domenica 19 aprile 2026

Energie rinnovabili


La situazione è grave ma non è seria. Ennio Flaiano

Qualche giorno fa discutevo con un mio amico sulla guerra del golfo e del suo impatto sui prezzi dell’energia. Secondo il mio amico in Italia dovremmo investire nel petrolio (infatti esistono dei giacimenti, ma non vengono sfruttati) così ho fatto qualche ricerca in rete e sembra che i giacimenti in Italia ci siano, ma è troppo oneroso sfruttarli. 

Questi i principali problemi:i giacimenti non sono molto grandi, costi di estrazione elevati, Vincoli ambientali e opposizione locale, politiche energetiche orientate alla riduzione dei combustibili fossili

Le principali aree petrolifere italiane sono: 

Basilicata: è la zona più importante (soprattutto la Val d’Agri)

Sicilia: storicamente rilevante

Mar Adriatico: estrazioni offshore

In misura minore anche in Emilia-Romagna e altre zone

L’Italia produce solo una piccola parte del petrolio che consuma e copre circa 5-10% del fabbisogno nazionale, il resto viene importato da altri Paesi

a quanto pare l’Italia produce circa: 70.000 – 90.000 barili di petrolio al giorno

cioè circa 3,5 - 4,5 milioni di tonnellate all’anno ma il consumo italiano è molto più alto (oltre 1 milione di barili al giorno) quindi la produzione interna copre solo una piccola parte del fabbisogno.

La maggior parte arriva dalla Val D'Agri (in Basilicata) che da sola fa oltre la metà della produzione nazionale, poi ci sono alcuni giacimenti offshore nel Mar Adriatico e alcuni campi in Sicilia.

se digitate la ricerca "val d'Agri petrolio" questo è quello che vi appare

Il giacimento della Val d'Agri, in Basilicata, rappresenta il più grande giacimento petrolifero su terraferma ("onshore") d'Europa. Gestito principalmente da Eni (60,1%) con Shell (39,9%), il centro olio di Viggiano (COVA) separa il greggio estratto dai numerosi pozzi. È un polo energetico cruciale che contribuisce significativamente alla produzione di idrocarburi italiana, sebbene le estrazioni abbiano avuto cali recenti.

Lo sapevate? io non lo sapevo. Se non avessi approfondito con delle ricerche in rete e alcune domande mirate sul solito motore di ricerca non lo avrei scoperto e sarei rimasta nel limbo dell'ignoranza su questi argomenti 

Le principali compagnie coinvolte sono ENI che è la più importante e altre aziende energetiche internazionali più piccole.

L'Italia è più rilevante per il gas naturale che per il petrolio con una produzione di circa 3–5 miliardi di metri cubi all’anno,  anche qui però si importa la maggior parte del prodotto.

In realtà io penso che il grande potenziale energetico dell’Italia non sia nel petrolio ma in altre forme di energia:

solare (il più grande)

eolico, soprattutto nel sud

geotermia in alcune aree.

teoricamente il sud Italia potrebbe diventare uno dei principali “esportatori di elettricità” d’Europa

Il motivo principale è una combinazione di geografia, clima e nuove tecnologie energetiche. Molti studi energetici europei prevedono che il Sud Italia potrebbe diventare un hub di produzione elettrica rinnovabile per l’Europa, per le seguenti motivazioni:

1. Molto più sole rispetto al Nord Europa

Il Sud Italia riceve una quantità di radiazione solare tra le più alte d’Europa.

Regioni come sicilia, puglia, sardegna e basilicata possono produrre molta più energia per pannello solare rispetto a paesi del nord Europa.

Per confronto: la Germania ha installato moltissimo solare pur avendo circa il 30-40% di sole in meno.

2. Ottime zone per l’eolico

Il Sud e le isole hanno anche buone condizioni di vento, specialmente:

nel Canale di Sicilia

nel Mar Adriatico meridionale

nelle zone montuose dell’Appennino.

Questo permette di combinare solare ed eolico, che producono energia in momenti diversi della giornata e dell’anno.

3. Posizione strategica nel Mediterraneo

da una ricerca in rete ho scoperto che l’Italia è una specie di ponte energetico tra:

Europa

Nord Africa

Medio Oriente.

Per esempio cavi elettrici sottomarini e progetti energetici stanno già collegando l’Italia con Tunisia, Grecia e Albania. Questo permette di scambiare elettricità tra regioni con sole e vento diversi.

Il problema storico delle rinnovabili è che sole e vento sono variabili, ma le nuove tecnologie stanno cambiando la situazione con batterie giganti per accumulo, produzione di idrogeno verde con energia in eccesso. L’idrogeno può essere esportato o usato nell’industria.

4. Nuove “autostrade elettriche” europee

L’Europa sta costruendo nuove linee ad alta capacità per trasportare elettricità tra paesi.

L’Italia è già collegata con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia 

Con più produzione rinnovabile nel Sud, parte dell’energia potrebbe fluire verso il Nord Europa, dove il sole è molto meno.

In sintesi

Il Sud Italia potrebbe diventare esportatore di energia perché ha molto sole, buon vento, posizione centrale nel Mediterraneo,  possibilità di accumulo energetico, collegamenti elettrici con il resto d’Europa.

Curiosità: secondo alcuni scenari energetici europei, il Mediterraneo potrebbe diventare per l’elettricità quello che il Golfo Persico è stato per il petrolio.

E se, invece che incaponirsi con il ponte sullo stretto, si investisse seriamente nelle energie rinnovabili? 

Io sono anni che lo penso, ma ai più sembra un pensiero assurdo, forse perché non si tratta di informazioni così diffuse, del resto nella tv generalista nessuno ne parla, forse fa comodo tenere il sud Italia in una posizione subalterna in balia delle mafie, oltre che mantenere l'Italia intera in balia dei paesi produttori di petrolio, quando si potrebbe diventare nel tempo sempre più indipendenti dalle produzioni di altri paesi, per di più con fonti di energia non inquinanti.

E voi cosa ne pensate?


Fonti immagini: Pixabay 



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