sabato 3 aprile 2021

Mischiare i personaggi

È quasi un impulso irresistibile ma ogni tanto il personaggio di un romanzo finisce in un’altra storia che non c’entra nulla, quasi che avessero una vita propria. Forse è davvero così,  i personaggi hanno una vita e non ne vogliono sapere di restare relegati nel loro angolino, così me li ritrovo tra i piedi in altri frangenti e mi tocca inserirli nella storia che sto scrivendo. 

Si tratta di personaggi secondari, il primo è stato l’agente Stefano Ansaloni, nato nel romanzo L’amore che ci manca, è un’agente della polizia stradale che compare in una scena del romanzo, si tratta di un momento importante e i suoi pensieri accompagnano lo svolgersi della vicenda.

Estratto da L’amore che ci manca 

“La cosa che l’agente Ansaloni detestava di più, da quando lavorava nella polizia stradale, era dover chiamare il familiare di qualcuno che aveva avuto un incidente. In tanti anni non si era ancora abituato a quella devastante sensazione di impotenza.”

Il mio beta reader disse che gli sarebbe piaciuto leggere ancora qualcosa di lui (chissà perché alcuni personaggi minori piacciono tanto, forse perché fanno trasparire molto di più di quello che appare in superficie. 

Così questo agente è diventato il primo poliziotto più vicino a Sorace, anche se non ho ancora svelato troppo di lui, però è diventato una costante nella serie. Forse dovrei dargli più spazio in una prossima indagine. 

Estratto da Fragile come il silenzio 

“Saverio osservò l’agente, doveva avere sui cinquant’anni portati molto bene, capelli brizzolati e fisico atletico.

«Hai dei figli Ansaloni?» gli chiese.

Lui annuì «due, un maschio e una femmina, sono abbastanza grandi, il maschio l’anno prossimo farà la maturità, però facciamo ancora le vacanze insieme, d’estate ci trasferiamo in collina a Monzuno, quando in città c’è questo caldo lì si sta proprio bene.»

«E torni dalla collina tutti i giorni?» chiese Saverio.

«Sì, quando riesco, altrimenti dormo nella casa di Bologna, tanto con i ragazzi c’è sempre mia moglie» sospirò «e comunque sono abituato a guidare, fino a un paio di mesi fa ero di pattuglia in autostrada.»

A Saverio piaceva Ansaloni, gli sembrava un uomo solido, con le sue certezze e i suoi punti fermi.”

Ricordo ancora l’emoticon della “faccina felice” vicino a questo passo del romanzo, era stata disegnata dal mio beta reader, sulla stampa fatta dal mio file word inviato per la lettura, a dimostrare il suo entusiasmo per il fatto che avessi ascoltato il suo consiglio. 

Poi è successo con un altro personaggio, l’ispettore Cesare Monti braccio destro di Saverio Sorace, diventato tale dopo la specializzazione in criminologia da parte di Sara, è comparso nel mio romanzo Il male non perdona (libro non ancora pubblicato), c’è una morte sospetta e la persona incaricata delle indagini è proprio l’ispettore Monti. Mi è venuto spontaneo usare un personaggio che già conoscevo e che si muovesse nelle indagini con una certa pratica.

Mi sono chiesta perché senta l’esigenza di far girare alcuni personaggi da un romanzo all’altro, forse perché, tutto sommato, essi godono di vita propria e ogni tanto sfuggono al controllo della mia penna, mi piace pensare che sia così. Tra l'altro ho scoperto di recente, leggendo un articolo che consigliava la lettura di alcuni libri, che un autore, Piergiorgio Pulixi, ha scritto un romanzo in cui il protagonista viene soccorso nella sua avventura da personaggi provenienti da romanzi precedenti. Nel romanzo intitolato Un colpo al cuore il vicequestore Vito Strega viene aiutato nelle sue indagini dalle ispettrici sarde Eva Croce e Mara Rais. Si tratta di personaggi nati in romanzi diversi dell’autore. 

Quindi mi pare un'esigenza abbastanza sentita da chi scrive quella di far vivere i propri personaggi in opere diverse, anche quando non si tratta di una serie. Ogni tanto, confesso, che mi è balenata in testa l'idea di scrivere un seguito di Fine dell'estate, il mio romanzo ambientato negli anni ottanta, portando Silvia e Claudio ai giorni nostri, ma non so se ho voglia di far invecchiare i miei giovani protagonisti. Tuttavia potrei riportarli come comparse in qualche episodio di Sorace, chissà. 

