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| Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso. Madre Teresa di Calcutta |
Che cosa può cambiare il colore di una giornata?
Ci sono mattine in cui ci si sveglia con il peso del mondo addosso. Le scadenze rincorrono i pensieri, le preoccupazioni si affollano nella mente ancora prima del primo caffè, e il cuore sembra camminare qualche passo dietro di noi.
Si esce di casa distratti, con lo sguardo basso e l’anima in disordine. Poi, quasi senza accorgersene, accade qualcosa di minuscolo eppure capace di spostare il baricentro della giornata: una mano che ti tiene aperta la porta, un buongiorno inatteso, il sorriso di uno sconosciuto sull’autobus o al bancone del bar.
Sono gesti piccoli, quasi invisibili, ma hanno la forza gentile della luce quando entra in una stanza buia. Per un attimo il mondo sembra migliore, le inquietudini della notte sfumano e persino il peso dei pensieri si fa più leggero.
Io li chiamo “sorrisi gratis”, prendendo in prestito il titolo di una canzone di Gino Paoli: sorrisi che non chiedono nulla, che non hanno secondi fini, ma nascono soltanto dal desiderio umano di riconoscersi, anche per un istante, nella gentilezza.
Forse ci fanno star bene proprio perché stanno diventando sempre più rari. Eppure basterebbe così poco per rendere il mondo, ogni giorno, appena più abitabile.
Abbiamo bisogno di sorrisi gratuiti. Lo penso spesso. L’altra sera, però, guardando il programma L’Eredità, ho avuto la conferma che non sono l’unica. Durante uno dei giochi è stata mostrata una statistica sulle cose che riescono a rendere più bella una giornata e a farci stare bene.
Tra le più apprezzate c’erano il profumo del pane appena sfornato, un odore che ci riporta ai ricordi dell’infanzia, la sorpresa di sentire alla radio la nostra canzone preferita e il sorriso gentile di una persona sconosciuta. C’erano anche altre risposte, ma queste sono quelle che mi hanno colpita di più. Forse perché parlano di quelle piccole gioie che non costano nulla e che, proprio per questo, hanno un valore speciale.
Alla fine, le cose che ci fanno stare meglio sono spesso le più semplici. E un sorriso sincero resta uno dei regali più preziosi che possiamo fare, senza spendere nulla. E così - in questo maggio piuttosto faticoso per una serie di motivi - ho pensato di scrivere un post un po' ottimistico cercando di parlare di cose belle.
E per voi? Qual è quella piccola cosa, semplice e quotidiana, che riesce sempre a strapparvi un sorriso e a rendere più bella la giornata?
Mentre ci pensate vi lascio il link della bellissima canzone di Gino Paoli.
Fonti immagini: Pixabay

Il mio professore di Economia bancaria (si chiamava così? non me lo ricordo più!) della quarta superiore, un tipo eccentrico, affabile, innamorato della vita, ma anche severissimo, mi ha lasciato in dote questa frase: "Un sorriso non costa nulla, ma può regalare tanta gioia." (probabilmente variante di qualche altra citazione famosa, ma io preferisco la sua). E' vero, ci sono mattine - e intere giornate - pesanti, eppure basta poco per alleggerirle, non dico svoltarle del tutto, ma almeno alleggerirle. Ci aggiungerei: le cose buffe dei neonati (una collega ci mostra i video della sua nipotina in fase di svezzamento, tipo biscotto al cioccolato spalmato sulla faccia o gattonare a velocità folle e poi ribaltarsi), la sincerità disarmante dei bambini nelle loro risposte (mi resterà sempre in mente una seienne dire "non si piange per i maschi, non vale mica la pena!"), l'entusiasmo felice dei cani che gli basta davvero una pallina che salta per esprimere una gioia assurda (i gatti no, quelli ci dormono sopra...) Dai Giulia, domani è giugno e speriamo sia un mese migliore, più tranquillo ecco.
RispondiEliminaIl tuo professore era molto saggio, bella la frase, forse era Tecnica Bancaria non economia, se hai fatto l’istituto tecnico, ma in fondo i nomi sono delle convenzioni: ai miei tempi c’era la ragioneria oggi si chiama economia d’azienda almeno in certi istituti…
EliminaSai che anche a me piacciono molto le facce buffe dei neonati, sono sempre capaci di strapparmi un sorriso. Incrociamo le dita per giugno e speriamo bene.
L'elogio del sorriso andrebbe scritto davvero ogni giorno. Il suo effetto è scientificamente ed empiricamente provato. Lo uso spesso per abbassare la tensione ma soprattutto per regalare un momento di gioia a chi incontro, specie se sconosciuto. Capita eccome di incontrare gente tutta rabbuiata, un sorriso smorza e, chissà, mi piace pensare che arrivi nel momento giusto per l'altro, che di solito ricambia. La cosa che mi fa più sorridere? Il canto degli uccellini la mattina presto. Sono romantica
RispondiEliminaAnch’io adoro il canto degli uccellini la mattina presto, mi mette allegria, è il messaggio della natura. Hai ragione Elena bisognerebbe elogiare il sorriso ogni giorno, cercando di trasmettere gentilezza, ormai merce rara.
