Non ho parole che traccino la rotta di questo 2024, anno bisestile e già in sé inquietante, perché l’ultimo anno bisestile il 2020 ci ha portato la pandemia. Certo non possiamo affermare che gli anni successivi non bisestili siano stati migliori, il 2021 oltre agli strascichi della pandemia ha portato una serie di problemi e di disordini legati ai vaccini, tutti amici a cantare sui balconi nel 2020 e poi tutti in piazza a scannarsi perché “vaccini sì e vaccini no”. Il 2022 guerra in Ucraina, il 2023 guerra in medio oriente, inflazione galoppante, mutui in salita, alluvioni, tragedie varie climatiche e non, piove governo ladro. Ecco perché questo 2024 non mi ispira nessuna fiducia nel futuro, vorrei soltanto che non fosse peggiore del precedente.
Lo so, mi sto ripetendo e ho già espresso le mie inquietudini nel post precedente Chissà, chissà domani ma questo post ha un altro scopo, vorrei delineare qualche rimedio, qualche strategia su come operare per salvarsi dall’ansia, solo da quella, perché è impossible salvarsi dai mali del mondo, almeno in generale e in assoluto. Ovviamente sono rimedi validi per me, non ho una ricetta universale per tutti, semplicemente ho cercato di trovare una mia soluzione per il mio carattere ansioso, una soluzione operativa che poi è una risoluzione adottata da sempre, ma di cui ogni tanto mi dimentico ed è sempre la stessa: di fronte a un problema devo giocare di anticipo, faccio prima quello che potrei fare dopo oppure a ridosso della scadenza.
“Giocare di anticipo” significa agire in modo preventivo o anticipato per ottenere un vantaggio o per prevenire eventuali problemi. Lo so che sembra la scoperta dell’acqua calda eppure, sembra incredibile, sono pochissimi quelli previdenti che preparano con il dovuto anticipo quello che c’è da fare, questo significa che spesso certe incombenze arrivano alla scadenza (nella vita come nel lavoro) in ritardo oppure con incredibile ansia di chi deve farvi fronte. Per esempio, al lavoro devo produrre un documento pieno di dati (sono i dati contabili di un triennio quindi una massa enorme di informazioni da mettere in ordine) la scadenza è a fine marzo, ma io ho cominciato a lavorarci da metà gennaio, la mia speranza è di concludere tutto per l’inizio di marzo, perché guarda caso fine marzo è Pasqua, quindi la scadenza effettiva da considerare è almeno dieci giorni prima. Alcuni miei colleghi mi considerano un po’ folle, perché ho cominciato così in anticipo, tuttavia quando ho inviato all’ufficio bilancio il mio report in cui riepilogavo tutti i dati contabili che mi servivano e di cui chiedevo la copia, hanno ringraziato perché li ho chiesto con il dovuto anticipo (per fare il report ci ho perso la vista e due settimane di tempo in cui utilizzavo ogni ritaglio di tempo per lavorarci, perché nel frattempo il lavoro ordinario doveva andare avanti).
Inoltre, un ulteriore rimedio può essere quello di “Avere un metodo” cioè “seguire un approccio organizzato o una procedura specifica per raggiungere un obiettivo o svolgere un’attività in modo sistematico e strutturato”. Adottare un metodo spesso è salvifico, si imposta una procedura che viene seguita pedissequamente. Facciamo un esempio: io cerco di essere sempre in pari con le mail del lavoro, ogni mattina come prima cosa - quando arrivo in ufficio - leggo sempre tutte le mail arrivate, per esempio quelle di notifica della contabilità che mi segnalano l’arrivo delle fatture elettroniche dei fornitori: il mio metodo é controllare subito la fattura per verificare se sia corretta, in caso contrario segnalo subito l’errore all’ufficio competente, se la fattura è corretta la scarico in pdf e la inserisco nel mio scadenzario dei pagamenti; poi ci sono le mail inutili o di spam, che cancello, le mail informative che salvo nelle comunicazioni da tenere; quelle a cui devo dare una risposta semplice e rispondo subito; quelle che richiedono una risposta e un’azione più complessa che salvo in una cartella apposita, me le stampo per poterle leggere con maggior attenzione, magari evidenziando i punti importanti.
