Certe storie nascono perché le abbiamo sfiorate un giorno per caso e ci sono rimaste addosso
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In questi giorni frenetici di fine anno che ormai vivo da sempre con una certa angoscia perché corro più del solito o, forse, mi sembra di correre di più perché le giornate sono più corte, fa più freddo, c'è il Natale che accorcia il mese di dicembre, c'è il Grinch in me che torna alla ribalta con il fantasma dei natali non vissuti ecc ecc mi ritrovo a non avere tempo per scrivere neanche un post decentemente strutturato. Ogni tanto butto giù dei pensieri alla rinfusa su blogger e alla fine viene fuori qualcosa che non avevo programmato. Comunque qui racconto come è nata la storia di Pietro e Laura di Insostenibili barriere del cuore, il titolo provvisorio con cui ho scritto il romanzo era "Nessun dolore è per sempre", ma mi sembrava un titolo troppo impegnativo, così quando ho scritto la parola Fine mi è apparso il titolo giusto che poi è diventato quello definitivo.
Lo vedevo sempre con la sua bambina, un padre dolcissimo e attento, con un'ombra negli occhi, era quel dolore nascosto tra le pieghe dell'anima che mi colpiva e mi causava un buco nel cuore. Lo incrociavo talvolta e il mio saluto era sempre accompagnato da un sorriso per quella meraviglia di bambina che gli stava attaccata come l'edera.
Il sabato pomeriggio mi trasferivo a casa del mio ragazzo e passavo spesso il tempo nel giardino condominiale a leggere, era il periodo in cui non avevo ancora una mia auto, così lui mi passava a prendere dopo pranzo e mi portava a casa dei suoi, poi si chiudeva in camera a studiare e io, che già lavoravo, mi mettevo a leggere un libro in attesa che arrivasse l'ora di cena. Era primavera e, seduta con il libro nel mio angolino, ascoltavo distrattamente i discorsi della mamma del mio ragazzo con la sua vicina e mi accorsi che parlavano di lui, il papà tenero che incrociavo ogni tanto, mi sporsi per ascoltare incuriosita.
"Sai" disse Chiara, "l'altra sera è arrivato a casa con una ragazza, me l'ha presentata come un'amica, ma si capiva che c'era qualcosa di più. E l'ho visto sorridere come non faceva da tanto tempo. Sono davvero felice per lui, spero che riesca a rifarsi una vita"
"Meno male" rispose Maria, "mi si stringeva il cuore a pensarlo da solo, dopo tutto quello che ha passato. Se ripenso a quel periodo mi vengono i brividi, anche per noi è stato difficile, io vivevo nell'ansia".
"Scusate, ma di chi state parlando" intervenni io. Di solito mi facevo i fatti miei, ma ero troppo curiosa.
"Di Pietro, il nostro vicino"
"E cosa gli è successo? Cosa vuol dire che ti vengono i brividi a ripensare a quel periodo. Perché vivevi nell'ansia?"
E così Maria, abbassando la voce, mi raccontò tutta la storia. Mi raccontò dei tentativi di suicidi della moglie e di quella bambina rimasta sola con il padre. Della paura che saltasse per aria tutto il condominio se avesse usato di nuovo il gas e di quello che era successo dopo.
Ho sempre avuto la fantasia fervida e ho provato a immaginare il susseguirsi di quegli eventi fino al giorno della tragedia. Mi sono anche chiesta come mai nessuno si sia preoccupato di salvare quella donna dalla sua angoscia, era un tempo in cui si parlava ancora troppo poco di depressione post partum. Ogni volta però che ascoltavo al notiziario la notizia di una morte simile, mi tornava in mente quella storia.
Ogni tanto ci pensavo e restavo sempre attonita. Poi smisi di pensarci fagocitata dalla mia vita. Io e il mio ragazzo abbiamo preso strade diverse e dopo non vidi più Pietro.
Quella storia mi è rimasta dentro negli anni poi un giorno è balzata fuori e ho dovuto raccontarla mescolando un po' le carte con tempi e incontri diversi. In mezzo ci ho messo anche l'amicizia tra donne, quella nata per caso, quella sincera, senza invidie o rivalità, quella che nei momenti difficili della vita può diventare un faro e fare da guida. È strano come certe combinazioni arrivino nel momento giusto, quando tutto sembra lontano e, come per incanto, capisci tutto, anche il dolore che non ti appartiene perché, nel frattempo, lo hai provato sulla tua pelle sotto altre forme.
Nota: Pietro, Maria e Chiara sono nomi di fantasia.
Come nascono le vostre storie, vi è mai successo di partire da un evento reale e poi "volare" con la fantasia?
Come nascono le vostre storie, vi è mai successo di partire da un evento reale e poi "volare" con la fantasia?
#stoleggendo
Tutto questo ti darò di Dolores Redondo
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