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| I momenti di pace sono pause preziose per l’anima. Madre Teresa di Calcutta |
Ogni mattina mi ritaglio un tempo solo mio, fatto di letture lente e parole scritte sul blog.
Il mondo, a quell’ora, dorme ancora: tace, non chiede nulla, e mi concede spazio per pensare. Sono frammenti di silenzio che mi attraversano e mi rimettono al mondo. Il mondo è ancora addormentato e, finché dorme, non mi invade. Posso pensare senza rumore.
Sono piccoli attimi di quiete che mi rigenerano. Mi aiutano a rimettere ordine dentro, prima che la giornata cominci davvero.
Nel silenzio posso ascoltarmi meglio, senza dover rispondere a nulla. Quando il giorno comincia davvero, io sono già un passo avanti: più centrata, più presente. Quel silenzio del mattino è una promessa che faccio a me stessa, ogni giorno.
Ognuno può scegliere il proprio momento, per me è la fascia oraria tra le sei e le sette del mattino, la prima mezz’ora è proprio solo mia, prendo il caffè con calma, leggo una rivista, scrivo sul tablet, controllo la posta personale, soprattutto penso con calma. Se ho un dubbio o un problema da risolvere spesso è in quella mezz’ora che trovo la soluzione o, semplicemente, faccio chiarezza a me stessa. Dalle sei e trenta in poi mi preparo per andare al lavoro, ma è ancora un tempo in cui organizzo mentalmente il resto del giorno e quello che dovrei fare.
È un tempo breve, ma prezioso che mi rigenera e mi accompagna nel resto della giornata. È come se, prima di affrontare il fuori, avessi bisogno di sistemare il dentro.
Non è sempre facile ritagliarsi questo spazio. La tentazione di rimandare, di riempire subito il tempo, è forte. Eppure ho imparato che quando rinuncio a questo momento, qualcosa nella giornata resta in sospeso, come se mancasse un punto di partenza.
Ho anche pensato di sfruttare questo momento per scrivere, ma è uno spazio così breve che difficilmente riuscirei a portare a termine qualcosa di davvero concreto. Tuttavia è un tempo che, a suo modo, mi serve anche per la scrittura.
Talvolta ho preso appunti su un foglio di carta per fissare un’idea, per prendere nota di qualche spunto per la trama che, magari, stavo scrivendo. Mi è capitato spesso di salvare un pensiero prima che volasse via dalla mente travolto dal vortice del lavoro e di tornarci poi verso sera ritrovandolo su quel pezzo di carta.
Questi momenti mi servono spesso per scrivere sul blog, fissando pensieri e idee sul mio Ipad per poi completarli in un momento successivo quando ho più tempo.
Avevo già trattato questo argomento, anche se in forma lievemente diversa, in un post del 2022 parlando de
la mia routine mattutina
In fondo la scrittura non è solo un insieme di parole messe in fila. È un modo per dare forma ai pensieri, per fermare il caos della mente e trasformarlo in qualcosa di comprensibile.
Scrivere significa scegliere: cosa dire, cosa tacere, come dirlo. In un mondo che corre veloce, la scrittura è uno spazio lento. Un luogo dove possiamo ascoltarci davvero. Che sia su un quaderno, su uno schermo o in un messaggio, scrivere resta uno dei modi più umani per esistere, una specie di casa interiore che ci salva un po’ ogni giorno.
Così, ogni mattina, tra le sei e le sette, nel silenzio, nel caffè caldo, nelle parole appena accennate mi godo il mio semplice rito, il mio modo di ricordarmi chi sono, prima che il mondo cominci a chiedermi altro. Forse è proprio questo il senso di quei minuti rubati all’alba: non produrre e non correre, ma solo un momento di riflessione.
Questo è il mio tempo lento, la mia piccola tregua quotidiana.
E tu, hai un momento della giornata che tieni solo per te, in cui il silenzio ti aiuta a rimettere ordine dentro?
Fonti immagini: Pixabay
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