C'è una bellissima canzone di Grazia Di Michele intitolata "Solo i pazzi sanno amare", qui il senso della pazzia è un senso positivo, è la pazzia intesa come purezza di cuore e trasporto totale, ed è in questo senso che intitolo questo mio post.
La verità è che per realizzare un sogno bisogna essere un po' pazzi, andare contro tutti coloro che ti invitano a essere ragionevoli e con incredibile sicurezza affermano "non funzionerà mai".
Vuoi realizzare qualcosa? Vai avanti per la tua strada, credi in te stesso anche se nessuno ci crede.
Anche perchè, ammettiamolo, se perfino tu non credi al tuo sogno, perché mai dovrebbero crederci gli altri?
L'insegnante Daniela Re fin da piccola aveva la passione per l'arte e si chiedeva, ma perché ci sono gli album con le figurine dei calciatori e non ci sono gli album per le figurine delle opere d'arte?
Così da grande, diventata insegnante d'arte e di inglese, nonostante tutti le dicessero che la sua idea non avrebbe funzionato, ha inventato Artonauti il primo album di figurine dell'arte, 200.000 copie vendute e quattro milioni di pacchetti di figurine.
Lo aveva fatto per far appassionare i bambini all'arte, ma dopo i bambini e gli adolescenti ha attratto anche gli adulti. Questo album è stato adottato da alcune case di riposo per sollecitare l'attenzione e la memoria degli anziani, perché la bellezza dell'arte può essere seguita anche da chi non può viaggiare e vedere le opere dal vivo.
Daniela Re ha realizzato il suo progetto grazie a un finanziamento Cariplo che lo ha selezionato, la tenacia e la fede nel suo sogno, quindi, le hanno dato ragione.
E questo è un esempio di perseveranza in un sogno. Quando ho letto l'articolo sono rimasta molto colpita e ho provato a cercarne altri.
Steve Jobs e la Apple, questo è il più famoso.
La Rowling e Harry Potter.
Non dimentichiamo poi i sogni che sembravano impossibili e che, per la folle perseveranza dei loro sognatori, hanno cambiato il destino dell'umanità. Adesso riusciamo a volare, andare sulla Luna e su Marte, lanciarci con un paracadute, oppure fare cose più semplici come accendere la luce in casa, curarci con la penicillina (Fleming) ascoltare la radio (Guglielmo Marconi) usare il computer (Turing che inventò la prima macchina di calcolo logico), telefonare (Antonio Meucci) disinfettarci con l'amuchina (ipoclorito di sodio diluito in acqua inventato da Oronzio De Nora ingegnere elettrotecnico e genio delle applicazioni della chimica nell'industria), se riusciamo a trovarlo in questi giorni di sindrome da coronavirus.
Piccole e grandi invenzioni nascono da sogni, da qualcosa che prima non c'era o era solo un'idea vaga, un desiderio, una passione, una voglia di andare oltre.
Viene in mente anche a voi qualche esempio di sogno famoso diventato realtà quotidiana?
Fonti Testi
Articolo su Donna Moderna n. 5 gennaio 2020 di Elisa Venco
Fonti immagini
Pixabay