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| La situazione è grave ma non è seria. Ennio Flaiano |
Qualche giorno fa discutevo con un mio amico sulla guerra del golfo e del suo impatto sui prezzi dell’energia. Secondo il mio amico in Italia dovremmo investire nel petrolio (infatti esistono dei giacimenti, ma non vengono sfruttati) così ho fatto qualche ricerca in rete e sembra che i giacimenti in Italia ci siano, ma è troppo oneroso sfruttarli.
Questi i principali problemi:i giacimenti non sono molto grandi, costi di estrazione elevati, Vincoli ambientali e opposizione locale, politiche energetiche orientate alla riduzione dei combustibili fossili
Le principali aree petrolifere italiane sono:
Basilicata: è la zona più importante (soprattutto la Val d’Agri)
Sicilia: storicamente rilevante
Mar Adriatico: estrazioni offshore
In misura minore anche in Emilia-Romagna e altre zone
L’Italia produce solo una piccola parte del petrolio che consuma e copre circa 5-10% del fabbisogno nazionale, il resto viene importato da altri Paesi
a quanto pare l’Italia produce circa: 70.000 – 90.000 barili di petrolio al giorno
cioè circa 3,5 - 4,5 milioni di tonnellate all’anno ma il consumo italiano è molto più alto (oltre 1 milione di barili al giorno) quindi la produzione interna copre solo una piccola parte del fabbisogno.
La maggior parte arriva dalla Val D'Agri (in Basilicata) che da sola fa oltre la metà della produzione nazionale, poi ci sono alcuni giacimenti offshore nel Mar Adriatico e alcuni campi in Sicilia.
se digitate la ricerca "val d'Agri petrolio" questo è quello che vi appare
Il giacimento della Val d'Agri, in Basilicata, rappresenta il più grande giacimento petrolifero su terraferma ("onshore") d'Europa. Gestito principalmente da Eni (60,1%) con Shell (39,9%), il centro olio di Viggiano (COVA) separa il greggio estratto dai numerosi pozzi. È un polo energetico cruciale che contribuisce significativamente alla produzione di idrocarburi italiana, sebbene le estrazioni abbiano avuto cali recenti.
Le principali compagnie coinvolte sono ENI che è la più importante e altre aziende energetiche internazionali più piccole.
L'Italia è più rilevante per il gas naturale che per il petrolio con una produzione di circa 3–5 miliardi di metri cubi all’anno, anche qui però si importa la maggior parte del prodotto.
solare (il più grande)
eolico, soprattutto nel sud
geotermia in alcune aree.
teoricamente il sud Italia potrebbe diventare uno dei principali “esportatori di elettricità” d’Europa
Il motivo principale è una combinazione di geografia, clima e nuove tecnologie energetiche. Molti studi energetici europei prevedono che il Sud Italia potrebbe diventare un hub di produzione elettrica rinnovabile per l’Europa, per le seguenti motivazioni:
1. Molto più sole rispetto al Nord Europa
Il Sud Italia riceve una quantità di radiazione solare tra le più alte d’Europa.
Regioni come sicilia, puglia, sardegna e basilicata possono produrre molta più energia per pannello solare rispetto a paesi del nord Europa.
Per confronto: la Germania ha installato moltissimo solare pur avendo circa il 30-40% di sole in meno.
2. Ottime zone per l’eolico
Il Sud e le isole hanno anche buone condizioni di vento, specialmente:
nel Canale di Sicilia
nel Mar Adriatico meridionale
nelle zone montuose dell’Appennino.
Questo permette di combinare solare ed eolico, che producono energia in momenti diversi della giornata e dell’anno.
3. Posizione strategica nel Mediterraneo
da una ricerca in rete ho scoperto che l’Italia è una specie di ponte energetico tra:
Europa
Nord Africa
Medio Oriente.
Per esempio cavi elettrici sottomarini e progetti energetici stanno già collegando l’Italia con Tunisia, Grecia e Albania. Questo permette di scambiare elettricità tra regioni con sole e vento diversi.
Il problema storico delle rinnovabili è che sole e vento sono variabili, ma le nuove tecnologie stanno cambiando la situazione con batterie giganti per accumulo, produzione di idrogeno verde con energia in eccesso. L’idrogeno può essere esportato o usato nell’industria.
4. Nuove “autostrade elettriche” europee
L’Europa sta costruendo nuove linee ad alta capacità per trasportare elettricità tra paesi.
L’Italia è già collegata con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia
Con più produzione rinnovabile nel Sud, parte dell’energia potrebbe fluire verso il Nord Europa, dove il sole è molto meno.
In sintesi
Il Sud Italia potrebbe diventare esportatore di energia perché ha molto sole, buon vento, posizione centrale nel Mediterraneo, possibilità di accumulo energetico, collegamenti elettrici con il resto d’Europa.
Curiosità: secondo alcuni scenari energetici europei, il Mediterraneo potrebbe diventare per l’elettricità quello che il Golfo Persico è stato per il petrolio.
E se, invece che incaponirsi con il ponte sullo stretto, si investisse seriamente nelle energie rinnovabili?
Io sono anni che lo penso, ma ai più sembra un pensiero assurdo, forse perché non si tratta di informazioni così diffuse, del resto nella tv generalista nessuno ne parla, forse fa comodo tenere il sud Italia in una posizione subalterna in balia delle mafie, oltre che mantenere l'Italia intera in balia dei paesi produttori di petrolio, quando si potrebbe diventare nel tempo sempre più indipendenti dalle produzioni di altri paesi, per di più con fonti di energia non inquinanti.
E voi cosa ne pensate?
Fonti immagini: Pixabay

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