sabato 5 settembre 2026

La lunga estate calda

 


Credo che questo fosse anche il titolo di un film di molti anni fa: La lunga estate calda. È curioso come certe parole, certe immagini, riescano a rimanere scolpite nella memoria.

Ebbene sì, era proprio un magnifico film del 1958, con Paul Newman e Joanne Woodward, che proprio dopo questo film si sposeranno.

E io, invece, come ho passato la mia estate?

Mi è sembrato di attraversare ogni giorno il deserto del Sahara. Le uniche, relative tregue arrivavano al mattino presto, quando mi concedevo una lunga passeggiata per muovermi un po’ e cercare di raggiungere i miei 5.000 passi quotidiani. Dicono che ne servirebbero 7.000, ma in certi giorni anche 3.500 erano già un piccolo record!

Insomma, bastava superare una certa ora perché diventasse praticamente impossibile fare qualsiasi cosa mi fossi prefissata di fare fuori casa. In casa, invece, mi difendevo come potevo, tra aria condizionata e ventilatore.

Ma era davvero una vita degna di questo nome? Boh, direi proprio di no…

Come se non bastasse il caldo, sono stata tormentata per due mesi interi — luglio e agosto — da una lombosciatalgia più o meno latente. Dolori ogni volta che dovevo sollevare la gamba sinistra, tanto che anche i movimenti più semplici finivano per diventare una piccola impresa.

Insomma, più che una lunga estate calda, la mia è stata una lunga estate di sopravvivenza!

Lo scorso 6 agosto è morto Francesco Guccini e la notizia mi ha molto rattristata. È stato un cantautore che ha accompagnato tutta la mia vita, e mi è dispiaciuto non essere a Bologna per poter andare davanti alla sua vecchia casa e cantare le sue canzoni insieme alla folla di persone che si è riunita spontaneamente in via Paolo Fabbri 43.

La notizia della sua scomparsa è stata davvero un colpo al cuore. Guccini ha accompagnato la mia vita con i suoi versi poetici e con la sua musica, malinconica e spesso ironica, con cui raccontava il nostro tempo attraverso parole limpide e con quella discrezione che ha sempre contraddistinto la sua presenza.

Ho avuto la fortuna di ascoltarlo dal vivo in un lontano 21 giugno 1984, quando tenne un concerto gratuito in Piazza Maggiore. Era il mio primo anno di università e per me fu un regalo straordinario: ero in prima fila, a due passi dal palco.

E poi c'è stato quell'incontro, diversi anni fa, proprio in via Paolo Fabbri 43. Lo incrociai per caso e, con la voce incrinata dall'emozione, gli chiesi un autografo. Allora abitava ancora a Bologna e io passavo spesso da quella strada, nel quartiere in cui sono cresciuta e in cui vivo ancora oggi.

Fu un incontro breve, ma è rimasto uno dei ricordi più preziosi che porto con me. E ancora oggi ci sono sentimenti e pensieri che riesco a esprimere soltanto attraverso i suoi versi. Nel mese di agosto ho riscoperto alcune delle sue canzoni. Le ho riascoltate con un'emozione diversa, come succede quando la voce di qualcuno che ha attraversato la nostra vita improvvisamente non c'è più. E, in fondo, quelle canzoni erano rimaste lì, dentro di me pronte a uscire ogni volta per esprimere emozioni e sentimenti. 

Nel frattempo ci sono stati sviluppi nel contesto familiare, mia sorella ha fatto il secondo intervento subito dopo ferragosto e ora è in fase di ripresa e in attesa di definire eventuali terapie successive. In questi momenti capiamo l’importanza di avere un servizio sanitario nazionale che, in Puglia, da quello che ho potuto sperimentare, funziona bene. 

In questa estate non sono mancate nemmeno le brutte notizie dal mondo, tanto che sempre più spesso mi chiedo in quale direzione stiamo andando. Ogni giorno in attesa dell'oracolo, di una nuova profezia: tra il caldo, i cataclismi e i venti di guerra, veniamo continuamente risvegliati dal nostro torpore estivo.

Mi ha preoccupata moltissimo, per esempio, la notizia che in alcuni Paesi europei siano state date indicazioni alla popolazione per prepararsi a eventuali emergenze, arrivando perfino a suggerire di avere in casa un vero e proprio kit di sopravvivenza.

E allora mi sono chiesta: dobbiamo davvero preoccuparci? Oppure anche queste notizie sono, in qualche modo, delle “armi di distrazione di massa”, capaci di alimentare ansie e paure mentre cerchiamo semplicemente di vivere la nostra quotidianità? 

L'estate porta questo,  ci lascia più tempo per riflettere e per ricordare. E mentre cerchiamo di difenderci dal caldo, dalle giornate troppo assolate e faticose, la mente torna indietro, mescolando passato e presente tra la nostalgia e le preoccupazioni per quello che ci aspetta.

E mentre Settembre inizia la sua corsa vi lascio con alcune parole di Francesco Guccini tratte da una delle sue canzoni più belle, la canzone dei dodici mesi.

