Ho scoperto Elena Ferrante leggendo il suo romanzo La figlia oscura, mi aveva colpito il suo modo di scrivere delle scomode verità senza edulcolarle in alcun modo. Si parlava del rapporto di una donna con la sua maternità, quel senso di soffocamento che spesso i figli possono dare nonostante l'amore che si prova. Il romanzo però parla di tanto altro, parla del desiderio di libertà e di affermazione della protagonista al di fuori dell'obbligo di essere moglie e madre. Questa è la mia interpretazione perché in realtà la trama parla di una vacanza. In quella vacanza, però, accade qualcosa che supporta la mia tesi.
Quando ho letto la quadrilogia de L'amica geniale quindi conoscevo già lo stile crudo e schietto della Ferrante e i suoi giudizi impietosi sull'amicizia e sull'amore. C'è una sorta di perfidia sotterranea in entrambe le amiche, Elena prova ammirazione verso Lila, per la sua intelligenza, la sua sfrontatezza e la sua capacità di non abbassare mai la testa, il suo coraggio. Nel primo libro Lila, pur essendo solo una bambina, affronta Don Achille, l'orco delle favole, il primo cattivo della storia e gli chiede la restituzione delle bambole che, secondo lei, ha sottratto dalla cantina dove loro lo avevano gettate per una specie di sfida. Elena resta muta accanto a Lila, senza avere il coraggio di fiatare. Don Achille dopo aver negato e discusso, davanti alla fermezza di Lila, da loro dei soldi perché possano ricomprare le bambole.
Lila è fiera e combatte per ogni piccola conquista, ma non sempre il suo coraggio è sufficiente, nonostante la sua testardaggine non riesce a convincere il padre, che la picchia brutalmente, ad andare alla scuola media, lei che è la più brava di tutte, deve rassegnarsi e smettere di studiare.
Invece Elena ci riesce, grazie al supporto della maestra e a suo padre, un uomo più di ampie vedute per l'epoca che decide di farla studiare e la sostiene, anche quando Elena viene boicottata dalla stessa Lila che la convince a una fuga da scuola, per andare a vedere il mare.
Lila è fiera e combatte per ogni piccola conquista, ma non sempre il suo coraggio è sufficiente, nonostante la sua testardaggine non riesce a convincere il padre, che la picchia brutalmente, ad andare alla scuola media, lei che è la più brava di tutte, deve rassegnarsi e smettere di studiare.
Invece Elena ci riesce, grazie al supporto della maestra e a suo padre, un uomo più di ampie vedute per l'epoca che decide di farla studiare e la sostiene, anche quando Elena viene boicottata dalla stessa Lila che la convince a una fuga da scuola, per andare a vedere il mare.
L'amicizia tra le due bambine crescerà e diventerà più forte ed equilibrata, ma entrambe saranno per tutta la vita protagoniste e antagoniste, a fasi alterne.
È importante leggere tutti e quattro i libri per avere chiara tutta la storia e assaporare il crescendo di emozioni che provoca. Per me il libro più bello è l'ultimo, ma è anche quello che mi ha straziato il cuore perché non c'è salvezza per nessuno dei protagonisti.
La storia delle due amiche e del rione di Napoli della loro infanzia è anche un modo per raccontare l'Italia: dagli anni cinquanta, anni poveri ma pieni di fiducia nel futuro, ai primi anni duemila, gli anni della disillusione.
La storia delle due amiche e del rione di Napoli della loro infanzia è anche un modo per raccontare l'Italia: dagli anni cinquanta, anni poveri ma pieni di fiducia nel futuro, ai primi anni duemila, gli anni della disillusione.
Due amiche geniali, come solo le donne sanno essere, che rivendicano il diritto di essere libere.
È un paradosso che questa libertà riesca abbastanza a Elena grazie allo studio pazzo e disperatissimo, mentre venga solo sfiorata da Lila che pure aveva tutte le qualità e il genio per poter emergere ed emanciparsi, senza mai riuscirci, tranne forse verso la fine.
In realtà entrambe sono geniali a loro modo.
In realtà entrambe sono geniali a loro modo.
Lila è una bambina intelligente, fiera, piena di aculei pronta a colpire per difendersi.
Elena è una bambina dolce, sottomessa, ma con il fuoco che le arde dentro e con una implacabile pazienza che la porterà lontano.
Crescendo, manterranno queste loro caratteristiche pur smussandole per essere in grado di affrontare i grandi dolori che, inevitabilmente, incontreranno.
La loro amicizia, tra alti e bassi, tra gioie e dolori, passioni e rivalità mai sopite, sarà la costante, il filo conduttore di tutta la trama.
La loro amicizia, tra alti e bassi, tra gioie e dolori, passioni e rivalità mai sopite, sarà la costante, il filo conduttore di tutta la trama.
Anche l'amore è il filo conduttore della storia, quello per gli uomini che, il più delle volte, cadrà nello sconforto della delusione, quello legato all'amicizia tra Lila ed Elena, quello filiale tra incomprensioni e disperazione, quello per un'ideale e per il legame alla propria terra.
Queste le riflessioni che derivano dalla visione della serie tv, che mi ha fatto ripercorrere le fasi più belle della lettura dei libri.
Certe storie conquistano perché ciascuno di noi può trovarvi una parte di sè, a me è successo soprattutto perché anch'io ho vissuto in un piccolo centro del sud e ho avuto un'amica di infanzia con la quale sono cresciuta, quasi in simbiosi, dalle elementari alle medie, poi le nostre strade si sono separate per ricongiungersi in età adulta, qualche anno fa. A parte questo, ci sono sentimenti ed emozioni che ho rivissuto attraverso questo lungo racconto ripercorrendo le tappe della storia italiana.
Capita anche a voi di riconoscere un pezzetto della vostra storia in un libro che leggete?
Fonti immagini
Pixabay
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