martedì 7 aprile 2026

Scrivere ancora

 


La professione di scrivere libri fa apparire le corse dei cavalli un'attività stabile. John Steinbeck 


Ogni tanto mi torna la voglia di scrivere. Mi frulla in testa una storia, ma poi resta lì, sospesa tra i pensieri. Il motivo è uno solo: il tempo.

C’è chi sostiene che il tempo si debba trovare, e in parte sono d’accordo. Dopotutto, dal 2014 a oggi ho scritto dodici romanzi, pur lavorando a tempo pieno, come adesso. Anche se, a dire il vero, negli ultimi anni il lavoro è diventato molto più fagocitante.

Se scrivere fosse davvero la mia priorità assoluta, probabilmente il tempo riuscirei a ritagliarlo. Lo ammetto. Ma la scrittura assorbe energie, tante, e dedicarle spazio significherebbe rinunciare a quelle piccole oasi di tempo libero che il lavoro ancora mi concede.

Ho anche pensato di riservarle un’ora al giorno, in una fascia in cui di solito non faccio nulla di particolare: tra le 19 e le 20, mentre preparo la cena e tengo la tv accesa. Però è anche il momento in cui cerco di decomprimere il cervello dopo una giornata di lavoro. E, soprattutto, è l’ora in cui sono talmente stanca che la creatività sembra scomparsa.

Dovrei riprendere una storia iniziata tempo fa. Ma questo significherebbe anche ritrovare i miei personaggi: da dove eravamo partiti? Cosa è successo loro in questi anni? Cosa è stato di loro, nel tempo che li ho abbandonati? Forse dovrei ricominciare da loro, dalle loro voci.

Dovrei costruire delle schede, dare ordine a ciò che ora è solo frammento. Mi è tornato in mente come Elena Ferrante le usa nella serie di L'amica geniale. E di recente, leggendo un romanzo di Maurizio De Giovanni, ho trovato alla fine proprio delle schede con un riepilogo dei personaggi e del loro carattere. ritratti essenziali, ma capaci di restituire un’intera umanità.

Forse potrebbe essere un modo per ricominciare. Da un nome, un volto, una storia che chiede soltanto di essere ascoltata. Forse dovrei mettermi davanti al pc e riaprire quel file (esiste da un po' ed è fermo a pagina venti o trenta non ricordo). 

I nomi dei miei personaggi sono ancora lì, allineati come se mi stessero aspettando. Li avevo lasciati in sospeso, in una specie di tempo fermo. Mi chiedo se mi riconosceranno, ma dovrei sicuramente ripartire da loro. 

Forse basta questo: sedersi, anche senza sapere bene perché. Accettare che le parole arrivino un po' sbilenche, o non arrivino affatto. Restare lì comunque, finché qualcosa — anche solo una frase — decide di farsi  vedere.

A pensarci bene, per diversi anni, ho fatto proprio così, mi mettevo davanti al pc ogni fine settimana e non sempre avevo le idee chiare su cosa scrivere, ma le mattine passate davanti allo schermo del computer finivano comunque per produrre alcune pagine oppure anche solo qualche riga. I fine settimana non sono più un opzione valida, forse potrei dedicare un paio di sere a settimana, ma non so ancora se ci riuscirò, vedremo. 

Un altro pensiero che mi ha attraversato riguarda la possibilità di ridurre il tempo dedicato alla lettura, che negli ultimi tempi sento meno coinvolgente. Forse, però, è solo perché non incontro i libri giusti; in tal caso, potrebbe rivelarsi più produttivo dedicarmi alla scrittura.


Naturalmente ogni suggerimento è benvenuto: avete un momento della giornata, o magari un giorno della settimana, che riservate alla scrittura? E a cosa rinunciate per farle spazio?


Fonti immagini: Pexel 


14 commenti:

  1. Eccomi, da una parte penso di non essere la persona adatta a darti consigli perché ormai lavoro part time, dall'altra però ho scritto e pubblicato anche quando lavoravo full time, e a dirla tutta ho pubblicato la mia opera più impegnativa. Scrivere mentre prepari la cena dipende che cena fai, se infili qualcosa in forno, allora sì, se il piatto va sorvegliato alche lì dipende se scrivi in cucina, io scrivo in studio ed è capitato troppe volte di bruciare l'arrosto. Sulle schede personaggi nì, le ho fatte solo per il giallo inglese, a mano, pochi dati, tutto ciò che ingabbia - scalette ecc- per me è controproducente. In sintesi però se ora questo richiamo si sta facendo, come mi pare di capire, più intenso, io lo asseconderei: week end, pausa pranzo, sera, tocca a te trovare il momento giusto, ma ti lascio con una frase di Edoardo Brugnatelli, direttore editoriale Mondadori, assai ispirante: "scrivere è un'attività meravigliosa, capace di arricchire la nostra vita come poche altre". E io sono d'accordo.