Prima di lasciarvi con le mie domande vi auguro una Pasqua il più possibile lieta e serena. 

E voi avete mai pensato di mescolare i personaggi dei vostri romanzi? E come lettori cosa ne pensate?

Fonti immagini: Pixabay

19 commenti:

  1. L'idea di creare un proprio universo letterario mi ha sempre affascinato, quindi trovo che sia quasi "naturale" che gli abitanti di questo universo abbiano libertà di movimento al suo interno.
    Come lettore quindi approvo, e anche come autore. Nei miei scritti sinora non mi è capitato di fare ricorso a questo genere di "migrazione", però lo sto facendo coi miei pseudo-fumetti: in uno che sto creando, c'è una storia in cui i due personaggi principali sono due personaggi secondari presi ognuno da due diversi albi precedenti. E' stato il desiderio di dare una storia tutta loro a quei due personaggi che erano "troppo interessanti" per lasciargli solo un ruolo minore. Meritavano una vicenda tutta loro, ecco :-D

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    1. È sempre molto bello ricevere queste conferme, tra l’altro i personaggi dei tuoi fumetti sono tutti pieni di sfaccettature che possono senza dubbio passare dal ruolo di personaggi secondari al ruolo di protagonisti 😀

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  2. L'affascinante operazione di cui parli, che credo lusinghi un po' tutti, mi è stato detto si chiama cameo in narrativa. Io l'ho usata in maniera massiccia, prendendo addirittura un personaggio minore de Le affinità affettive e facendolo diventare protagonista di Figlia dei fiordi con un vero spin off. Da lì poi ho usato personaggi di entrambi questi romanzi che tornano proprio in Sono una donna non sono (solo) una sarta, Virgina su tutti, amatissima. Personalmente sono profondamete affezionata a tutto questo gruppone e per quanto abbia amato molto anche la famiglia Bamberga, Collegafigo ecc rimangono i miei preferiti, credo che li userò ancora, al momemnto non ho idee, ma se dovesse venirmi in mente una trama vorrei proprio fargliela calzare.
    Auguroni anche a te in questa Pasqua sotto tono di nuovo, ma spero serene.

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    1. I personaggi del tuo romanzo Le affinità affettive sono tutti molto interessanti ed è bello che possano viaggiare da un romanzo all’altro. Ho apprezzato sia Le affinità affettive sia Figlia dei fiordi, anzi quest’ultimo l’ho letto proprio perché incuriosita dal personaggio di Cesare che proveniva dall’altra storia. Quindi nel tuo ultimo romanzo c’è Virginia e immagino anche il Collegafigo? Bello!

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    2. Ci sono: Virginia, Collegafigo, zia Carla, Anna e Cesare e un po' tutto l'entourage. Ma Virginia tra loro è quella più presente. Sono felice per il tuo entusiasmo, grazie.

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  3. È bellissimo quando un personaggio reclama più attenzione di quanta non gliene offriamo come autrici. A volte è una parte di noi che chiede più spazio a volte, come nel caso che descrivi, sino i lettori che chiedono. Forse anche più bello, soddisfacente. A me è capitato solo il secondo caso. Ma la domanda cui ancora non ho risposto è se voglio offrire spazio altrove a un personaggio che è nato in un determinato contesto. Tu scrivi gialli seriali, si spiega riprendere personaggi, anzi il pubblico piano piano si affeziona, li desidera. Mai chi come me scrive romanzi o racconti? Sandra ha dato la sua risposta. Io devo ancora trovare la mia. Ma questa tua riflessione aiuta. Buona Pasqua cara Giulia

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    1. Grazie Elena, buona Pasqua anche a te.
      Nei romanzi non seriali può comunque capitare di riprendere un personaggio, come ha fatto Sandra; credo sia un esigenza che nasce dall’interno, forse perché l’autore sente di voler dare più spazio a un personaggio perché esprime una parte di sé, cosa che magari in una storia, in altri protagonisti, non trovava il modo di uscire agevolmente. È un processo interessante, spero che tu possa trovare la tua risposta 😀




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  4. Che idea interessante! Chissà se un giorno mi capiterà di fare lo stesso.
    I personaggi secondari hanno un potere particolare, avendo poche battute ne esce solo il "distillato" e se si scelgono bene le qualità da mettere in risalto possono rimanere impressi nella mente del lettore. Io curo molto i miei personaggi secondari, spesso hanno vite dettagliate che poi non uso, un motivo in più per usarli in futuro e averli già chiari in mente!
    Io al momento ho due personaggi che vagano di storia di storia ma non trovano il loro nido. Ho letto di recente che è successo lo stesso a Kazuo Ishiguro coi personaggi di "Never let me go". Sapeva chi erano e dove vivevano ma solo anni dopo, leggendo un articolo sulla clonazione, ha potuto usarli in un romanzo che, a mio parere, ha fatto storia.