EliminaE' un mondo di persone tristi e arrabbiate, magari anche a ragione ma possiamo ancora trovare scampoli di luce. Io per esempio che amo molto i cani quando ne vedo di belli faccio sempre i complimenti al padrone, che si solito ne è felice.
RispondiEliminaÈ vero Sandra, spesso le persone hanno buoni motivi per essere tristi e arrabbiate, ma forse un sorriso può stemperare un momento buio.
EliminaAi proprietari di cani fa sempre piacere ricevere complimenti per il proprio cagnolino o cagnolone, è un modo per trasmettere gentilezza attraverso l’amore per gli animali.
In effetti sorridere aiuta a vivere. I gesti di gentilezza sono sempre i più efficaci da questo punto di vista, almeno per me, perché favoriscono una sensazione di fiducia verso il mondo intorno a noi e non si può fare a meno di sorridere quando se ne ricevono.
RispondiEliminaParlando di cose semplici che riescono a farmi sorridere, io sorrido sempre quando vedo dei bimbi piccolissimi in carrozzella che coi loro occhioni si guardano attorno incuriositi.
I bambini risvegliano la parte migliore di noi, con i loro occhi dolci spalancati sul mondo. Quelli piccolissimi poi ispirano tenerezza e voglia di protezione.
EliminaÈ vero, il sorriso sincero e spontaneo delle persone, soprattutto degli sconosciuti, è spesso rigenerante. Io, per esempio, sono una persona che sorride molto alla gente, credo sia il mio migliore pregio. Per me il sorriso è la migliore risposta rispetto a molte cose e situazioni: una volta ho aperto male lo sportello dell' auto e ho colpito un vecchietto, che mi ha riempito di parole. Gli ho chiesto scusa con un gran sorriso e l'ho smontato subito. Gli è proprio cambiata l' espressione!
RispondiEliminaSorridere aiuta anche a stare bene: è proprio un esercizio consigliato davanti allo specchio
A volte le scuse con un sorriso possono ribaltare la situazione e rendere tutto più facile, in fondo se si ammette di aver sbagliato, di essere state distratte e di essere mortificate cosa potrà rispondere l’altro? È capitato anche a me. 😀
EliminaConosco quelle sensazioni, mi capitano a periodi. Ci sono fasi in cui sembra cadere ogni motivazione, si fa fatica. E per quanto mi riguarda, fasi in cui gli impegni rappresentano una montagna da scalare, come maggio è stato per me fra teatro, lavoro e corsi di aggiornamento. Hai perfettamente ragione, le cose semplici sono salvifiche, alcune in modo particolare.
RispondiEliminaGiorni fa mi è capitato di imbattermi nell'atrio di scuola in una sconosciuta. Come sono solita fare, accenno un sorriso e dico il mio buongiorno. Lei era ferma alla macchinetta delle bevande di cui può servirsi chiunque passi da quelle parti. Dopo un po' torno proprio alla macchinetta per prendermi qualcosa e attacchiamo a parlare. Ha l'accento del nord, in visita a un'amica romana. Si dice stupita di aver ricevuto un saluto e un sorriso, e attorno a questo bisogno ci fermiamo a parlare di quanto alla fin fine contino questi dettagli nel vivere quotidiano. Non so per quale congiunzione di astri ma parliamo pure del mio teatro e del fatto che metterò in scena Romeo e Giulietta il prossimo anno. Lei fa un sorriso e risponde: "Pensi, io sono proprio di Verona".
Piccole cose, forse insignificanti ai più, eppure piene di un "pieno" che non sappiamo neppure spiegare. Per dirla in breve, ti svoltano la giornata e ti riconciliano con il senso.
Che bello il tuo incontro con la signora veronese, in questo caso il sorriso gratis glielo hai regalato tu, tanto che la signora l’ha apprezzato e te lo ha detto e il fatto che fosse di Verona é stato un bellissimo segno positivo sul tuo prossimo spettacolo.
EliminaPer te il mese di maggio é molto impegnativo, tra la scuola e lo spettacolo teatrale una grande fatica che però hai sostenuto alla grande con la famiglia Addams che forse ti ha dato una “mano” (non potevo esimermi dalla battuta!)
Mi piace molto l'inatteso, sia appunto un sorriso, oppure un raggio di sole, un fiore, un bambino, il saluto di una persona, il colore del cielo al tramonto. Bastano davvero piccole cose, ma a mio modo di vedere bisogna rimanere con gli occhi aperti e i sensi ricettivi, altrimenti potremmo passare vicino a un miracolo e non accorgersi di nulla. E sono del parere che dovremmo essere noi a sorridere di più anche perché il sorriso è contagioso.
RispondiEliminaHai ragione Cristina, dobbiamo essere noi a sorridere di più e non rischiare di perdere le piccole cose positive che ci passano accanto. Abbiamo molto bisogno di “contagiarci” di sorrisi, non dobbiamo dimenticarlo.
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