domenica 3 maggio 2020

Perché una storia ti resta dentro


Perchè una storia resta dentro? 
Non riesco a darmi una risposta chiara e non so neanche perchè mi pongo la domanda, io ho sempre letto molto nella mia vita, ma ci sono alcune storie che ricordo bene, impresse nella mente anche a distanza di tempo e altre che, invece, sono volate via dai ricordi come un soffio di vento.
Per esempio, parecchio tempo fa ho letto una storia che parlava di una relazione tra una donna matura e un ragazzo di vent'anni, non ricordo il titolo e nemmeno l'autore, anzi l'autrice perchè credo fosse una donna, ma di quel romanzo mi resta una frase di Guido il protagonista:
Morire a vent'anni per avere sempre vent'anni
La sua amante non prende troppo sul serio quella frase che lui pronuncia spesso, ma alla fine il giovane si suicida realmente mettendo fine alla sua ansia.
Da allora, Guido per me è un nome emblematico, un nome che indica tormento e libertà, ciononostante non è un romanzo triste, è un libro pieno di vita.
Ho letto il libro, preso in prestito alla biblioteca comunale del mio paese, in una delle torride estati che accompagnavano la mia adolescenza, quando il pomeriggio mi sembrava sempre troppo lungo e assolato e il tempo mi passava senza noia grazie ai libri. 
È un vero peccato non poter avere con me il quaderno dove scrivevo le mie impressioni sulle storie che leggevo (all'epoca recensivo libri senza saperlo).
Comunque tornando alle storie, ogni tanto mi tornano in mente e, mentre di alcune ho ancora i libri e posso spolverare i ricordi legati ad essi, di altre non ho nulla, solo il ricordo delle frasi rimaste scolpite nonostante il passare del tempo. 
Un'altra storia che mi è rimasta dentro è quella legata a un romanzo di Carlo Cassola (avevo letto tutto di questo autore), il titolo era Troppo tardi e parla della vita di un fratello e una sorella, delle loro vicende di vita e di come tutti i loro desideri sembrino realizzarsi troppo tardi, quando ormai è svanito ogni entusiasmo.
Ho provato a cercare questo libro tra gli eBook in vendita ma non l'ho trovato, secondo me era bellissimo, forse quando riapriranno le biblioteche andrò a cercarlo lì.
Altro libro che resta nella mia memoria è Il libro cuore di Edmondo De Amicis, i racconti che ricordo di più sono Il piccolo scrivano fiorentino, Sangue Romagnolo e Dagli appennini alle Ande. 

Cara Famiglia di Guglielmo Zucconi è un romanzo che narra di un amore adolescenziale e dei coinvolgimenti delle rispettive famiglie, ambientato negli anni settanta e da me letto proprio in quegli anni, è stato un libro che mi aveva appassionato e divertito moltissimo. Anche questo è un libro che ogni tanto penso di rileggere, ma dovrei scovarlo in una biblioteca.
Non so perché mi restano impresse certe storie e altre no, soprattutto a distanza di anni.
Probabilmente sono legate alla mia adolescenza, a una fase in cui tutta la mia vita era ancora tutta da scoprire, e probabilmente, c'è un certo effetto nostalgia.

E voi, avete delle storie scolpite nella vostra mente, relative a libri o film o altre eventi?


Fonti immagini
Pixabay



15 commenti:

Sandra ha detto...

Cara Giulia, le storie che mi sono rimaste dentro sono davvero molte, però voglio citare Le ragazze della villa accanto e il seguito Ero io quella di Brunella Gasperini, parla di 2 sorelle molto diverse tra loro, una si chiamava proprio Sandra. Una lettura di formazione di cui ricordo ogni dettaglio e tutte le emozioni che mi scatenò, andavo alle medie figurati. Le selezioni che fa la mente sono imperscrutabili

Ariano Geta ha detto...

Certamente le ho anch'io. Mi viene il dubbio che il ricordo speciale sia legato anche al periodo in cui sono state lette e soprattutto allo stato d'animo che mi (ci?) dominava nel periodo in cui lo abbiamo letto. Da questo punto di vista mi è capitato che un romanzo che mi aveva appassionato quando lo lessi la prima volta ("Les enfants terribles" di Jean Cocteau) mi ha fatto molto meno effetto quando l'ho riletto anni dopo. A volte un romanzo racconta una vicenda che somiglia molto a un periodo della nostra vita e scatta l'inevitabile ricordo, ogni singola descrizione sembra essere stata scritta "per noi", quindi il coinvolgimento emotivo è molto maggiore, mi è capitato con diversi romanzi (soprattutto con "Sanshiro" di Natsume Soseki e "La vita è altrove" di Milan Kundera), mi capita tuttora a dire il vero quando leggo una narrazione che potrebbe essere un pezzo della mia vita (un caso quasi recente è il romanzo autobiografico "Stella mattutina" di Ada Negri). Ovviamente anche con i film mi succede. Il lungometraggio animato "Colorful" diretto da Keiichi Hara mi ha commosso sino alle lacrime. C'è un'alchimia emotiva in tutto ciò, e penso sia legata alla nostra personalità e alle nostre esperienze esistenziali.