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    1. Cara Sandra, ognuno può dare consigli e tu sicuramente, proprio perché stai attraversando un periodo creativo che non creda dipenda solo dal part time. Quando si ha qualcosa da dire che spinge dentro ogni momento può essere buono, meglio se si evita di briciare la cena. Io scrivo sul tavolo della cucina e quindi potrei anche farlo, ma quando dicevo di sfruttavo la fascia oraria dalle 19 alle 20, pensavo di mangiare un po’ prima, magari alle 18.40 (se arrivo a casa alle 18.00 ho una fame da lupo e quindi anticipo la cena…) ma è un’idea così. Mi è capitato di finire un lavoro di ufficio alle 20.00 dopo aver cenato, ovviamente se non ho il mio compagno a cena, capita di solito un paio di volte a settimana.
      Ieri sera per esempio ho aggiornato le schede dei personaggi, nel mio caso è necessario perché si tratta della serie del commissario Sorace e devo capire cosa è successo in questi anni, è invecchiato anche lui insieme a me e agli altri poersinaggi.
      Molto belle la frase di Edoardo Brugnatelli 😀

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  2. Io in questo momento sono in una fase prolungatissima di blocco. St. Avevo provato a scrivere un racconto ma vado a rilento e rimando persino quando avrei tempo da dedicargli.
    Credo che oltre al momento giusto che ognuno si ritaglia in base ai propri orari, sia necessario avere anche la giusta tensione dentro che ci spinge a dare sfogo alle parole che vogliono uscire dalla nostra mente per assumere una forma concreta su carta.

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    1. Sono perfettamente d’accordo con te caro Ariano, in effetti serve avere una storia, un’idea, un assillo che spinga dall’interno.
      Per esempio oggi ero in ferie e ho puntato la sveglia abbastanza presto con l’idea di mettermi a scrivere, poi ho fatto tutt’altro però ieri ho fatto una specie di recapp mentale sui personaggi e vediamo se mi si smuove qualcosa. Forse devo solo ritrovare le idee, vedremo.

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  3. Non rinuncio a niente, infatti non scrivo 😂.
    Io, poi, ho mollato anche per una serie di sfortunate congiunzioni astrali: non ho più un PC mio, il mio iPad fa i capricci, m'è rimasto il cellulare, da cui già faccio una fatica enorme a postare qualche commento, pensa se dovessi usarlo per raccogliere qualche pensiero! E niente, mi sono trovata altro da fare. 🤷🏻

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    1. Capisco bene Marina, il computer é un grande alleato e se ci abbandona passa la voglia di fare alcunché. Io ho un vecchio pc personale che dovrei cambiare perché è sempre più lento, comunque ho il pc del lavoro con cui potrei gestire facilmente un file word. Per fortuna l’iPad funziona ancora bene. Tu comunque gestisce molto bene la tua creatività anche fuori dalla scrittura 😀

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  4. Ho rinunciato al 38% di stipendio per fare spazio (anche) alla scrittura, per guadagnare un equilibrio lavoro-vita decente. Ma più che una rinuncia, per me è stato un investimento per la mia salute, fisica e mentale. Nonostante questo però, non ho sfornato romanzi a profusione, perché comunque riesco a concentrarmi meglio sui racconti e sulle storie vere, diciamo testi brevi. L'anno scorso ho ricominciato col romanzo lasciato da parte. Dopo varie "prove" per l'organizzazione del tempo di scrittura, abbandonata l'idea del giornaliero che con me non funziona, sono passata al settimanale: un pomeriggio a settimana, almeno un paio d'ore, dedicato a quello, senza ansie e spacchettando il lavoro in piccoli passaggi. Questo mi ha consentito di sistemare la struttura durante l'estate. Ho sospeso a settembre per altri progetti e dovevo riprendere con la stesura questo anno, dopo le festività natalizie. Ma ci sono stati diversi imprevisti, soprattutto di salute ma non solo, e quel pomeriggio si è riempito di scartoffie. Spero di ripartire presto, sento la voglia, me lo devo in qualche modo imporre, schedularlo come se fosse un lavoro fuori casa, ecco.
    Nel tuo caso, leggendoti ho pensato questo: e se tu cominciassi un nuovo filone? Se le storie che ti girano in testa, avessero altri protagonisti da scoprire?

