domenica 13 dicembre 2020

La nostra realtà è fantascienza

 

Qualche sera fa ho visto un film su Rai 4 intitolato Seven sisters, era già cominciato, ma siccome non c'era niente di meglio sugli altri canali e, stranamente, non ero ancora crollata dal sonno sul divano mi sono messa a vederlo e sono stata letteralmente catturata. Era ambientato in una società distopica nel 2073, insomma tra qualche anno, e quando ho finito ci ho ripensato a lungo. Quel film mi è rimasto così impresso che nel lungo week end dell'Immacolata me lo sono rivisto su Rai Play, stavolta dall'inizio.
Ecco uno stralcio della storia da Wikipedia:
 
Nel 2073 il pianeta si trova in una situazione di sovrappopolazione dovuto a un critico aumento dei parti gemellari e plurigemellari, a loro volta sopraggiunti a causa degli effetti collaterali dei nuovi ortaggi OGM introdotti per scongiurare la fame nel mondo. Per combattere la sovrappopolazione il governo della Federazione Europea, sotto la spinta dell'attivista ecologa conservativa Nicolette Cayman, instaura la legge del figlio unico, secondo la quale tutti i fratelli e sorelle vengono prelevati da un organo preposto, chiamato "Bureau per il controllo delle nascite" (Child Allocation Bureau, CAB), ibernati e messi in stato di sonno criogenico, nel quale resteranno in attesa di una soluzione al problema; inoltre a ogni persona viene consegnato un bracciale speciale contenente tutti i dati di quella persona e un localizzatore. 
In questo contesto, Karen Settman muore di parto dando alla luce, in una clinica abusiva, sette gemelle omozigote che vengono nascoste e allevate da suo padre Terence. Egli dà a ognuna il nome di un giorno della settimana e permette loro di uscire di casa nel giorno corrispondente al loro nome. Fuori dalle mura di casa esse condividono l'identità della madre Karen Settman. Un sabato Giovedì esce di nascosto dal nonno e dalle sorelle per andare a giocare con lo skateboard e ha un incidente che le provoca la perdita di una falange dell'indice sinistro: Terence è dunque costretto a recidere la stessa falange alle restanti sorelle.  
Le sette sorelle, identiche fisicamente in tutto e per tutto, hanno sviluppato fin da bambine caratteri (e look) differenti: Lunedì è sicura di sé e cinica; la debole Martedì trova conforto alla pazzesca situazione assumendo droghe, al contrario di Mercoledì che si rifugia nell'allenamento fisico esasperato; l'esuberante Giovedì ha un difficile carattere ribelle; la geniale Venerdì è la più timida delle sette (nonché esperta hacker); Sabato invece parrebbe la classica femme fatale; Domenica la più dolce e materna del gruppo.
 
Non vi riporto il resto perchè potreste avere voglia di vedere il fim, ma questo film diventa lo spunto per qualche considerazione. Le sette sorelle fingono di essere una sola persona per poter vivere ed evitare di essere ibernate per un tempo infinito...
Inutile dire che il finale riserverà diverse sorprese, ma non è di questo che voglio parlare.

Insomma qualche domanda è d'obbligo, siamo davvero così lontani dalla realtà? 
 
Quando Orwell scrisse 1984 era il 1948 (il titolo deriva dall'inversione delle ultime cifre), poi fu pubblicato nel 1949, eppure ha immaginato un mondo dove il grande fratello controllava tutto nella società e non è così distante dal mondo attuale in cui viviamo.
Oggi in fondo il mondo viene controllato da un grande fratello mascherato da tecnologia attraverso i vari social e le profilazioni di Google. 
Pensate che una volta ho scaricato un documento sul computer dell'ufficio, a cui accedo attraverso il mio account di lavoro, e mi sono ritrovata quello stesso documento tra i documenti word del mio iPad, insomma una specie di magia...nera. 
Deve essere perché quando ho installato la app per le video chiamate sull'iPad nel periodo dello smart working ho usato l'account aziendale e questo è il risultato, spero sia questo il motivo e non la magia nera.
Comunque tornando al nostro mondo distopico, mi sono chiesta quanto la nostra realtà sia distante effettivamente dal mondo di fantasia concepito in alcuni film o romanzi.
C'è stato quel film profetico intitolato Contagion che mostrava un mondo invaso dalla pandemia di un virus letale che si diffondeva con il contatto. Ma davvero la pandemia attuale era così imprevedibile? 
L'organizzazione mondiale della sanità aveva da tempo lanciato l'allarme sul rischio ma nessuno aveva ascoltato, anzi nessuno aveva voluto ascoltare. 
Oggi la manipolazione delle informazioni è sotto gli occhi di tutti, le notizie più incredibili sono tutte fake news oppure no? Abbiamo abbastanza elementi per identificarle? 
Chissà, nel film Seven sisters l'informazione dava comunicazioni rassicuranti sul destino dei gemelli, ma era davvero così? se volete scoprirlo potete vederlo su Rai Play o sui canali che volete.
La sovrappopolazione è una realtà concreta contro cui stiamo combattendo già da tempo.
So per esperienza che chi scrive trova molto spunti dalla realtà, poi è chiaro che la realtà viene ricamata con la propria creatività, ma spesso quello che parte come una fantasia diventa molto vicino al mondo concreto.
Spinta dalla curiosità sono andata a cercare su Google i film distopici più famosi, ve ne cito solo un paio, quelli che secondo me hanno trovato un certo inquietante riscontro nella nostra realtà.

