Visualizzazione post con etichetta la guerra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta la guerra. Mostra tutti i post

domenica 13 marzo 2022

Lo spazio dei sogni

 

Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso. Nelson Mandela 

Negli ultimi due anni ho inseguito un sogno che non ho realizzato, anzi per dirla alla Claudio Baglioni “ho sognato sopra un treno che non è partito mai”. Non si tratta di vincere alla lotteria o fare cose stratosferiche, ma qualcosa di concreto e sostenibile, comprare una nuova casa, che io una casa ce l’ho già e ho finito anche di pagare il mutuo, quindi che voglio di più? Potrei accontentarmi e restare dove sono, chi me lo fa fare di stressarmi nella ricerca di una casa nuova. Infatti è così, ma...c’è sempre un ma...

Nel periodo della pandemia ho capito che vivere in una casa senza neanche un balcone mi faceva soffocare, del resto ho comprato questa casa in un momento in cui i prezzi delle case erano al massimo storico, costavano tantissimo, a Bologna anche un monolocale era un lusso. Era il periodo pre crisi Lehman Brother e poi uscivo da un divorzio quindi la mia priorità era comprare una casa mia, di proprietà, perché cercavo un minimo di stabilità. L’acquisto è stato molto veloce, perché vi assicuro che vivere da separati in casa è un inferno, quindi ho comprato l’appartamento che corrispondesse alle mie primarie esigenze del momento di allora, ultimo piano (ero stanca di vicini maleducati rumorosi sopra la testa) piccola ma non un monolocale perché preferisco ambiente cucina e camera separati, nel quartiere dove vivevo e non troppo lontana dal centro. Mi sono innamorata del contesto di questa casa appena l’ho vista e senza pormi troppe domande ho firmato il compromesso e dopo pochi mesi il rogito. Nel tempo la mia scelta si è rivelata vincente perché ho scoperto nuovi pregi, quali il silenzio della strada (è una strada chiusa) tanto che i gatti dei vicini girano indisturbati e coccolati da tutti me compresa, la comodità di essere vicina al centro, tanto da arrivarci a piedi (in pandemia si è rivelato utilissimo non essere costretta a prendere un autobus), la disponibilità di un parcheggio abbastanza capiente. Purtroppo ci sono degli svantaggi, sono all’ultimo piano e non ho nessuno sulla testa ma non c’è l’ascensore e, con il passare degli anni, non è sostenibile. Inoltre mi piacerebbe avere un po’ più spazio e soprattutto un balcone, possibilmente al sole. Quindi la mia casetta tanto carina arredata secondo i miei gusti, è uno spazio  confortevole in cui ho vissuto e vivo bene ma vorrei cambiarla. Finché avevo il mutuo da pagare era ragionevole procrastinare, ora non più. 

I sogni sono come le stelle, basta alzare gli occhi e sono sempre là. Jim Morrison 

Quando ero in attesa di firmare il contratto della casa che poi é sfumato perché il proprietario non ha avuto il mutuo, immaginavo la mia vita nella nuova casa, prendere il sole sul balcone con il primo timido sole estivo, scendere giù nel comodo garage a piano terra a prendere la bicicletta e fare una lunga passeggiata nel parco adiacente, scrivere un nuovo romanzo nel mio studiolo finalmente attrezzato come volevo io. Immaginavo o sognavo una vita più comoda nel mio nuovo spazio. Poi è sparito tutto e ho ricominciato a cercare. 
Qualche giorno fa stavo quasi per firmare l’acquisto di una casa sulla carta, ossia sul progetto di costruzione; è una formula che consente di pagare degli stati di avanzamento al costruttore e nel giro di un paio di anni ti consegnano la casa costruita secondo gli standard di ultima generazione, quindi anche con delle formule energetiche di avanguardia. Sul progetto erano quasi tutto venduto ma erano rimasti due appartamenti, uno di questi sembrava fare al caso mio, era un bilocale ma con una grande terrazza e con garage sotterraneo, consegna tra due anni. Costava un botto, ma ero pronta a firmare e a dare l’anticipo anche se, prese tutte le misure, mi rendevo conto che la metà dei miei mobili non sarebbe stata adatta alla nuova casa, ma era una buona soluzione, perché nel frattempo avevo il tempo di vendere la mia vecchia casa. Non ho dormito per tre notti, più si avvicinava il momento della firma più ero indecisa, perché non mi convinceva del tutto. E poi è scoppiata la guerra in Ucraina e le mie incertezze hanno preso il sopravvento. Così ho disdetto tutto.
In questi giorni difficili ci ritroviamo di fronte a una situazione di tale precarietà che non resta più lo spazio per i sogni e, come é successo per il Covid, ho messo in stand by ogni decisione. 
Negli ultimi tempi tra il lavoro, la decisione per l’acquisto della casa, i troppi pensieri che affollano la mente, lo spauracchio della guerra che sembra travolgere tutto, ho praticamente smesso di scrivere, mi chiedo anche se abbia ancora un senso creare delle storie.
Magari potrei usare il tempo libero per vivere il presente invece che sognare un futuro più conforme alle mie aspettative. 
Quale delle due massime che ho scelto è più vera? Forse entrambe. Per realizzare un sogno, raggiungere un obiettivo, è necessario non arrendersi mai, ma è anche vero che finché non lo realizzi, un sogno, anche se lo accantoni per un po’, tende a ritornare nei tuoi pensieri perché é sempre là in un angolo della mente, come un tarlo o una spina nel fianco.
Voi cosa ne pensate? 

Fonti immagini: Pixabay