Ringrazio Maria Teresa Steri per avermi dato la possibilità di leggere il suo ultimo thriller che ho letto in un tempo record, l’ho trovato davvero avvincente, una lettura scorrevole, piena di tensione e colpi di scena, con un protagonista fragile e tormentato che mi ha fatto provare sentimenti contrastanti: a volte avrei voluto dirgli di lasciar perdere, altre volte ero curiosissima di scoprire insieme a lui la verità.
TRAMA
Un giardiniere improvvisato. Una gatta complice. Un omicidio brutale.
Robbie è il tipo di uomo che passa inosservato. Cinquant'anni, senza lavoro da mesi e con poche prospettive davanti a sé. Quando accetta un impiego come giardiniere presso una villa di Roma, vuole solo guadagnare qualche soldo e rimettere ordine nella propria vita.
Ma nel giardino che cura con mani inesperte scopre qualcosa che non avrebbe dovuto vedere: una giacca macchiata di sangue e un paio di cesoie che potrebbero essere l’arma di un delitto.
Intanto il quartiere è scosso dal ritrovamento del corpo di un uomo in una piscina. Per Robbie l’omicidio smette presto di essere una notizia di cronaca e diventa un’ossessione. L’unico conforto arriva da Giselle, l'affascinante gatta dei proprietari della villa, presenza enigmatica e rassicurante nelle sue giornate tormentate.
Quando un innocente viene arrestato per omicidio, ignorare quei sospetti non è più possibile e Robbie decide di cercare la verità. Una decisione che lo trascinerà in una rete di segreti familiari, menzogne e rancori, dove ogni risposta apre nuove domande e ogni passo lo avvicina a un pericolo mortale.
Un thriller psicologico ambientato a Roma, tra le ville e i segreti di Casal Palocco, dove le apparenze ingannano e l’ossessione per la verità può costare la vita.
ESTRATTO
Indirizzò un’occhiata nervosa oltre il cancello. Il giardino che circondava la villa era immenso. Ordinato, rigoglioso, variopinto benché fosse dicembre inoltrato. Un lavoro da specialista, pensò Robbie, non da uno che aveva passato la vita seduto dietro una scrivania. Dio santo, cosa gli era saltato in testa? E alla sua età, cosa credeva, di mettersi a fare lavori pesanti?
Valutò l’idea di andarsene. Sarebbe stato più semplice rinunciare a priori, non sprecare tempo, non sottoporsi a l’ennesimo esame destinato a fallire miseramente. Ma doveva mangiare, pagare l’affitto, le bollette. Katia lo aveva già aiutato abbastanza, e lui era ormai alla canna del gas. Se c’era anche una minima possibilità…
Allungò una mano verso il campanello.
La mia recensione su Goodreads e Amazon
Ho letto questo romanzo molto velocemente, trascinata da una trama avvincente e dai continui colpi di scena, che mi hanno tenuta con il fiato sospeso fino alla fine.
Roberto, o Robbie come viene chiamato, è un uomo di cinquant'anni alla deriva. Prima ha perso la moglie Camilla, che amava profondamente, e poi si è ritrovato senza lavoro. Mentre cerca faticosamente di ricostruire la propria vita, accetta un impiego per il quale non ha alcuna esperienza: fare il giardiniere in una grande villa di Casal Palocco.
Robbie è un uomo solo e ancora profondamente segnato dal lutto. Frequenta Katia, una donna che conosceva già dal suo precedente lavoro, ma il loro rapporto è tutt'altro che semplice. Robbie non si sente veramente compreso né accettato da lei e, forse, una parte del problema sta proprio nel fatto che non ha ancora elaborato fino in fondo la perdita di Camilla. Anche alcuni atteggiamenti di Katia sembrano rendere ancora più difficile questo momento della sua vita.
Fin dalle prime pagine, il romanzo è pervaso da un forte senso di precarietà e inquietudine. A Robbie sembra quasi strano aver ottenuto quel lavoro così facilmente e ben presto si accorge che, alla famiglia Torretta, la cura del giardino sembra interessare relativamente. Forse hanno altro a cui pensare. Il precedente giardiniere, infatti, è stato trovato morto in una piscina del quartiere e questa circostanza non può non apparire inquietante agli occhi di Robbie.
Mentre cerca di svolgere un lavoro per il quale non ha alcuna manualità, Robbie combina anche qualche piccolo disastro: pota troppo una siepe, danneggia alcune parti del giardino e, nonostante tutto, si sorprende del fatto che i Torretta non lo licenzino.
E poi c'è Gisele, la gatta della famiglia Torretta, che ho adorato. In mezzo a una storia sempre più inquietante, la sua presenza rappresenta per Robbie un piccolo momento di serenità. Quando corre da lui nel capanno e gli fa compagnia, sembra quasi essere l'unica creatura di cui possa fidarsi davvero.