Fahrenhait 451 di Bradbury scritto nel 1953.
Uno stralcio da wikipedia:
Ambientato in un imprecisato futuro posteriore al 1960, vi si descrive una società distopica in cui leggere o possedere libri è considerato un reato, per contrastare il quale è stato istituito un apposito corpo di vigili del fuoco impegnato a bruciare ogni tipo di volume.
 
Oggi i libri non vengono bruciati, ma la cultura sembra sempre più in pericolo, c'è sempre meno considerazione per essa e troppo spesso prevale la cialtroneria.
Sembra vietato pensare con la propria testa, c'è sempre qualcuno che ti vuol spiegare cosa pensare e cosa dire e ti bombarda con notizie e informazioni ridondanti, i media sovente costituiscono una distrazione dai problemi più importanti.
Insomma siamo abbastanza vicini a qualcosa di simile, i libri rappresentano la nostra libertà di pensiero e la nostra cultura.

Cecità di José Saramago pubblicato nel 1995

Stralcio breve della trama da wikipedia 
In una città mai nominata, all'improvviso molte persone cominciano a perdere la vista, sembra a causa di un virus.
L'epidemia si diffonde in tutta la città e il governo del paese decide, provvisoriamente, di rinchiudere i gruppi di ciechi in vari edifici, allo scopo di evitare il contagio. Ogni giorno le guardie avrebbero fornito il cibo agli internati, ma ben presto anche le guardie vengono colpite dalla malattia e la situazione del paese degenera e cade nel caos completo.

Il tema fondamentale del romanzo è quello dell'indifferenza, che esplode con il dilagare della cecità, ma che era già presente prima degli avvenimenti in questione.

Lo stesso scrittore, nel discorso fatto in seguito all'assegnazione del Premio Nobel, ha sottolineato come la società contemporanea sia cieca poiché si è perso il senso di solidarietà fra le persone.

Mi sembra che queste brevi note si commentino da sole, rispetto alla nostra moderna società, peraltro il tema di un virus misterioso che colpisce all'improvviso è terribilmente attuale.

Ci sono molti altri romanzi (e parecchi film) che, in qualche modo, hanno anticipato in modo inquietante la realtà.

Quali romanzi o film vi vengono in mente di questo genere?


Fonti testi
Wikipedia 

Fonti Immagini
Pixabay

15 commenti:

Ariano Geta ha detto...

"1984" e "Fahrenhait 451" li ho letti, mi è piaciuto molto di più il primo sul piano prettamente letterario.
A livello di film, una pellicola che trovo a suo modo distopica è il celebre "Blade runner", che mette in scena un mondo futuro dove l'inquinamento causa una sorta di pioggerella permanente, gli strati più poveri della società sono abbandonati a se stessi e se qualcuno spara per strada la gente se ne frega... Mi spaventa perché mi pare che sta accadendo, che ci sia una sorta di rassegnazione - o peggio, assuefazione - al degrado.

Sandra ha detto...

Decisamente non sono il mio genere e ne sto ben lontano. Va detto che tutti abbiamo questa sensazione di venire spiati: se nomina qualcosa poi il telefono ci proporrà spesso quell'oggetto o luogo. Certo è inquietante ma è il prezzo da pagare per comodità inimmaginabili quando eravamo piccoli, noi generazione foto su pellicola con ristampe con i numerini, non tagliare i fotogrammi ecc ma che lavoraccio era? Oggi un click e l'amico lontano ha le foto delle vacanze. Certo ci sono anche rimpianto e preoccupazione.

