso di Enrico Giacovelli
9. Le prime luci del mattino di Fabio Volo
10. Il bordo vertiginoso delle cose di Gianrico Carofiglio
11. La figlia oscura di Elena Ferrante 
12. Noi non siamo qui di Ilaria Margapoti
13. Acquanera di Valentina D'Urbano
14. Il rumore dei tuoi passi di Valentina D'Urbano
15. Per dieci minuti di Chiara Gamberale
16. L'amore quando c'era di Chiara Gamberale
17. Il riflesso di un assassino di Maurizio Foddai 
18. Non hai mai capito niente di Marco Freccero
19. Innamorarsi ai tempi della crisi di M.B.

LETTURE INDIMENTICABILI

La Nausea di Jean Paul Sartre
La luna e i falò di Cesare Pavese
La casa in collina di Cesare Pavese
Passaggio in ombra di Maria Teresa Di Lascia
Il danno di Josephine Hart
Gomorra di Roberto Saviano
Mille splendidi soli di Khaled Hosseini