Ma proprio nel capanno Robbie fa una scoperta inquietante: trova delle cesoie insanguinate e si convince che possano essere l'arma con cui è stato ucciso il suo predecessore.
L'atteggiamento ambiguo della famiglia Torretta alimenta i suoi sospetti e Robbie si convince sempre di più che possano essere coinvolti nel delitto. Ma chi gli crederà? Di certo non Katia, che interpreta i suoi sospetti come le paranoie di una mente fragile e ancora provata dal dolore. Robbie, però, si sente osservato e, giorno dopo giorno, scopre nuovi particolari inquietanti e possibili indizi che sembrano confermare la sua teoria.
A un certo punto viene spontaneo pensare: “Ma perché non si fa gli affari suoi e lascia perdere?”. La polizia sta indagando e prima o poi la verità verrà a galla. Ma Robbie non riesce a tirarsi indietro e alcune sue decisioni avventate lo trascinano in una pericolosa catena di eventi dalla quale diventa sempre più difficile uscire.
Ovviamente non posso raccontare altro senza fare spoiler, quindi mi fermo qui. Posso solo dire che, pagina dopo pagina, la storia riesce a catturare sempre di più e la tensione cresce fino a farci desiderare di arrivare al più presto all'epilogo, per scoprire finalmente cosa si nasconde dietro tutti quei misteri.
Una lettura che mi ha coinvolta e che, grazie ai continui colpi di scena e all'atmosfera di inquietudine, mi ha spinta a continuare a leggere per sapere come sarebbe andata a finire.
Per buona parte della storia mi sono ritrovata a chiedermi se Robbie stesse davvero scoprendo qualcosa di importante oppure se, come gli fanno credere gli altri, si trattasse soltanto delle paranoie di un uomo provato dal dolore e dalla solitudine.
Un bel romanzo che mi ha tenuta incollata alle pagine. La cosa che ho apprezzato maggiormente è proprio questa continua sensazione di dubbio: non sai mai fino in fondo se puoi fidarti di quello che Robbie vede, pensa e scopre. Pagina dopo pagina volevo semplicemente arrivare alla fine per capire cosa fosse realmente successo.
Una lettura scorrevole, piena di tensione e colpi di scena, con un protagonista fragile e tormentato che sono, in fondo, i personaggi che amo di più.
E quando un libro riesce a farmi venire voglia di continuare a leggere per sapere “come va a finire”, per me ha già fatto centro.
L’autrice
Maria Teresa Steri è nata e cresciuta a Gaeta. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia si è trasferita a Roma, dove vive con il marito. Giornalista pubblicista, cura il blog Anima di carta dedicato alla scrittura e alla lettura. Ha pubblicato nove romanzi tra thriller psicologici e narrativa esoterica. Ama Hitchcock, i fumetti Disney e si interessa di Antroposofia.Nel 2009 ha pubblicato il suo primo romanzo, “I Custodi del Destino” (fuori catalogo); nel 2015 “Bagliori nel buio”, un noir sovrannaturale, e nel 2017 il thriller esoterico “Come un dio immortale”. Nel 2019 è uscita la seconda edizione del primo romanzo, interamente riveduta, con il titolo “Tra l'ombra e l'anima”.Dal 2020 ha dato vita a una serie di thriller psicologici con un'anima noir: “Sarà il nostro segreto” (2020), “Non fidarti della notte” (2021), “Dal passato all'improvviso” (2022), “Sento i tuoi passi” (2023), “Sarò il tuo Mecenate” (2024), “Finché crimine non ci separi” (2025), “La gatta nel giardino che scotta” (2026).”
Titolo: La gatta nel giardino che scotta
Autore: Maria Teresa Steri
Data di pubblicazione: 15 luglio 2026
Genere: thriller psicologico
Pagine: 214
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Se vi piacciono i thriller psicologici, se siete in vacanza, se vi piacciono i gatti, se volete distrarvi dal caldo torrido e tante altre ragioni, vi consiglio questo romanzo e approfitto per augurarvi buon ferragosto 😎
Grazie infinite! Bellissima recensione, l'ho apprezzata davvero tanto.
RispondiEliminaCara Maria Teresa, sono contenta che la mia recensione ti sia piaciuta, per me é stata una lettura molto piacevole, con la giusta suspence.
EliminaBello vedere la passione di chi continua a scrivere, io da qualche anno ho mollato, chissà se riuscirò in futuro a ricominciare...
RispondiEliminaBuon ferragosto a te e a Maria Teresa :-)
Grazie Ariano, buon ferragosto anche a te. Sì fa sempre piacere vedere che c’è chi continua a scrivere, come scritto in altri post sono molto in crisi anch’io con la scrittura…
EliminaBuon ferragosto anche a te, Ariano. Credo che la scrittura abbia per natura alti e bassi. Spero che tu possa riprendere presto (cosa che auguro anche a Giulia!).
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