Giulia Lu Mancini ha detto...

Balde runner è un grande film, certo la realtà rappresentata è molto angosciante e il finale senza speranza. Anche quel film è tratto da un romanzo, l'ho scoperto sempre curiosando su google. In effetti gli effetti dell'inquinamento ce li abbiamo sotto gli occhi ma nessuno sembra curarsene seriamente, soprattutto le forze al potere che potrebbero concretamente fare qualcosa, c'è anche una rassegnazione al degrado che non è per niente incoraggiante.

Ivano Landi ha detto...

Abigail (Russia 2019): https://www.youtube.com/watch?v=GLNyTpQJNmY

Giulia Lu Mancini ha detto...

Sai Sandra, neanche io vorrei rinunciare alle comodità che abbiamo oggi, in primis la tecnologia che mi permette, tra l'altro di avere un blog e di leggere eBook, fare foto veloci senza la pellicola e tanto altro. Credo tuttavia che sia possibile anche la sostenibilità purché si facciano leggi adeguate e si metta l'ambiente e l'umanità prima del profitto, cosa che al momento non vedo ancora.

Giulia Lu Mancini ha detto...

Grazie Ariano,
andrò a curiosare su google.

Luz ha detto...

Ricordo quel film delle gemelle, ma non mi è rimasto granché, sceneggiatura che lasciava a desiderare. Tutti i film e i romanzi citati hanno qualcosa in comune, questo sguardo disilluso su un futuro in cui tema centrale è il controllo delle masse. Controllo e abbrutimento, leit motiv è l'annientamento della cultura (tema caldo in questi giorni anche per me) e l'intimidazione.
Da brividi.

Giulia Lu Mancini ha detto...

Eh già, viene qualche brivido a pensare alle similitudini che troviamo tra certi film o libri e la nostra realtà, soprattutto quando la fantasia ha anticipato molte situazioni. Il film Contagion è del 2011 ed è una esatta descrizione di quello che abbiamo vissuto tra marzo e aprile del 2020. Annientare la cultura è un buon metodo per asservire le masse, forse i mondi distopici sono già qui opportunamente occultati.

Barbara Businaro ha detto...

Ma dai! Allora mi sa che l'abbiamo visto insieme! Oppure sei partita a vederlo dacché l'avevo segnalato su Facebook?
L'ho visto la prima volta in seconda serata un venerdì o sabato sera su Rai4, era già cominciato ma mi ha preso subito. Soprattutto perché l'attrice che interpreta le sette sorelle adulte è Noomi Rapace, la Lisbeth Salander del primo ciclo cinematografico di Millenium - Uomini che odiano le donne. Il giorno dopo l'hanno rifatto al pomeriggio e ho visto l'inizio che avevo perso.
Bellissimo. Ben costruito, ben girato. Noomi Rapace eccezionale, Willem Dafoe altrettanto, ma Glenn Close è inossidabile nel ruolo della politica arrivista, a cui interessa il potere più che l'ecologia. Anche il seme gettato al telespettatore è al punto giusto, quando una delle sorelle dice "Moriremo tutte" e l'altra le risponde... ah no, niente spoiler. ;)
Visto che hai letto il riassunto di Wikipedia, ti sei accorta dell'errore nella pagina italiana?
Terrence (Willem Dafoe) non è il padre delle bambine, ma il nonno. Infatti Glenn Close lo dice ad un certo punto: "Cosa aveva in mente vostro nonno?" Se guardi la pagina Wikipedia inglese, al titolo originale "What Happened to Monday" (Cosa è successo a Lunedì), è grandfather, non father. Motivo per cui mi fido più di Wikipedia inglese spesso e volentieri.
Altri film che mi hanno colpito?
Il capostipite: la serie "Matrix" dei fratelli Wachowski. Quante volte non sembra che ci sia uno scostamento nelle nostre immagini? E' davvero la cataratta o qualcuno sta cambiando il codice?
Un altro, sempre associato all'esaurimento delle riserve della Terra e l'hanno ridato di recente in televisione mi apre su Rai4, è "Downsizing" con Matt Damon: viene scoperto il modo di miniaturizzare le persone, così da consumare di meno e vivere in minor spazio. All'inizio spaventa, poi diventa economico e lussuoso (in un mondo più piccolo un borghese diventa un milionario) e poi... la società mostra anche lì il suo lato peggiore. Diventare piccoli non è la soluzione a nessuno dei problemi.
Più attuale, e infatti l'ho rivisto programmato qualche mese fa, è "E venne il giorno" con Mark Wahlberg e Zooey Deschanel, quando le persone improvvisamente entrano in uno stato confusionale e si suicidano, senza motivo. Si scopre che è una tossina ma non è un attacco terroristico, non è prodotta dall'uomo. Madre Terra si sta difendendo dal suo parassita peggiore.
Un'altra distopia: "Il mondo dei replicanti" con Bruce Willis, in un futuro in cui le persone vivono chiuse in casa (ti dice niente?) pilotando il proprio robot surrogato in giro per la città, in tutte le questioni umane, relazioni affettive e sessuali comprese. Fino a perdere qualsiasi traccia di umanità.
Ne ho visti molti altri, ma quelli che mi ronzano ogni tanto in testa, e dunque mi hanno colpito, sono questi.