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    1. Mi ritrovo molto in quello che dici, soprattutto sull’equilibrio e sul fatto che non tutto funzioni in modo “lineare”.
      Anche per me l’idea del quotidiano è ingestibile ma un giorno a settimana è fattibile, anche se il rischio è quello di "perdere il filo della storia" e te lo dico per esperienza, spesso il fine settimana successivo dovevo rileggere tutto per ritrovare il senso della storia, ma se il tempo non ce l'hai poi impari a gestirlo e per me la rilettura era anche un modo per fare delle piccole correzioni.
      Sul nuovo filone, ci ho pensato, mi sono venute in mente un paio di storie, una specie di Spin off della serie, avevo pensato a un racconto oppure un romanzo breve. In effetti è un'idea che non scarto del tutto, però mi piacerebbe scrivere l'ultimo episodio di Saverio Sorace, prima che i protagonisti diventino troppo...vecchi e vadano in pensione.

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  5. Intanto bentornata voglia di scrivere! Personalmente quando sono impegnata a scrivere leggo meno. E' inevitabile, il tempo a disposizione è quello che è. L'idea di dedicare un tempo costante alla scrittura vale soprattutto per i romanzi, perché poi si perde il filo e ognuna di noi sa bene quanto ci costi recuperarlo. So che tu hai la tua ora di libertà al mattino. Perché non ne dedichi una parte alla scrittura? Come diceva mia madre, il mattino ha l'oro in bocca. Lei lo affermava per convincermi a darmi un po' da fare in casa, ma credo possa valere anche per la scrittura

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    1. È un po’ che mi piacerebbe tornare a scrivere, ma non posso contare sul tempo del mattino, prima di tutto perché non è un’ora ma solo mezz’ora e poi non sarebbe produttivo per la scrittura perché non farei neanche in tempo a cominciare, visto che dopo dovrei prepararmi per l’ufficio. È vero però che il mattino ha l’oro in bocca e questo oro l’ho sempre usato per appuntarmi un’idea di scrittura su un foglietto, che poi mi è servito quando mi sono messa davanti al pc. Non so se riuscirò davvero a riprendere, ma vedremo.

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  6. Il ritorno del desiderio di scrivere è sempre una bella cosa, ma ti capisco, infilarla nella quotidianità è difficile. Io al momento sto ripercorrendo nuovamente da capo il mio romanzo, ma mi sono prefissata un capitolo alla volta, senza esagerare, per la revisione. Preferisco fare un lavoro certosino (questa volta davvero tale) piuttosto che essere troppo certa di aver raccontato bene. Se ho un pomeriggio libero da impegni, revisiono. È decisamente rilassante e spero produca in seguito qualche frutto. Non posso rinunciare a quella oretta di lettura al giorno, dopo pranzo. Aspetto le ferie estive per mettermi davvero sotto con tutto (per noi insegnanti il tempo libero e rigenerante).

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    1. Mi sembra un’ottima idea Luz sfruttare i pomeriggi liberi per la revisione, cosa possibile quando il romanzo é già a finito oppure a buon punto, nel mio caso è tutto da fare invece. Vedremo cosa mi porterà il futuro (che sembra nel mondo così poco roseo) almeno in termini di scrittura…

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  7. L'anno scorso mi sono dedicata più ai racconti, infatti ho partecipato a dei concorsi scoprendo che è una formula che mi piace molto. Il racconto è anche un ottimo modo per tenersi in allenamento con la scrittura senza impegnarsi con un romanzo che richiede maggiori energie e continuità. Questo è il consiglio che mi sento di darti.
    Con la scrittura sono messa molto bene. Nel frattempo ho revisionato due volte il primo romanzo della serie "Gli Immortali", il secondo è in rilettura e il terzo lo sto rivedendo e completando. C'è da dire che lavoro da casa, quindi mi posso gestire il tempo come voglio in base alle mie scadenze. Di solito mi ritaglio un pomeriggio, nel fine settimana dove c'è maggiore tranquillità, per scrivere.

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    1. Grazie del commento Cristina, ho scritto anch’io un paio di racconti per tenermi in esercizio. Mi piacerebbe anche scrivere un romanzo breve per uscire da questo impasse, ma il vero desiderio è quello di finire la mia serie sul commissario Sorace con l’ultimo episodio. Forse dovrei ritagliarmi anch’io un giorno, mattino o pomeriggio nel fine settimana come fai tu.

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