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    1. Interessante la storia dei due personaggi di Kazuo Ishiguro, si vede che anche i personaggi vagano finché non trovano la loro storia. Per i tuoi personaggi secondari tu sei già pronta per farli decollare in qualche storia, devi solo trovare quella giusta, ma sono sicura che prima o poi lo farai!


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  5. Ho pensato a volte di usare i miei personaggi in modi alternativi, ma questo ancora non mi è capitato. E' un'idea stuzzicante...

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    1. A parte la prima volta che ho inserito il personaggio su suggerimento del mio beta reader, le altre volte è stato un impulso quasi inconsapevole, del resto se devo usare un ispettore di polizia averne uno già pronto è molto comodo :)

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  6. In verità mai. Ho sempre pensato che i personaggi di una storia dovessero finire lì la loro avventura, però non è da escludersi a priori: è un’idea non sbagliata, tu lo hai dimostrato.
    Buona Pasquetta (oggi che lascio il commento!) 😉

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    1. Buona pasquetta Marina anche a te, anche se ormai siamo alla fine.
      Credo che alcuni personaggi possano esaurirsi in una sola storia, altri possono avere più spazio in altre storie, certo tutto dipende dalla creatività dell’autore o forse dall’intraprendenza del personaggio che vuole uscire dalla storia principale 😉

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  7. Come prima cosa tantissimi auguri anche se fuori tempo massimo. Spero che tu abbia trascorso bene le festività pasquali. :)
    Per quanto riguarda la tua domanda, come sai scrivo delle serie storiche (a parte "Il Pittore degli Angeli"), per cui i personaggi secondari compaiono, scompaiono e ricompaiono a seconda delle necessità. Il personaggio che in origine era concepito come secondario è stato il conte Geoffroy de Saint-Omer che si è preso il ruolo di protagonista, ma ha rischiato più volte di cannibalizzare tutti gli altri! Devo dire però che in generale faccio fatica a gestire i personaggi secondari, in primo luogo perché mi sembra brutto servirmene e poi abbandonarli al loro destino, e poi perché alle volte vogliono prendere il sopravvento e diventano petulanti. :)

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    1. Quindi anche tu Cristina hai dato spazio a personaggi che inizialmente erano secondari, forse davvero certi personaggi "sgomitano" per prendersi il ruolo da protagonista :-)
      Grazie per gli auguri, anche se passati, spero che anche tu abbia passato una buona Pasqua!

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  8. Sono tentata, lo confesso. Per esempio immagino la generazione dei figli della mia protagonista, che si troverebbero a vivere l'epoca a cavallo fra due secoli. Diciamo che in particolare i romanzi storici si prestano a queste narrazioni e ne vengono fuori delle saghe. Comunque, concordo, può capitare che un personaggio colpisca molto il lettore anche se secondario.

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    1. È un’esperienza interessante far rivivere il personaggio in una nuova dimensione, non avevo pensato ai figli dei personaggi, ma anche questo è uno sviluppo possibile è molto interessante. Ricordo i tempi in cui leggevo Liala che ho amato tantissimo una sua trilogia dove si parlava di una saga familiare in cui la nipote (se non sbaglio) riprendeva la storia interrotta dalla zia o nipote...




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  9. Mi è capitato con il racconto "Speed date. L'amore in 3 minuti", dove due scene tagliate diventassero quasi un altro racconto su un personaggio minore, Niko. Ma sostanzialmente era la stessa ambientazione. Un vero spin off o il riutilizzo di un personaggio in altro tipo di storia non ce l'ho. Ancora. ;)

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    1. Fantastico, vedo che anche tu qualche mix te lo sei concesso. Penso che usare dei personaggi già conosciuti può essere comodo, ma anche stimolante a sviluppare delle nuove trame. Gli spin off soni tutto sommato una bella cosa.

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