Lisa Agosti ha detto...

Giulia mi hai fatto fare gli incubi! Io ho provato a leggere "Cecità" ma è un mattonazzo di brutte emozioni che mi ha mandato in depressione e ho deciso di diluirlo una pagina al giorno per poi abbandonarlo definitivamente.
Non ho bisogno di ricordare quanto vada male il mondo, lo vedo ogni giorno negli occhi di chi incontro (a parte il fatto che non vedo mai nessuno e anche quando vado a fare la spesa non mi guardo più in giro perché ognuno ha la mascherina e la testa bassa).

Giulia Lu Mancini ha detto...

Non ho notato l'errore di Wikipedia italiano, avevo però notato che l'attrice era la Lisbeth Salander e ho pensato: però fa sempre parti toste. E venne il giorno l'ho visto nel periodo del lockdown e ho pensato alle attinenze con la realtà che stavamo vivendo, le piante che si difendono dall'uomo, eh già, un bel messaggio. Matrix, caspita ogni tanto quando ho un dejà vu, penso che ci sia un baco del sistema, però poi penso: ma se fosse così non potremmo fare tutti la bella vita, mentre siamo addormentati e attaccati alle macchine?
Invece il film di Matt Damon e il mondo dei replicanti non li ho visti, però me li segno, cercherò di vederli appena possibile, grazie Barbara!

Giulia Lu Mancini ha detto...

Lisa ti confesso che non ho letto Cecità, di Saramago ho letto solo "Le intermittenze della morte" libro altrettanto provocatorio e mi è bastato. Ho visto però il film Cecità e mi ha dato una notevole angoscia, l'unica nota positiva il finale, improvvisamente tutti ritrovano la vista, senza apparente motivo, un po' come le pandemia che, a un certo punto, finiscono, almeno così è successo con la spagnola. Purtroppo passando molto tempo in casa sto perdendo la voglia di scrivere e di leggere, almeno questo post l'ho scritto di getto (no, non farti venire gli incubi, io voglio essere ottimista, questa pandemia passer, spero).

Monica ha detto...

Il fatto che il distopico venga considerato un genere "fantastico", è la chiave di lettura di tutto. Chi li scrive, e chi li legge, lo fa con una specie di desiderio di mettere le mani avanti e richiamare all'attenzione che ciò che facciamo, il modo in cui ci comportiamo, può portare alla distopia. Che non significa realtà alternativa lontana anni luce, o mondo immaginario che mai e poi mai si avvererà, ma futuro nocivo, sbagliato e prevedibile. Altamente prevedibile, purtroppo. Solo se si guarda e si legge così, ha senso. Ed ecco che più andiamo avanti, più il nostro mondo diventerà fantascienza. Parola di chi li scrive. ;)

Giulia Lu Mancini ha detto...

È vero Monica, se pensi a quello che ha previsto Orwell o il film Blade Runner tanti anni fa, c'è davvero da riflettere. Anche tu con La principessa dei mondi metti in guardia dai pericoli a cui il comportamento umano può portare. I romanzi e i film distopici cercano di avvertire del pericolo che corre l'umanità, é però un grido di allarme che non viene ascoltato.

Monica ha detto...

Proprio così. :(