Giulia Lu Mancini ha detto...

Interessanti le tue storie, devo aver letto anch'io qualcosa di Brunelleschi Gasperini ma non ricordo il nome dei romanzi, hai ragione però le selezioni della mente sono imperscrutabili, probabilmente come afferma Ariano dipende dal momento in cui li leggiamo e che, per motivi vari, riusciamo a immedesimarci.

Giulia Lu Mancini ha detto...

Brunella non Brunelleschi....il correttore automatico è tremendo!

Giulia Lu Mancini ha detto...

È probabile che l'immedesimazione giochi un ruolo determinante, ci ritroviamo in una storia perchè abbiamo vissuto un'esperienza analoga oppure semplicemente ci ritroviamo in certi stati di animo che pervadono i protagonisti delle storie. Poi c'è anche un altro fattore, il momento in cui leggiamo la storia è importante, le storie che leggevo da ragazza avevano maggior impatto sulla mia personalità in formazione, così come quando leggevo una storia in un momento della vita in cui stavo affrontando un cambiamento...

Luz ha detto...

Ti capisco, è un po' il discorso di quei romanzi che siamo felici di non aver perso. Ho appena finito di leggere Furore di Steinbeck e so perfettamente che questo romanzo non solo va ad aggiungersi a quelli per me irrinunciabili, ma ci sono passaggi che mi hanno segnato eternamente.

Giulia Lu Mancini ha detto...

Romanzi che restano nel cuore e diventano parte di noi e della nostra vita, quasi come amici o familiari, è questa la potenza dei libri, cara Luz.

Grazia Gironella ha detto...

Per scolpire nella mia mente dettagli delle storie non so cosa servirebbe... A me rimangono impresse le atmosfere, e una specie di essenza della storia, che rende vive al ricordo le mie impressioni, ma non particolari o frasi. Come dire: dimentico tutto, ma ricordo l'essenziale. Speriamo.

Giulia Lu Mancini ha detto...

Anche le atmosfere fanno parte di una storia, anzi sono importantissime, sono effettivamente l'essenza della storia.

Cristina M. Cavaliere ha detto...

A me erano rimasti particolarmente impressi alcuni libri di narrativa per ragazzi letti nell'infanzia. Non sono titoli o nomi eccelsi ("Dorilena" di Olga Visentini), ma in tempi recenti ho voluto rileggerli e ho scoperto con piacere le stesse emozioni. Poi l'immortale Emilio Salgari di cui ho parlato spesso nel blog e, nella mia adolescenza, i grandi classici della letteratura inglese, francese e russa. Sono sicura che non mi deluderebbero nemmeno oggi. Non ci sono libri letti recentemente che mi siano davvero rimasti incisi nella memoria, o che vorrei rileggere, a parte "L'assassino cieco" di Margaret Atwood e "Possessione" di Antonia Byatt.

Giulia Lu Mancini ha detto...

Certe emozioni possono restare immutate nel tempo, magari perchè certe storie ci fanno anche rivivere il momento che vivevamo quando le abbiamo lette. Olga Visentini non la conoscevo, dopo vado a curiosare su google. La narrativa per ragazzi comunque è molto importante per gli anni verdi, è quella che ci ha fatto innamorare della lettura (e poi magari ci ha regalato la voglia di scrivere).

Monica ha detto...

Sì e no, e molto spesso succede con i libri che non mi sono piaciuti. Non farò nomi, anche perché alcuni sono tra i più amati dai lettori, ma quando li ho chiusi mi sono chiesta per quale motivo li abbia letti, e ancora oggi lo faccio. Anche se poi penso: e se li rileggessi, che effetto mi farebbero?

Giulia Lu Mancini ha detto...

Sai che anche le storie che non ci piacciono possono restare impresse? A me è successo con un libro (che non cito) edito da una grande CE, aveva un bellissimo titolo e una fantastica copertina ma la storia era terrificante, senza né capo né coda. Tuttavia devo molto a quel romanzo perché mi ha fatto decidere a ritornare alla scrittura perché ho pensato: ma se pubblicano questi orrori io posso sicuramente scrivere qualcosa di meglio...certo potrai provare a rileggerlo, ce l'ho ancora quel libro, come un cimelio prezioso.

Marina ha detto...

Purtroppo la memoria non mi aiuta, ma è come per Grazia: ricordo, dei libri, le atmosfere che mi hanno stregato e il sapore che mi hanno lasciato. “L’insostenibile leggerezza dell’essere”: non saprei parlarne più, ma so che è un libro che ha attraversato un momento importante della mia vita è mi è rimasto nel cuore. I primi romanzi di Andrea De Carlo, che io ho amato, in gioventù: ricordi vaghi, ma significativi.

Giulia Lu Mancini ha detto...

È vero restano impresse le sensazioni che sono poi quelle che ci riportano nel passato, al momento in cui abbiamo letto il libro. Anche a me piaceva Andrea De Carlo, c'è stato un periodo che leggevo solo i suoi libri (sono ancora nella mia libreria).