Settembre è il mese del ripensamento, sugli anni e sull'età, dopo l'estate porti il dono usato della perplessità, ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità,  come scintille bruciano nel tuo fuoco le possibilità.


Fonti immagini: Pixabay 



8 commenti:

  1. È stata davvero un'estate atroce, io l'ho sempre considerata la mia stagione preferita ma ormai non può più esserlo.
    Purtroppo viviamo in un mondo che sta cambiando in peggio, proprio noi che abbiamo vissuto la caduta del muro di Berlino e pensavamo che tutto ormai poteva solo migliorare.
    Ma siamo duri a morire, sopporteremo anche queste novità spiacevoli ;-)

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    1. Eh già caro Ariano, anch’io pensavo fosse la mia stagione preferita invece non è così, forse è un pensiero retaggio dei miei ricordi adolescenziali quando le estati erano lungi giorni di vacanza ma con temperature sopportabili. Ormai sogno l’autunno e la primavera…
      Questo mondo é diventato orribile e noi, che abbiamo vissuto certe speranze come la caduta del muro, non siamo preparati all’orrore ma chissà forse siamo abbastanza forti per superare anche questi momenti

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  2. "Mi ha preoccupata moltissimo, per esempio, la notizia che in alcuni Paesi europei siano state date indicazioni alla popolazione per prepararsi a eventuali emergenze, arrivando perfino a suggerire di avere in casa un vero e proprio kit di sopravvivenza."
    Uhm, veramente è di più di un anno fa che la Commissione Europea ha dato indicazioni ai vari stati di esortare la popolazione a dotarsi di alcuni prodotti (acqua, cibo non deperibile, batterie, fiammiferi, torce, medicinali, contanti) per 72 ore, per armonizzare quanto già da decenni fanno i paesi nordici. Non era associato alle guerre, più che altro alle calamità naturali. Non so perché questa estate qualcuno ha voluto riprendere la notizia per spaventare la gente... Non è però nulla di che. O meglio, chi abita in campagna è abituato all'idea di avere una scorta, perché può capitare di trovarsi isolati. Ma pure io, che sono in città, ho delle scorte (pensando se mi ammalo e sono costretta in casa per giorni).

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    1. Sì per come hanno posto la notizia sembrava proprio un invito a prepararsi alla guerra o a un imminente attacco russo , avendo parlato anche del viaggio del capo della CIA in Russia (iio ho comprato parecchie scatolette che prima snobbavo, ma servirebbe anche molto altro, una torcia e una power bank, candele, fiammiferi). Le notizie che danno al tg credo siano abbastanza pilotate, ma a volte non riesco a non ascoltare e a sentirmi influenzata…

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  3. Guccini non lo seguivo molto, non ascolto granché musica italiana e ha probabilmente raccolto le generazioni prima della mia. Però di voi bolognesi invidio questa possibilità di incrociare persone così carismatiche (penso anche al fu Lucio Dalla) per le strade della città, e poterli salutare. :)
    Sull'estate... non ne possiamo proprio più. E' faticosissimo. Non sono riuscita a fare un solo allenamento a luglio e agosto, adesso ho ricominciato con un po' di spinning. La taverna non è mai scesa dai 27 gradi, vent'anni fa era a 22 d'estate. Adesso che dobbiamo cambiare casa, pensiamo di spostarci fuori dalla città (qui hanno cementificato l'impossibile), dalla parte dei Colli, per avere più verde intorno e speriamo un po' di brezza la sera. Quello che mi fa rabbia è che nessuno dei nostri governanti parla della crisi climatica e di come intende affrontarla. Meglio comprare armi..... !!!

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    1. Ho iniziato ad ascoltare Guccini a sedici anni e, anche se negli anni ho anche cambiato gusti musicali, lui é rimasto una costante della mia vita. Ormai oggi a Bologna potrei incontrare solo Cesare Cremonini, gli altri cantanti famosi sono tutti morti (ma Guccini erano anni che non viveva più a Bologna) ho incrociato spesso anche Samuele Bersani che abitava in pieno centro…
      Sul caldo concordo con te, soprattutto sul fatto che la politica sembra del tutto assente, spero che un fulmine li colpisca tutti

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  4. Ieri a Milano centro c'erano ancora 36° nonostante le rassicurazioni che almeno al Nord fosse finita, non mi esprimo nemmeno più a riguardo. Per Guccini è spiaciuto tanto anche a me, ero stata al film per l'anniversario del concerto ricordo che mi avevi detto che eri stata presente. Penso a quante volte Dio è morto negli ultimi tempi. E' stata un'estate spietata su vari fronti, mi rimane addosso proprio la sensazione di una grossa perdita.

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    1. Oggi a Bologna 35 gradi con una gran afa insopportabile, ma hanno previsto temporali a metà settimana e sono già preoccupata per i danni che si potrebbero verificare…
      Sì Guccini è stata una grossa perdita, ti confesso che ho pianto come fosse un caro amico, era un pezzo della mia vita e la voce di una generazione o anche più di una.

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