Insomma cerco di avere un sistema di archiviazione organizzato per tenere traccia di documenti importanti e delle informazioni relative alle scadenze. Inoltre cerco di annotare tutte le date di scadenza in un apposito calendario elettronico dove imposto avvisi e promemoria, ma uso anche un’agenda planning di carta su cui scrivo le scadenze principali, di solito con quella mi oriento in modo più immediato perché ho sotto gli occhi gli impegni principali della giornata prima ancora di accendere il computer. Purtroppo questo non sempre basta per tenere tutto sotto controllo, ma è un buon aiuto.
Anche nella vita privata adotto lo stesso metodo per star dietro agli impegni personali, ho sempre un’agenda settimanale cartacea dove appunto le scadenze, scrivo promemoria e inserisco documenti vari di cui devo ricordarmi in prossimità di una certa data. Inoltre mi faccio ogni tanto una lista delle cose da fare e quando le ho fatte le cancello con una bella riga sopra, un momento liberatorio meraviglioso.
Fare di testa propria potrebbe essere il terzo rimedio al logorio della vita moderna, quando decido di fare qualcosa la faccio e basta, non ho ancora capito perché gli altri vogliano a tutti i costi darmi consigli non richiesti. Decido di lavorare di domenica mattina (approfittando di una domenica piovosa) e tutti a dirmi,: ma no, ma perché non ti riposi, chi te lo fa fare…e poi capisco che se lo avessi fatto mi sarei trovata in vantaggio. Credo che sia sempre più opportuno prendere decisioni o agire indipendentemente, senza essere influenzati dagli altri. È sempre meglio “Fare di testa propria” quindi agire autonomamente, senza dipendere dalle decisioni o dalle azioni degli altri, prendere iniziative e responsabilità in totale autonomia (anche un po’ in segreto, per scaramanzia) senza essere influenzati dalle opinioni altrui. In sostanza, sono io il miglior consigliere di me stessa. Ciò vale per le piccole cose, ma soprattutto per quelle più grandi. E se sbaglierò sarà solo colpa mia, ma almeno non vivrò la frustrazione di aver ascoltato gli altri.
Inserire una buona abitudine nella propria routine, quarto rimedio non legato all’ansia ma al proprio benessere. Quante volte ci ripromettiamo di fare qualcosa che poi rimane appesa nei meandri dei buoni propositi, questo perché ogni promessa che facciamo a noi stessi è legata alla forza di volontà che con gli anni diventa sempre più flebile e sfilacciata. Ricordo che a vent’anni ero incredibilmente determinata, se decidevo di fare una cosa la facevo e basta, come per esempio la dieta, oppure studiare 10 ore al giorno per preparare un esame. Oggi che non ho più vent’anni, sarà il lavoro che assorbe tempo, sarà che a fine giornata ho bisogno di gratificarmi, sarà che ho imparato che non sempre volere é potere - come scrivevo in quel post di novembre scorso Volere é potere? - la mia volontà è sempre meno forte, anzi è debolissima. Tuttavia se inserisco una buona abitudine nella mia routine mattutina, per esempio, poi la seguo abbastanza fedelmente. Insomma mi pongo un piccolo obiettivo piuttosto che uno troppo grande per la mia ormai debole forza di volontà. Per questo ho inserito nella mia routine mattutina dieci minuti di ginnastica, faccio cento addominali, diversi esercizi con i pesetti e poi lo stretching finale. Non sarà molto, ma se lo faccio tutti i giorni il mio corpo sarà più tonico, forse. E comunque da quando lo faccio mi sento meglio. Di più non riesco a fare perché mi sveglio già alle 5,30 e non posso anticipare oltre. Più avanti vorrei inserire qualche esercizio di yoga, ma vedremo. Al mattino la mia volontà è più forte, poi diminuisce perché sfinita dal logorio del lavoro moderno.
Altri suggerimenti ne avete? Io per ora ne ho pensato solo questi, ma se volete lasciate un commento, mentre io vi lascio con un video da boomer, un meraviglioso spot contro il logorio della vita moderna, anche se non ho mai assaggiato il Cynar
Fonti immagini: immagine creata con App Imagine AI




